Provato World of Diving

Ci immergiamo negli abissi di uno strano simulatore

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Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La domanda che ci rivolgono più spesso è: perché un gioco di immersioni?
Così comincia la descrizione di World of Diving sul sito ufficiale di Vertigo Games, sviluppatori olandesi da sempre impegnati nella riproduzione di ambienti credibili in tre dimensioni, ultimamente con il supporto di Oculus Rift. La risposta, tutto sommato, non è difficile, dato che il loro creative director, Richard Stitselaar, è un grande appassionato di immersioni subacquee. I suoi racconti di esplorazioni di vaste caverne e fondali vergini hanno stimolato la creatività del team, che ha deciso di proporre un gioco interamente dedicato alle immersioni. Dopo una campagna di finanziamento lanciata con successo su IndieGoGo e diversi mesi di lavoro, su Steam è finalmente disponibile la versione Early Access, già in grado di supportare i dev kit di Oculus Rift. Risolta l'annosa questione delle origini, ci poniamo una seconda domanda: riusciremo ad arrivare alla fine di questa anteprima senza utilizzare la parola “immersivo”?

Maschera, pinne e Oculus

La versione Early Access di World of Diving offre al momento un discreto numero di scenari da visitare liberamente dopo aver completato il tutorial. Quest'ultimo introduce al semplicissimo set di controlli, fruibile sia via mouse e tastiera, sia tramite pad: in abbinamento alla visuale in prima persona, gli analogici permettono di spostare la visuale e muoversi sott'acqua, i dorsali sono dedicati ai gesti tramite i quali comunicare con altri giocatori e i grilletti servono a richiamare alcuni strumenti utili, come un propulsore portatile o la macchina fotografica. Proprio la reflex subacquea diventerà protagonista principale delle fasi interattive. Se è vero che World of Diving si identifica più come “esperienza sensoriale” che come vero e proprio videogioco, i ragazzi di Vertigo Games non hanno rinunciato ad aggiungere una minima componente ludica. Come illustrato nel tutorial, durante l'esplorazione dei fondali sarà infatti possibile notare delle bombole abbandonate, le quali, una volta raggiunte, offriranno delle brevi missioni basate sulla fotografia. Entro un tempo limite, solitamente attorno al minuto, bisognerà accumulare un certo numero di scatti di specifici pesci o oggetti presenti nello scenario, a volte anche cogliendone più d'uno nella stessa inquadratura. Degli indicatori a schermo si attiveranno, così da guidare meglio il giocatore verso gli obbiettivi, ma solo raggiunta una certa prossimità. In altre parole, il completamento delle sfide è legato solo relativamente all'abilità del singolo, dato che per la maggior parte delle volte si tratterà semplicemente di indirizzarsi nella giusta direzione, più per fortuna che per altre motivazioni.

A parte questo, World of Diving basa buona parte del suo fascino sulla pura esplorazione dei fondali marini, e proprio per questo la ragion d'essere del gioco si palesa maggiormente in caso di prova tramite Oculus VR o monitor 3D con occhialini. Nel secondo caso, l'effetto profondità rende l'esplorazione molto più credibile, mentre tramite il visore di Oculus VR l'esperienza cambia completamente. La riproduzione dei fondali marini è stata affrontata con molta cura, forse mescolando razze ittiche senza preoccuparsi eccessivamente del realismo, ma comunque raggiungendo un buon livello di credibilità, soprattutto ad occhi non troppo smaliziati. Chiaramente, tutto questo risulta amplificato notevolmente utilizzando Oculus, sebbene l'esperienza sia al momento piuttosto sensibilizzante per tutti coloro affetti da motion sickness, anche solo lieve. Per quanto la bontà della simulazione sia assodata, al di là di qualche difetto grafico ancora da sistemare, a mancare a World of Diving è attualmente una vera e propria offerta a livello ludico.

C'è da considerare il fatto che l'esperienza può essere goduta in compagnia (al momento il supporto prevede fino a sei “sub virtuali” in contemporanea), esplorando insieme le location e comunicando tramite gesti predefiniti che riproducono con precisione quelli effettivamente utilizzati da sommozzatori, ma difficilmente questo può costituire un'attrattiva sufficiente ad espandere il bacino di potenziale utenza, soprattutto nel caso non si abbia a disposizione un Oculus per godere pienamente delle immersioni. Gli sviluppatori promettono un'espansione delle possibilità di crescita del proprio alter ego (e una parziale possibilità di personalizzarne l'aspetto è già presente), ma sono soprattutto le attività subacquee che andranno espanse via via che il progetto prende forma.

World of Diving World of Diving rappresenta qualcosa di completamente diverso dalle esperienze ludiche alle quali siamo abituati, mancando quasi del tutto di una componente interattiva approfondita. Come anticipato, si tratta più che altro di un'esperienza sensoriale, peraltro ben orchestrata e naturalmente enfatizzata nel caso si utilizzi un visore o uno schermo 3D, magari di grandi dimensioni. Proprio per questo, l'attuale Early Access, offerto al prezzo di circa 20 euro, va considerato più che altro come un supporto al progetto stesso che come prezzo da pagare in cambio di un'offerta vera e propria, dato che quest'ultima risulta al momento sì affascinante, ma anche destinata ad esaurirsi in tempi piuttosto brevi. Rimane comunque un progetto da tenere d'occhio, soprattutto se gli sviluppatori sapranno lavorare sugli aspetti interattivi, magari sfruttando in maniera interessante la cooperativa online fino a sei giocatori. L'idea di “cacce al tesoro” subacquee, ad esempio, potrebbe rivelarsi allettante.

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