Recensione Arma 3

Nel contesto del Mar Mediterraneo dell'anno 2035, la simulazione militare di Bohemia Interactive rivela finalmente le sue carte.

Versione analizzata: PC
recensione Arma 3
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Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Saltare su un treno in corsa inseguendo un pericoloso terrorista? Settanta euro, con Battlefield. Sventare un golpe in un paese dell'America latina? Settanta euro, con Call of Duty. Esplorare 300 Km quadrati di mappa, perfettamente ricostruita grazie a rilevamenti satellitari, nella simulazione tattica più accurata che si sia mai vista? Un prezzo ce l'ha effettivamente, ed anche un nome: Arma 3. Dopo anni d'estenuante attesa, finalmente il dev team di Bohemia Interactive esce allo scoperto presentando al pubblico il codice finale del suo nuovo simulatore militare. Dopo aver saggiato il terreno con l'accesso anticipato pubblicato tramite il servizio Steam, il nuovo capitolo di Arma è finalmente pronto a incontrare il pubblico pagante, ansioso di mettersi alla prova attraverso clan wars e gioco multiplayer. Se siete amanti del mondo militare e le sfide estreme sono pane per i vostri denti, allora restate con noi per un'analisi dettagliata dell'ultima fatica di Bohemia Interactive Studio.

RICOSTRUZIONE PERFETTA

Se avete già potuto apprezzare il software realizzato in passato dalla software house della Repubblica Ceca, o se siete amanti delle simulazioni in generale, riuscirete comunque a stupirvi di fronte alla realizzazione tecnica del nuovo capitolo della serie Arma. Valicando i confini del level design comune ai tanti shooter in prima persona, gli sviluppatori di Arma 3 hanno preferito calare i videogiocatori in scenari reali, piuttosto che realizzare delle anonime ambientazioni ex novo. Dopo averci portato prima nell'Oceano Atlantico - la fittizia isola di Sahrani - e poi nell'Europa dell'Est - nella fanta-nazione di Chernarus - la scelta scenografica del nuovo capitolo ricade su di uno scenario più caro a noi abitanti della penisola italica, ovvero il contesto del Mar Mediterraneo, con il suo paesaggio brullo e la tipica vegetazione a macchia. Le immagini che circolano per la rete da oltre un anno, nonché l'accesso anticipato tramite piattaforma Steam, confermano già da tempo l'ottima qualità degli ambienti costruiti dal team di Bohemia. Il gioco offre due mappe dall'incredibile estensione superficiale.

"La scelta scenografica del nuovo capitolo di Arma, ricade su di uno scenario caro a noi abitanti della penisola italica, ovvero il contesto del Mar Mediterraneo, con il suo paesaggio brullo e la tipica vegetazione a macchia."

Se pensavate che la mappa di Skyrim fosse pazzescamente grande - circa 20 Km quadrati - allora provate un po' a riflettere sui 270 chilometri dell'isola di Altis, eccezionalmente ricostruita sulla base della vera isola Lemnos del Mar Egeo settentrionale (39°55′N 25°15′E) attraverso fotografie satellitari e meticolosi rilievi geografici e architettonici. Per percorrere la grande isola del nuovo capitolo di Arma da un estremo all'altro, abbiamo impiegato circa 40 minuti, utilizzando un comodo quad e viaggiando ad una velocità media di 60 Km/h. L'isola di Lemnos ha una superficie quasi doppia in realtà, 477,6 Km quadrati, ridimensionata nella simulazione tattica di Bohemia Interactive, per venire incontro ad ovvi problemi tecnici legati alla gestione della memoria volatile anche dei terminali informatici più potenti. Nel contesto futuristico di Arma, Altis è punto nevralgico della guerra nel Mar Mediterraneo, ospitando una base della NATO con strutture militari dislocate sull'intero territorio. Essendo ambientata nel 2035, alcune zone dell'isola hanno subito dei mutamenti, quindi vi troviamo anche un territorio paludoso inesistente nella vera geografia di Lemnos, così come un lago salato dissecato, ora grande distesa di terreno arido e sabbioso. Svariati sono gli agglomerati urbani distribuiti sul territorio, tutti ottimi per approntare veloci scontri a fuoco e per creare rapide missioni personalizzate. La seconda isola invece, Stratis - assaporata nel corso dell'accesso anticipato e ispirata all'isola di Agios Efstratios (39°31′N 25°0′E) - è più piccola e semplice, ma ugualmente grande nell'offerta ludica e nelle possibilità esplorative.

