Recensione American Truck Simulator

Dopo il grande successo di Euro Truck Simulator, la SCS Software trasporta il suo simulatore dei record tra la California e il Nevada, apportando qualche modifica alla caratterizzazione delle mappe. Siete pronti a un viaggio over the top?

Versione analizzata: PC
recensione American Truck Simulator
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Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ho conosciuto la serie un po' per caso, e grazie al classico sconto di Steam impossibile da rifiutare. Ero già avvezzo ai giochi per così dire "noiosi": mi sono sempre piaciute le simulazione particolari, e sono stato un grande giocatore di Tokyo Bus Simulator su Dreamcast, e altre amenità giapponesi. Quando la moda è arrivata in Europa, e Steam ci si è messo d'impegno per renderla ancor più popolare, ho fatto incetta di "simulator" più o meno folli, alcuni davvero trash, ed altri belli e bellissimi da non crederci. In cima alla mia personale classifica, troneggia fiero e da anni il mitico Euro Truck Simulator 2, di cui questo American Truck Simulator rappresenta a tutti gli effetti un seguito.

Camion di ruolo

L'amore esplose immediatamente, e grazie a cento e più dettagli che sembravano e sembrano tuttora fatti apposta per me. Giocare di ruolo mi piace così tanto in contesti realistici! Con il sistema di radio in streaming incluso nel gioco, caricavo radio diverse a seconda della nazione europea in cui mi trovavo. E che spasso partire da Verona alle cinque di mattina ai comandi del mio gigante di ferro, ascoltando Sammy Varin di Radio Padania (mi piaceva l'idea di interpretare un camionista leghista, che volete?), mentre il sole lentamente schiariva l'orizzonte, accendendo le montagne al cui interno dormiva il valico che mi avrebbe portato presto in Francia, e successivamente ancora più su, fino in Inghilterra, dove mi sono beccato un bel po' di multe grazie alla confusione generata dal repentino cambio da chilometri in miglia. L'ultima volta che sono stato in Inghilterra con Euro Truck Simulator era nato da poco George, il principino, e la radio pompava musica pop inglese, alternata alle ultime su William e Kate. Prendere il treno sotto la manica è decisamente comodo, e tra imbarchi e viaggio, ci metti poco più di un'ora per ritrovarti a Folkeston, dove riposare qualche ora in una piazzola immersa nel verde per poi ripartire, questa volta verso il traguardo. Euro Truck Simulator, e anche American Truck Simulator, trasmettono anche un discreto senso di progressione. Se all'inizio sei costretto a lavorare per terzi, pian piano non solo potrai permetterti una motrice di proprietà, ma potrai anche aprire e sviluppare la tua aziendina specializzata in trasporti. Ne ha di assi nella manica questa serie, non ultimo il supporto a mod di ogni tipo. Non amo stravolgere i giochi, ma due li ho trovati essenziali: il primo è quello che rende molto più simulativa la fisica, e il secondo sostituisce i brand immaginari con marche reali. Mi capite, no? Dà molta più soddisfazione trasportare quintali di trucioli per IKEA, che per "Vattelappesca Inc.". Ancora più interessante il sistema di esperienza e di patenti: ad ogni consegna riuscita il giocatore guadagnerà non solo soldi, ma anche punti esperienza come in un qualsiasi gioco di ruolo, da utilizzare per acquistare patenti che permetteranno il trasporto di merci sempre più pesanti o addirittura speciali, nel caso di sostanze tossiche e infiammabili, e sempre più lontano, grazie a una maggiore resistenza al volante e al sonno. Vi racconto tutto questo perché American Truck Simulator è essenzialmente lo stesso gioco, ora ambientato negli Stati Uniti, ma con alcune idee che come scopriremo hanno apportato piccole ma importanti modifiche al gameplay.

Scala ridotta

Partiamo dalla cosa più importante di tutte: la mappa. Con American Truck Simulator la SCS Software ha di fatto rivoluzionato l'approccio con cui fino a oggi ha creato mappe per i suoi originali giochi di guida. Per questo nuovo titolo, le due nazioni presenti, California e Nevada, sono state riprodotti in una scala ridotta rispetto a quanto avvenuto in passato con la cartina dell'Europa. Questo significa che il viaggio più lungo presente oggi in American Truck Simulator dura molto meno del viaggio più lungo affrontabile in Euro Truck Simulator. Fortunatamente questo non è stato fatto per un capriccio, o per risparmiare sul budget, ma per inserire in ogni "angolo di mondo" quanti più dettagli possibili.

