Provato Yoshi's Woolly World

A poco più di un mese dalla pubblicazione, esploriamo i primi mondi di Yoshi's Woolly World, in uscita a giugno in esclusiva su Wii U.

provato Yoshi's Woolly World
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Yoshi's Island è il platform bidimensionale più bello della storia dei videogiochi. Almeno per me, che sono cresciuto assieme al Super Nintendo e che regolarmente riprendo a giocarlo nel tentativo di completarlo al 100% (purtroppo mi manca il tempo). A dire la verità pure la cartuccia di Donkey Kong Country 3 finisce speso per essere fagocitata dal Super NES, ma la cattura degli uccelli-banana è un'operazione a cui mi dedico con un po' meno ardore.
Giudizi assoluti a parte (sono sicuro che ognuno avrà un suo personalissimo "platform delle meraviglie"), mi pare indubbio che il capolavoro del '95 sia da considerarsi una pietra miliare del genere, luminoso esempio di creatività, inesauribile fonte di sorprese, figlio di una maestria per il level design e di una voglia di osare con pochi pari nel mercato videoludico dell'epoca (non siamo fautori del "si stava meglio quando si stava peggio", ma insomma: figurarsi in quello di adesso!).
In nome di quest'affetto ormai antico e consumato per l'avventura del draghetto verde, nel corso degli anni ho conservato la segreta speranza di vedere un seguito all'altezza, infranta prima dal sequel ufficiale sviluppato da Artoon e poi dall'opaco "New Island", dimenticabile e insipido.
Da quando ho messo gli occhi su Yoshi's Woolly World sono tornato a coltivare quella speranza. Nei tre livelli dimostrativi approntati per le fiere di settore mi sono perso all'E3 di un anno fa, alla Gamescom immediatamente successiva, e persino all'italianissima Gamesweek, riscoprendo ogni volta un platform ispirato nel look e nelle trovate di design, delizioso e all'apparenza freschissimo.
Adesso è venuto il momento della verità: Nintendo ha recapitato in redazione un codice di Yoshi's Woolly World, con cui passerò un mesetto abbondante prima di scrivere la recensione. Nell'attesa, in verità, posso raccontarvi qualcosa sui primi mondi di gioco, che attualmente sto ancora scoprendo. Visto che il rischio di "rimanere scottati" è tanto, del resto, ci sto andando molto cauto, soppesando bene le soluzioni ludiche e stilistiche di ogni livello. Dirò una cosa, prima di abbandonare la prima persona e tornare a svolgere un po' più rigorosamente il mio dovere di critico: fra citazioni al primo capitolo, curiose novità, colpi di classe incantevoli, mi viene quasi da pensare: "forse ci siamo!"

Soffice

Yoshi's Woolly World è, dal punto di vista artistico, semplicemente delizioso. Per rivitalizzare un'iconografia forse un po' fiaccata dai tanti anni che si porta sulle spalle, Nintendo ha ben pensato di ricostruire il regno dei funghi utilizzando stoffe morbidissime e gomitoli di lana, i cui fili si intrecciano come se fossero il prodotto di un finissimo lavoro a maglia. Tutti gli elementi a schermo appaiono ruvidi e soffici come se fossero appena stati "annodati" dai ferri della nonna: e in vista ci sono cuciture, ricami, grovigli. Si tratta, insomma, di una preziosissima rilettura del colpo d'occhio caratteristico dei platform della casa di Mario, che rappresenta una delle eccellenze della produzione.
I diversi tipi di tessuti che reagiscono credibilmente e in modo diverso ai nostri salti o al nostro passaggio, sottolineando una cura per il dettaglio davvero fuori dal comune, certamente superiore a quella con cui è stato pensato il mondo di plastilina visto nel recente Kirby.
In Yoshi's Woolly World correre su una piattaforma di lana cotta è ben diverso che farlo su un morbido strato di cashmere, che invece ci farà sprofondare. Questo esempio banale si estende alla creatività tipica dei team interni di Nintendo, come sempre abilissimi a concepire interi livelli su singole variazioni tematiche.
L'ossessione per lo studio dei materiali si intreccia anche con il gameplay, pronto a giocare con la tradizione di Yoshi's Island per stuzzicare i fan di lungo corso. Al posto delle uova, ad esempio, adesso possiamo lanciare dei gomitoli, i cui fili si annodano attorno al muso delle Piante Piranha o dei giganteschi boss, versioni "allargate" dei nemici classici proprio come quelle che si trovavano nel capolavoro per SNES. Alcune delle boss fight puntano proprio sull'effetto-nostalgia, in modo da mandare un messaggio chiaro e deciso: mettendo da parte i capitoletti in tono minore arrivati su console portatile, è questo l'unico vero seguito di Super Mario World 2.

Gemme e Toppe

Avanzando tra i livelli è possibile sbloccare una serie di timbri che funzionano come dei power up. Attivandoli prima di cominciare un livello è possibile semplificarci le cose, ad esempio annullando le cadute, oppure facendo in modo che Yoshi generi sempre gomitoli di grosse dimensioni, molto più potenti di quelli regolari. Attivare questi timbri ha comunque un costo in gemme, quindi persino che vuole "abusarne" deve scendere a patti con una gestione oculata delle ricchezze raccattate negli stage. Si tratta comunque di un'apertura verso un pubblico meno smaliziato, che potrebbe voler usufruire di questi vantaggi per facilitarsi le cose. Ovviamente è possibile decidere di non utilizzarli senza perdersi niente.

