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E3 2016

Provato Watch Dogs 2

Schiacciato dal peso di aspettative smisurate, il primo Watchdogs è stato accolto dal pubblico con una certa ferocia: la casa francese però non si è certo persa d'animo e si prepara a pubblicare Watch Dogs 2.

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Watch Dogs 2

Videoanteprima
Watch Dogs 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Schiacciato dal peso di aspettative smisurate, il primo Watchdogs è stato accolto dal pubblico con una certa ferocia. Nonostante il free roaming di Ubisoft avesse dalla sua degli ottimi spunti, in pochi furono disposti a perdonargli altrettante leggerezze, e ancora oggi la platea dei giocatori è divisa fra chi ha apprezzato l'avventura tecnologica di Aiden Pearce e chi invece non è proprio riuscito a mandarla giù. Per nulla scoraggiato dal dissenso serpeggiante, il publisher francese ha deciso di non mettere da parte l'IP, ma di prendersi invece una pausa, ripensarla alla base e rilanciarla in grande stile proprio nell'anno sabbatico di Assassin's Creed. Watchdogs 2, allora, rappresenta di fatto una ripartenza, abbracciando un cambiamento radicale di ambientazioni, tematiche e atmosfere. Dalla cupa Chicago si passa anzitutto ad una più colorata San Francisco, riprodotta in maniera molto fedele. Metropoli traboccante di musica e colori, la città sulla baia esibisce quartieri estrosi, l'andirivieni di turisti che si affollano sul Fisherman's Wharf, le stazioni dei Cable Car e i suoi classici "landmark" - dalla Coit Tower alla suggestiva Lombard Street. Bastano pochi minuti per capire insomma che Watchdogs 2 ha una varietà di ambienti e strutture che il primo episodio neppure poteva sognarsi. Ma il cambiamento più grande è sicuramente quello che interessa il tono del racconto. Messa da parte l'ossessione per la sorveglianza che assillava Aiden, la figura dell'hacker diventa un po' più moderna e attuale, attenta anche al valore culturale, sociale e politico della sfida che promuove. Marcus Holloway, il nuovo protagonista, abbraccia la filosofia Open Source (e costruisce la sua pistola grazie a progetti condivisi e ad una stampante 3D), è un curioso frequentatore della rete (tanto che produce la sua stramba arma contundente seguendo un tutorial visto su YouTube), e soprattutto si impegna per allargare le fila della Dedsec, un collettivo di hacker deciso a mettere in crisi il ctOS e le aziende che lo sponsorizzano. Insomma: da Person of Interest siamo passati direttamente a Mr. Robot, con un salto che sembra garantire al titolo un bel po' di freschezza. Considerando queste ottime premesse, il ritorno di una marcata libertà d'interpretazione, l'arrivo dei droni e le novità che vivacizzano le fasi di guida, ci siamo avvicinati alla demo dell'E3 con estrema curiosità. Ecco le nostre impressioni.

Hackerami

Una delle principali preoccupazioni del team di sviluppo è stata quella di rendere molto più dense, interessanti e varie le sessioni free-roaming, attraverso l'introduzione di diverse novità relative al sistema di hacking, ma anche grazie ad un paio di nuovi gadget. Completamente rivista e discretamente intuitiva, l'interfaccia ci permette di individuare facilmente tutti gli elementi con cui possiamo interagire: e tra questi compaiono finalmente veicoli e persone. Infilandoci nel sistema elettronico delle vetture, ad esempio, potremo decidere di farle accelerare bruscamente, o schizzare in retromarcia, magari per seminare un po' di confusione in una certa zona e generare ingorghi che rendano complicata la vita dei nostri inseguitori. Prendendo di mira invece un bersaglio umano, potremo distrarlo facendo squillare il suo cellulare, hackerare il suo conto in banca per prelevare impunemente qualche risparmio, ma anche divertirci a renderlo il bersaglio designato della spedizione punitiva di qualche gang. Individuato ad esempio un nemico da abbattere, potremo creare un falso precedente che faccia infuriare qualche scagnozzo armato, condividere la sua posizione e aspettare che la trappola scatti. Tutto è pensato, si capisce, per massimizzare la libertà di approcci, e dare all'utente la possibilità di affrontare gli incarichi in maniera creativa. Nel corso delle missioni che abbiamo giocato ci sono serviti anche i due droni che è possibile controllare: da una parte c'è un "bumper", un piccolo robot salterino che scivola rapidissimo sul terreno, generalmente evitando gli sguardi indiscreti (ma attenti a non incappare in un cane da guardia). Grazie al suo braccio meccanico è possibile connettersi a server e centraline che non possono essere hackerati in remoto, così da aprire qualche porta di sicurezza o disinnescare sistemi di allarme. L'altro drone è un classico quadricottero volante, utilissimo per avere una visione d'insieme delle aree in cui si svolgono le missioni, ma anche per avvicinarsi a qualche telecamera di sorveglianza fuori portata, di cui potremo poi prendere possesso come nel primo episodio della serie. Tornano anche tutti i vecchi elementi interattivi: quadri elettrici da far saltare per stordire i nemici che si trovano nei paraggi, semafori e limitatori del traffico per scatenare l'inferno nelle strade. Alla base, il gameplay di Watchdogs 2 resta insomma quello che abbiamo imparato a conoscere: anche quando si sfoderano le armi e si affrontano gli scontri a fuoco, sfruttando il sistema di coperture dinamiche. Quella che si avverte è più che altro una generale opera di raffinamento, che interessa il comparto animazioni, l'efficacia delle inquadrature, il modello di guida (sempre arcade ma molto più reattivo, e finalmente con l'introduzione del turbo), e persino la leggibilità dei segnali a schermo. Per quel che riguarda le sequenze free-roaming, quindi, non aspettatevi una rivoluzione integrale, bensì una concreta limatura degli spigoli del primo Watchdogs, assieme ad una impressionante operazione di allargamento dei confini ludici della produzione.

