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Recensione 3D Out Run

Un classico intramontabile torna a sfrecciare sugli schermi del 3DS

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione 3D Out Run
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

La razza umana, fondamentalmente, si divide in due categorie. Da una parte ci sono quelli che hanno giocato ad Out Run. Loro sono i giusti, gli illuminati, coloro che sanno che nella vita ci sono dei bivi, e che quando devono prendere una decisione è meglio farlo guidando una Ferrari Testarossa cabrio di traverso, con vicino una bella bionda (mora nella versione per Commodore 64). Loro andranno in paradiso, un paradiso fatto di pixel colorati, cieli blu, alberi verdi, e uno Yu Suzuki personale a disposizione come maggiordomo. Dall'altra parte ci sono, invece, gli spenti, gli ignari, le anime perse: quelli che non hanno mai giocato a Out Run e che, di conseguenza, non sono degni. Loro andranno all'inferno, una grande sala giochi piena di tutti i titoli che più amano, ma senza nemmeno un centesimo in tasca per giocare. Questa è la punizione che attende chi ha sprecato l'ossigeno della sua esistenza senza mai ascoltare almeno una volta Magical Sound Shower. Tuttavia, per te giovane ragazzo nato negli anni '90 che ti sei perso la stagione più gloriosa dei videogame da sala giochi, per te e soltanto per te, Sega offre una via di scampo, un ancora di salvezza, un approdo digitale per espiare le tue imperdonabili colpe. Basta un 3DS qualunque e una connessione a internet: il biglietto per la salvezza costa 4,99 euro e fa parte della collana Sega 3D Classics. Sì, infedeli che non siete altro, Out Run è tornato. E ora, prima di cominciare, sigla!


Un'estate a Lavinio

Ricordo tutto come se fosse ieri, e invece sono passati quasi trent'anni. Era luglio e, come tutti gli anni, passavo i mesi estivi in vacanza con i miei nonni a Lavinio, una ridente località di mare alle porte di Roma. In questa ridente località di mare c'era una sala giochi. Era bellissima perché stava nella piazza centrale del paese. C'era l'edicola dove compravo Topolino e I Grandi Classici, la gelateria dove mi sparavo quindici cremini al giorno e infine la sala giochi, che era unica perché aveva anche una parte all'aperto che faceva troppo chic. Al tempo avevo dieci anni ed ero bellissimo, ma bello forte. Solo che sembravo una ragazza, o almeno così dicevano tra loro due tizi più grandi di me mentre giocavo a Passing Shot, simulazione di tennis con visuale dall'alto in cui ero troppo bravo (e bello). Preso dall'imbarazzo mollai il cabinato e andai verso una parte buia della sala, dove non c'era nessuno. Lì, in mezzo a una fila di schermi spenti, scorgo un ragazzo che lavorava a uno strano cabinato. Era enorme e raffigurava un auto da corsa, rossa come una Ferrari. Sul fianco c'era il disegno di una macchina e delle palme e la scritta Out Run. Chiesi se potevo fare una partita. "Guarda, stavo giusto per provare se è tutto ok. Vai, fatti un giro, offre la casa". In un attimo ero al volante di una Ferrari Testarossa, sfrecciando sull'asfalto di una città americana in riva al mare, tra palme, cartelloni pubblicitari e le onde che si infrangono sulla spiaggia bianca. Fu uno shock. Non avevo mai giocato niente di così emozionante. Il volante che vibrava e si faceva più duro in curva, la Testarossa che sfrecciava lungo paesaggi eccezionali, da Stonehenge alle montagne innevate, l'indecisione a ogni bivio su quale strada prendere e quelle musiche, quelle incredibili musiche che ancora oggi sono la migliore colonna sonora mai realizzata per un videogame. Out Run era un gioco perfetto, e oggi, dopo quasi trent'anni, lo potrete rigiocare in una conversione altrettanto perfetta per Nintendo 3DS.


