Aporia: Beyond The Valley Recensione

Ideata e sviluppata dai ragazzi danesi di Investigate North, Aporia ci porta a passeggiare e risolvere enigmi nel cuore di una civiltà scomparsa.

Versione analizzata: PC
recensione Aporia: Beyond The Valley
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  • Pc

"Il termine aporia, nella filosofia greca, antica indicava l'impossibilità di dare una risposta precisa ad un problema poiché ci si trovava di fronte a due soluzioni che per quanto opposte sembravano entrambe valide." (da Wikipedia)

All'inizio degli anni Novanta i fratelli Miller sviluppano Myst, nel quale il giocatore viene catapultato in un mondo terribilmente affascinante, dove la flora e la fauna di un racconto di Jules Vernes si legano ai colori e alle profondità di un sogno. E' il 1993 e il gioco della nascente Cyan, Inc avrebbe cambiato lentamente le sorti del videogioco moderno. Il primo Myst, fatto di scenari pre-renderizzati e di pochissime animazioni, nel corso degli anni ha fatto scuola. E oggi il walking simulator, genere giovane e alla moda, deve davvero tanto alla saga dei MIller.
Chi vi scrive nei primissimi anni ‘90 era solo un bambino (poco acuto) e non poteva percepire la complessità di un lavoro che alzava l'asticella del medium videoludico verso un target adulto e consapevole.
Aporia è un gioco assimilabile all'ormai lunga serie dei walking simulator ad enigmi, e che a Myst si ispira nel modo di affascinare il giocatore, guidandolo sulla via di una narrazione introspettiva. Rispetto al suo lontano avo si libera di enigmi troppo complessi e fastidiosi, abbandonandosi a una serie di esercizi logici abbastanza digeribili. Aporia eredita da Myst l'immersione del protagonista all'interno di un mondo composto da alberi altissimi, elementi acquiferi e tramonti enigmatici, in cui non ci sono parole, ma solo sussurri oltre la valle.

Una storia senza nome, in una terra senza lingua...

Apriamo gli occhi e alziamo il nostro corpo sopito da un sonno indeterminato: ci troviamo in una cripta, o forse in un tempio, e il pulviscolo riempie l'aria circostante. Ce ne rendiamo conto osservando il raggio di luce solare che taglia le crepe delle mura. E' un luogo abbandonato. Di fronte a noi vi è una sorta di lampada portatile: la incastoniamo su quello che pare una sorta di proiettore, dal quale prende vita un fascio di colori che illumina, a mo' di mosaici animati, delle invisibili pareti. Questi quadri, sparsi per l'area da gioco, ci raccontano un passato indefinito che potremo comprendere solo proseguendo lungo la nostra avventura.
Un'avventura che vivremo in perfetta solitudine, attraversando una landa tanto splendida quanto terrificante. I fantasmi sono quelli dei ricordi, di botteghe ammuffite e di scheletri adagiati sui letti. Il mondo di Aporia assomiglia ad una sorta di Pompei digitale, e la sua fine è un segreto che dovremo svelare. A livello di storyline la confusione sarà una costante che vi accompagnerà fino alla conclusione, ma a livello di gameplay tutto risulta fin troppo semplice: il nostro scopo consisterà nel raccogliere sei rune che ci permetteranno di raggiungere un luogo sacro. Per ottenerle dovremo affrontare una serie di enigmi che, inizialmente, sembrano un passatempo risolvibile con il minimo sforzo, ma più avanti, causa anche una certa dispersione ambientale, potrebbero complicarci la vita.
Il fascino del mondo di Aporia risiede nella sua indeterminatezza: è un luogo che non conosciamo e non conosceremo mai.
Nell'opera non ci sono dialoghi o testi di nessun tipo: ci imbatteremo solo in glifi, rune e simboli di vario genere. Tutta la storia si svelerà man mano che osserveremo con attenzione gli elementi dello scenario, motivo per il quale vi consigliamo caldamente di non accelerare la risoluzione degli enigmi, ma di fermarvi, passeggiare e respirare il mondo che vi circonda. Fa parte delle regole non scritte del gioco cercare di scoprire, in qualità di esploratori, il significato simbolico che si cela tra le rovine di questa civiltà perduta che viveva tra gli alberi, in casupole di legno collegate da ponticelli acrobatici (un po' come gli Ewok della luna boscosa di Endor!).

A questo punto potete comprendere l'importanza delle animazioni che attiverete con la vostra fiala di luce. Sono dei veri e propri flash-back, unico indizio reale su quello che potrebbe essere il finale dell'opera. E non dimentichiamo di citare un leggero ma vivo sottofondo orrorifico che attraversa il gioco. Ci sono momenti, infatti, in cui siamo stati perseguitati da un fantasma, molto simile ad uno dei personaggi che appaiono all'interno dei mosaici...

... e problemi con un nome

La mappa, nella seconda parte del gioco, diventa un serio problema, perché diviene difficile capire in quale direzione muoversi, a causa di una grave pecca del level design.

Un altro problema, che indebolisce il grande lavoro fatto per la costruzione delle atmosfere, deriva dalla struttura degli enigmi. Molti, del resto, sembrano essere stati inseriti con il puro scopo di bloccare il viaggio del protagonista, cosa che svilisce l'immersione di gioco. Alcuni puzzle, inoltre, come uno presente in una caverna, non hanno nessuna coerenza con l'area in cui sono stati inseriti.
A volte anche i mosaici animati peccano di originalità, rischiano di farsi ripetitivi, e propongono una narrazione sempre lineare e fin troppo pacata.
Aporia resta quindi un gioco interessante e validissimo, ma purtroppo alcune problematiche di game design e di gestioni degli enigmi non lo rendono il piccolo gioiello che avrebbe potuto essere.
Si insinua, infine, anche qualche difetto tecnico. Più di una volta, nel corso del gioco, abbiamo incontrato dei crash improvvisi, in barba all'immersione videoludica: per questo, il salvataggio più o meno costante è altamente consigliato.

Aporia: Beyond The Valley A recensione conclusa la definizione della parola greca "aporia" ci pare perfetta per il prodotto dei ragazzi danesi di Investigate North. Se siete cresciuti con le avventure grafiche sullo stile di Myst, e volete tornare a sognare ad occhi aperti, allora Aporia è l’acquisto che fa per voi. I fan del genere saranno sorpresi dalle atmosfere di un gioco che, nonostante alcune criticità, potrebbe risultare difficile da dimenticare. Per chi invece proviene dal mondo frenetico degli Arcade o degli shooter, Aporia potrebbe essere una buona scusa per cominciare una nuova, affascinante esperienza ludica.

7.5

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