Recensione A Bird Story

Il nuovo progetto del creatore di To The Moon

Versione analizzata: PC
recensione A Bird Story
Articolo a cura di
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  • Pc
Tommaso Tommaso "Todd" Montagnoli è un maniaco e devoto videogiocatore da più di vent'anni, feroce appassionato di RPG, strategici e tutto il resto. Le poche ore che non spende giocando le passa fra fumetti, cinema, brit rock e snowboard. Lo trovate su Facebook, Twitter e su MORLU TOTAL GAMING.

Se vi dicessero di comprare un gioco indie che dura al massimo un'ora, lo fareste? Probabilmente molti di voi risponderebbero di no, e sarebbe difficile dargli torto. Questo titolo è probabilmente un'eccezione: A Bird Story è un titolo lampo, dalla semplicità disarmante, eppure meritevole di attenzioni: una piccolissima gemma che andrebbe sinceramente salvaguardata. Dopo un piccolo slittamento di qualche mese Kan “Reives” Gao ritorna, esattamente a tre anni dal suo incredibile To The Moon. Con la stessa maestria verremo catapultati in un mondo piccolissimo e apparentemente semplice: un mondo a misura di bambino, che sarà solo l’antipasto di ciò che verrà dopo...

NON DIRE UNA PAROLA!

Quando entri per la prima volta in un gioco dei Free Bird Games pensi sia uno scherzo, specialmente se nessuno ti ha avvertito prima. Il logo pessimo, la risoluzione 640x480, la totale assenza di v-sync. Eppure continui, stimolato da non sai cosa: e infatti bastano poche stringhe di dialogo per farti scordare completamente la cornice e immergerti nel contesto di gioco. To the Moon è stato maestro nel raccontarci una grande storia, narrativamente eccellente e capace di commuovere migliaia di videogiocatori, anche i più disillusi. A Bird Story mantiene lo stesso concept da avventura grafica, ma è qualcosa di diverso; un titolo leggermente meno intenso, ma che riesce perfettamente nel suo intento di incuriosire e preparare il giocatore a quello verrà in seguito. Il titolo, infatti , dura un'ora soltanto, e funge in buona sostanza da introduzione al prossimo progetto di Gao (di cui non osiamo assolutamente svelarvi il nome). Come intuibile dal trailer la storia si presenta semplice e volutamente prevedibile ma, questa volta, oltre alla grafica 16 bit, ci ritroviamo di fronte alla totale assenza di dialoghi. Le uniche parole che vedremo infatti saranno quelle del menu iniziale e dei titoli di coda. Niente di troppo strano per Gao, visti anche i pochi personaggi presenti e il modo in cui vengono rappresentati (spesso oscurati e senza volto).

La narrazione procede dunque lineare, con un gioco di immagini e situazioni sempre intenso e ben orchestrato, che rappresenta il vero punto di forza della produzione dei Free Bird Games. Il nostro protagonista è un bambino intorno ai dieci anni, figlio dei soliti “genitori latitanti” che comunicano solo tramite i proverbiali post-it sul frigorifero. Questo ragazzino, di cui non conosciamo il nome, è appassionato di volo e in evidente conflitto con la sua maestra. Passa spesso le sue giornate in solitudine: al parco, a scuola, in casa... finche un giorno, di ritorno da lezione, incappa in un uccellino ferito alle prese con un tasso. Prontamente il nostro eroe riesce a salvare il piccolo pennuto e com’è facile immaginare fra i due nasce una solida amicizia. Da qui in poi la storia diventa sempre più evanescente e simbolica: alberi che si muovono, isole sospese nel cielo e ombre inquietanti contribuiscono a rendere l’atmosfera sempre più onirica, in progressivo sganciamento dalla realtà. Anche i momenti tristi e toccanti sono presenti in questa produzione, in dose più contenuta e controbilanciati da qualche notevole citazione comica. Il finale arriva forse fin troppo presto ma, per quanto lontani dagli apici emotivi di To the Moon, il coinvolgimento è assicurato. Gli stilemi di Kan Gao sono oramai un marchio di fabbrica e nonostante il tutto sia breve e leggero dobbiamo ammettere che l’ispirazione e la sincerità sono sempre costanti. Chi si aspettava una maggiore interazione rispetto a To the Moon resterà deluso.: questa fugace storia è infatti meno interattiva della precedente e quasi completamente pilotata. Per la maggior parte del gioco potremo solo muoverci ed attivare l’evento successivo, e perfino i pochissimi puzzle sono stati rimossi: in buona sostanza sarà come leggere una sorta di graphic novel interattiva.

16 PROFONDISSIMI BIT

Sembra quasi una beffa: mentre tutti si lanciano in una forsennata ricerca del fotorealismo e danno ai propri titoli un taglio cinematografico, c’è ancora qualcuno che rema in direzione ostinata e contraria. E gli riesce proprio bene: seppur realizzati col l’ormai vetusto RPG maker (e neanche l’ultima versione) i giochi di Free Bird Games hanno raggiunto una grandissima e meritata fama. Un reticolo di pixel e una manciata di sprite sono tutto ciò di cui gli sviluppatori hanno bisogno: poco importa se dovremo confrontarci con grafiche da Gameboy Advance, dal momento che i loro personaggi sono caratterizzati da un'espressività potentissima, e riescono a trasmettere senza problemi tutta l'intensità delle situazioni narrate. Ma cosa sarebbero pixel art e storia senza una buona colonna sonora? La formula è infatti completata da magnifiche musiche, scritte ancora una volta dal maestro Kan Gao: semplici accordi di pianoforte accompagnati da qualche arco, adagiati su lunghe, lunghissime pause. Anche qui ci starebbe la standing ovation: commuovere il pubblico con un audio “quasi midi” non è da tutti. Insomma, anche se le melodie di To the Moon restano insuperate, il lato musicale di A Bird Story merita la vostra attenzione.


A Bird Story In totale sincerità possiamo affermare che A Bird Story è un riuscitissimo incipit per il secondo capitolo della trilogia di Kan Gao (di cui scoprirete il nome alla fine dei credits). Anche se leggero e di breve durata, saprà regalarvi qualche sana emozione, grazie anche al suo “wordless style” ed ai suoi spunti riflessivi. Anche se non siete amanti del circuito indie, questo potrebbe essere comunque un buon punto di partenza; se invece vi siete commossi davanti a To the Moon non potete assolutamente perdervelo, tenendo presente che il prezzo è ridotto (3,40€ circa) ancora per pochi giorni. Post scriptum: spendere quell’euro in più per la colonna sonora potrebbe non essere una cattiva idea...

8

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