Recensione Atelier Sophie: Alchemist of the Mysterious Book

Atelier Sophie Alchemist of the Mysterious Book non è solo l'apripista di una nuova saga (che continuerà con l'appena annunciato Atelier Firis The Alchemist of the Mysterious Journey), ma è anche il primo episodio della serie ad arrivare su PS4.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Atelier Sophie: Alchemist of the Mysterious Book
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
Antonello "Kirito" Bello è un Monster Hunter di professione, nonché accumulatore seriale di videogiochi di produzione rigorosamente giapponese. Pare si sia autoesiliato in una dimensione alternativa in cui le personificazioni di SQUARE ENIX, BANDAI NAMCO Entertainment e CyberConnect2 sono sue compagne d’arme nella sanguinosa lotta contro l'odiato dio degli FPS e gli infedeli al suo seguito. È inoltre nemico giurato di DLC e digital delivery. Per qualche strana ragione, ha un’evidente ossessione per le spade e sogna di governare Gamindustri. Purché non sia completamente infognato con qualche JRPG, potete contattarlo via Facebook.

Quando si parla di JRPG, immediatamente si tende a pensare a serie come Final Fantasy, Dragon Quest e Tales of, storici titoli dove il giocatore è perennemente chiamato a salvare il mondo dal malvagio di turno. Una serie che fa eccezione a questa ferrea regola del suddetto genere videoludico è quella di Atelier, la quale pone sotto i riflettori piccole cose come la gestione di un negozio o lo studio dell'alchimia; questo non significa che non possa capitarci di dover salvare il mondo anche in Atelier, ma le trame della serie si concentrano principalmente sulla vita quotidiana di una manciata di personaggi e ne affrontano le problematiche. Dopo le fortunate trilogie di Arland e Dusk (Tramonto), disponibili su PlayStation 3 e PS Vita, Gust Corporation ci propone anche quest'anno un nuovo episodio dell'acclamato brand, giunto ormai alla sua diciassettesima incarnazione. Atelier Sophie: Alchemist of the Mysterious Book, il titolo che ci apprestiamo a esaminare, non solo è l'apripista di una nuova saga (che continuerà col neo-annunciato Atelier Firis: The Alchemist of the Mysterious Journey), ma è il primo episodio della serie ad approdare finalmente anche su PlayStation 4. Prima di analizzare pregi e difetti del nuovo titolo pubblicato da Koei Tecmo, occorre fare una piccola premessa: il gioco riprende una novità introdotta dal precedente episodio, rimuovendo completamente le limitazioni temporali, caposaldo della serie che poteva fungere da deterrente per i neofiti, e dimostrando la volontà di Gust di rendere il suo brand più accessibile e aperto all'esplorazione libera e spensierata.

Il libro parlante

Protagonista della vicenda è Sophie Neuenmuller, tenera diciassettenne che gestisce uno studio alchemico nella città di Kirchen Bell, principale palcoscenico di tutta la storia. La fanciulla vive da sola poco fuori città e, animata dal forte desiderio di aiutare il prossimo, sogna di diventare una grande alchimista come la sua defunta nonna, dalla quale ha appunto appreso -seppur con scarsi risultati- le basi di tale disciplina. Cercando la ricetta alchemica di una particolare medicina tra i libri presenti nel proprio atelier, Sophie si imbatte in un misterioso volume che si rivelerà una continua fonte di stramberie. L'oggetto, infatti, non solo è in grado di parlare e fluttuare, ma rivela di chiamarsi Plachta; sebbene quest'ultima (sì, è una lei) abbia perso la memoria, la sua esperienza in materia alchemica eccede notevolmente quella di Sophie, alla quale rivela l'esistenza di un leggendario oggetto in grado di conferire grandi poteri alchemici. Come se tutto ciò non bastasse, ogni volta che Sophie annota una nuova ricetta sul misterioso libro parlante, i ricordi di Plachta riaffiorano a poco a poco, gettando lentamente luce sulle sue origini... La generosa Sophie decide quindi di studiare seriamente l'alchimia sotto la guida della bizzarra Plachta, non solo per trovare il cosiddetto "Calderone della Conoscenza" e realizzare il proprio sogno, ma anche per restituire al libro i ricordi perduti. Le classiche e lunghe sessioni di sintesi alchemiche si alternano alla continua ricerca di ricette e materie prime, agevolata dalla presenza di otto compagni di avventura sapientemente caratterizzati e ciascuno coi propri obiettivi. Pur non raggiungendo mai un alto livello di coinvolgimento, la trama principale della vicenda stimola la curiosità del giocatore e non annoia. Bisogna però sottolineare come la storia si sviluppi ancora una volta in maniera eccessivamente lenta, in piena tradizione Atelier. La campagna principale può essere completata in poco più di 25 ore circa, quasi raddoppiabili qualora si decida di completare le numerosissime ricette alchemiche ed esplorare nella sua totalità un mondo adeguatamente vasto e ricco di eventi secondari. La rimozione delle limitazioni temporali che costringevano il giocatore a pianificare in anticipo le quest da affrontare, e soprattutto l'ordine in cui cimentarsi, influisce notevolmente sulla complessità del gioco, arginata parzialmente dalla presenza di quattro diverse difficoltà selezionabili; in compenso però, permette di completare il titolo nella sua pienezza senza dover frammentare le sidequest in due o più playthrough.

