Recensione Aliens vs. Predator

Alien e Predator si scontrano su Xbox 360!

Aliens vs. Predator

Videorecensione
Aliens vs. Predator
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Marcello Marcello "Pavo" Paolillo è videogiocatore da sempre, e da anni critico del settore; ha scritto e scrive attualmente su diverse testate online dedicate ai videogames e al cinema, passando anche per i fumetti. Pavo non è il suo nome anagrafico; ma è sicuramente il suo nome vero. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Introduzione

La figura dell’Alien nasce con lo storico film horror fantascientifico del 1979, diretto da Ridley Scott. Il prodotto diede origine ad una lunghissima serie di sequel cinematografici (Aliens - Scontro finale, Alien³ ed Alien: La clonazione) fumetti (Alien: the Illustrated Story e Aliens) oltre ovviamente a decine di videogames. Stesso discorso per Predator, la cui saga (forse meno fortunata, composta per ora solo da due episodi) incontrò comunque i favori di critica e pubblico, facendo diventare il personaggio una vera e propria icona. Alien vs Predator e Alien vs. Predator 2, invece, altri non sono che un crossover tra le due storiche saghe, in cui vengono narrate le vicende accadute centinaia di anni prima rispetto al primo film.
E se invece fosse stato un videogioco a narrare tutto ciò?

Sopravvissuto?

Rebellion, già autori del successo del 1999 Alien vs Predator per PC e della debacle per console portatile PSP Alien VS Predator Requiem (senza troppi giri di parole, un titolo davvero infimo), ci riprovano, con un titolo che riscatta con dignità il loro curriculum vitae. Di nuovo un FPS, quindi, e di nuovo scontro all’ultimo sangue tra tre delle razze più spietate e temibili dell’universo. La vicenda prende luogo sul pianeta BG-386, le cui numerose locazioni faranno da sfondo all’intrecciarsi di tre storie che avranno più di un punto in comune. Marine, Predator, Alien: a seconda dei tre casi, la narrazione verrà inquadrata da un punto di vista differente, ma che catapulterà inevitabilmente il giocatore all’interno di un campo di battaglia spietato e senza regole.
Ma partiamo dal principio: “Ehi recluta! Immagino che sarai nell’ipersonno quando riceverai questo messaggio, quindi sarò breve. Mi dispiace che questa mattina non siamo riusciti a salutarci. Ancora non riesco a credere che tu sia il primo di noi pivellini a essere mandato in missione. E a bordo dell’USS Marlow per giunta! Segui il mio consiglio: tieni sempre gli occhi aperti, schiaccia qualche scarafaggio e torna tutto d’un pezzo.”
Questa, per sommi capi, è l’accoglienza che riceveremo una volta iniziata la campagna del Colonial Marine, forse la più canonica (ma non per questo meno sorprendente) delle tre storyline di Aliens VS Predator. Dopo esserci immersi in un contesto che rimanderà alla memoria l’Aliens di James Cameron (le citazioni si sprecano), dovremmo impugnare il nostro caro fucile a impulsi, facendoci strada tra orde di Xenomorfi affamati (e non solo) attraverso le varie locazioni di gioco. Sebbene abbastanza consueta nel suo svolgimento e nel sistema di gioco, la campagna del marine sa comunque coinvolgere ed appassionare grazie al suo contesto ricreato alla perfezione, con alcuni momenti in grado di far venire realmente la pelle d’oca. Le varie armi che ci verranno date in dotazione (una pistola a colpi infiniti, un pulse rifle con lanciagranate, un fucile a pompa, un lanciafiamme, un fucile di precisione ed una devastante smartgun), sapranno rendere l’esperienza varia al punto giusto sino all’epilogo. Una torcia ed un bengala, utili ad illuminare i criptici scenari di gioco, oltre ad un radar a sensori di movimento, saranno spesso i nostri unici alleati. Insomma, il ritmo e la sensazione che i nostri avversari “escano dalle fottute pareti” v’è tutta.

Preda?

“Tu sei ‘Numero 6’. Nato e cresciuto in cattività, tutto ciò che conosci sono le pareti della tua cella. In realtà, non sei mai stato solo davvero: la voce della matriarca riecheggiava in te; essa è antica, ma con un inarrestabile voglia di sopravvivere. Per cui aspetta e resisti, come hanno sempre fatto quelli della tua specie. Presto si presenterà un’occasione, come sempre, e la tua razza tornerà a prosperare ancora una volta.”
L’alieno, eterno rivale di Sigourney Weaver/Ripley creato dalla penna di H.R. Giger, è il secondo dei tre personaggi giocabili del titolo. Forte della capacità di arrampicarsi su ogni superficie (soffitti inclusi), l’Alien è sicuramente il più originale dei protagonisti facenti parte del trittico, sebbene la sua limitata serie di azioni a disposizione lo rendono forse il meno vario: potremo usare i suoi artigli, denti e coda per attaccare il nemico in un combattimento corpo a corpo.
Inoltre, egli ha la possibilità di attirare a se le proprie vittime, colpendole successivamente alle spalle con una mossa tanto silenziosa quanto letale. Attivando la modalità ‘concentrazione’, infine, avremo l’opportunità di studiare l’ambiente circostante, evidenziando eventuali condotti di aerazione e altri oggetti che potrebbero rivelarsi utili.

