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Recensione Assassin's Creed: Brotherhood

L'eco delle gesta di Ezio Auditore giunge anche su PC

Assassin's Creed: Brotherhood

Videorecensione
Assassin's Creed: Brotherhood
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Il nuovo capitolo della fortunata saga targata UbiSoft Montreal, dopo il successo su console, giunge finalmente anche sugli schermi PC. Come si può notare dall’assenza del “3” nel titolo, non è a tutti gli effetti il nuovo episodio della trilogia, ma uno spin-off che vuole proseguire la storia di Ezio Auditore, l’antenato fiorentino di Desmond Miles, un protagonista accattivante che gli sviluppatori hanno ben pensato di esplorare ancora più a fondo.

Auditore

Torniamo nei panni di Ezio esattamente dove lo avevamo lasciato, a Roma, in fuga dagli uomini di Rodrigo Borgia aiutato dallo zio. Con il Frutto dell’Eden in suo possesso, Ezio fa ritorno a Monteriggioni, per i meritati festeggiamenti. La pietà dimostrata da Ezio verso il futuro Papa però è mal riposta: il figlio di Rodrigo, Cesare Borgia, capitano delle guardie papali, sferra un attacco a villa Auditore alle prime luci dell’alba. Le difese del borgo non possono nulla contro il numeroso esercito equipaggiato con armi da fuoco e cannoni, e dopo aver assistito al brutale assassinio dello zio per mano di Cesare e al rapimento di Caterina Sforza, ad Ezio non rimane che mettere in salvo gli abitanti del borgo e fuggire. Privato di tutto, l’Assassino decide di raggiungere l’amico e consigliere Niccolò Machiavelli a Roma, centro di potere dei Borgia, con l’obbiettivo di mettere fine al loro dominio ed avere così la sua vendetta.
L’ambientazione passa così da colline fiorentine e canali veneziani del precedente episodio alla capitale dello stato pontificio, enorme e brulicante di attività. E’ a Roma e dintorni che si svolge tutta l’azione, ma questo non significa che l’area di gioco sia limitata: l’estensione della città è impressionante, e non si limita al centro urbano vero e proprio ma si estende ai borghi rurali limitrofi, fornendo così un’occasionale cambio di scenario. Roma è ricostruita in maniera eccezionale: gli imponenti monumenti storici che tutti conosciamo, come il Colosseo o l’Acquedotto Romano, sono riprodotti alla perfezione, così come le rumorose strade del centro storico. L’architettura dei palazzi e dei monumenti è stata intelligentemente migliorata per renderla più accessibile alle straordinarie qualità atletiche di Ezio: il protagonista si muove con eleganza, che stia saltando da un tetto a un altro o scalando le mura di Castel Sant’Angelo. Sono stati anche aggiunti nuovi elementi architettonici per dare ancor più varietà alla scalata degli edifici, come i montacarichi a contrappeso, che forniscono un mezzo rapido per raggiungere la cima di un edificio. L’estensione della capitale è tale che è impossibile pensare di percorrerla tutta a piedi: per fortuna la setta degli Assassini ha scoperto una serie di gallerie sotterranee che possono essere utilizzate per muoversi istantaneamente in vari punti della città; inoltre Ezio in qualunque momento può chiamare un cavallo, che può essere cavalcato senza timore in quasi tutta la città.
Come nel precedente episodio è possibile influenzare l’economia dell’intera città a proprio vantaggio: sparpagliati per i vari quartieri e borghi troverete le familiari botteghe dei fabbri, sarti, mercanti d’arte e cliniche che potrete ristrutturare a suon di fiorini, ma che in cambio vi ricompenseranno con una rendita continua che si accumulerà nelle banche, anche queste ristrutturabili per la vostra causa. I vostri risparmi potranno anche essere investiti nei vari monumenti di Roma, migliorando ancora la rendita e a volte, dopo i lavori dell’architetto, permettendovi di raggiungere zone precedentemente inaccessibili. Una novità di questo episodio è la possibilità di fare investimenti in ciascuna delle attività da voi reclamate: un buon modo per far fruttare il proprio denaro. Tuttavia per poter accedere a tutto questo dovrete sottrarre la zona ai Borgia, incendiando le torri che controllano i vari quartieri; la zona intorno ad ogni torre è pesantemente sorvegliata, e prima di dar fuoco al bastione dovrete eliminare il capitano delle guardie, che non esiterà a fuggire se allarmato per tornare solo all’alba o al tramonto con i rinforzi. Potrete scegliere l’approccio furtivo, cercando di raggiungere il capitano senza farvi vedere e farlo fuori silenziosamente, oppure assassinare una ad una le guardie per assicurarvi una via di fuga sicura; o anche farvi largo, armi spianate, tra i soldati nemici, avendo cura di uccidere il capitano prima che fugga. L’approccio più interessante è anche la novità di questo episodio: perché sporcarvi le mani quando potete mandare qualcun altro? Relativamente presto nel gioco potrete infatti reclutare alcuni cittadini di Roma come potenziali assassini: potrete mandarli ad effettuare missioni in giro per l’Europa, guadagnare esperienza e nuove armi e armature col salire di livello, fino a trasformarli in perfette macchine di morte al vostro servizio. Quando i vostri adepti non sono in missione, potete richiamarli per aiutarvi in combattimento, che sia una mischia in cui avete bisogno di aiuto o per assassinare un bersaglio fuori dalla vostra portata o per cui non volete esporvi; con abbastanza reclute a disposizione, potrete anche scatenare una letale pioggia di frecce per eliminare tutti i nemici a portata di tiro. Sebbene tutto il sistema di missioni e potenziamento degli assassini risulti un po’ superfluo alla lunga, le nuove possibilità tattiche offerte dalla confraternita degli assassini sono un’aggiunta interessante che non mancherà di rivelarsi utile. Fanno il loro ritorno anche i gruppi di supporto che potrete assoldare a suon di fiorini: le cortigiane vi aiuteranno a mascherarvi tra la folla e ad adescare i soldati dei Borgia con le loro grazie; i ladri distrarranno le guardie e borseggeranno gli ignari passanti per voi; i mercenari potranno essere lanciati all’attacco contro gruppi di nemici mentre Ezio si occuperà d’altro.

