Recensione Arma 2: Operation Arrowhead

La prima espansione per il simulatore bellico più realistico.

Versione analizzata: PC
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Tutti gli appassionati degli odierni simulatori di guerra si ricorderanno sicuramente di: ‘Operation Flashpoint: cold war crisis’. Questo titolo rappresenta una pietra miliare nella storia dei videogiochi di questo genere. Bohemia Interactive continua imperterrita il suo lavoro su questo fronte facendo approdare sui nostri schermi ArmA 2 Operation Arrowhead.

Decisamente realistico


Questa volta il setting sarà molto familiare a coloro che hanno seguito gli eventi bellici avvenuti negli ultimi anni sul nostro pianeta. Le mappe della campagna single player ricordano infatti molto le lande desolate dell’Afghanistan. Tuttavia i temi trattati in questa espansione non riguardano assolutamente questo scottante tema politico. Per salvaguardarsi da eventuali critiche i programmatori della Bohemia hanno avuto la brillante idea di inventarsi una regione di nome Takistan, di quasi 300 kilometri quadrati di superficie, dove poter sviluppare in tutta tranquillità una trama originale. La modalità campagna offre al videogiocatore molte ora di intrattenimento, l’introduzione di moltissime armi da fuoco modernissime permette finalmente di personalizzare il proprio soldato fino all’ultimo dettaglio. L’alternanza di missioni di fanteria con altre sui vari mezzi presenti è una buona ricetta per rompere la routine della guerra. Essere un soldato semplice non è assolutamente un buon motivo per rimane a terra sotto il fuoco nemico: molte volte ci accorgeremo di come una scelta tattica, che può sembrare folle o impossibile, si rivelerà alla fine l’unico modo per poter portare a compimento il nostro obiettivo. Non scoraggiomoci quindi se non riusciremo a risolvere missioni il cui approccio sembra impossibile: dobbiamo solo riflettere e chiederci cosa avrebbe fatto al nostro posto il generale Patton.
Per quanto riguarda il gameplay dobbiamo puntualizzare alcune cose. Innanzitutto l’intelligenza artificiale dei nemici, e dei nostri alleati, molto spesso non è assolutamente all’altezza della situazione: limitarsi a tener la posizione sotto il fuoco dell’artiglieria e buttarsi a terra senza trovare riparo non ci è sembrato sufficiente a garantire l’incolumità nella maggior parte delle situazioni. Inoltre l’avanzata dei nostri compagni di squadra sembra dettata solo da mini check-point predeterminati che raramente tengono conto del reale pericolo imminente. La spoglia modalità di fuoco e la poca plasticità dei movimenti è sfortunatamente una caratteristica tipica di questo gioco. Questo può infastidire i cultori degli fps puri come Cod ma i veri patiti della simulazione che non vedono l’ora di poter pianificare il loro attacco nei minimi dettagli non avranno sicuramente problemi di sorta. Inutile dire infatti che non potremo assolutamente impugnare il nostro M60 e andare allo sbaraglio violando ogni regola di ingaggio senza inevitabilmente cadere a terra esanimi dopo solo qualche metro. La regolo d’oro da seguire in questo gioco sarà semplicemente: rimanere sufficientemente coperti da permettere un tiro sicuro sull’avversario. Ovvio che saltuariamente dovremo rischiare qualcosa per poter guadagnare terreno e raggiungere il nostro obiettivo, scordiamoci però di correre facendo fuoco totalizzando anche solo una kill. Una novità degna di nota è rappresentata dall’immagazzinamento delle informazioni utili alla missione che verranno automaticamente aggiornate sul nostro diario man mano che porteremo a termine i nostri incarichi, primari o secondari che siano. La trama della storia si plasmerà in base alle nostre scelte, tattiche e non, rendendoci davvero molto più partecipi degli ingranaggi che muovono l’intero universo di gioco di quanto accadeva in prima con ArmA 2.

Real Virtuality appesantito


Nonostante il gioco sia stato provato su un pc relativamente obsoleto (il solito Dual core 2.4, 8800 GT con 4 gb di ram) ci siamo meravigliati di come i frame non abbiano mai visto punte più alte di 40 fps a livello medio-basso. Dopo un’attenta revisione delle opzioni grafiche modificabili nel menù contestuale ci siamo resi conto che il parametro che più di tutti influisce sulle prestazione è: il rendering del terreno. Gli arbusti, i sassi e in generale l’environment pesano notevolmente, forse troppo, sulle performance complessive del titolo. Il pluripatchato Real Virtuality engine, lo stesso che diede vita al primo fenomenale Operation Flashpoint, per stare al passo coi tempi ha dovuto aggiornare e rivedere molte delle sue caratteristiche salienti trasformandosi di fatto in un nuovo motore con una nuova veste grafica. Il ciclo giorno-notte e la vista che alle volte supera i 10 chilometri sono davvero feature invidiabili, se per di più aggiungiamo la fisica capace di calcolare e riprodurre esattamente le reali condizioni di gravità che regolano l’impatto dei proiettili, a seconda del loro calibro, otteniamo un prodotto unico nel suo genere destinato decisamente a coloro che non vogliono dare nulla per scontato e lasciare al caso solo le condizioni meteorologiche.

Bug cronici

Sfortunatamente l’acronimo ArmA non gode di un’ottima reputazione in questo campo. Ovviamente l’espansione non risolve i numerosi problemi riguardanti gli errori però cerca di arginarli in qualche modo. Tralasciando le solite animazioni bizzarre e alcuni movimenti improbabili dei personaggi la qualità della texturizzazione è migliorata non poco: non assisteremo più a costruzioni di difesa fluttuanti mezzo metro sul terreno, ad ombreggiature causali o a mezzi di trasporto che si incastrano tra le case di un centro abitato. Ringraziamo Bohemia Interactive per il lavoro mastodontico che sta realizzando in questo senso, tramite la creazione di innumerevoli patch, per offrire ai suoi fan momenti indimenticabili sul campo di battaglia. Tuttavia sarebbe forse più utile rivedere alcuni fondamenti dell’intelligenza artificiale: troppe volte ci è capitato di assistere a comportamenti insensati dei nostri nemici o dei nostri fidi compagni. La simulazione sarebbe molto più realistica se i vari NPC svolgessero azioni più utili per il proprio team, e per la loro sopravvivenza, andando anche, perché no, contro gli ordini diretti del proprio comandante. In ogni caso confidiamo che queste disattenzioni vengano presto risolte con l’avvento di una patch in grado di istruire le truppe in modo da renderle più ‘sagge’.

Arma 2: Operation Arrowhead Sicuramente gli appassionati della saga, e in generale di tutti gli fps di simulazione realistica, non rimarranno delusi da questa espansione. Un nuovo arsenale, una nuova campagna nel pericolosissimo Takistan e un motore grafico potenziato sono gli ingredienti giusti per assicurare all’appassionato ore ed ore di intrattenimento. Evitiamo solo di cercare il pelo nell’uovo quando ci imbatteremo in qualche bug strutturale e lasciamoci trasportare dagli eventi che caratterizzano le nuove missioni.

6.7

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