Recensione Anoxemia

Cosa si annida sul fondo dell'oceano?

Versione analizzata: PC
recensione Anoxemia
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Articolo a cura di
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Domenico Musicò Domenico Musicò ha un motto: "È più facile spegnere la luce dentro se stessi che disperdere le tenebre tutt'intorno". Col tempo ha capito di avere ragione, ma è disponibile a cambiare ancora idea. Chiedetegli consigli sulla musica prog, l'horror e tutto ciò che vi passa per la testa su Facebook e Google Plus.

Il dottor Bailey è un uomo ligio al dovere, che non si perde facilmente d’animo neanche quando si trova immerso sott’acqua a centinaia di metri di profondità. La sua missione è raccogliere degli esemplari contaminati di vegetazione marina assieme ad ATMA, un evoluto drone operativo che lo aiuta nelle operazioni di ricerca ed estrazione, dotato di un sonar e di un sofisticato sistema di analisi e movimento capace di agire in completa autonomia. ATMA è la guida di Bailey, l’unico ritrovato tecnologico capace di fendere il buio liquido dell’oceano con brevi sussulti di luce abbacinante. E Bailey non può farne a meno, perché quello che doveva essere un compito semplice, quasi elementare, è diventato un incubo da quando ha abbandonato la nave: tutte le comunicazioni sono interrotte, il suo sottomarino si è schiantato contro il fondale marino, l’ossigeno sta per terminare e non esiste alcun modo per cercare aiuto.
Nonostante le condizioni avverse e una disperata corsa contro il tempo per resistere e raggiungere la base sottomarina, l’anossiemia che dà il titolo al gioco, paradossalmente, potrebbe essere il minore dei problemi.

In fondo al mar

La premessa narrativa di Anoxemia viene raccontata attraverso le tavole di un fumetto, dà una panoramica rapida su ciò che è accaduto e si ritira immediatamente, lasciando il giocatore letteralmente in balia di se stesso. Si tratta di una scelta ben oculata, capace di accrescere lentamente un’avversione per l’ignoto che è già forte sin dalle prime fasi di gioco, ossia da quando si comincia a comprendere che qualcosa non va per il verso giusto.
Il protagonista comincia a sospettare dei comportamenti del drone e a farsi delle domande ad alta voce, trascinando l’utente in una spirale di piena sfiducia verso ATMA e verso lo scopo ultimo della missione. Sebbene spostarsi tra le viscere delle caverne marine ricordi a tratti il magnifico The Swapper, i quesiti posti dal protagonista non toccano mai argomenti filosofici, metafisici ed esistenziali; piuttosto, tendono a instillare continuamente il dubbio sulla veridicità di ciò che accade, lasciando spazio a un gran numero di interpretazioni che avranno risposta solo durante il finale. La storia di Anoxemia è frammentaria, avara di informazioni, centellinata, ma il desiderio di svelarla va di pari passo con la volontà di riuscire a superare livelli sempre molto ostici e nient’affatto permissivi.

Nonostante il sistema di controllo sia immediato e di una semplicità disarmante, la sua congenita lentezza rallenta a dismisura l’avanzamento, l’esplorazione e la risoluzione degli enigmi ambientali. Il motivo risiede nel fatto che il vero protagonista è ATMA, il drone su cui abbiamo il pieno controllo e attraverso cui bisogna “trascinare” il dottor Bailey, che segue diligentemente i movimenti dell’apparecchio come se fosse legato a esso da una fune invisibile. La simbiosi tra il dottor Bailey e ATMA è messa costantemente in evidenza da scelte di design al contempo buone e controverse. Di buono, c’è una certa tensione emotiva che scaturisce dall’inaffidabilità di ATMA, che “sembra comportarsi in maniera piuttosto strana. Siamo davvero sicuri che non sia controllato da qualcuno?”; di non proprio esaltante, c’è la farraginosità dei movimenti che enfatizza fin troppo le attese e anestetizza il senso di scoperta su cui si basa l’intero gioco. Va considerato, oltretutto, che Anoxemia è un titolo decisamente hardcore, che costringe a ricominciare tutte le volte i livelli fin dall’inizio, ed è per questo che quando questi si fanno più complessi e articolati, può venire a noia l'incedere lento e controllato.