Assassinio!

Ezio, in questo capitolo, ha aggiunto altri trucchi al suo già ricco repertorio, prima fra tutti la possibilità di concatenare uccisioni una dopo l’altra con estrema facilità. Basterà infatti eliminare un nemico, magari con un elegante contrattacco, e puntarne un altro durante l’esecuzione per ottenere rapidamente una serie di uccisioni molto utile nelle mischie più numerose; particolarmente spettacolari sono le uccisioni multiple tramite l’uso della pistola nascosta, in grado di assottigliare le file nemiche in pochi secondi. Le esecuzioni sono moltissime e diverse per ogni arma, e tutta la danza del combattimento avviene con la fluidità caratteristica della serie.
Inizierete presto a riconoscere i vari tipi di nemici che vi troverete di fronte: i classici soldati di basso rango non saranno mai più che un intralcio; gli ufficiali pareranno molto di più i vostri colpi; alcuni soldati particolarmente agili vi daranno del filo da torcere schivando la maggior parte dei vostri colpi normali. Infine i bruti, giganti in armatura e armi pesanti, dovranno essere gestiti con cautela in quanto i loro colpi possono essere parati solo per un certo periodo di tempo. Nonostante la varietà i nemici non brillano per intelligenza, e le loro routine di attacco sono alquanto prevedibili: infatti, sebbene vi circondino in men che non si dica una volta allertati, troppo spesso attenderanno passivi un vostro attacco, o vi attaccheranno uno alla volta lasciandovi la possibilità di un letale contrattacco. I combattimenti restano comunque piacevoli per il ritmo veloce e la bellezza delle esecuzioni da parte di Ezio: le nuove mosse a disposizione, come il poco sportivo calcio all’inguine per rompere la guardia nemica, o la possibilità di usare la pistola assieme a alla spada, contribuiscono a far sì che le mischie siano sempre varie e divertenti.
L’assassinio senza farsi vedere resta comunque uno dei capisaldi della serie, e i giocatori esulteranno per l’introduzione di un nuovo strumento di morte a distanza, la balestra: questo giocattolo silenziosissimo sarà vitale per eliminare i fastidiosi arcieri che pattugliano i tetti di Roma. Dopo il ricongiungimento con l’amico Leonardo da Vinci avremo la possibilità di tornare in possesso delle invenzioni guadagnate attraverso il Codice di Altair durante il precedente episodio, soprattutto la doppia lama nascosta che risulterà eccezionalmente utile per eliminare due guardie allo stesso tempo. La struttura a missioni non ha subito molti cambiamenti: rimane la distinzione tra i “ricordi principali”, ovvero le missioni della trama, e gli incarichi secondari assegnati dalle varie fazioni. Se la trama principale non è eccessivamente lunga se affrontata in modo esclusivo, ci sono moltissime attività secondarie che possono tenervi occupati a scorrazzare per i tetti di Roma a lungo, specie se siete maniaci del completamento. Oltre alle missioni secondarie già menzionate, potete dedicarvi a cercare tutte le 101 bandiere dei Borgia sparpagliate sul territorio romano, o le classiche piume, presenti anche in questo capitolo anche se in numero minore. Cercare di raccogliere tutti gli scrigni del tesoro, che vi ricompenseranno con fiorini e oggetti rari, particolarmente utili per compiere le missioni mercantili assegnate dai vari negozi che vi daranno accesso agli equipaggiamenti migliori, oppure dedicarvi all’esplorazione delle Tane di Romolo, che vanno a rimpiazzare le tombe del precedente episodio. Si tratta di “dungeon” dal contenuto squisitamente platform che custodiscono, insieme ad altri tesori, gli elementi necessari a ricostruire la leggendaria Armatura di Romolo; le architetture di questi sotterranei sono un buon cambio di passo dalla solito “parkour” cittadino e sebbene il percorso sia abbastanza lineare possono richiedere alcuni minuti in più per capire dove si deve andare. Per i fan della trama, i glifi del secondo episodio ritornano sotto forma di punti di riferimento nascosti nei principali monumenti della città, visibili solo attraverso l’Occhio dell’Acquila: completando tutti i puzzle scoperti attraverso di essi si può ottenere una piccola sorpresa che sicuramente alimenterà l’aspettativa per il terzo episodio. Infine, come nel precedente episodio, ogni ricordo ci propone un requisito secondario, come completare la missione senza farsi individuare, o seguire un individuo senza mai toccare terra: in caso di successo si raggiunge la totale sincronizzazione con il proprio antenato. Ottenendo abbastanza sincronizzazione potrete sbloccare ulteriori ricordi sopiti, relativi alla giovinezza di Ezio e il suo rapporto con una particolare fanciulla, un sistema azzeccato per modellare meglio alcune sfaccettature della personalità e del carattere del protagonista prima che diventasse un Assassino.