Tra una sintesi e l'altra...

Diversamente da quanto accadeva nelle precedenti incarnazioni del brand, in Atelier Sophie: Alchemist of the Mysterious Book non sarà possibile apprendere nuove ricette acquistando libri di alchimia. Sarà la stessa Sophie, di volta in volta, ad annotare le proprie idee ed elaborare nuove ricette in base a situazione e necessità. Tutte le ricette del gioco saranno comunque visionabili nell'apposita sezione nel menu del gioco e presenteranno delle indicazioni che riveleranno al giocatore le azioni da eseguire per renderle utilizzabili: la creatività della ragazza potrà infatti essere stuzzicata acquistando un particolare oggetto, esaminando un paesaggio, affrontando una determinata specie di mostro o semplicemente utilizzando un'abilità in battaglia. In ogni momento il giocatore potrà quindi aprire il menu e verificare cosa manchi per poter sintetizzare nuovi oggetti.

Occorre tenere a mente che ogni ricetta richiederà un certo livello di alchimia da parte di Sophie, il quale migliorerà dopo ciascuna sintesi. I materiali più comuni saranno acquistabili nei negozi della città, mentre tutti gli altri dovranno essere raccolti nelle molte location disseminate sull'ampia mappa del mondo, la quale andrà a espandersi proseguendo con la trama principale. Sebbene Sophie possa sintetizzare bombe, oggetti curativi, accessori e una vasta gamma di minerali, le sarà preclusa la creazione diretta di armi e armature, craftabili unicamente attraverso gli appositi negozi. Ovviamente la creazione ed il potenziamento dell'equipaggiamento non richiederà solo materie prime, ma anche cospicue somme di denaro. Questo costringerà il giocatore a sintetizzare di tanto in tanto materie vendibili a caro prezzo o comunque a completare le missioni accettabili nella caffetteria della città. Il gentile barista, infatti, ci offrirà continuamente ricompense monetarie in cambio di materie prime, e talvolta potrà incaricarci di eliminare determinati mostri. Portare a termine le missioni, inoltre, consentirà di guadagnare voucher scambiabili con materie rare e di prima scelta. Sebbene il gioco non abbia le plurimenzionate limitazioni temporali, sarà comunque presente un orologio che alternerà il gioco alla notte, influenzando mostri e oggetti presenti nelle varie location e addirittura gli NPC presenti in città. I negozi, per esempio, saranno aperti solo di giorno, mentre la graziosa ragazza-immagine della caffetteria (con la quale sarà possibile scambiare i voucher) lavorerà solo nel weekend. La caffetteria sarà aperta giorno e notte.Atelier Sophie: Alchemist of the Mysterious Book utilizza i classici scontri a turni, fortunatamente non casuali, ma il battle system del gioco è stato notevolmente rivisto rispetto al passato. Innanzitutto, il party è ora composto da quattro elementi anziché tre/sei, di cui uno in prima linea, due in seconda linea e la stessa Sophie nelle retrovie. Oltre a dover scegliere se ricorrere ad attacchi normali, abilità e oggetti, il giocatore potrà decidere se far assumere ai personaggi delle posizioni di offesa o difesa.

