Provato World of Warships

Le corazzate di Wargaming.net sono quasi pronte a salpare. Abbiamo fatto un giro sulla beta del terzo Free-to-Play della software house bielorussa, destreggiandoci tra incrociatori e portaerei.

provato World of Warships
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Dopo averci fatto solcare i cieli all'interno di rapidissimi aerei da guerra e averci concesso la possibilità di combattere a bordo di corazzatissimi carri armati, Wargaming.net si appresta finalmente a chiudere il cerchio, aggiungendo alla sua collezione di shooter bellici l'ultimo tassello: i combattimenti navali. Grazie a World of Warships avremo finalmente la possibilità di combattere in mezzo al mare, a bordo di possenti navi da guerra. E non possiamo negare di essere rimasti ben impressionati dalla natura ricercata del gameplay della produzione, contraddistinto da ritmi compassati e dinamiche di gioco piuttosto complesse ma non per questo poco accessibili. Nonostante la profondità del suo impianto ludico, World of Warships continua infatti ad essere - come gli altri due titoli della serie - un titolo fondamentalmente "arcade" e votato all'azione, che si distanzia con decisione dai canoni delle simulazioni vere e proprie nel tentativo - per il momento assolutamente riuscitissimo - di risultare divertente per chiunque vi si avvicini. Dopo aver affrontato numerose battaglie nella closed beta del titolo, siamo finalmente pronti a tirare le somme della nostra prima esperienza con l'ultima fatica di Wargaming.net.

BATTAGLIE IN MARE APERTO

In World of Warships ci troveremo a controllare un'ampia gamma di navi da guerra, per il momento principalmente di provenienza americana e nipponica. C'è una breve comparsata della compagine russa, presente in questa beta a numero chiuso con un solo natante, ma il focus, almeno per il momento, resta spostato sulle due superpotenze citate in precedenza. Ovviamente stiamo parlando di contenuti non definitivi, che sembrano inevitabilmente destinati ad ampliarsi considerevolmente prima del lancio effettivo del titolo, la cui data resta ancora avvolta nel mistero. Ciò che ci ha lasciati maggiormente soddisfatti è stata la notevole varietà delle imbarcazioni, divise in ben quattro categorie completamente diverse tra loro. Si passa da navi molto piccole e veloci, i cacciatorpedinieri, a vere e proprie macchine da guerra galleggianti come le portaerei americane. Ciascuna classe ha le proprie peculiarità, e costringerà il giocatore ad approcciare la battaglia in modo completamente diverso rispetto alle altre.
Cominciando proprio dai cacciatorpedinieri, ad esempio, avremo a disposizione armi dal rateo di fuoco altissimo ed una maneggevolezza senza eguali, ma non potremo disporre della stessa resistenza agli attacchi nemici che caratterizza, ad esempio, le maestose e corazzatissime navi da battaglia della marina militare giapponese, forti di una potenza di fuoco impressionante e di una capacità di assorbire i danni elevatissima. A fare da via di mezzo tra questi due estremi troviamo invece i cruiser (gli incrociatori), sicuramente tra le navi più bilanciate e versatili del pacchetto. Hanno una buona maneggevolezza, rateo e potenza di fuoco considerevoli ed una discreta resistenza, caratteristiche che le rendono perfette per i novizi o, più in generale, per i giocatori meno esperti.

Un discorso a parte, invece, lo meritano le portaerei: scegliendo una nave appartenente a questa particolare classe ci troveremo di fronte a dinamiche e ritmi di gioco completamente inediti, che abbracciano con disinvoltura il mondo degli strategici in tempo reale. Laddove le altre classi propongono dinamiche di shooting piuttosto classiche, capaci di far sentire a casa chiunque abbia avuto a che fare almeno una volta con gli altri titoli della serie (soprattutto World of Tanks, a dire il vero), le portaerei ci metteranno a disposizione strumenti completamente diversi e, a nostro avviso, decisamente più complessi da comprendere e utilizzare. La loro stazza, l'esasperante lentezza e la mancanza di artiglieria classica a bordo rendono questi mezzi decisamente inadatti al combattimento ravvicinato. Ci troveremo quindi a dispiegare sul campo di battaglia numerose flotte aeree, alle quali potremo impartire svariati comandi utilizzando il mouse. Per utilizzare con successo questa tipologia di navi avremo a disposizione una comodissima ed efficace visuale tattica, che inquadrerà l'azione di gioco dall'alto permettendoci di avere una visione più ampia della mappa e di impartire con maggiore consapevolezza i nostri ordini. Questo tipo di approccio è senza ombra di dubbio originale, ma davvero molto - forse troppo - diverso rispetto al gameplay che caratterizza il resto della produzione. Il nostro primo impatto con le portaerei, di conseguenza, non è stato poi così entusiasmante, complice anche la mancanza di un tutorial che ne spiegasse il funzionamento di base (ma siamo sempre in closed beta, quindi è normalissimo che sia così). Comunque non temete: basteranno poche partite per comprenderne a dovere il funzionamento ed iniziare a mietere vittime.

