Recensione Assassin's Creed 2: Discovery

Le avventure di Ezio arrivano anche sul Melafonino

Versione analizzata: iPhone
recensione Assassin's Creed 2: Discovery
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  • DS
  • iPhone

Il boato di gioia che seguì alla scoperta, da parte dei videogiocatori, dell’effettiva qualità ludica di Assassin’s Creed II fu tutto sommato pari a quello scatenato dalle delusioni portate dal primo capitolo. Ubisoft si è resa conto (in tempo, fortunatamente) di alcune lacune da colmare nel suo nuovo brand, tanto da proporci un secondo capitolo che, seppur non esente da difetti, piace e convince la maggioranza dei videogiocatori che erano rimasti delusi dalle gesta di Altair. Essendo però le nuove avventure di Ezio disponibili esclusivamente per XBox360, Ps3 e PC, è possibile - e ragionevole - lasciare le piattaforme portatili povere di un titolo di tale spessore? Ovviamente no, ed ecco che Ubisoft ci propone giusto in tempo un’avventura espressamente dedicata a Nintendo DS ed iPhone (proprio quest’ultima è la versione provata in questo articolo): Assassin’s Creed II: Discovery, titolo che andrà a narrarci le vicende di Ezio quindici anni dopo quelle su home console.

Trasloco spagnolo

Se “squadra che vince non si cambia” è il motto che fa da base a numerosi sequel e porting di altrettanti brand, non si può certo dire che Ubisoft, con questo Discovery, l’abbia tenuto in considerazione. Noncurante (o forse solo incosciente) del successo riscosso con il secondo capitolo della saga su home console, invece di traslarne le tre dimensioni su schermi portatili (sia Apple che Nintendo), la software house francese ha ben deciso di proporci un titolo concettualmente nuovo, che invece di avvicinarsi all’elaborato miscuglio di action/adventure/stealth che contraddistingue le produzioni maggiori, si affida piuttosto ad una base platform che lascia davvero ben poco spazio ad altre influenze. Se infatti, tenendo un pad in mano, potevamo guidare Ezio in contesti (italiani, peraltro) free roaming ben riusciti, questa sua incarnazione portatile vincola la nostra avventura alle due dimensioni di movimento. E generalmente non ci sarebbe nulla di male, anzi, lungi da noi il celare l’amore di chi scrive verso i platform 2D, se non fosse che una simile scelta è quella che, proprio tenendo conto della natura originale del gioco, peggio si sposa con le vicende rinascimentali del nostro Ezio. Le sole due direzioni verso le quali ci potremo muovere, infatti, oltre che assottigliare notevolmente la profondità di cui il gioco può farsi vanto su home console, non fanno che ridurne lo spessore esplorativo, come immediata conseguenza di questo cambio di genere. Ma forse per (cercare di) non snaturare troppo la meccanica originaria, i programmatori hanno inserito alcuni elementi che danno in qualche modo un leggero risvolto stealth alla produzione portatile, come nascondigli, attacchi alle spalle, colpi silenziosi, che non riuscendo totalmente nell’intento di diversificare l’offerta ludica del titolo, si vanno a collocare come semplici ma gradite aggiunte.

Le vicende portatili di Ezio, come già accennato, si svolgeranno in Spagna dopo quelle più Italiane che caratterizzano il capitolo principale, e saranno suddivise in numerose missioni, che nonostante cerchino di differenziarsi offrendoci più approcci, risultano comunque eccessivamente pregne di una ripetitività di fondo che alla lunga può portare alla noia. Gli obiettivi spazieranno, praticamente per tutta la durata del gioco, da “uccidi un templare” a “trova questo o l’altro oggetto”, che inseriti in un contesto di platform a scorrimento risultano quantomeno fuori luogo, essendo la componente esplorativa molto limitata. Ma a concedere un interesse più corposo a tali missioni è il duplice modo con il quale potranno essere affrontate: nelle missioni in modalità Inseguimento sarà richiesto semplicemente di arrivare al “traguardo” nel più breve tempo possibile, non perdendo tempo in combattimenti ma saltando qua e là ed evitando gli attacchi avversari. Durante le missioni imperniate sulla Furtività, invece, è il lato stealth del titolo a farla da padrone, inserendoci in un contesto che farà della nostra capacità di nasconderci e colpire alle spalle, il vero cuore dell’avventura: obiettivo richiesto, dunque, sarà quello di completare il livello senza farci vedere dai numerosi nemici a schermo, che richiederanno di essere eliminati nel modo più silenzioso possibile.

Sui controlli e sul lato tecnico

A risentire della brusca virata da ciò che il gioco era su home console a ciò che invece Ubisoft ci presenta su piattaforme mobili sono, forse più che gli altri fattori, i controlli.
Sul dispositivo portatile di Apple, il movimento di Ezio è totalmente adibito ad una barra orizzontale posta in basso a sinistra dello schermo: trascinando un cursore all’interno di essa sarà possibile muovere il personaggio lungo le due direzioni permesse dal gioco. Una soluzione piuttosto scomoda che ci porta a preferire nettamente il classico D-Pad virtuale. Parlando invece delle mosse presenti nel curriculum del protagonista, esse potranno essere attivate da una serie di icone posizionate sul lato destro dello schermo: si potrà attaccare, saltare, ci si potrà nascondere o entrare in una “modalità stealth” che porterà Ezio ad essere più furtivo e silenzioso. Buona la risposta dei tasti.



A non ricevere in alcun modo l’onere delle nostre critiche è invece il lato prettamente grafico del titolo: a partire dal gusto estetico, con paesaggi ben disegnati e davvero molto ispirati, fino ad arrivare alla mera forza bruta del prodotto, Discovery convince pienamente e scorre fluido sullo schermo del melafonino. Garantendo un framerate che si attesta davvero su alti livelli, modelli poligonali curati e dettagliati così come le animazioni che li accompagno, e - last but not least - una ispiratissima caratterizzazione degli ambienti di gioco, il prodotto fa sicuramente dell’impatto visivo il suo asso nella manica.
Non troppo dissimile è il discorso riguardo il lato sonoro del titolo, in cui musiche ed effetti sonori azzeccati e piacevoli contrastano con un doppiaggio a volte spento che invece non riesce a convincere pienamente.

Assassin's Creed 2: Discovery Assassin’s Creed II: Discovery non rappresenta un perfetto porting del quasi omonimo titolo su home console. Allontanandosi volutamente dalle meccaniche viste sulle macchine maggiori e presentando una formula platform con qualche risvolto stealth, il gioco non è da prendere in considerazione per chi volesse assaporare su piattaforme portatili il gusto dei capitoli precedenti. Nonostante questo, però, il prodotto si presenta come un gioco di piattaforme più che sufficiente, sia parlando del lato tecnico, in cui tocca le sue vette maggiori, che di quello ludico. Se si riesce a chiudere un occhio su qualche imperfezione del sistema di controllo e sulla (a volte eccessiva) ripetitività delle missioni, è facile godere di qualche sana ora di divertimento portatile, senza troppe pretese.

6.5

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