GamesWeek

Provato Yoshi's Woolly World

Dalle uova ai gomitoli, la nuova avventura nel colorato mondo di Yoshi!

provato Yoshi's Woolly World
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
Luca Chiappini Luca Chiappini è un divoratore del web, studioso e appassionato di cinema e serie tv, di tecnologia e in generale di tutto ciò che è nerd. Ama viaggiare il mondo attraverso i festival: è stato in giuria della sezione Classici al festival di Venezia nel 2013 e, fra gli altri, è stato ai festival di Tokyo, Berlino e Cannes. E’ anche videomaker e programmatore di siti web, a tempo perso. Cercatelo su Facebook, Twitter, Google+ e LinkedIn.

Nintendo è pronta a scagliare i dardi forti del proprio brand con l’imminente line-up: i grandi personaggi della cosmologia nintendara sono in dirittura d’arrivo con una serie di titoli dedicati (fra cui il debutto di Toad come assoluto protagonista, Captain Toad: Treasure Tracker, fatto del tutto inedito considerando che l’uomo-funghetto aveva a malapena condiviso il platform di Super Mario Bros. 2 nel lontano 1986 con Mario, Luigi e Peach). Alla Gamesweek abbiamo avuto modo di provare uno fra i titoli più attesi: il ritorno di Yoshi in un’avventura cucita (letteralmente) per lui. Yoshi’s Wooly World è infatti il ritorno di Yoshi come protagonista su una Home Console dopo ben 17 anni di latitanza. Al di là di Yoshi’s Cookie e Yoshi’s Safari, il piccolo dinosauretto verde, che si era fatto tanto amare dal pubblico con la sua apparizione in Super Mario World, conquista il suo primo ruolo di protagonista in un platform geniale e nostalgico del’95: Super Mario World 2: Yoshi’s Island, un viaggio alle origini della saga dell’idraulico baffuto, che vede proprio Yoshi nei panni di umile e coraggioso eroe impegnato a scortare Mario fino a casa e salvando anche Baby Luigi. Forse questo viaggio alle origini del piccolo Mario ha convinto a fare un ulteriore passo indietro, perché nel ’98 gli sviluppatori hanno portato su N64 un titolo coloratissimo e di deriva quasi psichedelica, Yoshi’s story, con un Baby Yoshi protagonista. Il carattere fiabesco e felice degli Yoshi ha permeato questo nuovo titolo con caratteristiche da capolavoro grafico: Yoshi non si muove più in un mondo verosimile, ma in quello che sembra un artbook 3D, fatto di cartoncini colorati, fagottini di stoffa e un’ambientazione modellata in pongo e argilla. Uno spettacolo per gli occhi e la giocabilità che oggi, a diciassette anni di distanza, Nintendo prova a riproporre con una nuova formula: l’abbiamo provata alla Gamesweek di Milano e oggi diamo i nostri pareri.

