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Provato Until Dawn

Abbiamo provato l'horror movie interattivo di Supermassive Games.

provato Until Dawn
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  • PS4
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

La casa sembra abbandonata, il peso degli anni si fa sentire come lo scricchiolio delle assi di legno che si contorcono a ogni nostro timido passo. Saliamo in soffitta, arrampicandoci su una scala praticamente verticale. In cima, ci danno una torcia per vedere qualcosa in questo buio fitto. C'è una foresta, degli alberi, sembrano piccoli abeti ma non siamo sicuri. Dobbiamo farci largo tra la polvere, le ragnatele e i rami, per arrivare finalmente a una postazione e provare l'ultima demo di Until Dawn. Siamo a Londra, in una struttura di mattoni, legno e ferro che ospita l'evento che Sony ha organizzato per festeggiare i 20 anni di PlayStation. Dopo quella strana passeggiata nella foresta, finalmente ci sediamo di fronte alla console, per provare questo “film horror interattivo”, come lo definiscono i creatori di Supermassive Games.

Cosa faresti tu?

Quando guardiamo un film horror, di solito, c'è sempre qualcuno degli attori che fa qualcosa di davvero troppo stupido e poi muore o comunque si fa malissimo. Tipo, ad esempio: decidere di andare a farsi un bagno da soli in piscina mentre un serial killer si aggira in giardino, oppure andare ad accendere la luce in cantina nonostante strani mostri putrefatti siano appena fuoriusciti da un libro maledetto. Quante volte abbiamo criticato la biondina di turno che poi è morta macellata per colpa di una sceneggiatura troppo idiota per essere vera? Ecco, Until Dawn vuole darci la possibilità di prendere controllo di quella biondina, che qui si chiama Sam ed è interpretata da Hayden Panettiere, e vedere se davvero noi siamo più bravi di qualche sceneggiature sottopagato di Hollywood. Until Dawn racconta un tranquillo weekend di paura di otto amici che decidono di andare a passare un paio di giorni in una baita in mezzo alla foresta, una casa che ovviamente si trasforma in un mattatoio dove un efferato psicopatico maniaco uccide tutti, uno a uno. Ecco Until Dawn, una specie di incrocio tra un teen horror movie stile Scream, uno un po' più sadico tipo Saw (ci sono alcune scene gore niente male) e, per via di ambientazione e atmosfere, un classico degli anni '80 come La Casa o, se volete un titolo più recente, Quella casa nel bosco.


Heavy Rain, però horror

Il modo migliore per descrivere Until Dawn è quello di una versione horror di Heavy Rain. Ci sono delle sequenze di esplorazione, in cui si cercano oggetti e si risolvono enigmi, ci sono quintali di quick time event dove dovremo prendere le decisioni più importanti e infine, ci assicurano gli sviluppatori, ci sarà anche azione e qualche scena di combattimento. La demo che abbiamo potuto giocare, e che durava una manciata di minuti, ha permesso di provare il funzionamento dei quick time event, che saranno comunque la parte più importante del gioco. Prima di iniziare il gioco ci fa alcune domande: servono a stabilire cosa farà il cattivone cattivissimo, se userà una mazza o una siringa, ad esempio. Nella demo era un veloce questionario, nel gioco finale il sistema sarà in grado di ricordarsi delle scelte che facciamo e, di conseguenza, cambierà il serial killer, cercando di sfruttare le nostre paure per ucciderci. Interessante. La demo inizia con Sam che si sta facendo un bagno mentre ascolta musica classica ed è osservata da tipo due metri dal mostro cattivissimo, che ovviamente ha una maschera da clown tutta rotta e proprio cattiva. Ok, la scena non è proprio il massimo, ci scappa una mezza risata, ma andiamo avanti. Sam si alza, si mette l'asciugamano, e si accorge che in casa non c'è più nessuno. Dove sono finiti tutti? Perché è andata via la luce? Oh, che sfortuna! É andata via la luce in un film horror, incredibile! Sam comincia a scendere, notiamo dei palloncini con delle frecce che indicano una strada, anche se Sam non sembra farci troppo caso...


