Recensione A Vampyre Story

Un'avventura grafica da brivido che sancisce il ritorno di Bill Tiller ai videogiochi!

Versione analizzata: PC
recensione A Vampyre Story
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  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Bill Tiller torna a disegnare per i nostri schermi

Pensando alle avventure grafiche, a tutti gli appassionati di videogame balenerà in mente un nome storico che ancora echeggia nei loro cuori: The Secret of Monkey Island. La serie, giunta al quarto dimenticabile capitolo, gode infatti di successo imperituro grazie ai primi tre, veri e propri capolavori di sceneggiatura, divertimento e caratterizzazione. Il lavoro svolto per il terzo invero suscitò qualche perplessità, ma davanti alle splendide tavole di Bill Tiller (e non solo) la critica unanime premiò ancora una volta la fortunata serie. Dopo alcune prestigiose collaborazioni, proprio il signor Tiller fondò una sua personale casa di sviluppo indipendente che, dopo mille peripezie legate a budget e publisher, giunge col suo primo titolo, A Vampyre Story, a cercare di sfamare la nostra insaziabile fame di punta e clicca! La versione qui analizzata è quella totalmente italiana che per problemi di lcoalizzazione è uscita soltanto da poco nei negozi.

1890: Transilv...err....no! Draxsylvania!

Nella balcanica Draxsylvania la vita dei comuni mortali è piena di insidie, tanto da obbligare i poveri abitanti a farsi scudo come meglio possono da maledizioni, anatemi, mostri e leggende orrorifiche quanto mai reali. In mezzo all'apparentemente tranquillo lago locale, l'enorme castello del barone Shrowdy von Kiefer torreggia minaccioso, suscitando vampirico terrore nei cuori di ogni pulzella del globo! L'ultima vittima del patetico latin-lover cainita Shrowdy, è Mona de Lafitte, una vanesia e un pò stupida attrice d'opera parigina, caduta prima nella seducente trappola del barone, poi convertita al vampirismo e infine portata in Draxsylvania per godersi una lugubre eternità lontano dai riflettori dei teatri più famosi del mondo. Dopo diversi anni di piacevole convivenza col vampiro più imbarazzante mai esistito, a Mona si presenta un'occasione imperdibile per fuggire dalla turpe magione e tornare a cantare le sue opere preferite. Starà dunque a noi condurla attraverso le tetre lande Draxsylvane in fuga da un barone inarrestabile e cercando di rimanere per quanto possibile in incognito. Perchè lo sanno tutti: un vampiro è la causa principale di ogni caso di anemia della zona!

Sangue? Mais non, io bevo solo vino...

Accompagnata dal suo fido pipistrello Froderick, la nostra ingenua eroina dovrà quindi vedersela con tutta una serie di improbabili clichè del mondo horror da fare invidia al miglior regista di B-movie. Proprio la caratterizzazione assurda del gioco è il principale punto di forza della produzione Autumn Moon e l'ironia con cui è intrisa ogni singola azione che si può compiere vi farà passare momenti indimenticabili nella splendida Draxsylvania. L'azione si svolge sempre in terza persona, come da tradizione, e tramite i due tasti del mouse potremo interagire con gli elementi delle schermate e aprire il nostro fidato inventario (per l'occasione rappresentato da una bara, che risulta a dire il vero ben più ingombrante del necessario). Un paio di novità interessanti sono state comunque introdotte in questo titolo di stampo classico. Nella maggior parte delle avventure, ci siamo sempre sfacchinati in giro per il globo oggetti dalle dimensioni eccessive e improbabili. A chi non è mai venuto il dubbio di come i protagonisti facessero a passeggiare tranquilli con una motosega, un braccio pigliatutto e un pollo di gomma nelle tasche? In A Vampyre Story ogniqualvolta incontreremo un oggetto utile e dalle dimensioni poco ortodosse non lo raccoglieremo, bensì verrà visualizzata un'icona sbiadita nell'inventario che ne permetterà l'uso successivamente pur non avendolo nelle proprie tasche. Sebbene la volontà di introdurre qualcosa di nuovo e particolare in una struttura di gioco vecchia di anni ci sia tutta, purtroppo questa caratteristica manca l'obiettivo di parecchie lunghezze. Durante la partita questi oggetti "ricordati" non sono usati in modo differente rispetto a qualsiasi altro oggetto dell'inventario e anzi rallentano lo svolgimento di gioco con le noiose animazioni di Mona e Froderick intenti ad andare a prenderli. Un'idea ben più interessante e decisamente meglio riuscita è invece l'introduzione dei poteri vampirici di Mona. Infatti durante la partita avremo due abilità da usare attentamente per risolvere alcune situazioni: la trasformazione in pipistrello e il classico bacio del vampiro. Nonostante il loro scarso numero, alcuni imprevisti in cui incapperete richiederanno il giusto bilanciamento tra di esse e gli oggetti dell'inventario dando luogo a combinazioni strampalate e imprevedibili che aumentano notevolmente la varietà di gioco.

Enigmi, enigmi e ancora enigmi.

