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Recensione Ace Combat: Assault Horizon

Solchiamo i cieli con Project Aces

Ace Combat: Assault Horizon

Videorecensione
Ace Combat: Assault Horizon
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Come molte altre serie storiche, in questa generazione uniformemente priva d'inventiva e genialità, anche Ace Combat sta per subire un interessante reboot. Il mitico "simulatore" di scontri aerei (le virgolette sono d'obbligo, trattandosi di un arcade puro) è in arrivo su Xbox 360, Playstation 3 e PC in una forma sostanzialmente familiare ma arricchita da novità potenzialmente in grado di espanderne il pubblico di fruitori. Project Aces, team di sviluppo responsabile della produzione, ha infatti rivisitato il sistema di volo e i controlli, aggiungendo nuove interessanti possibilità per variare i combattimenti e mantenendo, allo stesso tempo, la facoltà di tornare al "vecchio" gameplay, dedicato a chi volesse cimentarsi in un'impresa già dall'inizio più impegnativa.
Disponibile dal 13 Ottobre Ace Combat: Assault Horizon, grazie al codice completo, ci ha finalmente mostrato di che pasta è fatto.

Cliché

L'intreccio narrativo, in Assault Horizon, prende il via in tutta calma. Uno tra i tanti Blackhawk facenti parte di una task force NATO inviata in Africa per sedare una guerra civile, ha appena portato a termine la sua missione di ricognizione e soppressione, quando una potentissima esplosione spazza via metà squadriglia, lasciando gli altri feriti e completamente disorientati. Rientrati alla base scopriamo trattarsi di un'arma di distruzione di massa chiamata Trinity, i cui effetti devastanti ancora non si conoscono nel dettaglio. Il nostro obiettivo, dunque, è recuperare e studiare la tecnologia oppure distruggerla definitivamente. Entra dunque in campo il pluridecorato Capitano Bishop (nostro principale alter-ego nel corso della vicenda), esperto aviatore con l'incarico di fermare l'imminente minaccia. Basta poco, tuttavia, per scoprire che gli eventi recenti non sono altro che tasselli di un più grande puzzle, che vede un'organizzazione estremista russa radunare forze ribelli e mercenarie in tutto il medio oriente, per costituire, grazie ad un colpo di stato, una nuova federazione russa e conquistare il Mondo.
La storia prosegue dunque a suon di cliché anni '60, con gli americani "buoni" intenti a salvare il mondo dalla minaccia sovietica e la rivalità, in sottofondo per l'intera avventura, tra il protagonista e l'asso nemico, Markov. Anche a fronte di alcuni timidi spiragli introspettivi, psicologicamente la vicenda non decolla, rimanendo severamente ancorata al racconto di vicende sostanzialmente già scritte e senza molta mordente; ed una caratterizzazione opaca dei personaggi non migliora certo le cose.
Tuttavia, dovendone tirare le somme, la vicenda -a patto di non pretendere troppo- si lascia cavalcare con discreta leggerezza, risultando se non altro ben organizzata e priva di falle. Una decente decorazione per l'azione, fulcro principale del titolo nipponico.

