Recensione Assassin's Creed: Unity

Ubisoft Montreal ci porta nella parigi rivoluzionaria, provando a rilanciare la saga di AC grazie ad un'ambientazione più moderna. Ci sarà riuscita?

Assassin's Creed Unity

Videorecensione
Assassin's Creed Unity
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Dopo un terzo capitolo molto discusso e un Black Flag che ne ha pagato (parzialmente) lo scotto pur senza meritarlo, la saga di Assassin's Creed arriva al suo primo confronto con la nuova generazione, bisognosa non solo di un deciso salto grafico, ma anche di novità e conferme di cui i fan si sentono ormai molto affamati. Assassin's Creed: Unity è certamente un'opera magna, sorta di compendio corale di tutto quello che la serie ha sempre voluto offrire. Ricostruzione storica certosina, massima libertà, distrazioni a non finire da una trama nondimeno complessa e longeva. Proprio nel tentativo di accumulare questa mole incredibile di contenuti, e di risolvere alcuni problemi atavici senza però modificare le fondamenta gettate sette anni fa, Ubisoft Montreal ci consegna quello che per certi versi potrebbe essere ricordato come il capitolo più controverso del brand: immenso, affascinante e ancora divertente da giocare, eppure bisognoso d'attenzioni, a volte dove meno ce lo saremmo aspettato.

L'ACCENTO VA SULLA "O"

L'abbiamo sempre chiamato Arno, come il fiume che attraversa Firenze, ma in realtà l'accento andrebbe sulla "o". Per fisionomia e carattere, il protagonista di Assassin's Creed: Unity ricorda molto da vicino la vecchia conoscenza Ezio Auditore, sebbene, a giochi fatti, non riesca a rubargli la scena. La sua verve appare a tratti, ma tutto sommato il personaggio non riesce mai ad elevarsi al ruolo di icona della saga. Le vicende, come ormai ben noto, si sviluppano sullo sfondo di una Parigi precipitata nell'anarchia e nel tormento immediatamente precedenti la Rivoluzione Francese, e si chiudono proprio nel suo pieno apice. Anche in questo caso, il lavoro degli sceneggiatori ci ha soddisfatto solo in parte: gli illustri cameo non mancano, da Napoleone, a Robespierre, passando per i fratelli Mongolfier, e i grandi eventi trovano effettivamente posto nello svolgimento, comprendendo l'assemblea degli Stati Generali, la presa della Bastiglia e l'esecuzione di Luigi XVI, ma arrivati ai titoli di coda la sensazione è quella di aver vissuto costantemente ai margini di tali grandi cambiamenti. Per quanto Parigi si presenti chiaramente sconvolta dai tumulti durante la libera esplorazione, non si ha mai l'impressione di aver fatto parte di un grande rivoluzione, né di aver avuto un ruolo nei suoi momenti salienti, e questo, dato il calibro della vicenda narrata, è un peccato. Spazio per momenti epici e memorabili ce ne sarebbe stato in abbondanza, ma si è invece scelto di mantenere lo svolgimento concentrato quasi solamente sul protagonista. Proprio per questo, la sceneggiatura funziona meglio nella sua dimensione più intima, soprattutto nella prima metà dello svolgimento, dove scopriamo le interessanti origini del conflitto interiore che divorerà Arno nel corso della sua vita di Assassino, e meno nella seconda, dove la Rivoluzione rimane costantemente sullo sfondo. A coloro interessanti invece all'arco narrativo ambientato nel prossimo futuro, Assassin's Creed: Unity non ha quasi nulla da offrire: qualche brevissimo riferimento al fatto che l'intera esperienza sia in realtà una simulazione basata su memorie genetiche effettivamente c'è, così come una sottotrama che rimanda ai Precursori, ma Ubisoft sembra aver ormai del tutto abbandonato l'idea di portare avanti lo svolgimento su due differenti piani temporali, come accadeva nei capitoli precedenti. Considerata la qualità molto altalenante di tali interludi in passato, la decisione non è interamente disprezzabile, ma uno stacco così netto lascia comunque inevitabilmente perplessi.

