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Recensione Alum

Un'avventura grafica fresca e interessante, mai banale, ben concepita e che lancia, dalla sua trama ben narrata, un messaggio forte che vi farà riflettere anche se, come chi scrive, forse non lo condividerete appieno.

Versione analizzata: PC
recensione Alum
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Non è più cosa rara che un piccolo team indipendente porti a compimento il proprio sogno nell'era di Greenlight e Kickstarter. Pubblicare un videogame non è mai stato più facile, il che non vuol dire che sia semplice, intendiamoci, e tantomeno significa che il gioco che si riesce a dare in pasto al mercato pazzo di Steam valga i nostri soldi; anzi, spesso è proprio il contrario. A volte tuttavia, l'alchimia indipendente di ore ed ore passate insonni su linee di codice che mai prima di quel momento erano state scritte, riesce. E riesce bene. E' il caso dei misconosciuti Crashable Studios, due simpatici ragazzi americani che, grazie a una campagna di crowdfunding tutt'altro che milionaria e senza alcun tipo di vetrina su prestigiose riviste internazionali, sono riusciti nell' impresa. Alum è la loro prima creatura, un'avventura punta e clicca vecchia scuola che ha tantissimo da insegnare a ben più note case di sviluppo (ci viene in mente Daedalic coi suoi altalenanti risultati) e che, con una naturalezza e una semplicità magistrali, racconta un'avventura epica in un mondo misterioso, stranissimo e affascinante nei suoi tratti fiabeggianti. Un viaggio verso la redenzione che vale decisamente la pena di percorrere.

Tra fiaba e fantascienza

Si inizia con la normale routine di ogni giorno: una fidanzata taciturna, un lavoro poco interessante, la speranza che qualcosa cambi nella propria vita grigia. Portare pacchi a scorbutici vicini per guadagnarsi a malapena un pasto è solo poco meno opprimente di cercare invano di salvare la propria amata da una depressione cronica, incontrastabile, senza via d'uscita. La chiamano The Vague, incertezza, e Esther non è la sola a soffrirne tra gli abitanti della dispotica città di Cosmos. Nel mondo di Alum regna l'inverno. Un freddo rigido ed eterno che attanaglia le terre conosciute, ma non Cosmos. Grazie a un progresso tecnologico avanzato rispetto ad altri paesi, la città è stata costruita intorno ad alcuni pilastri altissimi, che generano un calore intenso e la proteggono dalle intemperie, permettendo alla vegetazione di prosperare in mezzo a una distesa di ghiaccio. Gli intricati viadotti che portano il vapore, il calore, in ogni abitazione sono controllati dal governo centrale, in una preoccupante visione distopica di un futuro senza speranza. Si percepisce fin da subito come ogni personaggio di Alum sia disilluso nella sua calma e placida reazione agli eventi tra cui si trova. Lo stesso Alum è un ragazzo normalissimo, senza alcun tipo di dote o abilità, ma con una differenza. Nel suo piccolo cerca di cambiare lo status quo, che rende tutti preda della Vague, la viscida sindrome depressiva dell'immobilità, della mancanza di speranza, della sottomissione alla routine per un governo dittatoriale a cui bisogna essere grati per il calore che dona, senza fare domande. L'ambientazione di Alum è una delle più riuscite in assoluto e trasuda di cura per i dettagli, lanciando allos tesso tempo un messaggio forte, che pervade tutto il titolo, dall'inizio alla fine, durante le sue 10 ore di puzzle-solving. Un'ottima longevità per gli standard di oggi e questo è solo l'inizio. La trama procede un po' sui binari che ci si aspetta durante i primi due capitoli di gioco, ma anche in questo caso Crashable sorprende, spiazza i giocatori con alcuni colpi di scena davvero azzeccati e con quel senso di meraviglia, di scoperta e di ironica stranezza tipico delle avventure migliori. Parlando di gameplay in senso stretto, l'interfaccia è forse un po' troppo invasiva, ma sempre chiara e molto comoda da usare. A parte questo piccolo difetto, per il resto gli elementi sono tutti al posto giusto. I fondali sono semplciemente splendidi nella loro pixellosità retrò e tratteggiano paesaggi che rimangono impressi anche dopo aver spento il PC. Delle indecisioni sulle animazioni e la grafica di alcuni protagonisti nell'epica avventura che coinvolge molteplici attori e dei dialoghi recitati non sempre con la giusta enfasi, ricordano che siamo di fronte alla prima produzione di due ragazzi che han fatto tutto da soli. Ma sarebbe un delitto fermarsi su questi dettagli.

Il motivo principale per giocare ad Alum non è la splendida e originale trama, nè l'intrigante mondo partorito dalle menti dei Crashable, ma sono gli enigmi. Nelle avventure grafiche degne di essere ricordate il pulsante per portare alla luce tutti gli elementi interattivi non serve e il motivo è semplice: il pixel-hunting è solo il sintomo di un game design mal riuscito. Alum è assolutamente privo di qualsiasi frustrante ricerca all'ultimo angolino nascosto dietro a un fondale poco definito, ma non solo, obbliga a pensare fuori dagli schemi, con un'ecletticità che l'ultima produzione che ci viene in mente forte di una simile dinamicità enigmistica è quel Broken Sword 5 uscito ormai due anni fa. Siamo rimasti bloccati ben più di una volta cercando di progredire (quell'inseguimento in barca e quei maledetti cavi ve li ricorderete per un bel pezzo), ma ogni volta che siamo riusciti a risolvere l'arcano ci siamo sentiti dei cretini: la soluzione era lì a portata di mouse! E non ci serviva cercare il minuscolo oggettino dietro qualche foglia messa a caso, ma dovevamo far lavorare il cervello. Da menzionare anche l'intelligente sistema di suggerimenti in-game, fatto a indovinelli che vi mettono sulla giusta strada, senza elargire soluzioni tout-court e dando sì un aiuto, ma per la vostra testa, non per proseguire. Paradossalmente, la scarsa risonanza che ha avuto l'uscita di Alum è un punto a favore per chiunque voglia vivere questa strana e bellissima fiaba: Google è una tentazione sempre fortissima ma in questo caso proprio non funziona, e sono davvero "cavi" vostri.

Alum Ripetiamo ormai da anni quanto sia arduo creare un'avventura grafica. Se cercate in giro sui vari tutorial di gaem design, tutti sconsigliano di iniziare con questo particolare genere. Proprio giocando al titolo Crashable ci siamo ricordati come mai. A metà strada tra un'avventura delle compiante Lucasarts e Sierra, King's Quest e Fate of Atlantis scorrono potenti in Alum: il fascino della scoperta e l'arguzia della deduzione in un connubio vincente e difficilissimo da azzeccare anche tra i veterani e nonostante il successo di Wedjet Eye, che spadroneggia meritatamente su tutti i fronti. Alum è un'avventura grafica fresca e interessante, mai banale, ben concepita e che lancia, dalla sua trama ben narrata, un messaggio forte che vi farà riflettere anche se, come chi scrive, forse non lo condividerete appieno. Ma è proprio questo il bello di un prodotto che fa della narrazione il punto centrale. Come un buon libro, vi lascerà più ricchi una volta che l'avrete terminato, mentre ripenserete alla pazza varietà delle situazioni che avete risolto e a quei dannati cavi. Maledetti filamenti di rame! Ho avuto ragione, infine, delle vostre guaine!

8

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