Recensione Assassin's Creed Unity - Dead Kings DLC

Ora gratuito per tutti, il primo DLC di Unity ci porta nelle tombe dei re

AC Unity Dead Kings

Videorecensione
AC Unity Dead Kings
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dead Kings è un DLC che non verrà dimenticato, non tanto per qualità intrinseche, quanto per il valore simbolico che ha assunto nelle ultime settimane. Si tratta, infatti, della prima espansione a pagamento dedicata a Assassin's Creed: Unity, che Ubisoft ha deciso di regalare a tutta l'utenza per scusarsi dei molti problemi tecnici che hanno accompagnato l'uscita del gioco a novembre. Un gesto in ogni caso non dovuto e apprezzabile, che, incidentalmente, si lega a un'espansione tutto sommato ricca di contenuti. Peccato invece che l'idea alla base, di per sé molto interessante e originale nell'ambito della saga, non riesca a svilupparsi completamente, rimanendo troppo legata a uno stile di combattimento e a meccaniche stealth che non le appartengono.

A caccia di tombe

Per quanto si possa cominciarne la componente narrativa una volta completata la sequenza 4 del gioco originale (vedrete una carrozza comparire nel cortile del Café Theatre), Dead Kings si colloca pochi giorni dopo la conclusione di Unity, riuscendo a non offrire grosse anticipazioni su quest'ultima. Evitando dettagli sulla trama, ci limiteremo a dire che lo svolgimento presenta alcuni spunti interessanti, come il rapporto con il giovanissimo Leon, ma a convincere è soprattutto l'ambientazione. Non tanto quella cittadina, dato che il nuovo borgo di Franciade non ha moltissimo da offrire dal punto di vista estetico, quanto quella sotterranea, rappresentata dalle catacombe dove si svolgeranno la maggior parte delle missioni. Alla ricerca di una serie di reliquie - si dice - maledette, affronteremo una nuova sequenza della durata di circa tre/quattro ore, costellata di sequenze stealth più o meno riuscite, arrampicate piuttosto tortuose e un prepotente ritorno degli enigmi, alcuni dei quali davvero ben congegnati. Un'atmosfera che riporta alla mente Indiana Jones e Lara Croft, facendo da piacevole diversivo rispetto alla tradizione della serie. Non manca una nuova tipologia di nemici, i razziatori di tombe, i quali non si differenziano più di tanto rispetto a quelli tradizionali, se non per la notevole scorta di salute e la presenza di un capitano. Quest'ultimo, particolarmente letale e corazzato, se ucciso per primo causerà la fuga dei suoi sottoposti: l'obiettivo, naturalmente, è quello di costringere il giocatore a elaborare delle strategie per isolarlo ed assassinarlo il prima possibile, così da risparmiarsi lunghi combattimenti e alte probabilità di soccombere. Come anticipato dalle descrizioni del database, infatti, i razziatori sono particolarmente pericolosi quando attaccano in gruppo, dato che tendono a circondare Arno e a menare fendenti in contemporanea.

Gli sviluppatori hanno comunque voluto tendere una mano anche a coloro non apprezzino più di tanto lo stealth, aggiungendo un'arma inedita, ossia il fucile-ghigliottina. Questo incrocio tra un'ascia e un mortaio sarà in grado di eliminare un intero gruppo di Razziatori in un solo colpo (ma si potranno portare con sé solamente due cariche), facilitando notevolmente l'incedere. Altra novità introdotta dal DLC è la lanterna ad olio, che servirà ad attraversare aree infestate da topi, pipistrelli e scarafaggi e andrà ricaricata presso specifiche giare di combustibile. Per quanto l'idea sia concettualmente interessante, questa non viene sfruttata in maniera davvero originale, e finisce per apparire fine a sé stessa. La lampada avrà un ruolo anche nella soluzione degli enigmi, ma non si andrà al di là dell'accensione di qualche braciere, relegandola anche in questo caso a un ruolo puramente estetico. Nel complesso, il deciso cambio di ambientazione e di stile convince sulla carta, ma dal punto di vista del gameplay genera alcune evidenti mancanze. Così come nel gioco originale, l'intelligenza artificiale nemica fatica ad adattarsi agli ambienti chiusi: quando si forza leggermente la mano, ad esempio giocando sui dislivelli (peraltro diffusissimi nelle catacombe), diventa molto facile confondere gli avversari, generando situazioni tutt'altro che credibili. Ad un contesto piacevole dunque, rafforzato anche dagli enigmi ben integrati nell'ambientazione, corrisponde un incedere non sempre fluido. Fino a quando si cercherà di applicare le regole base dello stealth, eliminando i capitani e tenendosi in disparte, tutto procederà mediamente nel migliore dei modi, ma in caso si faccia scattare un allarme, i combattimenti seguenti potrebbero sfociare in situazioni non proprio piacevolissime. Indubbiamente, l'intelligenza artificiale di Assassin's Creed: Unity era stata ottimizzata in particolare per i pattugliamenti di aree ampie o all'aperto, e l'idea di chiuderla all'interno di angusti sotterranei non si rivela vincente in diversi casi.

Ciononostante, seppure con le sue mancanze, Dead Kings riesce comunque a mantenere interessati alla progressione, soprattutto grazie al fascino delle catacombe e agli enigmi di qualità. A fianco della sequenza aggiuntiva, i ragazzi di Ubisoft hanno pensato bene di aggiungere contenuti secondari ispirati a quelli di Unity, come le Storie di Franciade, le indagini, gli avamposti da liberare e due nuove missioni cooperative. Una mole di contenuti (di qualità, come già accadeva nel gioco originale, francamente superiore a quella della stessa campagna) di tutto rispetto, che fa di Dead Kings una scelta in ogni caso consigliata a tutti coloro che abbiano apprezzato Unity.
Quanto al delicato capitolo relativo dell'ottimizzazione, la nostra esperienza con Dead Kings (testato su Xbox One) si è rivelata relativamente stabile. Solo in un caso siamo stati costretti a caricare un checkpoint precedente a causa di un enigma che non voleva sbloccarsi nonostante l'avessimo correttamente risolto; frame rate, compenetrazioni e bug generici si sono mantenuti su un livello più che accettabile e mai compromettente per l'esperienza.

Assassin's Creed Unity La domanda forse più importante alla quale rispondere relativamente a Dead Kings è: se fosse stato distribuito a pagamento come da piani iniziali, ne sarebbe valsa la pena? La risposta è un sì con riserva. La mole di contenuti è notevole (con circa 6/8 ore previste per arrivare al 100%), la nuova ambientazione, perlomeno sottoterra, funziona molto bene dal punto di vista concettuale e il focus sugli enigmi è apprezzabile. Quanto al gameplay, l'idea di ambientare il tutto al chiuso mette in luce alcuni dei difetti più evidenti già del gioco originale, che in Unity erano però stemperati, quantomeno, da un'alternanza di situazioni che qui invece viene a mancare. E' un peccato anche che l'introduzione della lanterna rimanga costantemente in secondo piano. In forma gratuita, l'espansione è chiaramente da scaricare senza pensarci due volte, ma, qualora fosse giunta ad un prezzo intorno ai 10/15 euro, il consiglio si sarebbe limitato solo a coloro che davvero hanno amato le avventure di Arno. Probabilmente, memori del fatto che il tempo è denaro, daremmo lo stesso consiglio a chi, adesso, deve decidere se investire qualcuno dei propri pomeriggi liberi.

7

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