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Recensione AlternativA

Recensita l'avventura grafica di un Team indipendente. La praga del futuro è monotona e tediosa

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc

Nel 2045 il mondo è in una condizione ben più cupa di quanto potremmo aspettarci. Lo Stato ha suddiviso la popolazione in caste, salvaguardando il benessere della classe dirigente e relegando il resto dei cittadini nei distretti industriali o, ancor peggio, negli Slums, i bassifondi dove un uomo può giacere morto per giorni senza che nessuno vi presti attenzione. Le corporazioni industriali hanno autorità al pari dello Stato; gli androidi, frutto della loro tecnologia, mantengono l’ordine nel puro interesse delle stesse, senza il minimo scrupolo che un essere umano potrebbe avere. Perdere il lavoro in una corporazione significa vedersi confiscata la propria ID Card e diventare di fatto uno degli “invisibili” della società. In questo quadro desolante ci caliamo nei panni di Richard Rochek, dipendente della Endora: ritrovatosi disoccupato e privo di ID Card senza la benché minima spiegazione, la sua unica speranza è la Resistenza, un gruppo di ribelli che lotta contro l’oppressione dello Stato e delle corporazioni. Si ritroverà coinvolto in un vortice di omicidi e tradimenti, e imparerà ben presto che non sempre è saggio fidarsi del prossimo.

L'AlternativA che non c'è

AlternativA è una classica avventura grafica punta e clicca, sviluppata dalla semisconosciuta First Reality per Centauri Productions, una software house della Repubblica Ceca. Vestiamo i panni di Richard, un giovane abitante dei sobborghi di una Praga futuristica, sporca e abbandonata al più completo degrado. L’ambientazione è più vicina a una sorta di retro-futuro, abbinando tecnologie come androidi o teletrasporto ad elementi molto più vicino al nostro tempo o addirittura alla fine anni 90. Tutto è rappresentato su sfondi 2D in cui si muovono i modelli in 3D del protagonista e degli altri abitanti del 2045, e il puntatore indica quando è possibile cambiare locazione o avere una visuale ravvicinata di un particolare. L’interazione con l’ambiente è molto semplice, fin troppo: passando col mouse su una zona interattiva ne viene visualizzato il nome; cliccando col tasto destro si apre un menu con le esigue opzioni Esamina, Usa/Raccogli e (per le persone/androidi) Parla. Purtroppo se usualmente la semplicità dell'interfaccia è un pregio in questo genere videoludico, non è questo il caso: sono infatti veramente poche le zone o i particolari con cui interagire, ed è chiaro che nella maggior parte dei casi saranno necessarie per proseguire. Sono rari i casi in cui l'utente può curiosare per l'ambientazione senza trovare un elemento chiave per la risoluzione dell'enigma (quasi sempre si tratta di poster, cartelloni pubblicitari o manifesti), e questo smussa in generale la bellezza dell'ambientazione, che resta confinata nelle tavole statiche, senza rapportarsi più di tanto con il videoplayer. L’approccio alla soluzione dei vari enigmi inoltre è a dir poco frustrante: ad esempio, per raccogliere un oggetto in molti casi è necessario prima esaminarlo e solo in seguito raccoglierlo, altrimenti Richard lo bollerà come semplicemente inutile. Ancor peggio, a volte è necessario aver avuto un dialogo con una persona prima di poter interagire con un oggetto che era già presente. Quasi sempre, almeno all’inizio, il gioco si riduce a viaggiare avanti e indietro per le (poche) locazioni disponibili, cercando di cliccare le zone interagibili nell’ordine giusto. E preparativi a rovistare in ogni pila di rifiuti, cassonetto e cumulo di macerie di Praga, perché pare sia l’hobby preferito del protagonista, così come quello di raccogliere oggetti assolutamente inutili salvo trovarne un uso poche schermate dopo. Non che i puzzle non abbiano una soluzione di continuità: la loro logica è generalmente accettabile ma troppo spesso gli indizi, anche se evidenti al giocatore, non lo sono per Richard, che ha bisogno di esaminare ogni spazio per poter effettuare l’azione necessaria. Non stupitevi nemmeno di ritrovarvi a utilizzare ogni oggetto del vostro sparuto inventario con tutto quello che vedete solo perché non sapete dove sbattere la testa.

