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Recensione Alone at War

Un arciere solitario contro orde inferocite di guerrieri

Versione analizzata: iPhone
recensione Alone at War
Articolo a cura di
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  • iPhone

Semplicità e immediatezza sono le costanti che deve mantenere uno sviluppatore mentre crea il proprio gioco, magari sacrificando parte del comparto tecnico. Ci sono innumerevoli esempi famosi, forse Echocrome su tutti, che ci indicano come sia possibile presentare un'esperienza ludica di alto livello proponendo un titolo con una grafica scarna e poco ispirata.
Gli sviluppatori di Alcomi scommettono proprio su un software lineare, senza troppe pretese, ma con uno charme di altissimo livello: Alone at War. La software house ucraina rispolvera i tratti somatici stilizzati in perfetta tendenza Tiramolla, ambientando il suo gioco su un foglio di carta abbellito da disegni e colori elementari, senza disdegnare le peculiarità di connessione intrinseche dell'iPhone.

Uno Contro Tutti

Con sottotitolo “un uomo solo può vincere una guerra”, Alcomi mette nelle mani di uno sconosciuto eroe, armato di arco e frecce, le sorti di un ipotetico regno preso d’assalto da orde nemiche, armate fino ai denti. In Alone at War non esiste un vero e proprio storyboard, ma si entra subito nel vivo dell'azione, impersonando il novello Robin Hood e cercando di sopravvivere per più giorni possibili. Lo schema ludico è molto semplice: mentre il nostro eroe resta barricato ad un lato dello schermo, interi schieramenti di avversari gli corrono incontro, cercando di sopraffarlo. Suo compito, quello di ucciderli tutti. Il gameplay di Alone at War è dunque letteralmente a portata di dito, dato che la mira che la potenza per scoccare le frecce sono calibrate direttamente sfruttando il touch: per scoccare la freccia in un determinato punto è sufficiente puntare la falangetta e tenere premuto fino al raggiungimento della potenza desiderata, visionabile tramite apposito indicatore. Più energia viene data e maggiore è il tempo di carica, di conseguenza si rischia di essere più scoperti agli attacchi degli antagonisti. In contrapposizione una carica troppo leggera può non fare danni considerevoli o addirittura non raggiungere il nemico. Il soldato vanta però poteri magici di quattro tipi differenti: fuoco, ghiaccio, veleno e rigenerazione, di cui due utili all’aumento del danno, uno sfruttato per il rallentamento dei movimenti nemici, e per ultimo quello che permette di curare i punti ferita. Gli incantesimi consumano una speciale barra blu: una volta svuotata completamente, questa deve ricaricarsi, prima che il protagonista possa contare nuovamente sulle sue abilità innate. Tuttavia in Alone at War non si è proprio del tutto soli come recita il titolo, ma un amico alato arriva di tanto in tanto in aiuto, trasportando dei potenziamenti per le frecce, e vari power-up di natura magica.
Alcuni tratti tipici del gioco ruolo completano Alone at War, dato che tra un giorno di battaglia e l’altro è possibile potenziare l’alter ego virtuale con dei punti esperienza guadagnati sul campo, rendendolo più resistente agli attacchi, aumentando la precisione dei colpi e la frequenza di Critical Hit, o acquistando un serbatoio magico più ampio. Inoltre ogni incantesimo può essere potenziato, garantendo così una percentuale più alta di efficacia.
L’immaginario di Alone At War presenta una varia natura di nemici, differenziati nella fisionomia e nelle armi utilizzate: ci sono arcieri, fanti e alcuni avversari particolarmente mastodontici particolarmente duri da abbattere. Alcuni di questi si presentano con colori diversi, gli stessi delle magie disponibili, indicando la particolare resistenza all’incantesimo, abbassando notevolmente il tasso di danno riportato nel caso si colpiscano con l'incantesimo sbagliato.
Alone at War non presenta alcuna modalità aggiuntiva oltre a quella principale. Sfruttando però la connessione in rete è possibile inviare i record al server e confrontarli con quelli raggiunti dai giocatori di tutto il mondo; inoltre è presente l’opzione di invio dei risultati direttamente sul famoso social-network Facebook.

Schizzi ad Arte

Il comparto tecnico a prima vista può risultare poco curato, ma dopo una breve analisi si può apprezzare l’ottimo lavoro compiuto dagli sviluppatori di Alcomi: il background si propone come un foglio da block notes, adornato dai colori pastello messi in contrapposizione con le scure figure dei soldati. Ogni stage rivela sempre nuove tinte e planimetrie dello scenario con pendenze diverse e sempre più ondulate, in modo da rendere più difficoltosa la mira.
Il character design non si riduce ad una mera costruzione di personaggi anonimi ma anzi, per ogni classe di guerriero viene dato un particolare profilo fisico, alcuni dalle silhouette particolarmente longilinee, altri con corporature davvero più massicce; ogni gruppo vanta di una propria arma esclusiva.
Ottime anche le tracce audio utilizzate sia per il sottofondo musicale che per i rumori ambientali, non si grida certo al capolavoro ma si sposano perfettamente con il tipo di gioco.

Alone at War Sicuramente Alone At War è un titolo che esce dagli schemi canonici, regalando al giocatore il fascino di un esperienza dal gusto retrò, ma particolarmente profonda e divertente. Nessuna pretesa particolare, ma solo tanto divertimento è il live motiv di un prodotto che cattura per la sua intrinseca semplicità e la profondità della sua struttura. L’unica critica che ci sentiamo di muovere è verso una mancata implementazione di un sistema di salvataggio di livello in livello: iPhone è un dispositivo mobile e di conseguenza le sessioni di gioco non possono durare molto.

8

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