GamesCom 2016
GamesCom 2016 Dal 17/08/2016 al 21/08/2016

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Provato WWE 2K17

Alla Gamescom di Colonia abbiamo provato WWE 2K17, nuova edizione del gioco con licenza ufficiale della World Wrestling Entertainment.

provato WWE 2K17
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PS4
  • Xbox One
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

I ragazzi di 2K vogliono mettere subito una cosa in chiaro: Brock Lesnar è il volto del nuovo WWE 2K17, e la sua immagine campeggia trionfale e minacciosa su ogni poster o banner pubblicitario. La piccola sala privata in cui abbiamo assistito alla presentazione del gioco ci ha accolto proprio con una gigantografia del suddetto campione, accompagnata dalla perentoria scritta: Welcome to Suplex City. Dalla sua celeberrima e letale mossa deriva infatti il nome di una mappa interattiva che dal sito ufficiale permette di scoprire poco alla volta alcune news sul gioco e sullo sterminato roster che includerà: WWE 2K17 promette infatti di essere uno dei capitoli con più personaggi giocabili della storia della serie, con oltre 150 atleti a disposizione. Il numero, però, non fa la sostanza: al termine della breve introduzione ci siamo accorti di come le novità di questo episodio rispetto al predecessore siano davvero ridotte all'osso e il nostro hands-on non ha fatto altro che confermare le sensazioni iniziali.

Suplex City, Bitch

L'obiettivo di 2K è ovviamente quello di seguire le orme tracciate dalla precedente incarnazione del brand ed evolverne gli aspetti più riusciti, provando a limarne, di contro, i difetti più evidenti. Non innovazione ma conservatorismo: il team ha deciso di porre l'accento sul gameplay e sulla qualità dei singoli match, dotando il gioco di un combat system maggiormente responsivo rispetto al passato. Dalla nostra prova il feeling è parso simile a quello dello scorso anno, benché le animazioni e la reattività degli input abbiano perso parte di quel ritmo "singhiozzante" che caratterizza la serie. I movimenti degli atleti sono ora un po' più fluidi, ancora macchinosi in alcune istanze ma comunque più realistici e meglio collegati tra di loro. La sensazione di colpire a vuoto continua a ripresentarsi di tanto in tanto, e non tutte le collisioni riescono a restituire allo stesso modo l'impatto degli attacchi. A grandi linee il sistema è fin troppo simile a quello sperimentato con 2K16, per cui tutti gli affezionati della saga si sentiranno immediatamente a casa (o sul ring, per meglio dire). In questo nuovo capitolo fa il suo ritorno anche il sistema di Reversal, ossia le contromosse limitate con cui reagire ai colpi avversari, da attivare col giusto tempismo per non finire nella stretta morsa del rivale. Insieme alle Reversal sono stati inseriti di nuovo anche i minigiochi di abilità durante le sottomissioni, le prese o il conteggio arbitrale, la cui difficoltà aumenta, prevedibilmente, a seconda del quantitativo di danno subito. Il loro numero negli scontri è stato anzi ampliato, e adesso anche per agguantare la famosa valigetta in un ledder match occorrerà indirizzare correttamente il cursore dell'analogico e tenere i riflessi ben saldi.

Come abbiamo detto, 2K17 è un gioco che punta tutto sulla quantità: gli sviluppatori hanno ampliato inoltre persino le possibilità di interazione con lo scenario, nella lotta a bordo campo o nel backstage, in cui gli ambienti esplorabili (e distruggibili) sono più ampi e dotati di più elementi contro cui fracassare la spina dorsale del nostro avversario. Qualche dubbio rimane ancora sulla fisica degli oggetti a contatto coi massicci e sudaticci corpi dei wrestler, non sempre naturali quanto dovrebbero, e in alcune occasioni persino fin troppo statici, come nel caso del ledder match suddetto, in cui la scala rimaneva alle volte immobile anche se sottoposta a ripetute sollecitazioni. Tra le feature che hanno fatto la fortuna del precedente capitolo non poteva mancare poi la modalità carriera, che si ripresenta con la promessa di una maggiore profondità sia ludica che narrativa: potremo nuovamente scegliere il percorso del nostro lottatore, decidere che tipo di ruolo fargli interpretare, e seguire la sua ascesa dai semplici ring delle palestre fino al trionfo di Wrestlemania. In tal senso anche la creazione del personaggio dovrebbe subire considerevoli aggiunte, in modo tale da rendere la personalizzazione quanto più minuziosa possibile. I giocatori col vezzo del management saranno felici di potersi sbizzarrirsi anche quest'anno nella WWE Universe, modalità di stampo gestionale che sembra ulteriormente migliorata rispetto alle scorse edizioni, con cutscene del tutto rinnovate. Nella lista di novità e rifiniture di questo capitolo, anche il comparto tecnico intende dire la sua: e lo fa con una modellazione più attenta e dettagliata, con contusioni di maggior realismo ed espressioni facciali sempre meno ingessate. Siamo certamente ben lontani dagli standard di giochi come UFC, ma la qualità grafica muove su schermo uno scenario vivo e credibile, riflettendo a pieno le atmosfere di un vero incontro televisivo.

Come abbiamo già avuto modo di accennare, tuttavia, si avverte la necessità di rifinire qualche animazione ed ottimizzare la stabilità del codice. Nella versione PS4 da noi provata, quando due lottatori si allontanavano a troppa distanza l'uno dall'altro e si attivava lo split screen, i cali di frame si facevano costanti ed insistenti. E a questo punto è lecito domandarsi: come si comporterà il motore di gioco durante una caotica, devastante Royal Rumble?

WWE 2K17 WWE 2K17 non fa mistero di volersi mostrare al pubblico di appassionati semplicemente come una versione ampliata e rifinita del predecessore. Alcune piccole novità non modificano la natura di un gameplay ben rodato, riconoscibile e familiare, ma si limitano a perfezionare una formula di gioco che sembra aver finalmente trovato la strada giusta da imboccare. Un passo in avanti, insomma, per una serie che migliora di anno in anno, grazie ad un combat system a metà strada tra l'immediatezza e la profondità e ad una mole contenutistica non indifferente. Eppure bisognerà capire in fase di recensione quanto l'insieme di aggiunte di questo ennesimo episodio ne giustifichino a pieno l'acquisto. Al termine della presentazione, un simpatico video con protagonisti Brock Lesnar e i suoi pettorali ci intimava di effettuare subito il pre-ordine, altrimenti avremmo dovuto vedercela con l'ira del possente wrestler. Se comprerete il gioco in anticipo, inoltre, potrete avere l'onore giocare addirittura nei panni del grande Goldberg. Anche a costo di trovarci con qualche osso rotto alla fine della fiera tedesca, noi vi consigliamo comunque di aspettare.