Ladri e ladri

Se anche avete completato il gioco in tutto e per tutto, potete cimentarvi nell’aspetto multiplayer di Brotherhood. Gli sviluppatori hanno ideato una modalità di gioco accattivante che ben si sposa con la filosofia della serie. Nelle vesti di un agente dell’Abstergo (l’organizzazione templare avversa agli Assassini) verremo trasferiti in una delle ambientazioni del gioco assieme ad altri agenti, camuffati da normalissimi abitanti. Nel classico deathmatch dovremo individuare la nostra preda tra gli NPC controllati dal computer, e allo stesso tempo sfuggire al proprio assassino. Per trovare la nostra preda abbiamo a disposizione il suo ritratto e una bussola che si riempie man mano che ci si avvicina al bersaglio. Si guadagnano più punti se si riesce a uccidere il proprio bersaglio senza essere visti o con particolare stile (ad esempio piombandogli addosso dall’alto), o se si riesce a sfuggire al proprio inseguitore una volta individuati. Camuffarsi con la folla è vitale per muoversi con un certo grado di sicurezza, in quanto correre, scalare muri o passeggiare sui tetti rivelerà in modo lampante la vostra copertura; altrettanto importante è tenere gli occhi aperti per comportamenti strani che corrispondano più a un giocatore piuttosto che a un’intelligenza artificiale. Gli scontri durano all’incirca 10 minuti e possono portare a momenti particolarmente tesi e concitati, con inseguimenti multipli sui tetti e fughe rocambolesche all’ultimo secondo. Ad ogni scontro si guadagna esperienza, che permette di sbloccare nuovi personaggi e abilità speciali che possono cambiare le sorti di uno scontro all’ultimo secondo. Sono presenti diverse modalità, dal citato deathmatch alla caccia al tesoro, sia tutti contro tutti che in squadra, con tanto di classifiche online per misurare le proprie capacità di assassino contro il mondo. Tuttavia, come tutti i giochi multiplayer, il successo a lungo andare dipende dal numero di giocatori che vi partecipano, e già da ora in Brotherhood risulta difficile trovare partite velocemente.