Inseguimenti aerei

Le novità più interessanti in questo novello Ace Combat sono indubbiamente legate al gameplay che, come si diceva in apertura, presenta anzitutto una dualità d'approcci che accontenta il novellino quanto il veterano. Una breve scorsa delle opzioni legate ai controlli, prima di cominciare la Campagna, ci darà infatti la facoltà di selezionare il sistema di controllo "vecchio", per un controllo del veivolo a 360°, o lasciare intatto quello nuovo che, pur non cambiando nel layout generale, aggiunge diversi "aiuti intangibili" in grado di rendere molto più agevole ed "assistito" il controllo del mezzo. Va da se che preferendo il nuovo sistema non saremo in grado di esibirci in complesse manovre al limite della gravità (ad esempio per schivare i missili), pur mantenendo comunque un soddisfacente controllo sul veivolo.
In seconda istanza il team ha pensato di svecchiare il sistema di combattimento aereo, re-inventandolo in buona parte. La saga, precedentemente, ha sempre mostrato ingaggi da molto lontano dei veivoli, senza mai implementare la spettacolarità del close combat. Con Assault Horizon Project Aces vuole definitivamente mettere una pezza a questa mancanza: se a distanza avremo sempre la possibilità di sfruttare l'auto lock-on per bersagliare il nostro avversario con i missili a nostra disposizione, ecco che, giunti più vicino, apparirà la possibilità di entrare nella cosiddetta Modalità Dogfight. Si tratterà di un vero e proprio inseguimento semi automatico, durante il quale dovremo solamente mantenere sotto tiro il nemico, scagliandogli addosso tutta la nostra potenza di fuoco. La mitragliatrice, in questa fase, verrà gestita da un reticolo completamente libero, mentre i razzi da una comoda funzione di auto-targeting, che ci permetterà di sparare con buna precisione dopo aver mantenuto per un certo intervallo di tempo l'avversario all'interno del cerchio di mira. Anche gli avversari, ovviamente, saranno in grado di ingaggiare noi in duelli di questo tipo; in questo caso avremo la facoltà di scappare sfruttando l'accelerazione (affidata, al solito, al grilletto destro) oppure accettare la sfida, decelerare (grilletto sinistro) ed allinearsi al veivolo nemico per tentare di ribaltare -in una sola mossa- la situazione. Sebbene in sistema funzioni molto bene e presenti parecchie variabili date dalla possibilità di aggancio automatico qualora ci fossero più aeroplani vicini e dalle varie armi a disposizione (alcune delle quali consentiranno l'abbattimento di 4 o addirittura 6 aerei alla volta), da solo non sarebbe in grado di sostenere l'intero gameplay. Ecco perché, al Dogfighting, si aggiunge il raid aereo, dedicato questa volta alla distruzione delle forze di terra. In questi casi non si tratterà di agganciare singolarmente un nemico ma un preciso "punto d'entrata" posto sulla mappa. Una breve cut scene ci introdurrà ad una prospettiva visuale differente, grazie alla quale, con piccole regolazioni di volo e l'aggiustamento della mira, saremo in grado di radere al suolo tutto ciò che incontreremo sulla nostra strada. In questa circostanza le meccaniche innestate dal team funzionano leggermente meno bene, mostrandosi macchinose ed incerte nella gestione del volo radente al suolo.
Se la componente legata al volo Mach 5 viene resa in questo modo variegata al punto giusto è sempre vero che un'abbondante dozzina d'ore a bordo di questo o quel caccia può stancare anche il più appassionato. Proprio per questo in Assault Horizon vengono introdotte una serie di nuovi incarichi che, mostrando anche la vicenda da prospettive differenti, ricordano alla lontana il modus operandi di Infinity Ward. Ci troveremo dunque ad occupare la postazione gatling di un elicottero, con l'ordine tassativo di falciare qualsiasi cosa si muova per dare supporto alle truppe terrestri, con le quali ci coordineremo in maniera decisamente credibile. In seguito l'elicottero -come noto da tempo- lo piloteremo in prima persona, in missioni che richiederanno sempre il coordinamento con le truppe di terra. I controlli, in questo caso, mostrano alcune variazioni, che prevedono ad esempio il controllo di volo e mira con gli stick analogici mentre ai front button viene delegato l'alzamento o l'abbassamento di quota. In questa fase, naturalmente, l'azione non sarà così frenetica ed avremo più tempo per prendere la mira ed abbattere i bersagli designati; un calo di ritmo che contribuisce in maniera gradevole a spezzare la monotonia dei feroci combattimenti aerei.
La rosa degli incarichi si chiude con qualche "scampagnata" a bordo di un AC-130 dal quale mettere a ferro e fuoco le zone sottostanti. Le meccaniche ricordano molto Call of Duty, con la visione notturna e la possibilità di cambiare tipologia di munizioni a seconda della precisione richiesta.
Una grande varietà d'eventi che rende davvero piacevole e ritmata la progressione di Assault Horizon. Peccato che a volte, a causa di missioni davvero troppo lunghe (30 minuti filati di combattimento aereo sembrano davvero eccessivi), la voglia di proseguire si scemi via via, non dando al giocatore il ritmo giusto per non annoiarsi mai.

