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Provato Warhammer 40.000: Regicide

Hammerfall Publishing si misura con l'universo creato da Games Workshop. Disponibile in Early Access su Steam, Regicide fonde le regole degli scacchi con quelle del gioco da tavola.

provato Warhammer 40.000: Regicide
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Carlo Cicalese Carlo Cicalese respira, mangia e sogna mondi videoludici dal 1995, aspira a diventare uno dei migliori comunicatori italiani del settore e migliorare la percezione del medium videoludico nel grande pubblico. É un fanboy di Warhammer 40.000, quindi lanciategli un "For the Emperor!" su Facebook e Twitter per farvelo amico.

Esistono tanti modi per far conoscere la propria IP di punta al pubblico, tra i quali figura la trasformazione nel cosiddetto "franchise transmediale". Lo sa bene Games Workshop che, prima ancora di Ubisoft con il suo Assassin's Creed, è riuscita a trasformare i suoi wargame più famosi - Warhammer Fantasy e Warhammer 40.000 - in un fenomeno che abbraccia diversi settori dell'intrattenimento, come la letteratura (con gli ottimi romanzi e graphic novel editi dalla sussidiaria Black Library), il cinema (con il dimenticabile Ultramarines e, a meno che la situazione non cambi, con l'ottimo lavoro dei fan The Lord Inquisitor), i giochi di ruolo (Dark Heresy e successori) e, soprattutto, i videogame, dove spiccano gli RTS di Relic Entertainment (i due Dawn of War).
In quest'ultimo settore, dopo la ritrosia degli anni '90, sembra che l'azienda di Nottingham sia tornata a puntare molto, soprattutto nell'ottica di una ristrutturazione interna che ha portato alla soppressione degli Specialist Games, salvo poi dar loro una "nuova vita" grazie ai videogiochi sviluppati su licenza da studi indipendenti, come Space Hulk, Warhamer 40.000: Armageddon e, prossimamente, Battlefleet Gothic: Armada.
Diverso è però il caso di Regicide: non si tratta infatti di un prodotto "sussidiario", ma di un titolo originale basato sull'universo di Warhammer 40.000.
Sviluppato dal novello studio Hammerfall Publishing, Regicide è da poco disponibile su Steam in Early Access, pertanto eccovi le nostre prime impressioni su questa innovativa e graficamente brutale versione del gioco degli scacchi.

Terminator in A8: Sterminato!

La versione di Warhammer 40.000: Regicide che abbiamo avuto occasione di provare è, di fatto, la struttura base di quello che sarà il prodotto finito, ovvero una Beta che permette di testare le due modalità di gioco a disposizione: scacchi classici e Regicidio.
La modalità classica è sostanzialmente uguale a qualsiasi simulatore tradizionale, con tutte le regole di movimento e vittoria rispettate (per esempio il pareggio dopo cinquanta mosse senza catture o spostamento di pedoni) e le mosse particolari, come arrocco e en passant.
Il campo di gioco presenta diverse opzioni di visualizzazione, che permettono ad esempio di attivare i simboli sulla testa dei personaggi, modificare l'orientamento della telecamera (da top down a visuale parallela) e controllare l'andamento della partita attraverso l'annotazione algebrica.
A voler essere pignoli questo tipo di annotazione, in cui le mosse vengono segnate con la lettera iniziale del pezzo, seguita dalle caselle di inizio e fine movimento -con relativi simboli in caso di scacco, matto e arrocco- può risultare poco comprensibile ai non avvezzi al gioco dei re. Sarebbe interessante se il team di sviluppo prendesse in seria considerazione l'inserimento di visuali opzionali, come la sostituzione delle lettere dei pezzi con i simboli, oppure una notazione più "estesa" e facile da leggere.
Il vero sforzo creativo di Hammerfall, in ogni caso, è la modalità Regicidio, che traspone sulla scacchiera parte delle regole del wargame di Games Workshop, trasformando la partita in una vera e propria scaramuccia fra Space Marine e Orki, le uniche due fazioni giocabili al momento.
Oltre alla semplice fase di spostamento dei pezzi, il Regicidio ne prevede un'altra, definita "Iniziativa", nella quale il giocatore di turno può spendere fino a 5 Punti Iniziativa per eseguire attacchi o attivare abilità speciali. Queste ultime permettono di curare le unità ferite, proteggerle dai danni (inclusa l'eliminazione istantanea durante lo spostamento) e destabilizzare quelle nemiche, rendendole incapaci di muoversi.
Ogni pedina vanta un diverso punteggio di Salute (o Punti Ferita), Armatura, Resistenza, Forza e Abilità con le Armi che, similmente a come accade nel wargame originale, governa le possibilità di colpire e resistere ai danni degli avversari: sicché Re e Regina sono in grado di colpire più spesso e fare più danni, mentre le Torri sono più difficili da ferire.
L'aggiunta di questi elementi di gameplay alla struttura base del gioco degli scacchi risulta sorprendentemente azzeccata, complice la brutalità delle animazioni che accompagnano l'eliminazione dei nemici, tipica dell'immaginario collegato a Warhammer 40.000. Sfortunatamente, queste animazioni non sono sempre ben sincronizzate: nei primi giorni ci è capitato di vedere la Torre degli Space Marine, ovvero un Terminator dotato di Autocannone, con l'arma che continuava a sparare per un paio di secondi dopo averla abbassata, per dirne una, oppure alcune unità che, invece di esplodere in una nuvola di sangue e frattaglie, sparivano semplicemente dalla scacchiera. Contiamo comunque sul fatto che Hammerfall riesca a ovviare a queste imprecisioni in tempo per il lancio.
Sia la modalità classica che il Regicidio sono al momento giocabili online e offline, in partite esclusivamente di tipo Skirmish, ma c'è molto altro all'orizzonte.