Passing Breeze

Come After Burner II, altro capolavoro di cui abbiamo parlato poco tempo fa, Out Run è stato convertito dal team M2, che ha fatto un lavoro egregio per riportare sul piccolo schermo del 3DS tutta la magia dell'originale da sala giochi. Potrete scegliere il tipo di cabinato (ne furono realizzati quattro, due con seduta e due "stand up", dove si giocava in piedi) e c'è anche un effetto per simulare il movimento dello schermo. Si può giocare con le musiche, modificarle, riascoltarle quante volte volete. Si possono salvare i replay delle partite più spettacolari e rivederli quando vorrete. In Out Run, l'obiettivo è guidare più velocemente possibile, evitando il traffico e facendo attenzione a curve e ostacoli, per arrivare alla fine di cinque stage nel più breve tempo possibile e prima che il tempo a disposizione finisca. La grafica è un finto 3D: sprite bidimensionali schizzano verso di voi, diventando più grandi o piccoli a seconda della distanza e dando così l'effetto illusorio del movimento. Al termine di ogni tracciato c'è un bivio e voi dovrete decidere da che parte andare. Ci sono così cinque possibili finali e soprattutto la possibilità di visitare tanti scenari diversi, uno più bello dell'altro. Potrete giocare al titolo nella sua versione originale, oppure in una leggermente modificata da parte di M2. In questa versione potrete usare degli oggetti per cambiare il colore e le caratteristiche della vostra auto. Ci sono diversi bonus, come ad esempio una minore riduzione di velocità se urtate un'altra auto, che possono aiutarvi ad arrivare fino alla fine. Se però volete l'esperienza Out Run dura e pura, basta scegliere l'apposita voce nel menu. La colonna sonora è la stessa, fantastica, del gioco da sala, con in più due canzoni aggiunte per questo debutto su 3DS: le due tracce, Cruising Line e Camino a Mi Amor, non sono male, però è ovvio che rispetto a Passing Breeze, Magical Sound Shower e Splash Wave non ci sia il minimo paragone. È come inserire in un album dei Beatles una traccia bonus di Arisa. Grazie ma no, grazie. Dal punto di vista tecnico, Out Run su 3DS è un vero gioiello. Non solo schizza a 60 frame al secondo (completandolo si può sbloccare l'opzione 30fps, la stessa del cabinato originale), ma da giocare in 3D è magnifico, anche se alla lunga un po' stancante. Insomma, è davvero una conversione perfetta, fatta eccezione per un piccolo particolare...


L'aquilotto sacrilego

Vedete, Out Run era fantastico perché ti permetteva di guidare una Ferrari Testarossa cabrio. Della bionda vicino non fregava niente a nessuno, il punto era guidare una Ferrari Testarossa. Una macchina che negli anni '80 era mitica, un sogno, un simbolo che evocava un'esistenza di grande successo. Se avevi una Testarossa eri un figo, e se ce l'avevi bianca eri ancora più figo perché eri come Don Johnson in Miami Vice. Ma insomma, un passo alla volta, a dieci anni andava già benissimo rossa. Secondo il modesto parere di chi scrive, Out Run ha contribuito a rilanciare il mito del cavallino rampante tra le nuove generazioni di quegli anni. Guidare quella Testarossa e superare quelle finte Porsche 911 e BMW cabrio in mezzo al traffico era un'emozione speciale. Eppure, sono passati gli anni e la Sega di oggi non è più la Sega di allora. E la Sega di oggi non ha alcuna intenzione di sborsare altri soldi per assicurarsi la licenza ufficiale Ferrari. E quindi al posto della Testarossa, in questa versione per 3DS, troverete una strana macchina con fari tondi e una specie di aquilotto rachitico al posto del cavallino rampante. Una scelta dolorosissima, ma che ovviamente non ha alcun effetto sulla giocabilità, che rimane stratosferica. Un gran peccato.


3D Out Run Out Run ha 28 anni. Tanti, tantissimi, soprattutto per questo mondo dei videogame che viaggia a mille, molto più veloce di una Testarossa in riva al mare. Eppure, Out Run è invecchiato meglio di Sean Connery. È ancora oggi un gioco di guida eccezionale, perfetto. Come certi film, come Ritorno al Futuro o il primo Guerre Stellari, questa è un’opera che non ha difetti. È perfetta così com’è. Un gioco di guida adrenalinico dove si schizza via tra paesaggi coloratissimi, allegri, spensierati, mentre quella musica semplicemente unica ti fa volare con la fantasia. È un gioco che ti mette il sorriso, è figlio di un’epoca dove tutto era fantastico, magico, una nuova scoperta. È un gioco superlativo, e lo è ancora oggi. Non si tratta di “operazione nostaglia”, questo non è un prodotto che mi sento di consigliare solo ai più vecchiotti. Questo è un titolo che chiunque, ma proprio chiunque sia appassionato di videogame, deve giocare. Per forza. Altrimenti andrete tutti all’inferno.

9

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