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Provato Unreal Tournament

Un velocissimo arena-shooter, brutale e caotico

provato Unreal Tournament
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  • Pc
Tommaso Tommaso "Todd" Montagnoli è un maniaco e devoto videogiocatore da più di vent'anni, feroce appassionato di RPG, strategici e tutto il resto. Le poche ore che non spende giocando le passa fra fumetti, cinema, brit rock e snowboard. Lo trovate su Facebook, Twitter e su MORLU TOTAL GAMING.

La GDC di San Francisco ha portato una ventata di aria fresca nel panorama videoludico ed in tutto questo Epic Games ha avuto un ruolo centrale. Oltre alla partnership con Nvidia, la novità principale riguarda sicuramente l’Unreal Engine 4, ora accessibile a tutti e distribuito gratuitamente al grido di “if you love something, set it free”. Gli sviluppatori (soprattutto quelli indipendenti) avranno di che gioire, ma anche per gli utenti c’è qualche grossa novità.
Stiamo parlando del reboot del primo e indimenticabile Unreal Tournament che, dopo essere sparito dai radar per qualche tempo, si ripresenta sotto forma di pre-alpha giocabile, pronto a sfoggiare la sua prima mappa completa. Il progetto fu annunciato per PC, Mac e Linux durante il maggio 2014, mentre dalla scorsa estate era già giocabile una versione closed, che solo con le ultime patch è diventata finalmente accessibile a tutti. Precisiamo subito che lo stato dei lavori è ben lungi dall’essere completo, come del resto testimoniano il netcode instabile e le mappe senza texture, eppure il divertimento non tarda ad arrivare: qualche click e veniamo nuovamente scaraventati nella mischia, dove i nemici non si uccidono: si fraggano.

GO FRAG YOURSELF

Tanti anni ci separano dal primo Unreal Tournament. Sedici per l’esattezza, e nel frattempo il mondo degli FPS è incredibilmente cambiato: la velocità tipica dello scorso decennio ha lasciato il posto ad uno stile più tattico, fatto di coperture, realismo e un sistema di progressione sempre più articolato. Eppure il genere degli sparatutto “old school” sopravvive ancora grazie ai fan di vecchia data, ai giocatori hardcore e agli immancabili modders. È proprio da questo tipo di pubblico che vuole ripartire il nuovo titolo di Epic Games. Questo reboot infatti resta fedele al suo capostipite e ne ripresenta la stessa formula: un velocissimo arena-shooter, brutale e caotico, che, a conti fatti, sembrerebbe un vero e proprio remake, vista anche la riproposizione in toto delle stesse armi e mappe. Ad oggi non v’è traccia di una campagna (da sempre presente nella serie UT) e tutto si basa sul comparto multiplayer competitivo, sorretto da quattro irriducibili modalità di gioco: il Deathmatch tutti contro tutti (fino ad un massimo di 32 giocatori), l’ancor più classico Team-Deathmatch, il Duello 1v1 e lo storico Capture the Flag (CTF), da sempre simbolo della saga.

Anche l’arsenale a nostra disposizione resta invariato, con dodici armi che sembrano non sentire il peso degli anni, garantendoci ancora un gunplay unico ed estremamente divertente. Come da copione ogni scontro ci vedrà partire solo con la semplice pistola Enforcer, un martello pneumatico e il geniale traslocatore (l’antesignano della Portal Gun?) da sempre indispensabile durante le fughe in CTF. Se poi riusciremo a sopravvivere abbastanza nell’arena ritroveremo con gioia altre vecchie conoscenze come il Bio Fucile, il Cannone Flak, il Fucile Link e il devastante Redentore. Ogni arma porta con sé uno stile di gioco ben definito, raddoppiato -di fatto- dalla sempre presente modalità di fuoco secondaria e, nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo, senza ombra di “reload” o “aim zoom”.
Le mappe base (seppur incomplete) sono già una ventina e anche qui è stato facile riconoscere qualche evergreen come Il Castello o L’asteroide, un’ennesima prova di fedeltà nei confronti del concept originario. Anche il versante delle location non presenta dunque nessuna novità, offrendo un'estensione dei livelli generalmente limitata, fatta eccezione per quelli del CTF, che si distinguono per qualche spazio più ampio ma comunque scevro degli odiatissimi “camper spot”. La filosofia alla base degli arena shooter del resto scoraggia la staticità in favore di uno stile di gioco votato alla corsa frenetica, in cui per sopravvivere è fondamentale imparare a destreggiarsi fra stanze iper-affollate e corridoi claustrofobici, come fossimo in un flipper. Unreal Tournament non vuole certo innovare, bensì riportare in auge un genere storico che ultimamente aveva perso visibilità. Il valore del titolo è identificabile nel multiplayer competitivo che, a dispetto della sua natura semplice del control scheme, si configura come una delle sfide più impegnative di sempre. L’intera struttura è pensata per ridare lustro alle capacità individuali del singolo giocatore, un’impostazione tipica degli e-sports, che rende necessario il duro allenamento dei propri riflessi: la quintessenza dello sparatutto.