Drone tuttofare

ATMA è dotato di un sonar che indica approssimativamente la presenza delle specie vegetali da raccogliere e i nemici in movimento; inoltre, attivarlo di tanto in tanto dà anche modo di conoscere qual è il tempo residuo dell’ossigeno e dell’energia vitale. Il primo, può essere ricaricato attraverso delle capsule reperibili lungo le cave e presso le rare centrali appositamente adibite (“Perché si trovano qui? Sembra siano state azionate da poco”); l’energia, invece, tende sempre a diminuire quando si viene toccati da alcuni strani corpuscoli lampeggianti, mentre si esaurisce all’istante quando si entra in contatto con ogni altro tipo di nemico. Per evitare le numerose insidie del periglioso mondo sottomarino è possibile azionare uno sprint momentaneo, sacrificando però preziosi secondi di ossigeno; in alternativa, si può disporre dei gadget che recupererete lungo i livelli, ammesso che siate in grado di trovarli tutti. Il più significativo e utilizzato è senza dubbio l’arpione, capace di rompere le catene degli ordigni bellici e tirare a sé (ma non funziona sempre, purtroppo) gli oggetti dello scenario. La necessità di usarlo diventa impellente quando bisogna risolvere semplici puzzle ambientali, ma la precisione di questo gadget non è proprio delle migliori, come poco felice è anche la mappatura dei comandi per attivarlo (soprattutto usando il mouse).

Nonostante il ritmo estremamente compassato e una difficoltà decisamente sopra la media, Anoxemia è capace di offrire un senso di soddisfazione difficile a trovarsi nelle ultime produzioni. Superare i livelli per avere qualche suggerimento sulla trama invoglia ad andare avanti anche dopo il decimo tentativo di fila, e non solo per via della forte carica di mistero che avvolge ogni aspetto del titolo, ma anche per quell’atmosfera sci-fi a tinte cupe che sembra voler suggerire la presenza di un male antico che probabilmente non si annida esattamente sul fondo dell’oceano. Gli sviluppatori, per plasmare questo mondo subacqueo contaminato e informe, si sono affidati al versatile Unity, che riesce a fare egregiamente il suo dovere anche senza essere esuberante. Nonostante i valori produttivi rimangano nella media dei titoli indie moderni, bisogna segnalare la presenza di qualche sporadico glitch, che fa incagliare i massi o il drone sul fondale marino, costringendo il giocatore a partire dall’inizio dello stage. Nel momento in cui viene scritta questa recensione, esiste anche un bug piuttosto grave che non permette di ricaricare l’ossigeno dopo la prima morte, come se fallire una sola volta un livello fosse una punizione permanente da cui è impossibile liberarsi. I ragazzi di BSK Games hanno assicurato un fix pressoché immediato, e noi andiamo sulla fiducia, visto che anche diversi utenti hanno lamentato il medesimo problema. Se qualcuno ha tentato di sabotare la vostra missione, insomma, non fate cadere i vostri sospetti sugli sviluppatori: ci sono pericoli da cui semplicemente non si può scappare.

Anoxemia Anoxemia sa come coinvolgere e far vivere nel dubbio il giocatore, creando un mondo carico di mistero, dove nulla sembra davvero casuale. L’ottima colonna sonora ambient e il riuscito doppiaggio sono dei valori aggiunti a un’opera certamente derivativa, ma dal carattere unico, che sa come aprirsi lentamente e coi giusti tempi. Talvolta si muore in modo casuale e inaspettato, e qualche piccolo problema tecnico ogni tanto si manifesta improvvisamente; per il resto, tuttavia, Anoxemia è il giusto compromesso tra chi desidera una buona storia ed un adventure caratterizzato da un livello di sfida sufficientemente elevato.

7.5

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