Provato World of Tanks Generals

Wargaming.net ritorna alla carica coi suoi carri armati, ma stavolta ci presenta un gioco di carte collezionabili chiaramente ispirato al ben più celebre HearthStone. Le impressioni dalla beta!

provato World of Tanks Generals
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Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Forte del successo dei primi due capitoli della serie "World of" e dell'accoglienza piuttosto calorosa riservata - sia a livello di critica che di utenza - alla closed beta dell'imminente World of Warships, Wargaming.net decide di spiazzare tutti e tentare la fortuna in un genere completamente diverso: gli sviluppatori bielorussi hanno abbandonato temporaneamente il mix di azione e strategia che ha caratterizzato le loro tre produzioni principali per gettarsi a capofitto nel mondo dei giochi di carte elettronici. World of Tanks Generals ci permetterà, in un modo o nell'altro, di rivivere parte delle sensazioni provate con uno dei capitoli più riusciti della serie, seppur stravolgendone completamente meccaniche e gameplay. Il titolo riprende ritmi e dinamiche di molti dei suoi blasonati congeneri moderni, sfruttando con accortezza quella che, a conti fatti, sembra una delle formule migliori per assecondare la natura free to play che da sempre caratterizza gli sforzi produttivi del team di Minsk.

CARTE E CARRARMATI

World of Tanks Generals si presenta come un semplice browser game, un prodotto estremamente versatile e cross-platform, capace di abbracciare senza alcuna titubanza ogni tipologia di device. Il piano del team di sviluppo prevede insomma un campo di battaglia accessibile da chiunque, in qualunque momento. Dopo aver aperto il nostro browser ed esserci connessi al gioco, però, ci siamo trovati di fronte una produzione che, almeno dal punto di vista estetico e della presentazione, non ci ha per niente entusiasmato: siamo rimasti un po' interdetti dalla carenza qualitativa delle animazioni e dalla struttura decisamente spartana dell'arena di gioco. Sebbene tutto ciò non vada ad inficiare in alcun modo la godibilità del prodotto, che non punta certamente sulla presentazione grafica per attrarre il pubblico, resta sicuramente un fattore da tenere in considerazione. Fortunatamente, a compensare parzialmente queste mancanze ci pensano le illustrazioni presenti sulle carte, mediamente ben realizzate ed ispirate.

Il gioco si sviluppa attraverso una serie di sfide online uno contro uno, precedute alla nostra prima connessione da un tutorial molto ben strutturato, capace di presentare in modo eccellente le moltissime (ma piuttosto semplici) regole del gioco. Non manca inoltre la possibilità di sfidare bot controllati dall'IA, sebbene tali match risultino sensibilmente meno divertenti ed appaganti del classico PvP. Le regole di base di World of Tanks Generals sembrano strizzare l'occhio al ben più celebre Hearthstone, probabilmente uno dei card game moderni più accessibili di sempre (ma ciò non significa necessariamente che sia il migliore). La carta più importante del mazzo è quella del Quartier Generale, che stabilisce i nostri punti ferita e potrà attaccare qualunque avversario (Quartier Generale nemico compreso) una volta per ogni turno. Il campo di battaglia è rappresentato da una piccola scacchiera, divisa in sezioni rettangolari all'interno delle quali dovremo posizionare quante più truppe d'assalto possibile. Non solo perché così facendo potremo disporre di maggiore potenza di fuoco, ma anche perché ciascuna unità disposta in campo ci fornirà risorse aggiuntive ad ogni turno. Avere un maggior numero di risorse a disposizione ci consentirà di eseguire un numero maggiore di azioni nei turni successivi (o far scendere in campo truppe più forti), un vantaggio che potrebbe seriamente segnare la differenza tra un'ingloriosa sconfitta ed un vero e proprio trionfo. Peccato solo che la scacchiera su cui si svolge l'azione di gioco sia piccolissima, e ciò vada a limitare enormemente la scala degli scontri. Ovviamente il numero di risorse aggiuntive che riceveremo da ogni singola carta sarà variabile e ben indicato nella parte superiore della stessa, così come i valori di armatura e potenza di attacco (rispettivamente il numero di danni che può ricevere prima di essere distrutta e quelli che infliggerà ad ogni singolo attacco).

