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Recensione Among the Sleep

Il "terrore" infantile di Krillbite Studio

Among the Sleep

Videorecensione
Among the Sleep
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Domenico Musicò Domenico Musicò ha un motto: "È più facile spegnere la luce dentro se stessi che disperdere le tenebre tutt'intorno". Col tempo ha capito di avere ragione, ma è disponibile a cambiare ancora idea. Chiedetegli consigli sulla musica prog, l'horror e tutto ciò che vi passa per la testa su Facebook e Google Plus.

La prima metà di Among the Sleep potrebbe condizionarvi nel valutare l’horror atipico di Krillbite Studios come un’ottima idea di fondo strutturata in maniera troppo sommaria. L'ultima parte, di contro, vi farà comprendere quanto le vostre percezioni fossero sbagliate, e quanto sia invece attenta e calcolata ogni scelta di design, per un titolo che mescola in maniera davvero riuscita un gameplay semplice ed essenziale e una narrazione ambientale che si esplicita solo nel finale.
Giocare ad Among the Sleep significa raccogliere i pezzi di un puzzle disseminati lungo un pendio scosceso, e avere la possibilità di metterli tutti insieme solo quando non ne manca più nessuno. L’immagine che ne verrà fuori, però, è una fotografia terribile e straziante, lo scatto di un orrore soprattutto umano, interiore. Allontanandosi in maniera convincente dai modi dell'horror classico, e abbracciando una dimensione quasi onirica, filtrata appunto dallo sguardo di una protagonista che ancora si muove a gattoni, il titolo risulta originale e intenso. Proprio come Gone Home, propone un racconto che affiora attraverso le immagini e l'ambiente di gioco, e resta sottotraccia per poi rivelarsi in tutta la sua spietata potenza.

Al calar del sole

Buon compleanno, piccolina”, si congratula vostra madre con quella faccia troppo grande e a suo modo un po' grottesca, ferma e titanica di fronte al vostro sguardo da bambina, come se fosse una dea da venerare incondizionatamente e al contempo una figura che mette addosso uno smisurato senso di soggezione. È un festeggiamento rapido, quello con cui comincia il gioco, interrotto da pochi e decisi colpi alla porta d’ingresso, e da un regalo consegnato con un sorriso forzato. L’attimo dopo siete già nel vostro box, dove Among the Sleep vi permette in breve di prendere confidenza con i controlli, evidenziando un metodo di interazione basilare che ben si adatta alle effettive possibilità della minuta protagonista. Afferrare piccoli oggetti come palline e giocattoli, o trascinare quelli più grandi come le sedie, sono gli unici sistemi che avete per interagire con un mondo ancora gigantesco, in cui muoversi è una sfida. E' questa difficoltà nel riuscire a spostarsi, sottolineata dalla necessità di gattonare per muoversi più rapidamente, che fin da subito vi fa capire quanto la protagonista sia spaventosamente indifesa, fragile, senza un sistema per proteggersi davvero.

C’è però un orsacchiotto parlante che potrete portarvi appresso, da far illuminare quando il buio della notte crea disagio e fa vedere ombre inquietanti; il vostro inanimato compagno mette in luce il cammino, ma deve essere spento quando il Mostro è nei paraggi. Lo sentirete avvicinarsi alle spalle e, quando emette il suo verso rabbioso e colmo di frustrazione, tutta l’immagine si distorcerà come se aveste ricevuto un improvviso schiaffo sul volto. Non potrete difendervi in alcun modo, e il massimo che potrete fare per evitarlo è nascondervi sotto un letto o una scrivania, sperando che passi oltre, fino alla prossima volta. Among the Sleep, solo ed esclusivamente sotto il profilo del gameplay, abbraccia quindi la filosofia dell’horror di matrice scandinava avviata da Frictional Games, spogliando il protagonista di qualunque mezzo di difesa. Oltretutto, l’impossibilità di muoversi liberamente per scappare è un ulteriore ostacolo e un potenziale motivo di ansia.
In verità, però, Among the Sleep fa capire quasi immediatamente di non voler puntare sul terrore classico: l'avventura vira infatti verso una visione più intimista della paura. Una paura reale, fatta di quotidianità, di diritti negati e di violenze domestiche, con la pesante ombra di una famiglia in disfacimento, dove anche l’ultima speranza di una vita felice sta pericolosamente annegando in un oceano rosso, chiuso in chissà quante bottiglie che sanno di sughero.