Dal handmade ai gomitoli di lana

Presentata concretamente all’E3 2014, la nuova ambientazione è un classico mondo da platform 2D, con scorrimento orizzontale. Il mondo è fatto di lana e questa caratteristica, come abbiamo già detto in passato, caratterizza non solo l’aspetto visivo ma anche la giocabilità, che richiede di fare affidamento sulle abilità degli Yoshi (finora nelle versioni giocabili se ne potevano usare fino a due contemporaneamente) di manipolare il loro wooly world, il mondo di lana che devono attraversare. Yoshi attraversa livelli dalle caratteristiche diverse fra loro, ma sempre in lana, durante i quali si imbatterà nei classici nemici di sempre (piante carnivore e shy guy, soprattutto) e dovrà costruire percorsi attraverso nelle “cuciture” del mondo. Ma soprattutto dovrà raccogliere le risorse che troverà lungo il percorso: le monete arricchiscono il punteggio, mentre raccogliere le cinque margherite e le tre pillole colorate (?), spesso nascoste, permette di completare il livello al 100%. Sebbene non sia ancora nota la trama del gioco, i tre livelli giocabili hanno dato impressioni contrastanti sul ritorno di Yoshi. Partiamo dai pro: il mondo creato da Good-Feel è bellissimo, uno spettacolo visivo e ad altissima “pucciosità” (citazione di giocatori in coda alla demo). Nintendo si esercita in un precario equilibrismo: da una parte mantiene ancora una volta il suo classico stile di platform 2D, pur con una grafica ricca e avvincente, dall’altro va oltre il solito saltare di superficie in superficie, perché nel Wooly World, in modo simile al nuovo Kirby and the Rainbow Curse, Yoshi deve tracciare il proprio percorso in un ambiente liberamente attraversabile. Per navigare lungo le pareti di lana, Yoshi utilizza le sue caratteristiche principali, che mantiene tutte ed inalterate: con la lingua può catturare e ingurgitare oggetti e creature, per poi “espellerli” sotto forma di uova, che può scagliare contro i nemici; oppure può raccogliere gomitoli di lana e lanciarli per tracciare i percorsi da attraversare, superando burroni ed immensi dislivelli. Non solo, giocando in due si può anche ingurgitare e “uovizzare” il proprio partner per scagliarlo contro nemici e oggetti. Infine resta il salto con breve “volata” tipico di Yoshi, che ci permette una leggera fluttuazione. La possibilità di disegnare i percorsi e muoversi in questo favolistico mondo di lana si sposa bene con livelli da scoprire ed esplorare, con gomitoli da srotolare e passaggi segreti in cui cercare le margherite e le pillole colorate.

Non è tutta lana ciò che luccica

Per quanto queste caratteristiche rendano il titolo all’apparenza molto interessante e di sicuro effetto sui giocatori (soprattutto i più giovani e gli appassionati storici di Nintendo), il timore riguarda la ripetitività: dopo aver provato tre livelli si avverte già la soddisfazione e scarsi stimoli a pensare di proseguire la storia. Non possiede il mondo ricco (scenico e giocabile) di Yoshi’s Island, con l’importante compito di portare Baby Mario in salvo nonostante Kamek sia sempre alle calcagna, né il mondo vario e imprevedibile di Yoshi’s Story. Dai livelli provati abbiamo avuto modo di constatare alcune differenze, ma ancora troppe poche per poter sapere se il nostro sia solo un timore (che speriamo venga smentito) o un dato effettivo. I livelli sono certamente interessanti, l’abilità del giocatore è quella di scovarne tutti i segreti e ciò è reso possibile da una giocabilità semplice ed intuitiva che permetterà di attrarre anche le più giovani generazioni senza difficoltà. Resta il fatto che non abbiamo ancora modo di sapere come si dipanerà la storia e il mondo di lana del nostro verde amico: urge affrontare nemici, ritrovarsi in livelli variegati e scoprire come Yoshi potrà “reinventarsi” lungo la sua avventura. Se su SNES era in grado di sciare o assumere la forma di un treno, e se al servizio di Mario assumeva poteri differenti a seconda di cosa ingurgitava, è molto probabile che il nuovo mondo di Yoshi abbia molte sorprese in serbo, che da questi tre livelli ancora non sono state svelate.

Yoshi's Woolly World Non c’è dubbio che Nintendo stia facendo del suo meglio per rafforzare la propria hall of fame di star videoludiche, con un numero sempre maggiore di titoli dedicati ad ognuna delle sue star. Il mondo creato per Yoshi è geniale, ma sarà il prodotto sperato solo se saprà rendere ricca, dinamica e varia l’avventura, com’è sempre stato per il piccolo dinosauro e in generale per il mondo di Mario. La necessità si fa ancora più urgente considerando la meccanica di gioco (la tracciabilità di percorsi nello spazio) molto simile al contemporaneo Kirby and the Rainbow Curse. Siamo senz’altro impazienti di scoprire di più sulla storia del gioco e sulle effettive qualità.

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