UN PACCHETTO (QUASI) COMPLETO

Sebbene il gioco non sia ancora in grado di offrire una campagna single player, contenuto che verrà infatti rilasciato tramite svariati pacchetti gratuiti a partire dal mese prossimo, lo shooter in prima persona del team di Boemia dispone di ben 15 missioni d'addestramento - i cosiddetti Showcase, o Dimostrazioni - che ci guidano alla comprensione delle meccaniche di gioco e dei vari ruoli che possiamo ricoprire nel corso dei match multiplayer. Per completare con successo queste missioni tattiche occorre munirsi di molta pazienza e dedizione: in quanto simulazione rigorosissima, anche una breve distrazione o un'errata valutazione sul campo di battaglia possono rapidamente portare ad una prematura dipartita e quindi alla fine del gioco. Nel corso di queste missioni è comunque possibile salvare i progressi, a patto che non ci si trovi nel bel mezzo di uno scontro a fuoco o se individuati durante una missione d'infiltrazione. Le quindici operazioni militari inserite a scopo puramente illustrativo, non ci forniscono solo le informazioni necessarie ad affrontare le numerose situazioni a sfondo bellico di Arma, bensì ci regalano un piccolo assaggio di quel che offrirà la campagna per il giocatore singolo. Per l'occasione Bohemia schiera in campo tre diverse fazioni, attorno alle quali ruotano le vicende del single e del multiplayer: le forze della NATO, composte da plotoni statunitensi (7th US Infantry Division) ed europei, l'Iranian Armed Forces o CSAT, e la fazione indipendente chiamata anche AAF.
Avere a propria disposizione l'arma perfetta per ogni occasione è alla base dell'esperienza tattico-simulativa di Arma 3, a fronte di un eccezionale sistema balistico, che ruota attorno alle vere leggi della fisica. Impugnare un fucile a canna corta, uno a lunga gittata o una semplice pistola semi-automatica a seconda dei casi, può fare la differenza tra la vita e la morte, specialmente se ci troviamo nel bel mezzo di una missione in solitaria. Prima di gettarci nella furia della battaglia è bene analizzare attentamente l'equipaggiamento a nostra disposizione, ponderando al meglio come e quando utilizzarlo, e in casi specifici se è il caso di sostituirlo. Sovente nel corso delle missioni è possibile recuperare armi e munizioni dei soldati periti sul campo, oppure presso le aree adibite al rifornimento.

"Avere a propria disposizione l'arma perfetta per ogni occasione è alla base dell'esperienza tattico-simulativa di Arma 3."

Nel corso dello showcase Scuba per esempio, nel quale ci viene chiesto di immergerci in mare per disinnescare delle mine navali, ci troviamo ad un tratto in prossimità di un accampamento nemico, completamente circondati dalle forze avversarie e con solo un fucile SDAR 5,56x45 mm. Pensato per operazioni speciali sottomarine, il fucile in questione si rivela molto potente ma anche poco preciso, del tutto inadatto nei tradizionali scontri a fuoco in superficie. Una situazione analoga si presenta nella dimostrazione chiamata Armi Combinate, quando ci troviamo con un fucile MX 6,5x39 mm dotato di ottica ACO Red Dot (utile solo quando s'ingaggia sulla breve o media distanza), mentre il nemico, a diverse centinaia di metri, avanza scendendo lungo il fianco della montagna, avvantaggiato dalla vegetazione che lo favorisce nell'occultamento. Ma l'equipaggiamento virtuale non è tutto: disporre di un mouse con tasti programmabili o una tastiera per gaming con pulsanti macro custom, aiuta sia l'utente alla prime armi che quello più esperto. Il rotellina, o pulsante centrale del mouse, svolge un ruolo centrale all'interno del gameplay del nuovo Arma, scorciatoia per attivare la maggior parte dei trigger in game. Discorso analogo vale per il pilotaggio degli elicotteri, pratica per la quale raccomandiamo caldamente l'utilizzo di un joystick. Dopo aver affrontato le missioni basilari, in particolare quelle relative alla fanteria e dei mezzi di terra, è possibile approcciare qualcosa di più articolato e complesso, quindi una missione in grado di coinvolgerci in un vero attacco coordinato, utilizzando sia la fanteria che i mezzi di trasporto. Come al solito Papa Bear (in gergo militare l'ufficiale a capo delle operazioni, in italiano suona come Papà Orso) guida l'attacco dalla base operativa, mentre due squadre di fanteria Alpha e Bravo affiancano un plotone corazzato e un'unità logistica. In questo frangente sarà nostro compito valutare l'offensiva nemica e agire di conseguenza, coordinando il nostro plotone, ma anche carri tank, cingolati e forze d'attacco aeree.
Inutile dire che il tempo scorre fedelmente, regalandoci un ciclo notte/giorno rappresentato alla perfezione. Per orientarci temporalmente possiamo anche richiamare l'orologio con la pressione del tasto O sulla tastiera. Se invece occorre sapere in quale direzione ci stiamo muovendo o dove dobbiamo dirigerci, premiamo K e comparirà una piccola bussola militare a indicarci la giusta strada. La mappatura della tastiera è più complessa di quella di un simulatore di volo, quindi occorrono diverse ore di gioco per prendere la confidenza; minimale l'interfacia di gioco - o quasi assente, a seconda delle impostazioni scelte - come richiesto in una simulazione che si fregi di tale nome.