Tre personaggi in posizione offensiva potranno unire le forze ed eseguire potenti combo; i personaggi in posizione difensiva, invece, attiveranno abilità e si proteggeranno a vicenda in caso di attacco nemico. Ciascuna delle due azioni permetterà comunque di riempire la barra catena chiamata "ChainLink", che una volta piena consentirà a tre personaggi in posizione offensiva di ricorrere ai devastanti attacchi finali (molto simili alle cosiddette "Arti Mistiche" che caratterizzano il gameplay della serie Tales of di Bandai Namco). Fino ad oggi la serie Atelier consentiva l'utilizzo di oggetti in battaglia solo ed esclusivamente alla protagonista di turno; in Atelier Sophie: Alchemist of the Mysterious Book, invece, l'eroina potrà utilizzare qualunque tipo di oggetto, mentre i suoi compagni di viaggio avranno accesso unicamente a medicinali e a determinate categorie di strumenti base. Il titolo presenta infine un curioso sistema di affaticamento, indicato da cosiddetti LP per ciascun personaggio: questi diminuiscono col trascorrere dei giorni passati fuori città, comportando una costante riduzione delle statistiche del proprio party. Apparentemente problematico, tale sistema non rappresenta una minaccia reale, a meno che il giocatore non trascorra un numero eccessivo di giorni sulla mappa del mondo. Per ricaricare gli LP, infine, basterà fare un breve salto nel proprio atelier, dopodiché sarà immediatamente possibile ripartire all'avventura.

Il peso del cross-gen

Il punto debole della produzione è sicuramente il comparto tecnico, penalizzato dalla natura cross-gen del titolo. Proposto in Occidente su PS4 e PS Vita, Atelier Sophie: Alchemist of the Mysterious Book è stato rilasciato in madrepatria anche su PS3, ereditandone le limitazioni tecniche. Le ambientazioni tridimensionali e completamente esplorabili presentano sfondi ancora abbastanza poveri e ripetitivi, per l'ennesima volta in netto contrasto coi pregevoli modelli poligonali dei personaggi, ora più nitidi che mai. Per la prima volta nella serie, il titolo vanta per due character designer: NOCO (Shingeki no Bahamut, Sword of Phantasia) e Yuugen (illustratore della serie di light novel "Outbreak Company: moeru shinryakusha").

Il risultato finale è notevole, anche se forse i due stili sono un po' troppo diversi fra loro. La discreta colonna sonora non è molto variegata, eccetto durante le battaglie, dove infatti un sapiente utilizzo delle musiche indicherà la difficoltà dello scontro in corso: affrontando nemici deboli e di livello inferiore al proprio, i combattimenti saranno accompagnati da musiche rilassanti; al contrario, durante boss battle e mostri di livello superiore al party, il tema utilizzato sottolineerà la gravità della situazione. La traduzione dei testi, unicamente in lingua inglese, è abbastanza buona e in fase di esame non abbiamo riscontrato errori degni di nota. Ottimo il doppiaggio in lingua inglese, anche se alcuni personaggi hanno voci fin troppo simili, ma decisamente inferiore a quello originale in lingua giapponese, soprattutto sotto l'aspetto recitativo. Non certo una sorpresa per gli amanti del genere...

Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book Il primo episodio della saga “Mysterious Book” fa ben sperare sul prossimo gioco e sul futuro della serie, rivelandosi un titolo valido e (soprattutto artisticamente) più delizioso dei suoi predecessori. Anche se inizialmente può spiazzare, il gameplay rivisitato è piuttosto intuitivo e ben articolato, e diversamente da quanto avvenuto in madrepatria, la versione occidentale del gioco presenterà già al lancio la difficoltà suprema, denominata “Despair”, la quale farà dannare anche i giocatori più esperti e ribilancerà un gioco non esattamente impegnativo. Buona parte dei fan storici potrà non concordare, ma personalmente approvo e voglio premiare la scelta e il coraggio di Gust Corporation di rendere la sua serie più accessibile a chi non si è mai avvicinato a questo affascinante brand nipponico. La speranza è di vedere finalmente localizzati in italiano i prossimi episodi.

8

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