CAPPA, SPADA E PARKOUR

Al termine dei due prologhi, volti a raccontare alcuni importanti eventi occorsi nel medioevo e le origini di Arno, Assassin's Creed: Unity apre le porte della capitale francese al giocatore, lasciandolo libero di esplorare e procedere in maniera quasi del tutto libera da vincoli. Questo nuovo capitolo vede l'introduzione di un elemento in parte nuovo per la saga, ossia un livello di difficoltà chiaramente esplicitato per ogni tipo di missione, principale o secondaria. Tale concetto si lega a doppio filo a una seconda caratteristica parzialmente inedita, ossia la possibilità di equipaggiare un gran numero di capi d'abbigliamento, armi ed accessori, da acquistare (o sbloccare tramite specifiche missioni) e combinare, alla ricerca di un miglioramento nei diversi valori di base, ossia Furtività, Salute e Danno. Se a questo si aggiunge il fatto che anche Arno crescerà di rango all'interno del club degli Assassini, sbloccando abilità da acquistare con una valuta nota come Punti Sincronizzazione, risulta chiaro come Unity voglia offrire un vero e proprio senso di progressione di stampo quasi ruolistico, riuscendoci, come vedremo, solo in parte.
Relativamente al gameplay, le novità apportate dagli sviluppatori riguardano principalmente la scalata dinamica, i combattimenti e la gestione delle allerte avversarie. Per quanto riguarda il parkour, Ubisoft Montreal ha innanzitutto suddiviso nettamente i comandi per l'ascesa e per la discesa, ora mappati separatamente sul pad. Invece di esibirsi in salti da altezze vertiginose, o in discese lente e goffe, Arno si scopre ora in grado di scendere elegantemente e velocemente dai punti più elevati. Il prezzo di questa novità è l'aggiunta di un ulteriore tasto ai controlli di base, tutto sommato non fastidiosa, ma nondimeno in grado di richiedere qualche tempo per essere padroneggiata, soprattutto da parte di coloro che abbiano speso molto tempo con i capitoli precedenti. Gli sviluppatori non si sono fermati qui, e hanno lavorato molto sul comparto animazioni, aggiungendone un buon numero, così da aumentare la mobilità del personaggio. Tutto questo è stato fatto nel tentativo di rendere le arrampicate meno "automatiche" rispetto al passato, ma il risultato finisce per fare i conti con un problema, mai risolto, che caratterizza la saga sin dagli albori. Se già nei primi episodi il protagonista tendeva a volte a compiere azioni diverse da quelle richieste dal giocatore, incastrandosi nello scenario o arrampicandosi durante una semplice corsa per strada, in Assassin's Creed: Unity questa situazione si ripropone, per certi versi, peggiorata. Laddove l'intento degli sviluppatori era rendere più impegnativo e soddisfacente il parkour, l'aggiunta di un gran numero di variabili durante la verticalizzazione mette spesso in evidente difficoltà il concatenarsi delle animazioni, e la corretta lettura degli input del giocatore. A volte, raggiungere uno specifico punto, come una finestra aperta o una particolare sommità, potrà richiedere diversi tentativi, e questo, nel bel mezzo di una fuga dai nemici, creerà non pochi problemi. Purtroppo tale elemento, come può risultare ben chiaro a chi conosce la saga, va a compromettere in parte il godimento delle missioni. Vi saranno sessioni di arrampicata in cui il sistema funzionerà alla perfezione, riscoprendosi effettivamente migliorato grazie alle possibilità ampliate, ma qualcosa potrebbe andare storto in ogni momento, rovinando una fuga dalle guardie proprio nel punto sbagliato.