La particolarità del gioco di carte pensato da Wargaming.net risiede però nell'importanza del posizionamento: ciascun mezzo potrà essere spostato da una casella all'altra, e per attaccare sarà quasi sempre necessario "avvistare" l'unità nemica posizionando la nostra in un rettangolo ad essa adiacente (ci sono carte particolari che possono attaccare anche da lontano). Un'idea interessante, che potrebbe aggiungere un ulteriore livello di strategia al gioco, se non fosse per le già citate dimensioni ridotte della board su cui si svolgono gli scontri. Ben presto le carte inizieranno ad ostacolarsi tra loro a causa del poco spazio a disposizione, spegnendo sul nascere qualunque velleità tattica del giocatore.
Altra caratteristica interessante sono le carte "ordine", capaci di stravolgere completamente l'andamento del turno e, più in generale, dell'intera partita in un colpo solo. Queste carte generano effetti imprevedibili e talvolta devastanti, alla stregua della famose carte magia - o simili - di altri congeneri: alcune ci permetteranno di aumentare il potenziale d'attacco del nostro Quartier Generale, altre ancora di attaccare un qualunque nemico direttamente ed infliggergli un certo quantitativo di danni. Già dalle prime battute, però, si capisce come il sistema di gioco non sia poi così innovativo: per certi versi sembra davvero di trovarsi di fronte ad una versione ricontestualizzata del ben più celebre Hearthstone, condita con alcune idee potenzialmente interessanti ma non troppo elaborate. Avremo ad esempio la possibilità di "equipaggiare" (suona malissimo, ma è così che funziona) una squadra d'assalto, capace di aumentare la potenza di fuoco del nostro Quertier Generale per un determinato numero di attacchi (come le armi di Hearthstone), oppure una squadra di difesa, capace di assorbire un certo numero di danni inflitti al nostro Quartier Generale (come le armature di Hearthstone). Per carità, non c'è niente di male nell'ispirarsi alle meccaniche di gioco di altri colleghi, ma avremmo preferito trovarci tra le mani qualcosa di più innovativo e "diverso".

FREE TO PLAY O PAY TO WIN?

Sebbene si discosti moltissimo dai capitoli principali della serie, anche World of Tanks Generals si integra perfettamente nell'universo espanso dei free to play made in Wargaming.net. Per giocare potremo utilizzare il medesimo account che abbiamo utilizzato fino ad oggi per gli altri capitoli della serie "World Of", beneficiando ovviamente anche dei vantaggi di un eventuale status premium ad esso associato. E contro ogni pronostico, anche la progressione e lo sblocco delle carte risultano piuttosto simili a quelli visti negli altri lavori del team. Scordatevi quindi di dover comprare "buste di carte" come nelle versioni digitali di Magic o nel già citato Hearthstone: qui il collezionismo è decisamente lasciato in secondo piano. Per ottenere nuove carte dovremo giocare, accumulare crediti e sbloccare le varie carte dall'apposita schermata. Torna anche la classica struttura ad albero, nella quale potremo impiegare le nostre risorse per "sviluppare" le singole carte. E ovviamente, lo stesso meccanismo regolerà anche lo sviluppo del nostro Quartier Generale. Come spesso accade in questi casi, purtroppo, per il momento non ci è ancora possibile giudicare il bilanciamento del sistema economico. Il business model resta lo stesso di sempre, ma non abbiamo ancora ben chiaro se e come la possibilità di comprare crediti e facilitazioni con soldi veri possa sbilanciare anche un gameplay così diverso rispetto a quello dei capitoli canonici della serie. In un gioco così dipendente dalla qualità delle carte utilizzate il rischio è sicuramente molto alto, ma è ancora presto per trarre delle conclusioni.


World of Tanks Generals Il primo impatto con World of Tanks Generals, purtroppo, non è stato così positivo come speravamo. Le regole di gioco sono semplici e facili da apprendere, ed il titolo presenta diverse meccaniche decisamente interessanti, peccato che queste vengano soffocate da una realizzazione che, all'atto pratico, si è rivelata spesso e volentieri piuttosto zoppicante. La possibilità di schierare le nostre truppe posizionandole su un rettangolo specifico del campo di battaglia e spostarle di una casella ad ogni turno, ad esempio, poteva essere un ottimo spunto grazie al quale donare al titolo un tatticismo di tutto rispetto, ma la sua implementazione approssimativa (la presenza di appena tre file di cinque caselle limita moltissimo le possibilità a disposizione del giocatore e vanifica qualsiasi tentativo di approccio ragionato) la rende invece una novità davvero inefficace e, talvolta, quasi limitante. Le dinamiche che funzionano meglio, insomma, restano quelle che il titolo Wargaming.net ha mutuato - con pochissimi cambiamenti - dal congenere di casa di Blizzard, dimostrando lo sforzo produttivo forse un po' troppo limitato con cui World of Tanks Generals sembra esser stato progettato e realizzato. Al netto di tutte queste evidenti problematiche, comunque, il card game del team bielorusso potrebbe dimostrarsi un passatempo spensierato, accessibile con facilità da chiunque e, soprattutto, da qualunque tipo di dispositivo.

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