Volo di gruppo

Ad una campagna ben organizzata Ace Combat: Assault Horizon unisce un comparto multiplayer strutturato in quattro diverse modalità. La prima, a gran richiesta, è la cooperativa, che darà la possibilità ad un massimo di tre giocatori di unirsi per affrontare otto missioni prese dalla campagna e completamente ridisegnate per il massimo divertimento in cooperativa. Grazie al supporto degli amici saremo in grado di sperimentare le versioni coop del Dog Fighting e del Raid Aereo, che consentiranno di arrecare un gran numero di danni all'avversario sfruttando l'unione di più bocche da fuoco. Le meccaniche rimarranno immutate ma sarà davvero interessante vedere quante variabili potremo inventarci combinando le dotazioni belliche di ben tre veivoli.
Al fianco della componente cooperativa, naturalmente, ci sarà l'immancabile settore versus, dove i giocatori di tutto il Pianeta potranno affrontarsi -anzitutto- nel più canonico dei deathmatch. Da due a sedici giocatori si troveranno nelle enormi mappe tratte dalla campagna per darsi battaglia selezionando due diversi set di regole. Potremo decidere di assegnare la vittoria calcolando i Kill Points, ovvero un punteggio legato alla prestazione generale ed alle caratteristiche del nostro aeromobile, oppure calcolando il Kill Count, ovvero il mero numero d'abbattimenti effettuati nell'intervallo di tempo.
Se non vi bastasse ecco giungere due simpatiche varianti: Domination e Capital Conquest. La prima ricorda molto da vicino Re della Collina: i giocatori verranno divisi in due squadre il cui compito sarà di occupare più zone possibili; l'occupazione passerà dalla sosta di uno o più veivoli al di sopra di un'area. Molto più interessante (e potenzialmente fruibile) Domination. In questo caso le due squadre avranno come obiettivo la distruzione del quartier generale nemico, rafforzato però da tutta una serie di postazioni contraeree e chi più ne ha più ne metta a terra. Serviranno dunque grande maestria ed una buona padronanza delle meccaniche di Raid Aereo per spuntarla.

Google Maps

Tecnicamente Assault Horizon si presenta piuttosto bene. Anzitutto i moltissimi modelli d'aereo e quei pochi d'elicottero presenti mostrano una realizzazion certosina, figlia di una più che discreta mole di poligoni e di una texturizzazione assolutamente all'altezza di questa generazione. Un titolo del genere, tuttavia, non sarebbe nulla senza i panorami, e ricordiamo benissimo quanto fosse fastidioso notare tutto quell'ammasso di texture in bassa definizione che ricopriva gli ambienti negli ultimissimi capitoli della saga. Ebbene grazie a nuove tecniche grafiche ed il supporto delle mappe satellitari i game designer di Project Aces sono riusciti a svolgere davvero un buon lavoro. Le città che sorvoleremo (Dubai, Mosca, Miami...) risultano immediatamente riconoscibili e perfettamente riprodotte nel minimo dettaglio (tanto da poter riconoscere edifici famosi come il Burj al Arab o il Burj Kailf - nel caso di Dubai). All'ottima modellazione dei particolare si aggiunge, questa volta, anche una texturizzazzione di classe A, forte di una buonissima definizione ed implementazione nella copertura edifici ed una cura accettabile anche per quel che riguarda il mero terreno, che presenta -alle volte- sezioni a dir poco discutibili. Buono il lavoro svolto anche per quanto concerne l'effettistica particellare, che non si limita a mostrare esplosioni di grande impatto ma mette in luce frammenti dei veivoli in pezzi ed una grande attenzione per le precipitazioni atmosferiche, rese davvero a regola d'arte. Un comparto scenografico di ottimo livello che viene però leggermente rovinato da una scelta di colori assolutamente discutibile: l'esagerazione verso il contrasto e le tonalità scure rende in particolar modo i terreni sottostanti (ove non vi siano enormi palazzi) di scarsa qualità visiva fin quasi a toccare il suolo. Nessun problema, invece, per quel che concerne la stabilità: anche nelle fasi più concitate non si segnalano cali di frame rate.
Il comparto sonoro, per finire, mostra una discreta (ma non ottima) campionatura ambientale, che si unisce ad una soundtrack piuttosto monotona e ad un buon doppiaggio in italiano, che commette tuttavia l'errore di storpiare in maniera quasi ridicola gli accenti stranieri.

Ace Combat: Assault Horizon Ace Combat: Assault Horizon si mostra in grande spolvero, lasciandoci sinceramente stupiti dal funzionamento quasi impeccabile delle sue meccaniche e dall’infusione di un divertimento che, con gli aerei, non provavamo da un bel pò. Peccato che le solite disattenzioni e -forse- il voler strafare (vedi missioni da 30-40 minuti) danneggino la fruibilità complessiva, azzoppando lievemente quello che poteva essere un titolo lanciato verso l’olimpo dell’arcade gaming. Se aggiungiamo i demeriti di una trama esasperatamente antica e sostanzialmente scontata e lineare vediamo raffigurarsi il quadro di una produzione più che discreta che, tuttavia, non riesce a fare il balzo decisivo verso l’eccellenza.

7.5

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