Non aprire quella porta. Ma no vabbè dai, aprila pure

Sam scende seguendo i palloncini e si trova nella sala cinema della casa (si è una casa da ricconi sfondati). Le porte si chiudono e parte un video con uno degli amici che viene segato a metà, mentre una voce alla Saw intima a Sam che ha appena 10 secondi per scappare e mettersi in salvo e che il bello è appena cominciato, sarà una gran serata, no dai non te ne andare tanto domani è domenica e non devi andare a lavoro. Qui abbiamo la prima scelta: scappare subito oppure prendere un vaso e tirarlo in faccia al mostro. Siccome Sam è molto donna emancipata e il vestitino con asciugamano intorno al corpo fa troppo puntata di Friends, decidiamo di fare la femmina nevrotica e tirargli il vaso addosso. Bisogna puntare la scelta con il pad, quindi mirare verso il mostro (sempre spostando il pad) e quindi premere X. Centriamo il clown e cominciamo a scappare, apriamo una porta e arriviamo a una stanza con un letto: seconda scelta. Meglio continuare a scappare o nasconderci? Decidiamo di nasconderci, lui ci trova, ci prende per le gambe, terza scelta: gli tiriamo un calcio o ci aggrappiamo al letto? Gli molliamo un calcio, basta premere il tasto entro il tempo limite, e ci divincoliamo, scappando via. Arriviamo in una stanza piena di scatoloni, sembra una cantina bella grande, di quelle tipiche delle case americane dove poi massacrano decine di persone: anche qui altra scelta. Scappare o nasconderci? Noi scappiamo e arriviamo a quella che è la scena finale del gioco. Superando una porta e un altro paio di sequenze dove bisogna prendere alla svelta una direzione, arriviamo in una zona più ampia dove dobbiamo nasconderci di nuovo. Divertente che quando ci nascondiamo, dobbiamo tenere il pad immobile altrimenti verremo scoperti. Alla fine il mostro ci prende alle spalle, ci addormenta con del cloroformio e la demo finisce.

Ok, poco male, riproviamo. Facciamo scelte diverse, ad esempio superiamo il letto senza nasconderci, ma il gioco non sembra cambiare molto. Tutte quelle scene d'intermezzo portano comunque al momento finale della demo, dove dobbiamo fare la scelta importante, quella che davvero cambia il gioco. In altre parole, l'impressione è che Until Dawn vi metterà molto spesso di fronte a scelte, ma non tutte cambieranno l'esito dell'avventura. Solo quando vedrete un'icona a forma di farfalla, solo allora si tratterà di una scena chiave, una diramazione importante della sceneggiatura.

Sei morto, per davvero

Considerando che dovremo controllare otto personaggi, è chiaro che bisognerà affrontare molte scene ed è normale che non tutte siano “decisive” (sarebbe stato un inferno da un punto di vista dello sviluppo). La cosa che più mi ha incuriosito di Until Dawn, però, è che quando un personaggio muore, muore per davvero. Finito, ciao, kaput. Non ci sono checkpoint, non si può ricaricare la partita. Non so esattamente che sistema hanno usato gli sviluppatori, ma questa è una scelta che trovo stimolante. Soprattutto perché, sempre a sentire i creatori del gioco, è possibile salvare tutti e gli otto protagonisti, oppure farli morire tutti. Con in mezzo tante varianti e tanti finali alternativi, per un titolo che sicuramente avrà un'alta rigiocabilità. Tecnicamente è un titolo discreto, ottima la recitazione di Hayden, un po' meno le animazioni: Sam si muoveva per la casa in maniera un po' troppo “rozza”, come se fosse staccata dal contesto. Il fatto che passasse vicino ai palloncini cattivissimi del clown senza nemmeno girare il capo, per esempio, un po' rompeva l'atmosfera. Until Dawn sembra ormai pronto all'uscita: dopo i problemi in fase di sviluppo su PlayStation 3, adesso il team dà l'impressione di aver scelto la strada da seguire. È un titolo che ha una visione e la persegue, e potrebbe essere una delle sorprese dell'anno. Anche se rimangono alcuni dubbi...

Until Dawn Until Dawn è un titolo che potrebbe davvero sorprenderci. L'idea di creare un film horror interattivo è interessante, il sistema delle scelte e dei quick time event funziona abbastanza bene, e il fatto che la morte di un personaggio è irreversibile trovo sia la cosa più intelligente da fare in un titolo del genere. Ma, come un buon film dell'orrore insegna, per avere successo Until Dawn deve sapersi porre nel modo giusto, deve decidere che tipo di horror vuole essere. La mia speranza è che Until Dawn non si prenda troppo sul serio, che crei davvero un “teen horror” alla Scream, senza cadere nella tentazione di fare l'orrore di alto livello, stile Quella casa nel bosco. Ci sono alcuni momenti, nel gioco, in cui la sensazione “maccosa” sale a livelli preoccupanti: la scena della vasca da bagno, con la musica classica e il clown a due metri, è oggettivamente ridicola. Se tutto il film sarà così, alla Scream per intenderci, potrebbe essere davvero una grandissima sorpresa e, soprattutto, qualcosa che nei videogame, dove l'horror viene preso sempre un po' troppo sul serio (vedi Silent Hill o Outlast) non si è mai visto. Ah, se ve lo stavate chiedendo, la risposta è no. Durante tutta la demo, tra fughe, calci e nascondino, Hayden Panettiere non ha mai perso l'asciugamano.

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