COMBATTIMENTO RAGIONATO

Il vero punto forte di World of Warships è proprio il suo gameplay: un interessantissimo ed appagante mix di azione e tatticismo. Al netto di alcune semplificazioni, necessarie per mantenere il tasso di accessibilità della produzione abbastanza elevato da attrarre nuovi giocatori di ogni tipo e abilità, la creatura di Wargaming.net sembra prestarsi con immenso piacere ad un utilizzo altamente tattico e ragionato delle sue meccaniche di gioco, le quali traggono inoltre grande giovamento dalla collaborazione tra i giocatori della stessa fazione: coordinarsi con i compagni sarà quasi obbligatorio, per giocare a certi livelli. Il sistema di controllo delle navi "normali" (tutte tranne le portaerei) è tutto sommato piuttosto semplice: per muoverci dovremo utilizzare la classica configurazione WASD (W ed S andranno premuti per incrementare o diminuire la spinta dei motori; non sarà necessario tenerli premuti) aiutandoci con i tasti Q ed E per regolare l'angolo di virata, mentre per mirare e colpire le imbarcazioni avversarie utilizzeremo ancora una volta il mouse. Non mancherà ovviamente la possibilità di zoomare per mirare con maggiore precisione e colpire i nemici dalla lunga distanza, ammesso che la gittata della nostra artiglieria ce lo consenta. Del resto le statistiche di ogni natante saranno diverse, così come le armi che monterà. Non aspettatevi tuttavia una trasposizione accurata e verosimile: la necessità di rendere l'esperienza di gioco ben bilanciata e divertente per tutti sembra aver convinto gli sviluppatori a scendere a qualche piccolo compromesso.
La parte meno convincente di questa beta, invece, è senza ombra di dubbio la scarsità di modalità disponibili. Per il momento ce ne sono un paio, troppo poche per continuare ad appassionare sul lungo periodo. In una dovremo conquistare tre punti di controllo sparsi per la mappa ed accumulare mille punti, mentre l'altra (apparentemente disponibile soltanto giocando in modalità co-op contro bot gestiti dall'intelligenza artificiale) richiederà la conquista della base nemica, segnalata sulla minimappa da una visibilissima bandiera colorata. In entrambi i casi è comunque presente una validissima alternativa: distruggere tutte le navi nemiche. E buona parte delle nostre partite, a dirla tutta, sono finite proprio in questo modo.

Per quanto si trovi ancora all'inizio della fase beta, dal punto di vista tecnico World of Warships ci è parso già in grande forma. Il client non ci ha mai dato particolari problemi, e non abbiamo riscontrato nessun tipo di crash o disconnessione improvvisa; anche il netcode si è dimostrato assolutamente solido ed affidabile. Restano ancora alcune piccole imperfezioni nelle animazioni (quelle che riguardano il decollo degli aerei da ricognizione sono terribili) e qualche texture dalla qualità non proprio eccellente, ma i modelli poligonali delle imbarcazioni sono incredibilmente ricchi di particolari e curati in ogni minimo dettaglio. Degno di nota anche il sistema di danni, impreziosito da una gestione davvero magistrale delle hitbox. In base al punto esatto dove verranno colpite, le imbarcazioni subiranno danni di tipologia diversa, e ciò avrà ripercussioni evidenti anche sul gameplay. Un incendio sul ponte di una portaerei impedirà agli aerei di decollare, mentre un eventuale guasto ai motori potrebbe impedirci di muoverci, lasciandoci di conseguenza in balia degli avversari.

World of Warships Questa prova sul campo del terzo ed ultimo titolo della serie "World of" ci ha complessivamente soddisfatti, con qualche riserva. Il sistema di danni e le modalità con cui il titolo coniuga la sua anima strategica con dinamiche spiccatamente action ci hanno lasciato davvero speranzosi, mentre continuiamo ad avere qualche dubbio sull'introduzione di meccaniche da RTS puro legate all'utilizzo delle portaerei, feature che potrebbe far storcere il naso a più di un potenziale giocatore. Nel caso, comunque, basterà scegliere un'altra tipologia di nave e lasciare la gestione dello spazio aereo a qualcun altro. Resta inoltre qualche piccola preoccupazione in merito al bilanciamento e alla scarsa varietà dell'offerta in termini di modalità di gioco: quelle attualmente presenti non ci sono sembrate sufficienti a mantenere vivo l'interesse dei giocatori sul lungo periodo. Concludiamo dicendo che, sebbene sia possibile comprare qualunque tipo di upgrade o imbarcazione attraverso crediti guadagnati giocando, il modello di business resta lo stesso degli altri due componenti del trio di free to play made in Wargaming: anche in World of Warships - come nella quasi totalità dei giochi "gratuiti" - potremo acquistare crediti e benefici di vario tipo attraverso soldi veri. Non c'è motivo di credere, visti i precedenti, che questo sistema risulti troppo invasivo.