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Recensione Aero Porter

Un Puzzle Game diabolico direttamente dalla raccolta Gluid01

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La raccolta Guild01, pubblicata in Giappone nel Maggio del 2012, è stata caratterizzata da due titoli di altro profilo e con un grande nome alle spalle, Goichi Suda per Liberation Maiden e Yasumi Matsuno per Crimson Shroud.
Sono due titoli, inoltre, che nella narrazione ripongono gran parte del loro fascino, con setting e storia di fondo adatti anche a titoli di più ampio respiro.
Aero Porter sembrerebbe quindi non del tutto a proprio agio in un’offerta di quel tipo, in quanto è un puzzle game in gran parte astratto, graficamente minimale e caratterizzato da un livello difficoltà tutt’altro che banale.
La decisione di pubblicare i vari giochi che compongono la raccolta in maniera distinta, però, fa sì che anche Aero Porter possa dire la sua, in un’offerta di puzzle game che ormai punta al mobile come piattaforma di riferimento.

Mobile Vs. Console portatile

Gli screenshot di gioco potrebbero trarre in inganno: Aero Porter potrebbe essere scambiato per un puzzle game semplice, con uno scarsissimo grado di profondità in modo da soddisfare soprattutto i giocatori occasionali, che nei momenti di pausa cercano nella tasca il proprio smartphone per un paio di minuti di svago senza pensieri.
In realtà Aero Porter si schiera verso una filosofia più radicale, che nel puzzle game infonde inattesa complessità, necessità di pensare ed agire rapidamente e richiede impegno e dedizione.
Esattamente ciò che ha decretato il successo di Pullblox e Fallblox, due titoli che solo dal punto di vista visivo possono ricordare i grandi successi presenti sui dispositivi mobile ma che invece risultano impegnativi sin dal primo minuto e appaganti soprattutto sulla lunga distanza.
Aero Porter, come si può intuire facilmente dal titolo, sposta l’attenzione su un piccolo aeroporto locale, dotato di poche piste e un traffico di aerei di linea relativamente ridotto.
Il giocatore dovrà gestire i nastri trasportatori che movimentano le valigie, caricando quelle consegnate al check-in dai viaggiatori fino ai rispettivi velivoli, cercando di non compiere errori e, ovviamente, agendo il più velocemente possibile in modo da poter far decollare i vari mezzi con la stiva piena e in perfetto orario.
Obiettivo finale, quindi, è far evolvere lo scalo fino al grado di grande aeroporto internazionale riconosciuto in tutto il mondo.

Alta manovalanza

Aero Porter sfrutta in maniera intelligente i due schermi della console, impilando verticalmente i nastri trasportatori da dover gestire, ognuno diverso per colore e dedicato ad un velivolo differente in attesa del decollo.
Arrivando dall’altro, le valigie si dovranno far scendere progressivamente, agendo sui tasti dorsali per far inclinare la sezione destra di ogni nastro, che permetterà quindi di connetterlo a quello posto subito sotto; in maniera simile si potrà spostare la sezione sinistra, in modo da far risalire un bagaglio che è stato erroneamente spostato.
Il gameplay si complicherà praticamente da subito, in quanto agiremo su tutti i nastri in contemporanea: dovremo quindi avere una visione d’insieme il più chiara possibile, tenendo d’occhio la situazione di ogni piano ed intervenendo con il giusto tempismo, in modo da veicolare ogni valigia verso il rispettivo aereo.
L’obiettivo di base, quindi, è lo smistamento, in modo da lasciare solo i bagagli del colore corretto sul nastro corrispondente, caricandoli poi tutti insieme in modo da permettere il decollo di ogni aereo entro il tempo limite.
Ovviamente il flusso di passeggeri continuerà ad introdurre nel meccanismo ulteriori bagagli, obbligando il giocatore ad agire il più rapidamente possibile in modo da smaltire il carico con efficienza, puntando ad infrangere il record giornaliero di viaggiatori soddisfatti entro la fine di ogni turno lavorativo.

Insospettabile complessità

E’ difficile comprendere la difficoltà di fondo di Aero Porter senza provarlo: il suo funzionamento va metabolizzato prima di riuscire a dominare davvero la situazione, scoprendosi impegnati a monitorare più nastri trasportatori alla volta, nel tentativo di far scendere i bagagli corretti, recuperando quelli spostati erroneamente con rapidi interventi correttivi.
Per mantenere alta la sfida, poi, verranno introdotte moltissime meccaniche alternative, utili anche per introdurre un po’ di varietà in una struttura di gioco altrimenti limitata e non del tutto soddisfacente: passeggeri con esigenze speciali, bagagli pericolosi da inviare agli artificieri, la possibilità di gestire direttamente la velocità di scorrimento dei nastri e l’obbligo di monitorare il carburante del motore che muove l’intero meccanismo, sono solo alcuni esempi delle aggiunte disponibili, ognuna delle quali ha un retrogusto folle tipicamente nipponico che strapperà almeno un sorriso, prima di obbligare nuovamente alla concentrazione assoluta necessaria per superare le sfide più complesse.

Aero Porter Lo stile grafico minimale ma ricercato, che però non include alcun supporto allo schermo 3D della console, potrebbe trarre in inganno: Aero Porter non è Airport Scanner su iPhone e non assomiglia a nessun puzzle game di facile approccio presente su App Store o Google Play. Si tratta invece di un titolo impegnativo, a tratti diabolico, che offre partite tirate, nelle quali la concentrazione è di assoluta importanza e che premia la vittoria e il superamento di uno stage con grandi soddisfazioni, a coronamento un numero di tentativi falliti che salirà esponenzialmente all’aumento della difficoltà. Un titolo non per tutti, quindi, che soddisferà chi adora la sfida e non ha paura di doversi applicare per migliorare poco alla volta, diventando un vero e proprio esperto della venerabile arte del multitasking e del coordinamento occhio-mano.

7.5

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