Recensione Age of Empires Online

La saga RTS made in Redmond approda online

Versione analizzata: PC
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Quando si parla di un progetto ancora in fase di sviluppo è difficile essere obiettivi. Soprattutto se il nome coinvolto è quello di Age of Empires, vero e proprio caposaldo della strategia su Personal Computer. Annuncio dopo annuncio, lo scetticismo solitamente lascia spazio all’eccessiva eccitazione del momento. La speranza di vedere un buon prodotto, magari adatto a soddisfare le aspettative dei fan, fa viaggiare con l'immaginazione di ognuno di noi. Lo sanno bene quei giocatori la cui infanzia è stata segnata da predecessori del titolo in questione, che hanno tramandato uno stile di gioco unico e subito riconoscibile, in grado di appagare completamente il videoplayer. Eppure, con questo nuovo progetto Microsoft c'è da stare attenti. Abbracciando la filosofia del Free To Play, il percorso produttivo di questo Age of Empire Online potrebbe aver solcato strade insidiose. Questo nuovo progetto sarà dunque in grado di garantirci le stesse sensazioni senza scadere? Vediamolo insieme.

UN RTS FREE TO PLAY O UN MMO PAY FOR WIN?

La scelta di Microsoft ci è stata chiara fin da quando è stata resa pubblica la notizia sulle intenzioni di marketing dell’azienda: rendere disponibile il download gratuito del gioco sull’apposito sito internet, permettendo agli utenti di acquistare successivamente pacchetti in grado di completare l’offerta aggiungendo nuove strutture e nuove unità. L’universo videoludico è costellato di free to play creati ad hoc per impressionare i videogiocatori, obbligando di fatto i più facoltosi ad acquistare “gadget” in grado di assicurar loro una reale competitività nei confronti degli altri spendaccioni. Non stiamo parlando di inutili abbellimenti grafici del tutto privi di un vero e proprio impatto sul gameplay (comunque disponibili sullo store online del gioco) ma di utilissime caratteristiche in grado di cambiare radicalmente la visione d’insieme. Non vogliamo puntare il dito proprio contro Age of Empires Online (AoEo da ora), perché non è il primo e di certo non sarà l’ultimo di questi progetti. Tuttavia è impossibile far finta di trovarci di fronte a un titolo “gratuito” quando in verità così non è: ci sembra giusto sottolinearlo.
Se da un lato la separazione tra giocatori con account free e giocatori con account premium riesce in qualche modo a mantenere vivo un barlume di giocabilità anche per i meno abbienti, col passare del tempo, e soprattutto con il procedere delle quest, ci renderemo conto che non pagando potremo di fatto arrivare solo fino ad un certo punto dell’evoluzione naturale del nostro impero.

Nel caso in cui decidessimo di affrontare l’intera esperienza ludica in modalità free to play potremo completare 40 quest e non potremo di fatto arricchirci in maniera intelligente (ovvero vendendo beni prodotti nella capitale). La voce “nuovi consiglieri”, che fa capolino in tutti i pacchetti premium acquistabili nel negozio online direttamente in una struttura della nostra capitale, significa in pratica “nuove missioni” grazie alle quali fin dal principio avremo la possibilità di accettare le quest e ritirare, in caso di vittoria, il bottino di guerra.
Con questo non vogliamo calcare ancora di più la mano a sfavore delle scelte di marketing di Microsoft. Nonostante tutto infatti alcune idee ci sono sembrate atte a salvaguardare anche il divertimento dei giocatori free: classifiche ranked PVP separate, nessuna penalizzazione durante le prime 10 quest e la possibilità di esplorazione. Di fatto è una magra consolazione, ma se consideriamo che non abbiamo dovuto sborsare nemmeno un centesimo dovremmo esser più che contenti. Purtroppo dopo poche missioni ci troveremo subito davanti ad un bivio: sbloccando tesori e trovando progetti durante le missioni scopriremo nostro malgrado che alcuni di essi non potranno esser usati o installati nella nostra capitale in quanto facenti parte di uno specifico pacchetto a pagamento. Alcuni sono effettivamente poco utili per la nostra economia o per il nostro esercito, altri invece fanno la differenza durante uno scontro contro un altro giocatore o addirittura sono quasi indispensabili per poter terminare una quest. Alcuni oggetti possono esser utilizzati come magie durante le missioni: l’evocazione di 15 unità a cavallo è uno dei tanti incantesimi che ci ha aiutato, soprattutto giocando a livello di difficoltà Elite. Precludere totalmente al giocatore free to play l’utilizzo di questi escamotage penalizza ovviamente coloro i quali non hanno optato per il pagamento di un account premium. L’arma a doppio taglio del free to play è per l’appunto questa: preferiamo aver un assaggio gratuito del gioco per vedere se ci appassiona ed eventualmente acquistare successivamente le componenti aggiuntive, oppure sarebbe meglio pagare all’inizio per avere tutto il contenuto disponibile senza avere altre minispese successivamente?