PARAMETRI TECNICI

Curato e ben realizzato sotto il profilo tecnico, ci troviamo tuttavia di fronte ad un gioco con evidenti alti e bassi. La cura riposta nella realizzazione degli scenari delle isole del Mar Egeo è maniacale, rasentando una ricostruzione davvero al limite della perfezione. Le texture, pur non vantando la qualità fotografica di produzioni come Rage o Crysis 3, raccontano perfettamente ogni singola superficie delle immense mappe di gioco. Ovviamente l'engine integra una serie di middleware in grado di aggiungere ulteriori variabili ed effetti al mondo di gioco: così possiamo godere di molteplici fattori meteorologici, vento, pioggia e altro ancora. Ciò che ci ha davvero stupito è però il sistema d'illuminazione, capace di un eccezionale realismo, complice una palette cromatica composta dalle tonalità tipiche della vegetazione mediterranea, così come ad un sistema di ombreggiatura dinamico. Ma il comparto grafico dell'ultima fatica di Bohemia non si sofferma sulla minuziosità dei dettagli o sulla quantità degli elementi a schermo, ma proprio su tutto quel che concerne l'aspetto simulativo e al realismo della rappresentazione militare. Al pari di un simulatore di guida che non comporta danni strutturali alle autovetture, Arma non cerca - e non ha mai cercato - dei volti perfettamente animati o delle espresioni facciali (in)credibili, limitandosi ad offrire elementi funzionali al gameplay e alla simulazione stessa. A tal proposito abbiamo testato il gioco con diverse schede di fascia alta della serie GeForce di NVIDIA, ottenendo risultati altalenanti.

"Curato e ben realizzato sotto il profilo tecnico, ci troviamo tuttavia di fronte ad un gioco con evidenti alti e bassi."

Mantenendosi al di sotto dei 40 frame al secondo medi con impostazioni elevate, l'esperienza è a tratti sporcata da cali di fluidità più che evidenti: fortuna che interviene un pannello delle opzioni video che permette di settare ogni minimo parametro, anche a favore delle macchine più vecchie e meno performanti. Restiamo però in attesa di driver ottimizzati da parte dei produttori di schede e magari di un'ulteriore lavoro di pulizia da parte di Bohemia.
Rispetto alla versione Beta precedentemente testata, i caricamenti sono stati ampiamente ottimizzati, a partire dal boot del gioco allo splash screen d'avvio, fino ai caricamenti interni, quando recuperiamo un gioco salvato, oppure quando facciamo partire una nuova missione d'addestramento. Il gioco è interamente localizzato in italiano, salvo il parlato che si mantiene originale per contribuire al già incredibile realismo di cui si fregia la serie ad opera di Bohemia Interactive. Pur incespicando saltuariamente con la ragdoll physics, la fisica funziona a dovere: ce ne accorgiamo mentre ci libriamo in volo con il nostro elicottero, o mentre la forza di Coriolis sposta la traiettoria del proiettile lanciato da un carro corazzato. Si sente tuttavia la mancanza della distruttibilità ambientale - elemento ormai imprescindibile per il genere - e l'interazione con gli edifici o il terreno, anche con mezzi pesanti e missili, non sortisce l'effetto sperato. Non convince nemmeno l'intelligenza artificiale, lacunosa e zeppa di incertezze, difetto che ci auguriamo veder presto colmato con degli aggiornamenti e grazie ad un buon lavoro di scripting.
Le campionature audio sono davvero perfette, come dovrebbe essere in ogni simulazione che si rispetti. Ovviamente un buon paio di cuffie è caldamente consigliato, al fine di potersi calare perfettamente nell'incredibile ricostruzione ad opera del team Ceco. L'accompagnamento musicale di Arma III è invece ridotto all'osso, non che una simulazione di questo genere necessiti di particolari cornici artistiche per essere goduta appieno, anzi; quel che abbellisce con fronzoli e decorazioni, porta via spazio a ciò che conta davvero, cioè l'incredibile realismo e la simulazione estrema. Ecco perché nel corso delle missioni non avremo musiche epiche ad accompagnare l'azione sul campo di battaglia, ma solo un tocco d'enfasi in alcuni particolari momenti.

