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Provato Uncharted: The Nathan Drake Collection

Passiamo qualche minuto in compagnia della conversione di Uncharted 2, inclusa nella raccolta per PlayStation 4 curata da Bluepoint Games.

provato Uncharted: The Nathan Drake Collection
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  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Forse non è stata poi così male l'idea di spostare l'uscita di Uncharted 4 alla primavera del 2016. Invece che lottare per guadagnarsi un po' visibilità nell'affollatissimo autunno videoludico, l'ultima avventura di Nathan Drake potrebbe arrivare sul mercato in un momento di relativa calma, conquistando senza fatica le luci della ribalta. Una strategia che nel caso di Bloodborne ha pagato non poco. Considerato poi che il team di sviluppo, dopo l'abbandono di Amy Hennig, ha dovuto riscrivere buona parte della sceneggiatura e ripartire con il motion capture, un po' di tempo in più non potrà che far bene, ed evitare magari i "plotholes" che ogni tanto bucherellavano la narrazione del terzo capitolo.
Per non lasciare i fan della saga a bocca asciutta, tuttavia, Sony ha ben pensato di approntare, per il prossimo 7 ottobre, una raccolta che includa i primi tre capitoli, rimasterizzati in alta definizione per non sfigurare su PlayStation 4.
I lavori su Uncharted: The Nathan Drake Collection sono stati affidati al team Bluepoint Games, ormai espertissimo in fato di riedizioni. Il gruppo textano si era già distinto per la conversione di Flower e per la collection di ICO e Shadow of the Colossus, e la prima esperienza con la piattaforma next-gen di Sony (la rimasterizzazione di Flower) aveva continuato a dare segnali incoraggianti.
Per avere un'idea di cosa possiamo aspettarci in fatto di aggiornamento tecnico, Sony ci ha invitato a (ri)giocare una delle scene più famose del secondo capitolo. Quattro minuti di adrenalina a 1080p.

Marco... Polo

La scena che abbiamo avuto modo di provare è ambientata in Nepal: si comincia sul tetto dell'ormai cadente Shangrilla Hotel, e tutti vi ricorderete cosa succede dopo. Braccati da un elicottero militare, Nathan e Chloe schizzano all'interno di palazzi in rovina, coinvolti in serrati scontri a fuoco con le forze militari del luogo, fino al crollo disastroso e spettacolare di un intero edificio che, colpito dai razzi dell'Apache, si appoggia sul palazzone a fianco prima di sgretolarsi del tutto.
A livello di costruzione scenica, ritmo e regia dinamica, Uncharted 2 non teme davvero confronti. Il terzo episodio conserva ancora la priorità in fatto di originalità delle ambientazioni e apertura dei livelli, ma "Il Covo dei Ladri" può vantare una serie di sequenze indimenticabili e tenutissime, da annoverare ancora oggi fra i momenti più alti del genere action/adventure.
Al di là della qualità del materiale d'origine, l'aumento della risoluzione a 1080p ci consegna un colpo d'occhio molto più nitido e pulito, finalmente senza aliasing, e la fluidità inchiodata a 60 Frame al Secondo si fa sentire quanto basta, anche se il genere non è quello che più beneficia da questo incremento. Come abbiamo già sostenuto analizzando i risultati dell'edizione Remastered di God of War 3, tuttavia, aumento del framerate e della risoluzione sono ormai il minimo sindacale per una riedizione next-gen.
A risaltare di più, quindi, è il lavoro sulle texture, molto più definite e in qualche caso addirittura arricchite da effetti di superficie che rendono le scenografie più dettagliate. I campi lunghi e i panorami non compiono un balzo miracoloso, ricordandoci che il prodotto ha la bellezza di sei anni sulle spalle, ma quando ci si ferma invece ad analizzare la densità di oggetti presenti nei livelli, la resa vivida dei materiali, e più in generale il lavoro svolto sulle scenografie, si percepisce un impegno costante e meticoloso.
Il lavoro sull'illuminazione è difficile da valutare in una sequenza del genere (all'aperto e in pieno giorno), ma nei brevi spezzoni in interni anche su questo fronte la revisione appare percepibile. La varietà di ambienti che si incontrano durante l'avventura suggerisce ovviamente un'analisi un po' più circostanziata. Evidenti i passi in avanti compiuti invece sul fronte degli effetti speciali, dalle esplosioni alle semplici scintille di un'insegna sfrigolante.

La scena, spettacolare oggi come un tempo, si conclude mostrando un interessante uso del motore fisico, che pure nel prodotto originale restava confinato in poche, specifiche sequenze. Dando un'occhiata allo stesso spezzone giocato nell'edizione originale, tuttavia, ci è sembrato di ravvisare un consistente aumento degli oggetti a schermo (unito in verità a piccoli problemi di collisioni e a qualche bug della fisica di gioco, che speriamo sia corretto per tempo). Non sappiamo ovviamente se si tratti solo di un caso isolato o se Bluepoint Games abbia intenzione di lavorare sulle scenografie più identificative delle tre avventure per renderle più d'impatto.
Complessivamente i pochi minuti di gameplay ci hanno convinto sulla bontà della conversione, confermando le abilità del team incaricato di portare avanti questa raccolta. Aspettiamo comunque di mettere le mani sulla revisione tecnica del primo e terzo capitolo.