Molto ben congegnati e articolati sono dunque gli enigmi, cuore di ogni avventura che si rispetti. Infatti non vagheremo mai in giro per le locazioni senza sapere bene cosa fare o, ancora peggio, raccogliendo tutto quello che possiamo cliccare: avremo sempre ben in mente l'obiettivo di Mona e i passi necessari per raggiungerlo. Quasi tutti gli enigmi richiederanno al giocatore l'uso del famigerato "pensiero laterale", ovvero il saper immaginare una situazione sotto un altro punto di vista per poterla superare, e alcune azioni da compiere lo mettaranno veramente a dura prova. La difficoltà quindi si attesta su un livello più elevato della media, sebbene non risulti mai frustrante o totalmente senza senso. Davvero magistrali sono anche le battute del nostro comprimario Froderick che ci regalerà molto volentieri vere perle di saggezza chirottera, contornate da humor e sfottò che mai stancano e sempre suscitano un sorriso che spesso sfocia in una fragorosa risata. Proprio Froderick viene anche spesso usato come un vero e proprio oggetto, dando luogo a situazioni di coppia di pura ispirazione Lucasarts. Vogliamo ribadire ancora una volta come il lavoro svolto dagli artisti e dagli sceneggiatori nel caratterizzare e rendere viva la Draxsylvania sia veramente magistrale; incontreremo gargoyle snob, gatti sadici, fantasmi creduloni, ratti mafiosi e una coppia trasferitasi dal Texas in un miscuglio di personaggi veramente divertente e interessante. Molti dei dialoghi infine sono puramente accessori alla risoluzione dell'avventura, anche se consigliamo di non mancarne nemmeno uno, data la qualità così elevata della sceneggiatura. E' doveroso fare un appunto su alcuni momenti in cui l'aver trascurato un dialogo o il dover essere costretti a tornare da un personaggio, ci costringerà a visitare molte locazioni un pò troppo spesso nell'arco di poco tempo di gioco. Infine proprio la longevità è un aspetto che fa discutere nel caso di A Vampyre Story. Senza contare tutte le opzioni di dialogo, le buffe descrizioni e gli strampalati tentativi di Mona di parlare con qualsiasi oggetto si trovi davanti, il gioco si finisce tranquillamente entro le 10 ore effettive, che variano (al ribasso) a seconda della vostra abilità nel risolvere gli enigmi. Se invece vorrete godervi questo titolo con più calma gustandovi il nonsense di cui è intriso, riuscirete a srappare qualche ora in più. Un'amara conclusione però vi aspetta comunque verso la fine dato che A Vampyre Story in realtà non finisce affatto e il gioco è stato interrotto brutalmente per problemi di budget con un laconico "To Be Continued...".

Artwork e design a volte non bastano

Il comparto tecnico di A Vampyre Story è altalenante. Se da una parte i fondali disegnati da Bill Tiller sono una vera e propria gioia per gli occhi e il design in generale è veramente originale, non si può dire la stessa cosa dei modelli poligonali e delle texture dei personaggi, che presentano una risulozione mediocre e una spigolosità un pò troppo accentuata. Inoltre il gioco è afflitto da bug in apparenza casuali e piuttosto sgradevoli come una texture che a volte manca all'appello, l'audio che salta una traccia, caricamenti eccessivamente lunghi e addirittura alcuni video che si bloccano o che procedono in stile moviola. Questi errori e queste imperfezioni non alterano nè impediscono di godersi A Vampyre Story ma non sono comunque perdonabili in un prodotto acquistabile nei negozi. Un'altro difetto è la lentezza della camminata della protagonista che per fortuna potrà essere velocizzata tramite l'uso della barra spaziatrice, anche se così facendo si darà luogo a un buffo procedere a scatti su schermo. Veramente ben confezionato invece il comparto sonoro che regala dei momenti piuttosto piacevoli e ben suonati (davvero notevole la presenza di una cantante lirica che interpreta la voce di Mona quando si vuole schiarire la gola). Anche in questo caso però dobbiamo sottolineare la scarsa flessibilità del motore di gioco nel gestire il cambio di locazione, cosa che ci costringerà a sentire lo stesso pezzo della locazione precedente un'altra volta e dal principio, in barba al vecchio e in questo caso compianto sistema iMUSE. Insomma A Vampyre Story di certo non colpisce per il suo comparto tecnico, sebbene quello puramente artistico ci possa far chiudere un occhio su alcune delle magagne. Non possiamo invece chiudere alcunchè davanti alla pessima conversione da parte di chi ha tradotto A Vampyre Story in lingua italiana. Fortunatamente i dialoghi sono rimasti in lingua inglese ma i sottotitoli fanno decisamente accapponare la pelle. Al di là dei non comunissimi ma comunque presenti errori di battitura del testo, alcune intere parti dei discorsi sono state brutalmente alterate. Mentre Mona e Froderick continuano a parlare in lingua inglese i sottotitoli a volte sono già finiti da un pezzo oppure addirittura la traduzione approssimativa altera il significato dei dialoghi impedendoci di capire come andare avanti (come nel caso della lavagna nel sotterraneo del castello). Non possiamo quindi che consigliare davanti a un simile stupro, di acquistare una copia del gioco dotata di sottotitoli in lingua inglese e di non utilizzare in ogni caso -ahimè- la lingua italiana.

A Vampyre Story A Vampyre Story è assolutamente da consigliare a tutti coloro che vogliono godersi momenti di puro divertimento e di ormai rara comicità, complici le situazioni assurde e paradossali in cui la buffa coppia inevitabilmente si ritrova ogni volta. Il nostro voto finale tuttavia non può non tenere conto dei soldi spesi per acquistare l'edizione italiana qui analizzata che aggiunge pesanti errori di traduzione agli errori di programmazione del prodotto originale. Una scarsa accortezza nel gameplay e alcuni bug evitabili (uno su tutti i filmati che si bloccano) si sommano allo scempio della traduzione, portando questo titolo verso lidi dove non l'avremmo proprio voluto vedere, complice tutta la simpatia che la coppia Mona/Froderick è in grado di regalare a chiunque sia in grado di passare sopra a quanto riportato. Attendiamo comunque un piacevole ritorno del duo nel seguito diretto, sottotitolato "A Bat's Tale", previsto per un generico 2010, sperando in un diverso trattamento per noi utenti italici.

6

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