Passando invece ai combattimenti, anche in questo caso gli sviluppatori sono partiti dal feedback della community, spostando il focus sulla contromossa. Quest'ultima, ora più pratica da attuare grazie al generale rallentamento del ritmo e all'indicatore che compare sopra la testa del nemico interessato, diventa fondamentale per sopravvivere agli scontri, in particolar modo dato che le guardie tendono ora ad attaccare in contemporanea e da più direzioni. Se è vero che questo tende ad aumentare la difficoltà generale e la soddisfazione derivante, va anche detto che i gadget a disposizione di Arno finiranno per rendere tutto sin troppo semplice. Anche nel combattimento più numericamente sbilanciato, un fumogeno e qualche bomba stordente permetteranno sempre di avere la meglio di gruppi di avversari anche numerosi senza il minimo sforzo, rendendo gli scontri prolungati un'ultima risorsa alla quale attingere solo ed esclusivamente nel caso si finiscano le scorte di esplosivi non letali (avvenimento molto raro, soprattutto aumentata la capienza della cintura grazie agli upgrade). Anche in questo caso, così come per la scalata, vi saranno altri momenti in cui il rinnovato sistema di combattimento saprà regalare intense soddisfazioni: privo della precisione di quello utilizzato nei Batman di Rocksteady, si fa comunque apprezzare per le (a volte cruentissime) animazioni ben realizzate, e restituisce un senso di sfida finalmente percepibile.
Arriviamo infine all'ultimo elemento su cui gli sviluppatori hanno lavorato, ossia lo stealth e le allerte nemiche. In maniera evidente soprattutto nelle nuove missioni al chiuso, dove ci si trova a muoversi non visti all'interno dei sontuosi palazzi nobiliari parigini, il raggio di consapevolezza delle guardie si rivela estremamente limitato, sia quando si tratta di notare i movimenti di Arno, che può spingersi inosservato fino alle loro spalle, sia quando un compagno d'arme cade a terra trafitto da una lama celata a poca distanza. In alcune missioni, gli sviluppatori hanno pensato di risolvere questa debolezza aumentando notevolmente il numero delle pattuglie, ma il gameplay risultante non può non apparire artificioso, soprattutto in alcuni momenti limite, anche a causa della tendenza delle guardie a perlustrare aree tutto sommato limitate: in particolare al chiuso, la maggior parte delle volte raggiungere una balconata o un tetto farà cessare l'allarme, permettendo di ricominciare indisturbati. L'utilizzo dei gadget, ancora una volta, si rivela poi sin troppo efficace, soprattutto nel caso delle bombe fumogene, che permettono di eliminare gruppi di nemici in pochi istanti, e senza lasciare traccia. Come già in passato, l'assenza di un livello di difficoltà impostabile dal giocatore rende il completamento della maggior parte delle missioni molto semplice, e, sebbene gli sviluppatori abbiano lavorato per rendere i combattimenti più complessi, i gadget e i potenziamenti dell'equipaggiamento sbilanciano nuovamente l'equazione. Nonostante queste forzature, non si può dire che l'incedere sia noioso o troppo scontato, soprattutto grazie ai livelli perlopiù ben disegnati e ricchi di percorsi alternativi, ma tutto a patto di non esigere uno stealth rigoroso, e soprattutto di rispettare gli obbiettivi secondari delle missioni: non sempre richiederanno maggiore furtività, ma spesso aiuteranno a sfruttare in misura minore le debolezze dell'impianto di gioco.
Quanto al sistema di equipaggiamento e upgrade citato in apertura, la possibilità di personalizzare a livello estetico e tattico il personaggio giunge davvero gradita, sebbene, come già accennato, i potenziamenti tendano a rendere gli scontri e lo stealth sin troppo facili da affrontare. Quantomeno, le scelte si raccolgono in un menu molto ampio, e anche solo il lato cosmetico potrà fare molto piacere agli appassionati, che potranno sfoggiare le loro armature anche online.

