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Recensione Ace Armstrong

La sottile differenza tra un gioco difficile e uno frustrante

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Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Sottili differenze

Che differenza c’è tra un buon videogioco e un capolavoro dell’orrido? Nell’atto di critica è spesso facile giudicare cosa sia andato bene o cosa sarebbe stato meglio cambiare, ma non sono rare le volte in cui i successi sono decisi dai dettagli. Un pizzico di incertezza nel frame rate e un velocissimo gioco di guida si tramuta in un incubo. Ambientazioni poco leggibili e l’avventura grafica diventa una tomba per le retine dei giocatori. Troppa tensione e un survival horror diventa un test di sopravvivenza, invece che una bella e terrificante esperienza da vivere immersi nel buio. Di esempi del genere se ne possono fare a milioni, ed oggi Ace Armstrong Vs The Alien Scumbags ci offre l’ennesima lezione a tal proposito.

Questa volta la Terra è spacciata...

Il perché di una simile premessa è presto detto: il titolo sviluppato da Laughing Jackal non è solo poco divertente, ma sfida sfrontatamente anni e anni di conquiste di game design. Del resto persino sfruttando tecnologie relativamente semplici come può esserlo Flash, personaggi più o meno noti, sono riusciti a confezionare sparatutto a scorrimento in 2D che, nonostante una cronica mancanza di originalità, quanto meno riuscivano nel compito di divertirci per una manciata di minuti. Ace Armstrong Vs The Alien Scumbags fallisce miseramente anche in questo compito, nascondendosi dietro alla pretesa di voler essere hardcore e dannatamente difficile.
Controllando l’astronave dell’ipertrofico Ace Armstrong vi sarà chiesto di partire dal punto A, per giungere al punto B, evitando di farvi uccidere nel tragitto dagli alieni che hanno invaso la Terra. Come già anticipato dunque, si tratta né più, né meno, di uno shoot’em up in 2D a scorrimento orizzontale di vecchio stampo.
I problemi, tuttavia, si rendono palesi sin dalla prima partita. Anche selezionando il livello di difficoltà più basso, nonostante tutta la pazienza e la pratica del mondo, faticherete a completare il primo livello. E qui si torna alle premesse: c’è una sottile differenza tra un gioco difficile e uno frustrante. Sì, perché Ace Armstrong Vs The Alien Scumbags è un gioco frustrante a causa di un design a dir poco dozzinale e poco curato. L’astronave del protagonista, per prima cosa, è eccessivamente grande per le ambientazioni che dovrete attraversare. Oltre a stare attenti a non impattare con le navette nemiche e ad evitare i loro verdastri laser, dovrete anche prestare attenzione a non colpire gli elementi dello scenario. A questa difficoltà di fondo, che di per sé non costituisce un reato, si aggiungono però due elementi che rendono l’intero gioco frustrante: la lentezza con cui si muove l’astronave di Ace Armstrong e l’assoluta mancanza di fluidità del sistema di controllo. Azionando la croce direzionale infatti, non riuscirete in alcun modo a tracciare traiettorie pulite. Il vostro avatar sarà perennemente costretto a procedere a singhiozzi, rendendo il controllo difficoltoso e in generale meno preciso di quanto ci si aspetterebbe.
Un gioco con pretese di essere difficile, si tramuta quindi in un incubo a causa dei problemi appena elencati. Non sono rare le volte in cui vi sarà semplicemente impossibile evitare la morte e questo non certo per demeriti del videogiocatore.
A peggiorare le cose ci pensa poi l’unica meccanica che cerca di caratterizzare il prodotto: la capacità di risucchiare, tramite una sorta di aspirapolvere, le modalità di fuoco delle navette nemiche. I laser disponibili in questo senso sono tre: triplo, un unico raggio estremamente potente e un pulviscolo di minuscoli proiettili, utile per disfarsi di numerosi nemici a corto raggio. Il problema, purtroppo, è che aspirare le nubi colorate che infondo il nuovo potere all’astronave di Ace Armstrong è un processo fin troppo lungo. Troppo spesso si muore mentre la vostra navicella, che sarà completamente incapace di muoversi e aprire il fuoco, cerca di acquisire il laser nemico. Il più delle volte dunque, preferirete risparmiarvi la fatica, piuttosto che sfruttare il “bonus”. A poco servono dei boss fight tutto sommato intriganti e una lista più che sufficiente di tipologie diverse di alieni da abbattere: non bastano per evitare la catastrofe.
I pessimi risultati poi si propagano anche sull’aspetto grafico, dove campiture monocromatiche colorano personaggi e ambientazioni di una semplicità stilistica disarmante. Faticherete a credere che dietro a un tale lavoro artistico ci siano dei professionisti, piuttosto che bambini alle prime armi con pennarelli e matite.
Dal punto di vista sonoro, quanto meno, il gioco evita di scadere nel cattivo gusto con motivetti intonati al genere e effetti sonori che evitano di diventare fastidiosi nel breve periodo.
Parlando di longevità il giudizio non può che essere ampiamente negativo. Se il tempo effettivo che serve per completare l’avventura è più che sufficiente, trattandosi pur sempre di un Minis, la qualità del tempo è assolutamente scadente. C’è una sottile differenza tra un titolo difficile, e quindi stimolante, e uno frustrante. Ace Armstrong Vs The Alien Scumbags si fa semplicemente odiare in fretta.

Ace Armstrong Vs The Alien Scumbags C’è poco da dire: Ace Armstrong Vs The Alien Scumbags è un gioco da evitare a tutti i costi. Probabilmente non andrebbe giocato nemmeno se fosse gratis. Evidenti problemi di design e del sistema di controllo rendono l’esperienza semplicemente frustrante e odiosa. Piuttosto che pensare a questo Minis, andate su internet e cercatevi qualche buon gioco in Flash. Di sicuro vi divertirete molto di più, senza spendere nemmeno un euro.

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