Maniaco del Look

Marcus è un protagonista ben più modaiolo di Aiden. Raggiungendo uno dei molti negozi sparsi per San Francisco, sarà possibile cambiare integralmente l'outfit del nostro eroe, scegliendo fra una vastissima serie di abiti. Abbondano ovviamente capi vicini alla moda Urban e Underground, ma se preferite un look più raffinato, con camicette da hipster e giacche eleganti, sarete accontentati.

Non solo la San Francisco di Marcus è grande il doppio della Chicago di Aiden, arrivando ad includere l'area a nord della Baia, la cittadina di Oakland a est, e la Silicon Valley a sud: ad essere migliorata è la varietà degli incarichi, la qualità del level design, la gamma di atmosfere e situazioni. Ovviamente bisognerà valutare, sulla lunga distanza, la tenuta della componente sandbox, ma Ubi ci sembra sulla buona strada: per quanto manchi la densità dell'ultimo GTA (caratteristica quasi esclusiva del titolo Rockstar), le possibilità di interazione con il mondo di gioco rendono le partite discretamente vivaci. A fare da collante a tutte le attività, per altro, troviamo un sistema che permette di accumulare "follower" e seguaci per ogni sidequest completata, aumentando il livello di fama della Dedsec, il gruppo di Hacker di cui Marcus è esponente di spicco. Incrementare questo valore sbloccherà progressivamente nuove tipologie di incarichi, in un sistema pensato per stimolare l'utente a completare con metodo le varie missioni, invece che dedicarsi al semplice "giocazzeggio" che molto spesso rappresenta l'unico vero valore di troppi free-roaming. Watchdogs 2 ci permetterà anche di giocare in co-op. Un sistema di Matchmaking invisibile ci farà incontrare, di tanto in tanto e senza esagerare, un altro utente attivo nell'area della città che stiamo visitando. Potremo allora decidere se unire le nostre forze, sbloccando così attività specifiche pensate per due giocatori. In questo caso sarà incentivata la coordinazione: solitamente uno dei due player sarà incaricato di creare diversivi grazie all'hacking, distraendo le guardie mentre l'altro si avvicina fisicamente all'obiettivo. Non sappiamo se ci saranno anche modalità competitive, e quando abbiamo chiesto informazioni relative alla Companion App ed alle opzioni multiplayer ad essa relative, gli sviluppatori ci hanno detto di pazientare.

E la storia?

Uno dei problemi principali del primo Watchdogs era legato alla campagna principale, non proprio convincente in termini di sceneggiatura, caratterizzazione del protagonista e solidità degli incarichi. Ubisoft Montreal sembra aver preso di petto la questione, e ci ha mostrato una missione dal level design molto efficace. Nonostante i comportamenti dell'IA siano ancora molto basilari, l'impasto di stealth, hacking e azione ci è sembrato ben riuscito. Accompagnato da una colonna sonora leggerissima e trascinante, che alterna accattivanti tracce funky ad un ritmato R&B, Marcus si esibisce in assalti furtivi, mette fuori gioco gli avversari grazie al suo Taser e prende possesso di sistemi elettrici per facilitarsi la fuga. L'incedere è meno serioso, ma soprattutto molto diversificato. Speriamo insomma che una cura del genere interessi tutte le missioni della storyline: siamo davvero convinti che il successo della produzione dipenda dall'impegno del team su questo fronte, ed il materiale mostrato finora è discretamente incoraggiante.

Passando al lato tecnico segnaliamo miglioramenti generalizzati, che interessano il post processing, il sistema di illuminazione, ma soprattutto la Draw Distance, che in qualche caso riesce ad essere davvero impressionante. C'è ancora da lavorare sull'interazione ambientale e sulla texturizzazione di certi elementi, ma gli anni di lavoro si vedono, anche sul fronte stilistico. Colorati e sgargianti, gli scorci di San Francisco ci hanno avvolti in un clima ben più originale e penetrante rispetto al grigiume generalizzato di Chicago. Segnaliamo per dovere di cronaca tempi di caricamento davvero molto estesi, e qualche bug in cui siamo incappati, tra compenetrazioni poligonali e animazioni interrotte bruscamente. L'uscita è fissata per il 15 Novembre, ed il tempo per limare questi spigoli non manca, ma Ubisoft dovrà presentarsi ai nastri di partenza con un prodotto davvero perfetto, per evitare di incappare nelle ire degli utenti e scatenare il loro facile sarcasmo.

Watch Dogs 2 Il brand di Watchdogs torna dopo una pausa indispensabile, intenzionato ad espandere il concept di base per superare certe limitazioni del predecessore. Lo fa promuovendo un integrale cambio di tono e tematiche, che ci consegna un prodotto meno “pesante”, ma anzi fresco, divertente e artisticamente ispirato. Purtroppo qui all'E3 non abbiamo potuto giocare le missioni della storia, elemento che rappresenterà uno dei cardini della produzione: Watchdogs 2 ha davvero bisogno di un protagonista ben caratterizzato e di quest dal design irreprensibile. Quello che abbiamo visto è più che incoraggiante, ma dobbiamo giocare di più. Ottimo e abbondante, invece, il free-roaming. Nuovi gadget, grande libertà di approcci, buona varietà di incarichi, ed un sistema di fama che ci spingerà ad inseguire tutte le opportunità nascoste per San Francisco. La direzione additata da Ubisoft Montreal è quella giusta, nei prossimi mesi torneremo a valutare quantità e ottimizzazione. State con noi, e tenete d'occhio il secondo capitolo di questa affascinante IP.

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