MORTE A PARIGI

La modalità storia di Assassin's Creed: Unity non si discosta da quella che per la serie è ormai una tradizione. Legate dalla classica trama, che vede il destino di Arno intrecciarsi per "puro caso" con quello degli Assassini, troviamo una serie di missioni piuttosto classiche, che richiederanno pedinamenti, infiltrazioni in fortezze ben difese e, soprattutto, complessi incarichi di assassinio. Soprattutto in questi ultimi si nota la volontà di aprire ulteriormente gli orizzonti, e lasciare la massima libertà al giocatore. Strutturate come veri e propri sandbox, le ambientazioni che faranno da contorno alle missioni di eliminazione dovranno essere attentamente studiate per scovare eventuali punti di vantaggio, o possibilità d'aiuto (esplicitati chiaramente sulla mappa, ma volendo del tutto trascurabili) e per individuare punti deboli nelle pattuglie delle guardie. Proprio nella pianificazione degli assassinii si riscoprono i punti forti del gameplay, sebbene le debolezze anticipate nel precedente paragrafo emergano a volte in maniera evidente. In questo senso, abbiamo riscontrato in alcune particolari missioni delle crepe nel design tattico, le quali, se sfruttate (e potrà capitare di farlo anche inconsapevolmente), possono portare alla soluzione del problema saltando diversi passaggi. Il raggio d'azione limitato delle guardie e una pianificazione delle pattuglie non sempre ottimale rendono possibile arrivare ad alcune vittime designate in maniera sin troppo semplice, sebbene il completamento degli obbiettivi secondari faccia in alcuni casi da contraltare, costringendo ad approcci leggermente più ragionati. Quanto alla varietà offerta dalle missioni, la maggior parte del merito va proprio ai livelli concepiti come sandbox e allo stealth al chiuso (imperfetto, ma comunque inedito), mentre le restanti missioni ricalcano fedelmente lo stile tipico della saga.

