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Antihero Recensione

Antihero è un gioco di strategia a turni ad ambientazione fantasy basato sulla figura dell'antieroe: eccovi la nostra recensione.

Versione analizzata: PC
recensione Antihero
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc

Chi è l'antieroe? Di norma, questa figura è caratterizzata da una personalità priva dei tratti che generalmente descrivono i grandi eroi della tradizione fiabesca ed epica, lontana dalla loro perfetta idealizzazione, ma che comunque non rappresenta obbligatoriamente un personaggio oscuro o negativo. Lo sviluppatore Tim Conkling decide di affidarsi a questo concetto per legittimare narrativamente il gameplay della sua ultima fatica, chiamata per l'appunto Antihero, dove gestiremo una banda di ladri, criminali e assassini in una "City" che ricorda molto la Londra di Dickens, cercando di conquistarla per renderla il nostro regno del terrore. Lo strategico a turni dell'autore californiano sembra offrire, apparentemente, poche opportunità a livello quantitativo, poiché il numero di personaggi da gestire risulta alquanto ridotto (un massimo di 6 unità diverse, ognuna con una sola specifica funzione). In realtà, dopo qualche ora di gioco si potranno toccare con mano le effettive possibilità garantite dall'obbligo di sfruttare tutte le risorse disponibili, all'interno di mappe decisamente ben congegnate e bilanciate. Inoltre, i potenziamenti acquistabili a ogni turno cambiano radicalmente le opportunità ludiche e di gameplay, spingendoci (in base alle condizioni di vittoria, che variano da mappa a mappa) a optare per una o l'altra abilità a seconda delle necessità. Riuscire a costruire un'economia florida, o provare a sperimentare con la scienza e la tecnologia sono due approcci assolutamente validi, che spingono il giocatore verso modalità di gioco differenti, siano esse aggressive o passive.

In più, la raccolta delle risorse è assolutamente minimale e semplice da gestire, ma ben dosata e strutturata all'interno del gameplay, chiedendoci di proteggere costantemente le nostre fonti più preziose di rifornimento. In sostanza, ogni scelta strategica del giocatore potrà avere un impatto decisivo sul lungo, sul breve e sul medio termine, e le sensazioni scaturite da questo "potere" sono assolutamente positive. L'elemento più determinante per ottenere la vittoria, però, consiste nell'utilizzo tattico del posizionamento delle unità e nello sfruttamento dell'area di gioco. La fluidità con cui la mappa va prima liberata dalla tradizionale nebbia di guerra, poi ripulita da eventuali forze di polizia, e successivamente conquistata con le unità più efficienti, è difatti davvero eccellente. Lo studio delle mosse avversarie, inoltre, può suggerirci il miglior posizionamento possibile per il prossimo turno.
Studiare i percorsi intrapresi dai nostri nemici, ad esempio, ci permette di capire dove potranno muoversi nelle successive occasioni, e mettere una guardia in difesa di un incrocio ne bloccherà quindi il passaggio anche solo per un turno, che si rivelerà spesso vitale, data l'estrema difficoltà, anche a livello "Normale", della campagna singleplayer.
Tra la necessità di tenere le strade libere e il dover conquistare i luoghi di potere, avremo sempre l'impressione concreta di gestire pienamente il campo di battaglia rappresentato dalla City. Come detto in apertura, gli eventi raccontati da Antihero si verificano in una città di palese ispirazione dickensiana, dove il popolo lotta con le unghie e con i denti per riuscire a sopravvivere, e dove la grande industria e la nobiltà spadroneggiano sulle classi meno agiate. Di tutto ciò, però, in Antihero, non v'è traccia. Il titolo si limita a sfruttare a livello puramente visivo il contesto della Londra vittoriana, e le realtà sociali più forti sono rappresentate da poliziotti incapaci di farci del male, ma solo, al massimo, di ostruirci il passaggio (cosa che potremo sfruttare anche contro il nemico).
Per il resto, la City è il teatro di lotta tra diverse fazioni di criminali e ladri, che non si fanno davvero alcuno scrupolo per ottenere ciò che vogliono, derubando, corrompendo e minacciando chiese, orfanotrofi e banche. La storia raccontata nella campagna principale è appena abbozzata, più che altro una scusa per farci completare la decina di mappe messe a disposizioni sia per le schermaglie singleplayer sia per la modalità multiplayer, vero fiore all'occhiello del titolo, che ci obbliga a usare al massimo i tatticismi appresi durante la campagna. Prevedibile, scontato e raccontato solo tramite qualche mediocre fumetto, il plot garantisce quantomeno una buona varietà di obiettivi e di meccaniche ludiche nelle varie missioni che dovremo affrontare.

Le musiche, il sound design e l'intera direzione artistica sono globalmente ottimi, accompagnandoci nella decina di ore necessaria per completare la trama al grado di sfida "Normale" (più ovviamente tutto il tempo che vorremo dedicarci al multiplayer) senza diventare mai pesanti o invasivi. Una piccola nota estremamente positiva andrebbe fatta anche per il doppiaggio (in inglese, così come i testi del gioco), davvero eccellente e capace di caratterizzare i personaggi molto più di quanto siano in grado di fare la narrazione e le descrizioni testuali.

Antihero Antihero è uno strategico di buon livello, con una complessità tutta da scoprire, gustandosi lentamente l'esperienza e imparando a gestire più situazioni possibili prima di calarsi nella sfida definitiva: quella del multiplayer. Sebbene il chiaro riferimento a Dickens risulti superfluo e trattato banalmente, il contesto storico a cui l'autore si è ispirato è stato utile per ideare meccaniche e gestioni della mappa fresche e originali. Nonostante forse qualche pecca dovuta ai picchi di eccessiva facilità o difficoltà, nel complesso Antihero, pur senza eccellere in nessun aspetto, si lascia giocare con piacere, soprattutto da un appassionato della strategia a turni.

6.5

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