Aiutami Tu

La progressione di Among the Sleep non ha la capacità di spaventare nessuno, né mira a farlo nella maniera più tradizionale. Le apparizioni improvvise (e gratuite) sono praticamente assenti, e il design delle ambientazioni è realizzato avendo ben in mente una conduzione di gioco che si avvicina a quella di un vero e proprio adventure. Anche tecnicamente ci sarebbero delle difficoltà, nel far schizzare dalla sedia i giocatori: soprattutto per via di qualche bug sonoro di troppo, che strozza a più riprese l’enfasi dei momenti più importanti. In questo senso non è difficile incappare in tracce che si ripetono con qualche sbavatura o che addirittura si perdono per strada. Dalla fase alpha a oggi, in questo comparto, i progressi sono stati minimi; si nota comunque una maggiore cura nell’evidenziare gli attimi in cui l’incertezza e l’oppressione prendono il sopravvento. Tuttavia, essendo la componente acustica uno degli aspetti più importanti in questo genere di giochi, non si può fare a meno di notare che è forse a causa di queste sgradevoli sbavature che il livello di allerta del giocatore tende a calare fino quasi ad acquietarsi completamente.
Lo stile grafico si allontana con decisione dai toni realistici degli horror moderni, e non ci sarà nemmeno un’occasione in cui vedrete del sangue. Sembra quasi che la prospettiva della protagonista modelli l'ambientazione stessa, dandole dei contorni più morbidi e aggraziati, infantili appunto, da fiaba oscura. Come in Alice di American McGee, la trasfigurazione della realtà sembra la scappatoia da una condizione rigettata; peccato che poi le meccaniche di gioco appaiano un po' impacciate, quasi come la bimba che controllate. E' chiaro che al titolo Krillbite manchi di un’ulteriore fase di pulizia del codice, che presenta sporadici bug e qualche glitch visivo talvolta imbarazzante. Il frame rate immotivatamente ballerino sparisce solo se giocate su un PC di fascia alta, ma resta il fatto che l’ottimizzazione rimanga su livelli davvero poco convincenti. Ad Among the Sleep, semplicemente, serviva più tempo.
Complessivamente, tuttavia, la resa visiva è valida nonostante la ridotta complessità poligonale, e il titolo si rivela curato soprattutto sul fronte artistico. Le animazioni sono ben fatte e la gestione della telecamera è molto convincente, mentre segue in prima persona i movimenti della protagonista.

Suggestiva la realizzazione degli ambienti di gioco: l'analogia con Alice, e stavolta anche con quella originale di Lewis Carrol, si fa ancora più palese quando la piccola protagonista entra nel mondo dei sogni (o degli incubi). Questo regno della fantasia, in linea con i toni della produzione, non è mai gioioso e sereno; è al contrario minaccioso, colorato ma disturbante, nato e cresciuto attorno ad un trauma terribile. Per scoprire le origini di questo ritorto parto della mente, dovrete seguire gli indizi che Krillbite Studios dissemina nel corso dell'avventura con un’intelligenza e una grazia rare, come se volesse parlarvi di ciò che accade mentre vi asciuga le lacrime. La figura della madre, nonostante sia fisicamente nelle retrovie per quasi tutta la durata del gioco, si rivela centrale e chiarificatrice nello sconvolgente finale. Gli argomenti trattati sono molto pesanti e controversi, toccanti e difficili da proporre senza cadere nel banale; eppure, come già dimostrato con lo splendido The Plan, il piccolo studio norvegese riesce a offrire un punto di vista alternativo sempre molto efficace e d’impatto, come se fosse ormai il suo marchio di fabbrica. È difficile comprendere quanto ricca sia la simbologia di Among The Sleep mentre si sta giocando, così come è complicato spiegare il peso emotivo degli oggetti disseminati lungo le aree. Tutto si farà chiaro poco prima dei titoli di coda, perché Among the Sleep si finge mediocre per poi esplodere d’improvviso. Anche gli avvenimenti che possono apparirvi normali o addirittura casuali hanno una connessione logica con la storia e con le sembianze del mondo di fantasia che la piccola ha creato: un minuscolo universo che è stato distorto dall'ombra dell’adulto, e partorito dalla coscienza di una bambina costretta ad interpretare qualcosa di più terribile del buio, della solitudine e dell'abbandono.

Among the Sleep Among the Sleep tratta dei temi complessi senza urlare mai di rabbia, in un modo quasi carezzevole e innocente, esattamente come se fossero visti dagli occhi di un bambino. Le idee di fondo sono sviluppate con grande capacità e lungimiranza, ma il claudicante comparto tecnico abbassa non di poco la qualità globale della produzione. Dal punto di vista strutturale, il titolo mescola i ritmi dell'horror in prima persona alla Amnesia con la narrazione puntiforme di Gone Home, proponendo un impasto originale non solo per l'insolita prospettiva da cui vengono inquadrati ambienti ed eventi, ma anche per questa sua capacità di restare in bilico sulla soglia che sta fra l'ansia e lo spavento. Il prodotto Krillbite Studio, insomma, rivendica una sua spiccata originalità, presentandosi come un'inquietante avventura in prima persona, al contempo delicata e terribile, e attraversata da una tematica forte e penetrante. Sicuramente un prodotto che arricchisce il mercato, da vivere e da interpretare.

7.8

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