...E ALTRI RACCONTI

Come anticipato in apertura, uno dei maggiori punti di forza di Assassin's Creed: Unity risiede nella straordinaria mole di contenuti giocabili offerti dalla Parigi di fine '700. Se la libera esplorazione fine a se stessa è incoraggiata fino ad un certo punto (soprattutto considerato che non è più possibile abbassare la propria notorietà come in passato, e che le guardie, sebbene assenti dai tetti, saranno sempre pronte a inseguirvi per strada - anche terminata la storia), la mappa interattiva si affollerà di contenuti secondari, divisi per tipologia. Le Storie di Parigi si concretizzano in ben cinquanta missioni secondarie (del tutto facoltative, ma comunque utili a sbloccare alcuni pezzi d'equipaggiamento) che si riconducono a eventi storici, rituali, illustri personaggi e bizzarrie dell'epoca. Dal marchese De Sade al culto di Baphomet, sveleranno lati oscuri, o talvolta semplicemente goliardici, della ville lumiere, che anche in tempi di rivoluzione sembra faticare a rinunciare ai suoi eccessi. A fianco, ci sono poi quindici omicidi irrisolti che vedranno Arno trasformarsi in un investigatore, raccogliendo una serie di prove e infine scegliendo chi accusare tra gli imputati. Per quanto i retroscena (talvolta storici) siano anche in questo caso interessanti, non tutte i percorsi deduttivi ci hanno soddisfatto, presentando a volte un po' di ripetitività. Infine ci sono i sette Furti da operare ai danni dei Templari (alcuni dei quali giocabili anche in cooperativa, come vedremo a breve), che richiedono infiltrazione e sottrazione di specifici beni creando il minimo disturbo possibile.
È proprio in queste numerose offerte a margine, più che nelle missioni della campagna singolo giocatore e in alcuni aspetti del gameplay, che Assassin's Creed: Unity trova la sua dimensione migliore e più riuscita, immergendo il giocatore in una città oscura, sotterranea e affascinante. Sebbene non tutte le Storie di Parigi e gli omicidi da risolvere presentino la stessa qualità, e spesso offrano obbiettivi tutto sommato simili, la contestualizzazione storica convincente riesce a catturare, e li rende un contenuto davvero prezioso, perlopiù divertente da scoprire.
A convincerci meno sono stati invece gli Enigmi di Nostradamus, da scovare tra le vie di Parigi per sbloccare progressivamente la consueta armatura speciale. Seguendo dei brevi versi in rima, starà al giocatore capire a quale monumento o edificio parigino si stesse riferendo il noto astrologo, senza altri riferimenti di sorta. Se all'inizio questo potrà risultare relativamente facile, come nel caso dei simboli sparsi sulle guglie di Notre Dame, altre volte gli enigmi richiederanno una conoscenza della città e dei suoi quartieri che, francamente, dubitiamo persino i parigini stessi possano avere, a meno di non occuparsi di urbanistica e architettura, al punto che nemmeno l'onnipotente Wikipedia si è sempre dimostrata capace di aiutare. In altre parole, non vediamo altro modo di risolvere alcuni degli enigmi più complicati se non con l'aiuto di una guida strategica, e questo non può giocare a favore della concretizzazione di un'idea di per se interessante.
Oltre agli immancabili collezionabili, tra cui si segnalano le Coccarde per sbloccare nuovi colori per l'abbigliamento di Arno, non manca la ristrutturazione, interamente localizzata nel Café Theatre, base delle operazioni del protagonista. Da qui sarà possibile, intraprendendo una serie di semplici missioni secondarie e impiegando una certa quantità di denaro guadagnato in missione, ristrutturare sia il teatro stesso, sia una serie di club sparsi per la città, garantendosi così una rendita fissa (indispensabile, soprattutto per rifornire le scorte di gadget tra una missione e l'altra).
Tra le attività secondarie, ne rimane da citare solo una, gli Helix Rifts: queste gare acrobatiche a tempo si ricollegano alla sottotrama futuristica, sulla quale preferiamo lasciar a voi il gusto della (limitata) scoperta. A vivacizzare invece la libera esplorazione, perlomeno sulla carta, ci sono poi una limitata serie di eventi dinamici, generati casualmente: a volte si tratterà di inseguire il classico ladro, altre di difendere un cittadino dalle angherie delle guardie. Dopo le prime ore di gioco, data la scarsa varietà, si riveleranno del tutto trascurabili.

FRATELLANZA

Novità assoluta per la saga è senza dubbio il comparto cooperativo, che va a sostituire completamente il multigiocatore a squadre visto nei precedenti capitoli. Sulla mappa di Parigi si troveranno undici missioni esplicitamente dedicate all'online tramite matchmaking o gruppi privati, ma sarà possibile accompagnarsi agli amici anche nella maggior parte dei Furti, o semplicemente nel free roaming. In quest'ultimo caso, ci si potrà dare solamente alla raccolta dei collezionabili in combinata, con la possibilità di rendere molto più piacevole la ricerca delle Coccarde. Le missioni esplicitamente dedicate alla cooperativa si dividono tra quelle per due e quelle per quattro giocatori, e si rivelano molto curate nella messinscena, complete di (brevissime) sequenze filmate d'apertura. Naturalmente, ricalcano negli obbiettivi l'esperienza singolo giocatore, ma si nota un certo sforzo nel sistemare gli obbiettivi in modo da enfatizzare le necessità di collaborazione tra giocatori. A questo proposito, la comunicazione vocale sarà davvero d'obbligo, a patto di non voler trasformare ogni incarico in una baraonda. Qualunque attività cooperativa si decida di intraprendere, si entrerà sempre in partita con il proprio personaggio importato dalla campagna singolo giocatore, dotato quindi del medesimo equipaggiamento sbloccato fino a quel preciso momento.
Per quanto le missioni in cooperativa soffrano delle medesime debolezze nel gameplay già ampiamente trattate, il gioco in compagnia funziona bene dal punto di vista tecnico, e riesce a divertire senza eccessivi impensierimenti.