L'ARMA SEGRETA

Il nuovo simulatore di Bohemia Interactive fa della componente online un elemento imprescindibile nell'esperienza ludica. Sebbene per usufruire di Arma 3 non sia necessario disporre di una connessione internet permanente, è bene ricordare che il gioco vive e verte attorno alla modalità multigiocatore online e ai contenuti scaricabili messi a disposizione da Bohemia stessa e dagli utenti. Il legame a doppio filo lo si evince già al primo avvio del gioco, quando un piccolo box nella schermata principale ci mostra i recenti aggiornamenti del software e le ultime informazioni dal mondo di Arma 3. L'integrazione con Steam Workshop permette agli utenti di condividere rapidamente i contenuti realizzati con l'ausilio dell'editor integrato in game. Con questo potente strumento è possibile creare mappe per il multiplayer, missioni o addirittura intere campagne per il gioco in singolo o in cooperativo, uno dei maggiori punti di forza del nuovo esponente della serie Arma. La completa apertura al modding e all'utenza creativa è l'asso nella manica di Bohemia Interactive, un'arma segreta che potrà portare il gioco al successo, indipendentemente dai pregi e dai difetti della produzione. Ma la scelta del team Ceco è soprattutto sinonimo di grande saggezza, un esempio da ammirare all'interno di un'industria sempre meno propensa ad offrire libertà ai propri utenti, dove il DLC e i contenuti a pagamento sembrano essere ormai la regola di un mercato altamente speculativo. La modalità multiplayer non necessita invece di presentazioni, e con mappe tanto vaste come quelle offerte dalle isole di Altis e di Stratis e l'impostazione sandbox, le possibilità di gioco sono davvero infinite.

Arma 3 La domanda da porci in chiusura è quindi "manca qualcosa al nuovo simulatore di Bohemia Interactive?" Anche se il prodotto del development team Ceco si eleva ben al di sopra della maggior parte delle simulazioni militari oggi in commercio, la nostra risposta è sì, perché sebbene software di gran qualità, Arma 3 non riesce - almeno al momento - ad evidenziare particolari innovazioni rispetto a quanto visto in passato all'interno del franchise stesso o se paragonato ad altre simulazioni quali Operation Flashpoint o VBS (Virtual Battlespace System). Non ci riferiamo unicamente alla campagna in single player strutturata o alle piccole mancanze sul fronte tecnico, quanto a degli strumenti che ci aspettavamo di trovare nel nuovo simulatore tattico/militare, come un sistema completo di statistiche del giocatore (come avviene in America's Army o in altri titoli della medesima categoria) o una guida completa e dettagliata ad armamenti, equipaggiamento e mezzi di trasporto utilizzabili all'interno del gioco. Manca anche un tutorial passo-passo, pensato per l'utenza intenzionata ad avvicinarsi al genere, destinando così Arma 3 alla solita nicchia di giocatori super-appassionati, un po' com'è sempre stato per il brand realizzato dalla software house con base a Praga. A fronte di ciò bisogna però spezzare una lancia a favore di Bohemia, autrice di un titolo completamente aperto all'utenza e ai modder, in virtù di contenuti aggiuntivi che siamo sicuri non tarderanno ad arrivare. Se state valutando l'acquisto, sappiate che la versione retail contiene anche un poster con la mappa dettagliata delle due isole presenti in game. Restare sintonizzati sulle nostre pagine perché torneremo molto presto a parlare del titolo di Bohemia Interactive Studio.

8.5

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