Confratecnica

Il comparto grafico di Brotherhood è di tutto rispetto, nonostante non si notino eccessive migliorie rispetto al precedente episodio. Il gioco gira in maniera fluida anche su macchine di non ultima generazione (purchè si rinunci a risoluzioni esorbitanti ed effetti come l’anti-aliasing), sebbene il retaggio della versione da console colpisca anche la versione PC, con elementi del background che compaiono dal nulla nelle zone all’aperto per ridurre il numero di poligoni da gestire, e qualche texture a più bassa risoluzione. I modelli degli NPC sono vari ma non abbastanza: se è difficile notare che l’ennesimo popolano che scostiamo per strada è uguale a quello incontrato pochi metri prima, personaggi che necessitano la nostra attenzione come i nemici risultano evidentemente riciclati; questo è particolarmente evidente con i mercenari delle varie fazioni, come ladri o cortigiane, e in special modo in una specifica missione, dove ci ritroveremo letteralmente circondati da cloni. Rimane la sensazione che tutti al di fuori di Ezio siano in realtà delle statue di piombo, in quanto nessuno sembra sopravvivere a un tuffo nell’acqua; la possibilità di cavalcare ogni via di Roma porta irrimediabilmente a calpestare i passanti, che però non subiscono alcun danno rilevante se non una brutta caduta a terra. I personaggi principali della trama sono ben animati nelle cutscene e nei momenti in cui accompagnano il giocatore, e nei primi piani si coglie lo sforzo fatto per sincronizzare i movimenti delle labbra e le espressioni del viso alla scena in corso; tuttavia troppo spesso si ha la sensazione che i capelli siano “appiccicati” alla testa, una visione non molto piacevole. La cura dedicata a Ezio è invece encomiabile; sia che stia combattendo o che corra da un tetto all’altro, il protagonista si muove sempre con realismo incredibile, e il numero di animazioni di combattimento è estremamente elevato. Un appunto va fatto invece al sistema di controllo: Brotherhood ci permette di scegliere tra varie combinazione di mouse e tastiera, a seconda di cosa si ha a disposizione (ad esempio scegliere tra mouse a due tasti o a cinque tasti), oppure un gamepad. Quest’ultima scelta è sicuramente la più consigliata, vuoi per l’ergonomia del controller e l’eccellente disposizione dei vari comandi, tutti rapidamente accessibili se si pensa ad un layout simile a quello del DualShock3 di Sony; vuoi perché il controllo tramite mouse e tastiera si presenta ostico da padroneggiare, poco reattivo e nel complesso inadeguato al controllo del funambolico Ezio. Tutti i comandi comunque sono pienamente configurabili, quindi è solo questione di scegliere quello con cui ci si trova meglio.
Il doppiaggio è di alto livello, e non stupitevi se sentite qualche voce familiare. L’intero cast risulta azzeccato, così come azzeccata è la traduzione che, data l’ambientazione, è stata effettuata tenendo a mente il linguaggio dell’epoca. La città di Roma è vivace e chiassosa, e le voci dei banditori che strillano gli editti papali o le urla della folla allo scoprire la vostra ultima vittima la rendono ancora più viva e reale. Effetti sonori e musica mantengono gli standard del precedente episodio, con qualche evidente riutilizzo di alcuni brani; in ogni caso la colonna sonora fa il suo dovere nel sottolineare i momenti più drammatici o concitati del gioco.

Assassin's Creed: Brotherhood E’ presto detto: se siete appassionati della serie, Brotherhood è un titolo da avere. Nonostante non ci siano cambiamenti tali nelle meccaniche di gioco da far gridare alla rivoluzione, approfondire la figura di Ezio Auditore è ciò che i fan volevano, e Ubi Soft li accontenta con un titolo all’altezza delle aspettative. La quantità di contenuti extra al di là della trama principale ne fanno un gioco che può tenere occupati per molto tempo. Il multiplayer è la ciliegina sulla torta, e sebbene pare non sia destinato a durare a lungo come pool di utenti, può essere un ottimo diversivo nell’attesa del terzo capitolo della serie, che dovrebbe finalmente dare le risposte tanto attese, soprattutto dopo lo scioccante finale che vi aspetta in Brotherhood. Se invece non avete mai giocato a un titolo della serie, il consiglio è di giocare almeno anche al secondo episodio per godersi appieno la conclusione delle vicende della famiglia Auditore.

9

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