LA VILLE LUMIÈRE

Non si può non rimanere stupiti e ammirati di fronte alla riproduzione della Parigi di fine '700 operata da Ubisoft Montreal. Che ci si aggiri al livello delle strade, godendo di una folla ora molto più densa e diversificata, oppure si sfrutti l'elevazione e si esplorino i tetti della città, il panorama è spesso mozzafiato per livello di dettaglio e realismo. Scendendo più a fondo negli aspetti puramente tecnici, si notano texture mediamente molto ben definite, aliasing adeguatamente filtrato e totale assenza di tearing, dimostrando un buon lavoro sul motore grafico. A rubare la scena, in ogni caso, è l'impressionante mole poligonale che caratterizza gli edifici, tanto esternamente quanto nelle sontuose riproduzioni d'interni. Peraltro, la nostra prova su Xbox One (e qualche breve riscontro sulla versione PS4) hanno portato a galla anche alcune difficoltà nel gestire questa mole incredibile di rendering, su tutte effetti di pop up e level of detail molto evidenti durante la corsa in ambienti all'aperto e ricchi di dettaglio, e un frame rate che in alcuni (sporadici) momenti perde colpi in maniera evidentissima, in particolare durante le scalate di Notre Dame e nell'esplorazione della Saint Chapelle.
Quanto all'ottimizzazione, nonostante la day one patch già installata sulle nostre versioni di prova, abbiamo riscontrato un certo numero di bug, da imprecisioni semplici come le classiche compenetrazioni, sino a qualche isolato problema più grave nelle meccaniche previste dalle missioni.
La saga si distingue da sempre per le colonne sonore di qualità, e il lavoro svolto dal trio di compositori unisce abilmente classico e moderno, ma forse, a mancare davvero, è un tema memorabile ai livelli di "Ezio's Family" o del main theme di Black Flag, come già era successo con il terzo capitolo. Per quanto riguarda il doppiaggio in italiano, possiamo esprimerci perlopiù positivamente sull'operato di Synthesis, tra voci ben note in ambito videoludico (e non solo) e qualche (immancabile) personaggio secondario interpretato in maniera non proprio ottimale.

Assassin's Creed Unity Assassin's Creed: Unity approda sulla nuova generazione forte di una mole contenutistica senza precedenti per la saga, e tenta di rinnovare ed espandere alcune meccaniche di gameplay alla base. Il risultato, soprattutto in quest'ultimo campo, è controverso: il parkour, meno automatizzato e più ricco di alternative rispetto al passato, si amplia creando tuttavia alcuni problemi di usabilità, mentre la nuova gestione dei combattimenti e delle allerte nemiche rende sin troppo semplice aggirare completamente la natura tattica e stealth delle missioni, a volte anche in maniera del tutto involontaria. A controbilanciare ci pensano una mole contenutistica eccezionale, e una riproduzione della Parigi di fine '700 che, al netto di alcune debolezze tecniche, non manca di mozzare il fiato per la ricchezza e la varietà degli scenari. Se i lunghi anni di sviluppo si sentono tutti, soprattutto nella caratterizzazione della capitale francese, a livello di rifiniture di gameplay si poteva fare di più, facendo pensare che gli sforzi del team non siano sempre stati indirizzati nel migliore dei modi. Con così tanti anni di sviluppo alle spalle, e un gran numero di studi coinvolti, l'impressione è che la visione d'insieme sia stata in parte sacrificata in nome degli aspetti quantitativi, peraltro meritevoli. In altre parole, questo quinto capitolo "ufficiale" della saga si allontana meno del previsto dalle basi fondanti, nel bene e nel male. Chi in Unity cercava una rivoluzione non solo raccontata, ma anche percepibile quanto a contenuti e meccaniche, rimarrà in parte deluso, mentre gli appassionati non troveranno difficoltà nel godere della massiccia offerta e della divertente cooperativa, al netto di un livello di sfida complessivamente blando, e soprattutto di un certo rammarico per le occasioni mancate a livello di risoluzione di problemi storici, e di veri passi avanti per la serie.

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