PREMIUM? PER FORZA !!

Di seguito vi elenchiamo i vantaggi che un account premium ci garantisce:
- Equipaggiamenti rari ed epici
- Nuovi consiglieri
- PvP Ranked
- Più spazio nei depositi
- Più laboratori
- Guadagni denaro quando gli altri giocatori acquistano nei tuoi negozi

UN GAMEPLAY SOLIDO VISTA LA FAMA DEI PREDECESSORI


Una volta scaricato il gioco dal sito dovremo decidere, dopo aver impostato correttamente tutte le opzioni, con quale civiltà affrontare il vastissimo mondo online che ci aspetta. Ad oggi possiamo scegliere solamente i Greci e gli Egizi, ma successivamente verranno introdotte anche la civiltà Persiana e quella Celtica (con i relativi pacchetti Premium e di abbellimento vari).
Punto cardine del nostro impero sarà la capitale. La nostra città natale ci permetterà di gestire nel vero senso della parola ogni singola attività commerciale, epistolare e bellica. In questa fase di gestione potremo di fatto ampliare la nostra città grazie a determinati progetti che abbiamo precedentemente sbloccato durante una missione o semplicemente comprato nello store. L’avanzamento verrà effettuato grazie a 2 parametri: i soldi e i punti esperienza. I primi ci permetteranno di acquistare sia beni di prima necessità, rendendo possibile la costruzione degli edifici, sia bonus da utilizzare durante le battaglie o da inserire permanentemente nel fornito albero delle tecnologie. I secondi invece ci permetteranno di sbloccare nuove ‘età’ e permetterci di fatto l’acquisizione permanente di nuove unità ed edifici. Tutta questa fase organizzativa avrà ripercussioni sul gameplay di strategia in tempo reale attivabile in ogni momento grazie alle quest o al PvP. Come in tutti i giochi non esiste un’unica via per il successo: privilegiare un ramo delle tecnologie piuttosto che un altro ci obbligherà ad affrontare le battaglie in modi diversi ma se ben calcolati del tutto equivalenti per praticità ed efficacia. Un esempio classico è rappresentato dal potenziamento delle unità che combattono corpo a corpo e di quelle invece che utilizzano attacchi a distanza.
Dato che abbiamo introdotto l’argomento più caro a tutti gli amanti degli RTS, ovvero la battaglia vera e propria, dobbiamo aprire una grossa parentesi. Nonostante tutti i giocatori amanti del passato potranno di fatto ritrovare le stesse identiche meccaniche di gioco dei vecchi Age of Empires, noi non riusciamo a capacitarci di come Microsoft non sia riuscita a perfezionare i punti deboli dei precedenti capitoli: ci riferiamo principalmente all’intelligenza artificiale e al pathfinding delle unità. Per quanto riguarda l’IA vi facciamo un esempio veloce di come una piccola distrazione potrebbe farci perdere interi eserciti: se dopo aver composto una squadra d’attacco decidessimo di attaccare un avamposto nemico senza indicare ai nostri uomini quale edificio o unità ingaggiare (quindi semplicemente mandando le unità al centro della mappa dove è presente la postazioneda attaccare) le nostre unità inizieranno a ingaggiare casualmente le strutture e le unità più vicine a loro. Nessun problema fino ad ora dite voi, se però il nemico inizierà a creare unità per rispondere al nostro attacco queste ovviamente attaccheranno la prima unità che troveranno sul loro cammino. Il problema sorge proprio a questo punto: l’unica unità che smetterà di picchiare la struttura nemica sarà quella direttamente attaccata. L’indifferenza delle altre unità alleate sembra quasi una beffa nei nostri confronti, soprattutto se abbiamo la sfortuna di incappare in unità corpo a corpo dopo aver spedito delle unità ranged nei paraggi. Un paio di uomini con ascia possono tranquillamente annientare una trentina di roncolieri affrontandoli a singolar tenzone. Per quanto riguarda il pathfinding invece sembra che automaticamente le nostre unità scelgano sempre la via peggiore per raggiungere un obiettivo. In alcune missioni abbiamo letteralmente assistito alla distruzione totale del nostro esercito, ricco in unità anche costosissime, solo