Le promesse

I piani per la release finale di Warhammer 40.000: Regicide sono indubbiamente ambiziosi.
Oltre alla doverosa aggiunta di nuove mappe e obiettivi di gioco per le partite in modalità Regicidio, Hammerfall ha in cantiere anche una campagna single-player, lunga ben 50 missioni e divisa in 3 Atti, con protagonisti gli Space Marine del Capitolo Angeli Sanguinari. La storia sarà curata da Ross Watson, autore delle storie e del design dei primi quattro manuali dell'RPG di Warhammer 40.000 (Dark Heresy, Rogue Trader, Deathwatch e Black Crusade) per Fantasy Flight Games, nonché della storia di Darksiders 2 per Vigil Games e tra i designer fondamentali di quello che sarebbe dovuto essere l'MMORPG Dark Millennium Online. Insomma, un mostro sacro per gli appassionati del ramo roleplay del franchise futuristico di Games Workshop.
I frammezzi narrativi fra una missione e l'altra, inoltre, saranno narrati da Brian Dobson, terzo dei fratelli Dobson, famosi per aver prestato la voce a vari personaggi negli RTS della serie Dawn of War come il Capitano Gabriel Angelos degli Space Marine, i Lord del Chaos Eliphas e Crull e il Generale Sturnn della Guardia Imperiale. Dobson sarà aiutato dal poliedrico doppiatore Steven Blum, che gli appassionati di 40K ricorderanno per le voci profonde del Sergente Scout Cyrus e del Techmarine Martellus.

In aggiunta agli elementi narrativi, un'altra caratteristica attesa è il sistema di progressione che, presumibilmente, dovrebbe migliorare le prestazioni delle pedine e delle abilità speciali nelle partite in modalità Regicidio, cui si aggiunge il sistema di Armeria, con cui cambiare equipaggiamento e aspetto dei personaggi, sbloccando nuove abilità da usare in partita.
Non mancheranno inoltre le skin aggiuntive per le fazioni presenti nel gioco, come per esempio le Furie Bianche per gli Space Marine, disponibili per chi si è iscritto nei mesi scorsi al sito Internet del gioco.
Ultima promessa degli sviluppatori riguarda l'aggiunta di nuovi eserciti, rendendo così possibili scontri come Space Marine vs Chaos Space Marine e Guardia Imperiale vs Eldar. Tale prospettiva è interessante anche solo per vedere quali unità del wargame verranno trasposte sulla scacchiera e in quali posizioni.

Warhammer 40.000: Regicide Warhammer 40.000: Regicide è un interessante esperimento di trasposizione del wargame futuristico di Games Workshop in un contesto blasonato come quello del gioco degli scacchi. A fianco della modalità di gioco classica, in cui le unità dei due eserciti disponibili fanno le veci dei pezzi tradizionali (ma restano le scene violentissime durante le mosse d’attacco), lo sviluppatore ha implementato il Regicidio, ovvero un’ibridazione fra gli scacchi classici e le meccaniche di schermaglia del gioco da tavolo. Sorprendentemente, il mix funziona e ci ha divertito, lasciandoci fiduciosi su cosa dovrebbe arrivare in futuro. Nelle promesse di Hammerfall Publishing ricordiamo un sistema di progressione dei personaggi, un’Armeria per personalizzarli e una storia scritta dall’autore di Darksiders 2, con personaggi doppiati da veterani dell’industria come Brian Dobson e Steven Blum: non ci resta che attendere per vedere quanto di tutto ciò verrà mantenuto e, soprattutto, come questi elementi si presenteranno nella versione finale.

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