Recensione Another World

Un classico senza tempo arriva su iPhone e iPad

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  • iPhone
  • iPad
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sono svariate centinaia i giochi che sono entrati nella leggenda e che tutti gli appassionati conoscono e ricordano con affetto.
Another World, però, fa storia a sé.
Con l’arrivo del ventesimo anniversario è stato riproposto sui dispositivi che, durante gli ultimi anni, hanno guadagnato maggior favore da parte del pubblico.
Ecco quindi che DotEmu, società specializzata nell’adattamento e nella commercializzazione di vecchi titoli per PC, resi compatibili con i nuovi sistemi operativi, e BulkyPix, publisher internazionale famoso per la produzione di numerosi successi per i device Apple, hanno unito le forze per creare una versione adatta ad iPhone e iPad.

Salto nel passato

Another World è universalmente riconosciuto per essere uno dei videogiochi più cinematografici della storia, quando ancora la tecnologia non permetteva di raggiungere il fotorealismo odierno e le tipologie di gameplay erano limitate a pochi e semplici interazioni con gli utenti.
Il capolavoro di Eric Chahi, tornato proprio quest’anno a lavorare nel settore, producendo insieme a Ubisoft il controverso From Dust, ha rappresentato un punto di rottura, in quanto è stato in grado di proporre un’ambientazione viva, pulsante, aliena e minacciosa, come pochi erano riusciti a fare in quegli anni.
La storia si apre con Lester Knight Chaykin, fisico al lavoro nel proprio laboratorio sotterraneo che, durante un esperimento con un acceleratore di particelle, si ritrova improvvisamente catapultato in un altro mondo, a causa di un fulmine che si abbatte nella zona e lo teletrasporta improvvisamente.
Il fattore cinematografico è sottolineato non tanto dall’introduzione, favolosa per i tempi, ma dal fatto che il gameplay e gli intermezzi si susseguono senza alcuna pausa, dando quindi un senso di continuità assoluto e togliendo il fiato al giocatore, come solo un buon film è in grado di fare.

Upgrade grafico

L’edizione del ventennale per i dispositivi Apple ha visto anche una sostanziosa revisione del comparto grafico, per cercare di adattare lo stile ai gusti moderni.
Non che ce ne fosse realmente bisogno: il look dell’originale è così particolare, curato ed espressivo che si potrebbe dire che non sia invecchiato, risultando ancora oggi piacevole e riconoscibile con un semplice sguardo.
Another World, infatti, ha sempre offerto paesaggi alieni disegnati in quello che potremmo quasi definire un antenato del Cell Shading, con personaggi costruiti con poligoni flat, mono colore, ma assemblati e animati così bene da bucare lo schermo.
La nuova versione include quindi nuovi sfondi, ora dotati di svariati effetti di luce e con l’aggiunta di texture che vanno ad impreziosire gli ambienti, sottolineando la presenza di materiali e sostanze quali roccia e acqua, e integrando un nuovo motore di rendering che permette di animare tutti i personaggi con un maggior numero di poligoni e a risoluzione più alta.
La nuova versione, inoltre, offre un’opzione decisamente interessante, che farà felici tutti quelli che hanno già giocato ad Another World in passato: la possibilità di passare rapidamente dal vecchio al nuovo stile in ogni momento, non transitando dal menu delle opzioni ma semplicemente facendo scorrere due dita dall’alto verso il basso sul touch screen, in modo da poter rapidamente effettuare il cambio e avendo un riscontro diretto e rapido su ciò che è stato rivisto.
Molte schermate, quindi, risultano effettivamente più piacevoli alla vista e si può dire che il redesign non sia così invasivo, aggiungendo dettagli ma non andando in alcun modo a falsare l’atmosfera e i messaggi che il gioco cerca mandare all’utente grazie all’ambiente e ai personaggi.

Controlli touch

Non avendo alcun tasto a disposizione, tranne quello per chiudere o mandare in background le applicazioni, la versione per i dispositivi touch di Apple ha avuto bisogno di una revisione anche in materia di controlli.
Le modalità sono due e sono disponibili tra le opzioni: la prima si basa sull’uso di gesture su schermo e quindi rimuove completamente qualsiasi tipologia di indicatore visibile, dando piena attenzione alle schermate di gioco; la seconda è più tradizionale e presenta un d-pad da toccare per muoversi e una zona che presenta il pulsante azione.
Con le gesture l’interazione è rapida e diretta: basta toccare un bordo dello schermo per far camminare il protagonista o effettuare un doppio tap per farlo correre.
Più complesso il salto, da effettuare con uno swipe verso l’alto, movimento che non sempre riesce con il tempismo adeguato e che spinge a passare al sistema di controllo più tradizionale nelle sezioni che presentano azioni particolari, da effettuare in sequenza perfetta.
Il d-pad e il pulsante hanno il vantaggio di poter essere posizionati a piacere sullo schermo e hanno una collocazione di default inusuale ma che si rivela particolarmente azzeccata: sono posizionati lateralmente ma nella parte alta della schermata, in modo da poter tenere in mano il device e giocare comodamente con i pollici, anche su iPad che presenta uno schermo di gradi dimensioni che dà risalto all’aspetto grafico del gioco.
Si segnala, infine, una traduzione italiana pessima, con errori tanto di battitura quanto di concetto che, fortunatamente, non inficiano la narrazione, basata più sulle emozioni che sui dialoghi.

Another World A distanza di venti anni Another World è ancora in grado di stupire e non desta scalpore il fatto che molti esponenti illustri dell’industria dei videogiochi lo considerino un caposaldo del genere e una fonte di ispirazione inesauribile. Il gameplay, ovviamente, è il comparto che meno si adatta allo stile dei videogiochi moderni, basati sulla semplicità e che puntano ad eliminare ripetitività, frustrazione e difficoltà in genere. Come tutti gli altri giochi di quel filone, sempre ad opera di Chahi e dei quali possiamo citare Flashback e Heart of Darkness, Another World è ostico e non si lascia domare ma è in grado di dare immense soddisfazioni ai giocatori, avvolgendoli in quello che può essere davvero considerato un mondo alieno, con tutti i rischi, le paure e le particolarità che porta con sé. Un titolo immortale che trova nuova giovinezza su iPhone e iPad in un’edizione che non ne tradisce lo spirito e risulta, quindi, di grande interesse per veterani e nuovi arrivati.

9

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