Il risultato è assolutamente sbalorditivo per un "gioco di camion" (da dire con la faccia disgustata, mi raccomando): American Truck Simulator ha una grafica decisamente appassionante, che ti immerge e ti fa percepire il netto cambio d'ambientazione anche da alcune minuscole caratteristiche proprie di certi luoghi, come gli immancabili tumbleweed (le piante che rotolano nel deserto) che attraverseranno nervosi la strada. E naturalmente grazie ai luoghi simbolo che in Euro Truck potevamo vedere solo sullo sfondo, ma che in "American" è possibile ammirare da molto vicino. Gli sviluppatori hanno puntato a una caratterizzazione più fedele, che per ovvi motivi si è trasformata in un'esperienza più concentrata. La scelta premia nel breve periodo, ma avendo incluso solo due nazioni, dopo qualche ora inizierà a mancare quel senso di vastità che in un gioco del genere, dove le dimensioni contano sempre, pesa più del solito. La mappa è destinata ad espandersi con gli immancabili DLC, ma allo stato attuale il territorio esplorabile si ritrova nella strana situazione di rappresentare contemporaneamente un punto di forza e un punto debole di questo American Truck Simulator. Per rendere la pillola meno amara, il dettaglio non è aumentato solo a bordo strada, ma coinvolge/stravolge anche il comportamento del traffico. A differenza di quello che accade in Euro Truck Simulator, i mezzi che circonderanno il nostro gigantesco truck si comportano in modo molto più naturale, e sanno anche evitare eventuali manovre a sorpresa. Il traffico è aumentato in densità, e che ora include volanti della polizia pronte a multarci in diretta per le nostre occasioni infrazioni, e permette di proporre sezioni cittadine molto più realistiche e intricate che in precedenza.

Questa è la mia cabina

Decisamente insufficiente la quantità di mezzi disponibili, sono solo due: il Peterbilt 579 e il Kentworth T 680, ma ben presto arriveranno anche due nuovi costruttori come Volvo e Paccar che dovrebbero migliorare in modo consistente l'offerta. Per fortuna, la personalizzazione va oltre ogni più rosea aspettativa e tra spoiler, motori, antenne, cerchioni, luci extra di ogni forma e ammennicoli cromati di ogni tipo, c'è solo da sbizzarrirsi. Ma la cosa che mi ha fatto più felice, è scoprire che gli elementi presenti in cabina si possono regolare in mille modi: è possibile ruotare gli specchietti, muovere avanti e indietro, su e giù il sedile; non capisco come mai queste funzioni non siano state adottate anche da tutti gli altri giochi di guida con visuale interna! Alla guida, le differenze tra i truck americani ed europei a volte è abissale, specialmente per quel che riguarda il peso, che si fa insidioso in frenata, e obbliga a una certa precisione nella gestione delle marce a basse velocità. La loro grandezza permette trasporti di rimorchi molto più lunghi di quelli presenti nel gioco dedicato al vecchio continente, e questo si traduce anche in una difficoltà maggiore durante il viaggio e naturalmente in fase di manovra. Se il percorso dal punto A al punto B spesso è solo un gioco di pazienza (e relax), ogni viaggio ha il suo "boss di fine livello", che nel caso dei Truck Simulator è rappresentato dallo scarico della merce trasportata. In American Truck Simulator, una volta raggiunta la propria destinazione, potremo decidere se scaricare la merce davanti al luogo di consegna, se parcheggiarla nei pressi dell'ingresso o se lasciarla proprio dove il cliente vorrebbe venisse scaricata. Queste tre opzioni rappresentano di fatto tre diversi livelli di difficoltà, ma è solo scegliendo l'ultima, la consegna perfetta, che il gioco vi ricompenserà con uno pagamento pieno e una buona manciata di punti esperienza da spendere in nuove abilità.

American Truck Simulator American Truck Simulator, proprio come il suo predecessore, garantisce un'esperienza unica, spesso rilassante e a volte persino avvincente e impegnativa. Certo, è un progetto giovane, ma destinato a crescere nel tempo. Per fortuna se ne sono accorti anche gli stessi sviluppatori, che per il loro ultimo gioco hanno scelto l'ottimo prezzo di 19,90 Euro. Nei prossimi mesi, oltre ai nuovi mezzi, arriverà sotto forma di un DLC gratuito anche una nuova nazione tutta da esplorare: l'Arizona. C'è poi un'altra buona notizia: sia Euro Truck Simulator che American Truck Simulator, saranno finalmente compatibili con Steam Workshop, e questo cambierà radicalmente il già ricco panorama di mod e total conversion in circolazione. Fantastico American Truck Simulator, che mi ha fatto sostituire Radio Padania con la colonna sonora di Over The Top, eppure, lo ammetto, dopo qualche giorno ho sentito improvvisamente il bisogno di reimmergermi nella vastità della versione europea...

7.8

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