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Recensione A.W. Phoenix Festa

A.W. Phoenix Festa si appresta ad uscire anche in Europa, disponibile dal 26 luglio esclusivamente in formato digitale per PlayStation Vita.

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione A.W. Phoenix Festa
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
Antonello "Kirito" Bello è un Monster Hunter di professione, nonché accumulatore seriale di videogiochi di produzione rigorosamente giapponese. Pare si sia autoesiliato in una dimensione alternativa in cui le personificazioni di SQUARE ENIX, BANDAI NAMCO Entertainment e CyberConnect2 sono sue compagne d’arme nella sanguinosa lotta contro l'odiato dio degli FPS e gli infedeli al suo seguito. È inoltre nemico giurato di DLC e digital delivery. Per qualche strana ragione, ha un’evidente ossessione per le spade e sogna di governare Gamindustri. Purché non sia completamente infognato con qualche JRPG, potete contattarlo via Facebook.

Quando un prodotto d'animazione giapponese riscuote in patria un successo considerevole, è tradizione che qualche sviluppatore ne prenda spunto per la realizzazione di un videogioco omonimo e ne cavalchi l'onda della popolarità. Tratta dai romanzi di Yù Miyazaki e nota in Giappone come "Gakusen toshi Asterisk", la recente e frizzante serie The Asterisk War: The Academy City on the Water non si è sottratta alla regola, ispirando un titolo per PlayStation Vita addirittura con due mesi di anticipo rispetto al fortunato esordio registrato sul circuito televisivo nipponico. Recentemente annunciato a sorpresa per il mercato nostrano da Bandai Namco Entertainment, che quest'anno ci ha regalato una gustosa carrellata di titoli tratti da serie di animazione, A.W. : Phoenix Festa sarà disponibile da domani -in esclusiva digitale- sul PlayStation Store europeo e includerà nel pacchetto tutti i DLC rilasciati nella terra del Sol Levante. Dopo averlo letteralmente divorato, possiamo rivelarvi le nostre impressioni sul titolo.

La ricerca del partner

La caduta delle stelle cadenti, un disastro senza precedenti noto come "Invertia", ha cambiato drasticamente il pianeta Terra e alterato in maniera significativa il potere delle nazioni esistenti. Un drammatico episodio che ha lentamente alterato il senso della moralità del genere umano e al contempo regalato un nuovo potenziale al mondo intero: il disastro ha infatti provocato la nascita dei Genestella, esseri umani dotati di fenomenali capacità fisiche. Gli adolescenti Genestella di tutto il mondo si radunano nelle sei scuole situate agli estremi della città-accademia di Rikka, per questo soprannominata Asterisk, e si sfidano regolarmente per la supremazia in eventi sportivi chiamati Festa. Ayato Amagiri, Genestella protagonista della vicenda, è alla ricerca di sua sorella maggiore, misteriosamente scomparsa quand'era una studentessa del liceo Seidoukan, luogo in cui il ragazzo è convinto di trovare preziosi indizi che possano aiutarlo a rintracciarla. Immediatamente dopo la sua iscrizione, il giovane Ayato è invitato dalla presidentessa del consiglio studentesco a partecipare al Phoenix Festa, un imminente torneo a coppie: ciascuno dei due vincitori dell'evento vedrà esaudito un proprio desiderio, purché esso sia umanamente realizzabile. Al ragazzo vengono dunque lasciate due settimane di tempo per allenarsi, ambientarsi nella nuova scuola e soprattutto trovare un partner per il torneo. Il titolo combina infatti le meccaniche di combattimento action alle simulazioni di corteggiamento, proponendo ben cinque storyline originali e ispirate alla serie di Yù Miyazaki: attraverso una serie di scelte effettuate durante l'avventura, il giocatore ha la possibilità di migliorare i rapporti con le cinque eroine principali (di cui una segreta) e instaurare un legame speciale, a sfondo amoroso, col partner designato.
A prima vista un po' banale, l'avventura risulta piuttosto impegnativa poiché il lasso di tempo che precede il torneo è abbastanza esiguo e va ottimizzato, alternando stralci di quotidianità scolastica all'allenamento vero e proprio. Nei pochi mesi a disposizione, il giocatore può infatti sacrificare intere giornate sottoponendo il proprio personaggio a sei diversi tipologie di allenamento atte a migliorare altrettanti parametri: Life, che determina i punti della barra vita, Prana, seconda barra energetica utilizzata per eseguire differenti azioni in battaglia, Insight, valore di fondamentale importanza che influenza la velocità di recupero del Prana e al contempo l'efficacia di attacco e difesa, e infine parametri classici come Attack, Defense e Speed. Va precisato, purtroppo, che l'allenamento è automatico e il giocatore non deve far altro che scegliere il parametro da migliorare. I combattimenti veri e propri, invece, regalano a vittoria ottenuta dei piccoli miglioramenti per tutti e sei i parametri del proprio avatar. A complicare un sistema di crescita un po' semplice e noioso, ci pensa un opportuno e ben congegnato sistema di affaticamento che influenza il risultato dell'addestramento: se l'allenamento in condizioni ottimali garantisce bonus piuttosto generosi, allenarsi in pessimo stato offre tremendi risultati, e il mancato riposo fra una sessione e l'altra può addirittura portare al ricovero forzato del personaggio controllato. Non meno importante è la ricerca del partner per il torneo, attività che ha inizio già dopo i primi minuti di gioco, in quanto la primissima scelta compiuta dopo il duello iniziale può facilmente bloccare il giocatore in una delle cinque route sopracitate. Una volta scelta la propria compagna, occorre instaurarvi nel minor tempo possibile un forte legame, affinché l'eroina accetti di gareggiare al nostro fianco durante il Phoenix Festa. Il livello di intimità, che fra le altre cose influenza il livello del partner ed i suoi punti vita, va affinato con le giuste risposte, opportuni regali, veri e propri appuntamenti e persino con i duelli. Qualora invece non si raggiunga il giusto livello di intimità entro il termine ultimo per la scelta del partner, l'eroina designata potrebbe rifiutare l'invito e indirizzarci verso un prematuro game over. Fondamentale, quindi, un giusto dosaggio fra attività fisica, riposo e soprattutto interazione con la compagna desiderata.