perché un albero e una costruzione nemica erano troppo vicini tra loro per permettere un ampio passaggio. Oltre al fatto che i nostri soldati potevano semplicemente circumnavigare il tutto spostandosi di solo qualche pixel, il tempo per mettersi in fila è stato veramente biblico vista la confusione creata, dando di fatto il tempo alle torri nemiche di annientare tutte le nostre forze prima ancora di aver raggiunto e attaccato l’obiettivo. Con questo non vogliamo demonizzare l’attività di macro e micro che ogni giocatore deve perfezionare ed adattare al titolo RTS col quale si trova ad avere a che fare, tuttavia delle piccole accortezze da parte dei programmatori avrebbero di certo semplificato la vita ai giocatori, soprattutto i meno esperti.
Torniamo però ad approfondire la fase ludica di strategia in tempo reale per capire meglio come l’MMO manageriale basato sulle strutture della capitale può di fatto interfacciarsi, influenzando ed essendone a sua volta influenzato, con l’RTS delle missioni. Lo stile di gioco, come abbiamo detto precedentemente, è del tutto identico ai vecchi Age of Empires: i contadini dovranno costruire le strutture e procacciare i materiali utili (ricordiamo che sono 4: Cibo, Legno, Oro e Ferro) e i soldati dovranno pattugliare e fare il lavoro sporco. Tutto questo in base alle più disparate necessità della missione. A tal proposito dobbiamo ammettere che gli sviluppatori hanno fatto un ottimo lavoro garantendo ore e ore di gioco (anche per gli utenti free) decisamente vario divertente. Si passerà infatti dalle missioni basate sul tower defense alle più tipiche cerca e distruggi senza mai scadere nella ripetitività. Un piccolo appunto negativo riguarda, almeno per le prime missioni, l’esigua differenza tra le due civiltà che abbiamo potuto provare. Nonostante l’impatto grafico della capitale e delle unità sia davvero molto curato e particolareggiato, le prime strutture e le prime unità che potremo produrre coi Greci e con gli Egizi si equivalgono quasi del tutto. Speriamo quindi di vedere un maggior ventaglio di differenze dopo l’introduzione delle due civiltà mancanti: quella Persiana e quella Celtica.
Un punto a favore per la longevità del titolo riguarda due modalità che ci permetteranno di rivivere alcune delle missioni già fatte rigiocandole in un’altra chiave: la modalità Elite e quella Cooperativa. La prima ci farà affrontare la missione ad un livello di difficoltà molto difficile: i soldati e le strutture avversarie saranno molto più tosti, l’intelligenza artificiale creerà un maggior numero di unità e diminuirà il delay delle incursioni nei nostri confronti rendendo di fatto la missione difficile da portare a termine, anche con tutte le precauzioni del caso. La modalità Coop invece ci permetterà di affrontare missioni di difficile completamento con l’aiuto di un nostro alleato. Informiamo tutti i giocatori che cosi facendo però il giocatore con più esperienza (calcolato in base al livello della capitale) non prenderà punti XP e soldi, a differenza di quello meno abbiente che verrà comunque ricompensato. Il ranking del PvP è invece basato sul solito punteggio ELO che fa da sfondo ormai a tutti i giochi di competizione, dagli scacchi ai videogiochi appunto. Due classifiche diverse ordineranno i giocatori in base al loro rendimento e soprattutto in base al loro tipo di account: dividendo i Free dai Premium. Il matchmaking è veloce e addirittura troppo frettoloso, andando ad accoppiare spesso e volentieri giocatori con un gap di punteggio troppo elevato.
L’obiettivo finale, come per ogni gioco MMo di questo calibro, è quello di rendere la propria capitale unica nel suo genere, suscitando invidia nei nostri avversari: creando tutte le meraviglie e tutte le strutture epiche del gioco, abbinando magari un ottimo punteggio di PvP nella classifica Ranked. Per raggiungere tali livelli di avanzamento tuttavia dobbiamo non solo spendere ore ed ore di gioco ma acquistare quanto meno un pacchetto Premium di una civiltà.