Le trovate del team di sviluppo non si limitato comunque al citazionismo. Anzi, esplodono fragorosamente in quasi ogni stage, tra elementi che si assemblano sotto i nostri occhi, fiori che sembrano centrini di pizzo e nuvole ricamate. Schizzando tra fili e merletti, si scopre un level design calcolatissimo, attento sia al recupero di soluzioni classiche che ad esibire un certo dinamismo: lo stesso che c'era poi in Kirby's Epic Yarn, quando si tiravano i fili per "scucire" alcuni elementi dello stage, oppure per rivelare passaggi segreti, qui anche nella forma di tubi che vengono tessuti sotto gli occhi sempre meravigliati del giocatore.
Il ritmo di gioco, in ogni caso, è meno acceso di quello degli ultimi capitoli 2D di Super Mario. Più che sulla precisione meticolosa dei salti, qui l'avanzamento si basa proprio sulle variegate abilità di Yoshi e sull'esplorazione. Svolazzando in giro, tirando uova (no: gomitoli) a destra e a manca, e poi esibendosi nei sonori tonfi a terra che schiacciano nemici ed elementi dello scenario, bisogna cercare di scovare le molte alcove nascoste e le sezioni segrete dei livelli, in cui si celano gemme e margherite. Completare al 100% ogni stage è, per gli integralisti del platform, l'unico modo per dirsi soddisfatti: e per farlo bisogna raggiungere la fine con tutta la vita a disposizione, aver trovato i 20 timbri che sostituiscono le monete rosse, ed aver recuperato cinque margherite e cinque gomitoli. Le prime sbloccano, per ogni mondo, uno stage extra, mentre i secondi servono per "annodare" vari modelli di Yoshi colorati, in una minuscola collezione di stravaganze tessili.
Insomma: il divertimento "platformico" deriva anche dalla pletora di possibilità che ogni livello offre, colmo com'è di segreti, pertugi nascosti, gemme e margherite.

Yoshi's Woolly World è supportato anche da un impianto cooperativo che ci è parso ben implementato. A differenza di quanto succede nei platform "marieschi", proprio per via di un ritmo meno acceso della corsa e dalla progressione qui tutto funziona a meraviglia, con i due giocatori che possono coordinarsi, saltarsi sulla testa e darsi una mano per raggiungere le aree segrete. C'è anche la possibilità di "mangiare" il proprio compagno e poi sputarlo verso una piattaforma distante, oppure trasformarlo in un gomitolo da lanciare contro nemici e oggetti. La modalità "co-op", se così vogliamo chiamarla, è più vicina a quella dei Donkey Kong firmati Retro Studio che a quella di un Super Mario bidimensionali, ed è uno smisurato valore aggiunto per una produzione che sembra stratosferica.
C'è da dire che in compagnia, al netto di qualche salto impacciato, gli stage risultano molto più semplici: non solo grazie alla possibilità di ingoiare il compagno e spararlo dove meglio si crede, ma soprattutto perchè in caso di game over di uno dei due, chi è morto ricompare come un uovo volante che può essere "schiuso" con un semplice colpetto. La coop è parsa insomma molto divertente ma anche forse troppo incline a semplificare un gameplay che già di base sembra abbastanza accessibile, pur nella sua genialità gomitolosa.

Yoshi's Woolly World Ci sono alcune boss fight sempliciotte, è vero, ma arrivano sempre al termine di livelli ispirati e divertenti da giocare. Ci sono alcune trasformazioni non proprio indovinatissime (in uno dei primi mondi ci troviamo a controllare uno Yoshi-Ombrello), che tuttavia inaugurano brevi ma intense prove di abilità e tempismo, piccole parentesi utili a movimentare un po' i ritmi di gioco. E c'è pure una barra della vita che sostituisce lo storico conteggio dei secondi, sicuramente una soluzione un po' meno originale di quella adottata ai tempi da Super Mario World 2. Yoshi's Woolly World non teme però il confronto diretto con il suo predecessore, grazie alle ottime trovate di level design ed allo stile personalissimo e fresco. E' proprio l'ambientazione fatta di lana, batuffoli e tessuto che permette al team di sperimentare nuove soluzioni creative, di divertirsi a reinventare il posizionamento di passaggi e oggetti segreti, di riscrivere l'interazione con il mondo di gioco, tra piattaforme da cucire e blocchi da sfilacciare. Il “primo contatto” con la nuova esclusiva Wii U (in arrivo il 26 Giugno) ci ha lasciati insomma meravigliati: se nel corso degli stage avanzati gli espedienti e le variazioni su tema dovessero restare altrettanto stimolanti, potremmo davvero trovarci di fronte ad un altro gioiello: un platform capace di presentare un'esperienza complementare a quella “mariesca”, ma altrettanto sfaccettato e incantevole.

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