La Storia (Non)Finita

La trama dovrebbe essere il punto di forza di un’avventura, al di là della resa grafica o del gameplay; eppure AlternativA appare carente anche sotto questo aspetto fondamentale. Inizialmente le aspettative sono alte: man mano che ci muoviamo nei bassifondi, il nostro PDA viene popolato di articoli sul mondo del futuro, aiutandoci a calarci nel personaggio. Purtroppo questa buona idea viene ben poco sfruttata, e gli articoli diventano pressoché inesistenti dopo solo un paio di ore di gioco. La storia, oltre a dipanarsi molto lentamente e con risvolti estremamente prevedibili, presenta molti buchi e spesso si fa fatica a capire le reazioni dei vari personaggi in risposta alle nostre azioni. La caratterizzazione degli stessi è abbastanza scarsa, fatto salvo per il protagonista, e il tutto sembra più una bozza di qualcosa di più vasto e poi riciclato per quest’avventura. Il finale è quanto di più orribile ci si possa aspettare, tanto che ci si chiede davvero se sia “tutto qui”, dopo il quantomeno fantasioso balzo narrativo dell’ultima ora di gioco. Da sottolineare anche la totale linearità della storia: non ci sono scelte che portino a una seppur lieve deviazione dal predeterminato corso degli eventi: il protagonista pare sempre in balia degli eventi che lo circondano senza il minimo senso di arbitrio, e l’unica conseguenza delle opzioni di dialogo diversa da quella “giusta” è la frustrante morte/incarcerazione di Richard.

La longevità del gioco è esageratamente ridicola: è possibile completarlo in meno di 6 ore, se si ha un minimo di esperienza con i giochi del genere. Questo anche tenendo conto dei vari puzzle che riguardano l’hacking dei terminali, che richiedono solamente di trovare gli indizi tramite il macchinoso esame di tutte le aree sensibili a disposizione in quel momento: passata la metà del gioco, tutto quello di cui avete bisogno è sotto mano nelle poche locazioni che potete visitare, rendendo il tutto ancora più semplice. Da sottolineare anche l’artificioso tentativo di aumentare la difficoltà presentando due livelli diversi: nella modalità più facile è possibile evidenziare tutte le aree sensibili e gli oggetti con cui possiamo interagire premendo un tasto. La difficoltà più alta limita anche a tre le “vite” a disposizione nel caso la vostra missione prenda una brutta piega: meccanica facilmente aggirabile semplicemente salvando spesso.

Antiquato e monotono

La grafica dei fondali è uno di pochi pregi di AlternativA: le tavole 2D sono molto belle, e fanno del loro meglio per dipingere la Praga del futuro. Lo stesso non si può dire dei modelli 3D dei personaggi, che spiccano fin troppo dallo sfondo, poco dettagliati come texture e con altrettanto poche animazioni: l’intero cast è limitato a una decina di personaggi, compresi gli androidi. Da notare anche il fatto che è impossibile modificare la risoluzione, bloccata a 1024*768, che contribuisce a peggiorare la visualizzazione su monitor con risoluzione nativa ben più alta. Saltuariamente la narrazione viene interrotta da brevi filmati in CG prerenderizzata, che però fanno ben poco per migliorare una qualità generale piuttosto sotto la media. Il comparto sonoro risulta azzeccato come sottofondo per l’esplorazione dei sobborghi disastrati, ma la lentezza generale della trama e lo scarso numero di tracce rendono il tutto un po’ monotono a lungo andare. Tutti i testi sono stati doppiati in lingua inglese, e tra i doppiatori spicca il coprotagonista femminile, anche se la miglior caratterizzazione va assegnata agli androidi e alla loro voce robotica monotona. In generale però il doppiaggio non è di alto livello, e a volte i personaggi cambiano tono di voce o umore senza apparente motivo tra una linea e l’altra.

Alternativa AlternativA è un titolo da evitare, specialmente se amate il genere: rimarreste orribilmente delusi. E’ un peccato, perché i minuti iniziali sono promettenti, ma la trama sgangherata, un cast impalpabile e una realizzazione tecnica approssimativa non lasciano scampo. Tutto dà l’idea di un progetto partito con molte ambizioni, e poi affrettatamente concluso per metterlo sul mercato. Il prezzo, opportuno per il gioco di una software house indipendente, per quanto attraente, non vale le poche ore di frustrazione che questo titolo riserva.

4

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