Animazioni curate

Il vero fiore all’occhiello di AoEo è la componente grafica che fa da sfondo all’intera esperienza. Le movenze dinoccolate delle unità ci faranno sorridere sia durante le scene di marcia sia dopo uno scontro, inoltre dopo la morte di un’unità potremo scorgere lapidi e fiorellini. La scelta di questa componente stilistica a metà strada tra il fumetto e il cartone animato 3D ci lascia piacevolmente colpiti. Non avendo bisogno di requisiti hardware troppo all’avanguardia, il motore grafico riesce a regalare ottime prestazioni anche su macchine non di ultima generazione. Il gioco è stato provato sia su un i3 con 4 gb di ram e una ATI HD 5470 mobile che su un i7 con 8 gb di ram e una GeForce 570. Ovviamente la scorrevolezza che abbiamo potuto sperimentare sul fisso è migliore rispetto a quella del notebook, soprattutto durante le azioni concitate di battaglia con un numero elevato di unità e durante lo scorrimento veloce della mappa in assenza di fog of war. Una delle differenze principali tra le civiltà risiede appunto nell’impatto grafico. I Greci e gli Egizi hanno ben poco da spartire sia per quanto riguarda la moda che l’architettura. I colori sgargianti dei drappi e dei mantelli Greci si scontrano che le nudità degli Egizi, il Partenone e le piramidi hanno ben poco in comune e come se non bastasse interi gruppi di unità sono stati fatti ad hoc per l’una o l’altra fazione: i cammelli sono appannaggio esclusivo degli Egizi mentre le unità a cavallo sono tipiche dei Greci. La differenza di movimento tra gli arcieri e i roncolieri del faraone sono abissali così come i sacerdoti e le sacerdotesse.
La qualità dei menù di gioco è buona e la facilità con la quale potremo commerciare, discutere o addirittura spammare con gli altri giocatori ci terrà incollati allo schermo per molte ore. L’immediatezza delle aste per la compravendita di materiali è geniale: un menù contestuale aprirà una finestra di dialogo nella quale i giocatori potranno fare le loro offerte ed aggiudicarsi ogni tipo di bene, per poi esser scambiato in privato con il giocatore interessato.
Le tracce audio che si susseguono ininterrottamente sia durante la costruzione della capitale che durante le missioni sono piacevoli e rilassanti. Vecchie conoscenze vengono rievocate per i suoni di allerta durante l’attacco di un’unità alleata e dopo aver raggiunto un check point. Una nota molto positiva riguarda i pop-up di aiuto che ci guidano come un vero e proprio tutorial sin dalla prima missione. Oltre a suggerirci il da farsi, delle piccole didascalie donano al gioco una buona componente narrativa andando alle volte a spezzare la monotona routine del clicca e accetta tipica del gioco.
Abbiamo provato il prodotto sia in lingua madre che tradotto in Italiano e la qualità della traduzione è ottima. Vista la mole di beni che si possono comprare e vendere vi consigliamo comunque di utilizzare la stessa lingua del server in modo da aver sempre presente a quale prodotto ci si sta riferendo nella chat di trading in quel dato momento.

Age of Empires Online La vera spada di Damocle di Age of Empires Online è essere un finto free to play. Molti potranno utilizzare questa caratteristica per provare il titolo gratuitamente, ma un vero appassionato preferirebbe di gran lunga pagare il gioco per non avere più a che fare con lo store online in futuro. È veramente un peccato visto che gli appassionati dei vecchi capitoli potevano facilmente trovare un terreno fertile per sfamare le proprie voglie: il gameplay in senso stretto è infatti ricalcato dalla saga e l’ottima fattura stilistica regala piacevoli scorci grafici in ogni momento. Tuttavia i modi per raggiungere certi obiettivi obbligano il giocatore ad acquistare pacchetti su pacchetti nell’apposito Store di gioco, che come se non bastasse ci dovremo costruire nella capitale. Se siamo dei malinconici giocatori in cerca di qualche vecchia gloria possiamo provare ad installarlo e vedere fin dove ci porta la campagna gratuita per eventualmente fare un upgrade dell’account solo in futuro, se invece non possiamo fare a meno del vecchio stile di gioco che ha accomunato tutti gli Age of Empires ci conviene attendere, sperando di vedere nel prossimo futuro un completo Age of Empires 4.

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