Una volta formata con successo la propria squadra, è tempo di scendere in campo e conquistare il pubblico del Phoenix Festa. Come già detto, durante i combattimenti il personaggio controllato ha due barre ben distinte, una per la vita e una per la stamina, e attraverso l'uso dei tasti frontali può effettuare attacchi ravvicinati o a distanza (a seconda della tipologia d'arma equipaggiata), rapide serie di combo, parate e bellissimi attacchi speciali. Proprio come nella serie televisiva, la vittoria dei duelli può essere raggiunta in due modi: azzerando i punti vita del nemico entro il tempo limite o semplicemente distruggendo il tesserino scolastico che ciascuno studente porta appeso sul proprio petto, danneggiabile unicamente quando l'avversario è colto alla sprovvista (per esempio, anticipando o interrompendo una mossa speciale). Chiaramente, anche gli avversari cercheranno di distruggere i nostri tesserini, ragione in più per non abbassare mai la guardia e aspettare il momento giusto prima di eseguire qualunque attacco. Oltre alla modalità principale, il titolo presenta una modalità secondaria chiamata Battaglia, la quale permette di ingaggiare combattimenti con la CPU, altri giocatori o missioni survival con tempo ed energia limitata. Ancora una volta, la componente multiplayer è rovinata dall'assenza dell'online, consentendo soltanto di affrontare i propri amici in locale; trattandosi di un titolo molto di nicchia, avremmo apprezzato dai ragazzi di Bandai Namco l'inserimento di una valida modalità online, opportunamente realizzata per i mercati occidentali. Come avvenuto per il recente Mobile Suit Gundam Extreme VS-Force, ci è stato dunque impossibile sperimentare il multiplayer offerto dal pacchetto, e per il momento siamo costretti a rimandare a giudizio la suddetta modalità. Per quanto riguarda il versante tecnico, A.W. : Phoenix Festa presenta modelli poligonali a tratti spigolosi, privi di dettagli e dai colori un po' spenti, in ogni caso non all'altezza delle ottime immagini in CG che caratterizzano gli eventi e tutta la modalità storia. Fatta eccezione per l'arena del torneo, molto curata e soprattutto colorata, i pochissimi stage sono carenti sotto ogni aspetto: l'arena del campus, in particolare, presenta degli orribili alberi con foglie triangolari che cozzano con la vegetazione disegnata sullo sfondo.

Se il gioco vanta una splendida opening cantata da Shiena Nishizawa, già autrice delle ottime sigle apertura dell'anime, lo stesso non si può dire per la colonna sonora, composta da pochissime tracce -nemmeno troppo valide- che di conseguenza vengono riciclate eccessivamente. Purtroppo non tutti i dialoghi sono interamente doppiati, e i vari personaggi giocabili non fanno che ripetere versi o frasi preimpostate durante tutto il corso del combattimento, risultando il più delle volte anche piuttosto fastidiosi. Infine, la traduzione in lingua inglese è molto curata, e in fase di esame non abbiamo riscontrato refusi di alcun genere.

A.W. Phoenix Festa Se da A.W. : Phoenix Festa ci aspettavamo un gioco dai tratti action, quello che ci siamo ritrovati fra le mani è un titolo che punta tutto sulla componente dating sim che ben si sposa col genere ecchi e harem in cui la serie The Asterisk War sfocia costantemente. Se la route della co-protagonista Julis ricalca fedelmente la trama dell’anime, le altre sono quasi del tutto originali e l’ultima approfondisce un particolare personaggio segreto che nelle prime due stagioni della serie televisiva (sperando che in futuro ne venga annunciata una terza) non aveva trovato il giusto spazio. Dal momento che i combattimenti giocano un ruolo molto secondario, sconsigliamo l’acquisto del gioco a chiunque non sia già appassionato dell’opera natia, unico target cui il titolo è palesemente indirizzato. Al contrario, per i fan di Ayato e compagne il titolo rappresenta un prodotto spassoso e assolutamente imperdibile, capace di svelare interessanti approfondimenti e gustosi what-if.

6.5

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