UNREAL ENGINE 4

Il versante tecnico è ancora un cantiere aperto ed è quindi impossibile giudicare il titolo su questo fronte, ma proprio in questi giorni il team di sviluppo ha reso disponibile la prima mappa texturizzata, permettendoci così di saggiare le nuove potenzialità dell’Unreal Engine 4. Sorvolando su particellari e gore system (ancora incompleti) ci ritroviamo di fronte ad una direzione artistica di prim’ordine, avvalorata da un comparto tecnico all’avanguardia: la nuova Outpost 23 (così è denominata l’arena) è una torre di guardia, un contorto labirinto dallo stile futuristico che ci ha subito riportato in mente la gloria dei vecchi tempi. Sebbene lo stile adottato per le proporzioni non sia propriamente realistico, la qualità della modellazione è davvero buona, ma è il sistema di illuminazione ad averci maggiormente stupito. Le luci dinamiche si adattano magnificamente ad ogni superficie e, con un sapiente mix di HDR e profondità di campo, riescono a creare un contrasto foto-realistico di grande impatto, soprattutto laddove predomina il bianco. Il tutto viene sapientemente filtrato da un ottimo antialiasing e da un effetto pellicola a nostro avviso davvero piacevole, un altro aspetto su cui il nuovo motore sembra voler puntare molto.

Dobbiamo inoltre considerare che l’Unreal Engine 4 si dimostra piuttosto leggero nonostante lo status di pre-alpha e, a sentire le dichiarazioni di Epic, il risultato finale può ancora migliorare significativamente. C’è poi da considerare che il mercato degli arena shooter è formato da pochi titoli, di origine spesso modesta (come il recente Toxikk) o comunque visivamente non brillanti (come Quake Live). L’idea di un prodotto graficamente superiore, dunque, non può che farci piacere e restiamo in attesa di ulteriori patch e aggiornamenti, sperando di confermarvi il nostro entusiasmo iniziale.

Unreal Tournament Unreal Tournament fa ritorno sulla scena degli arena shooter, sfoggiando ancora una volta il suo inconfondibile stile. La struttura del capostipite della saga viene infatti riproposta integralmente, comprese mappe ed armi, tuttavia niente sembra scalfire le irriducibili fondamenta del genere. Se dal lato del gameplay tutto è rimasto immutato, sul fronte tecnico veniamo invece sorpresi dalle prodezze dell’Unreal Engine 4, che finalmente mostra i muscoli con una produzione di altissima qualità. Particolarmente meritevole di interesse è anche il modello produttivo adottato da Epic Games, una scelta innovativa che promette di aggiungere ulteriore valore al progetto di Unreal Tournament. Lo sviluppo prevede una profonda collaborazione con la community per giungere infine ad una distribuzione gratuita e libera da micro-transazioni, supportata da un immancabile market per la condivisione di mod e contenuti. Unreal Tournament è dunque un titolo da tener d’occhio e, anche se alcuni potranno non apprezzare la via "conservatrice" intrapresa dai ragazzi di Epic, vi consigliamo comunque una prova: a volte la semplicità resta l’arma migliore per affrontare l'arena.

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