Cacciatore?

“Siamo vecchi, fratello. La nostra razza è ridotta ai minimi termini e sparpagliata. La nostra discendenza è destinata a diventare un mito. Gli umani sono infantili, delle creature spinte dal desiderio e dall’arroganza, che non capiscono la lunga caccia. Nonostante ciò, sono dei degni avversari.
Hanno scoperto un trofeo nascosto per un lungo tempo. Non devono, per nessun motivo, trovale il crogiolo che ha riportato in vita la nostra preda più rispettata. Se dovessero riuscirci, le tenebre avrebbero il sopravvento su tutto.” Ultimo, ma non meno importante, il Predator, forse la migliore delle tre campagne per giocatore singolo. Fondata in particolar modo sull’elemento stealth, l’avventura nei panni del cacciatore sa essere varia e frizzante grazie ad una serie di gadget assolutamente interessanti: innanzitutto, il Predator avrà modo di usare il Parabraccio, utile per attaccare un nemico in un combattimento corpo a corpo, sia con colpi leggeri che con letali fendenti. Il cannone al plasma ha invece una potenza di fuoco considerevole dato può sparare colpi veloci, oppure caricare un unico e potente raggio laser in grado di fare a pezzi gli avversari (letteralmente).
Seguono la lancia composita, le mine di prossimità ed il letale disco da battaglia, utile per tenere i nemici a debita distanza. La possibilità di usare tre tipi di visuali diverse (normale, e due termiche, in grado di visualizzare i nemici anche nel buio ed in condizioni sfavorevoli), oltre alla capacità di rendersi invisibili grazie al dispositivo di mimetizzazione o di tendere trappole al nemico (grazie ad un sintetizzatore vocale) renderanno il Predator una vera e propria macchina da guerra, capace di regalare immense soddisfazioni.

Le solite fottute pareti

Sotto il versante tecnico, AVP non fa uso dell’abusatissimo Unreal Engine per un risultato finale che convince ma non esalta. I modelli poligonali sono discreti e nulla più, mentre gli scenari non offrono chissà quali scenografie all’avanguardia.
Ma in realtà, a controbilanciare il tutto, interviene l’ottima estetica ed i numerosissimi tocchi di classe presi di peso dalle omonime trasposizioni cinematografiche: i più attenti riconosceranno le armi, i loghi, alcuni personaggi, le locazioni e moltissimi altri riferimenti tratti dai film. Il team ha evidentemente svolto un accurato lavoro di analisi di ogni singola pellicola cinematografica, cercando di prendere il meglio sia dalla quadrilogia di Alien che dalla ‘bilogia’ di Predator. Discorso analogo per quanto riguarda il comparto sonoro: musiche ed effetti audio sembrano essere stati presi da un capitolo su cellulosa qualsiasi, cosa questa che aiuterà in maniera esponenziale a far immergere il giocatore nella sontuosa atmosfera che il gioco è in grado di offrire.
Inoltre, tra gli extra, Aliens VS Predator offrirà anche una modalità di gioco chiamata Survivor, nella quale saremo impegnati (nei panni di un marine) ad affrontare un numero spaventoso di Alien. Seguono infine diverse modalità multiplayer da giocare online come ad esempio il classico deathmatch a squadre e non, la modalità dominio e le modalità Infestation e Predator Hunt, per un massimo di 18 giocatori in ognuna delle 6 mappe disponibili.

Aliens vs. Predator Aliens VS Predator è una gemma grezza ed imperfetta, ma dal peso e valore indiscutibili. Rebellion ha infatti partorito un prodotto assolutamente godibile, forte di una potente atmosfera cinematografica capace di catturare e coinvolgere in ognuna delle sue tre campagne (multiplayer incluso). Forse, però, resta il rammarico che l’intera produzione avrebbe potuto essere realmente indimenticabile, magari con alcuni mesi di sviluppo in più, al fine di eliminare quelle note stonate incapaci di far entrare il gioco nell’olimpo dei ‘grandi classici’. Tuttavia, a conti fatti, resterà comunque il sorriso beffardo di una legione di fan, tremendamente eccitata dall’idea di poter nuovamente impersonificare i loro mostri cinematografici preferiti. Ed in questo, c’è da essere grati ad AVP.

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