Recensione Attack on Titan: Wings of Freedom

A.O.T. Wings of Freedom è il nuovo gioco basato sulla serie manga/anime Attack on Titan, popolarissima non solo in Giappone ma anche in Occidente.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Attack on Titan: Wings of Freedom
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Antonello "Kirito" Bello è un Monster Hunter di professione, nonché accumulatore seriale di videogiochi di produzione rigorosamente giapponese. Pare si sia autoesiliato in una dimensione alternativa in cui le personificazioni di SQUARE ENIX, BANDAI NAMCO Entertainment e CyberConnect2 sono sue compagne d’arme nella sanguinosa lotta contro l'odiato dio degli FPS e gli infedeli al suo seguito. È inoltre nemico giurato di DLC e digital delivery. Per qualche strana ragione, ha un’evidente ossessione per le spade e sogna di governare Gamindustri. Purché non sia completamente infognato con qualche JRPG, potete contattarlo via Facebook.

Nato dalla matita dell'allora esordiente Hajime Isayama, L'Attacco dei Giganti (noto in patria come Shingeki no Kyojin) è un manga shounen di genere azione e horror che già nel suo primo anno di pubblicazione ha ottenuto in Giappone un sorprendente quanto immediato successo. Vantando una trama coinvolgente e dai toni molto forti che ha stregato milioni di fan in ogni angolo del pianeta, incluso il nostro Bel Paese, l'opera ha vinto una lunga serie di prestigiosi premi, i quali le sono valsi una serie d'animazione da venticinque episodi (che il prossimo anno sarà ampliata con l'avvento di una nuova e attesissima seconda stagione), due film riassuntivi con scene inedite, due serie di OAV, un lungometraggio live action diviso in due parti, numerosi spin-off cartacei, dei drama musicali e naturalmente anche una nutrita serie di videogiochi. Di questi, solo due sono approdati anche in Occidente, ed il secondo, intitolato A.O.T. Wings of Freedom, è un action game disponibile in Europa a partire da oggi su Xbox One, PlayStation 4, PlayStation 3, PS Vita e PC. Dopo un'attenta analisi della versione PS4, vi riveliamo le nostre impressioni.

L'ultimo baluardo dell'umanità

L'opera è ambientata su una versione post apocalittica del pianeta Terra, dove la razza umana, non più in cima alla catena alimentare, è ormai sull'orlo dell'estinzione a causa di mastodontiche creature antropomorfe che si nutrono esclusivamente di esseri umani. Allo scopo di sfuggire allo sterminio perpetrato dai cosiddetti Giganti, l'uomo si è rifugiato all'interno di una zona fortificata da tre mura alte 50 metri circa e disposte a cerchi concentrici: il Wall Marie, muro esterno che protegge la zona agricola, il Wall Rose, eretto a difesa della zona commerciale, e infine il Wall Sina, protettore della zona amministrativa e della corte del re. Tali costruzioni hanno consentito agli esseri umani di vivere in pace per un intero secolo, ragion per cui la popolazione nutre ormai qualche dubbio sull'esistenza dei famelici esseri che ne minacciano l'esistenza. Eren Jaeger, assoluto protagonista della vicenda, vive nel distretto Distretto di Shiganshina assieme alla propria famiglia e sogna di visitare un giorno il mondo esterno; sfortunatamente, proprio il suo distretto diviene ben presto la prima zona abitata ad essere attaccata dai Giganti dopo oltre cento anni di pace. Il Gigante Colossale ed il Gigante Corazzato, così denominati rispettivamente per dimensioni spropositate ed incredibile robustezza, fugano infatti i dubbi della popolazione creando una breccia nel Wall Maria e provocando di conseguenza la drammatica dipartita di un quinto degli esseri umani ancora in vita. Nuovamente braccato come una bestia da macello e schiacciato dall'ennesima umiliazione, al genere umano non resta che abbandonare il Wall Maria, quindi un terzo del proprio territorio, per rifugiarsi all'interno del Wall Rose. È qui che Eren, la sorella adottiva Mikasa Ackerman e l'amico di infanzia Armin Arelet, scampati miracolosamente al massacro avvenuto nel proprio distretto, decidono di arruolarsi nell'esercito per addestrarsi e un giorno sterminare ogni singolo Gigante. Sviluppato dai ragazzi di Omega Force, divisione di Koei Tecmo Games nota principalmente per la serie Warriors, A.O.T. Wings of Freedom presenta due diverse modalità di gioco. La prima, l'immancabile campagna principale qui denominata Attack Mode, ripercorre molto fedelmente le vicende narrate nella prima stagione della serie animata, svelando qualche gradito episodio inedito non presente nemmeno nel manga originale e fornendo un piccolo assaggio di ciò che avverrà nella prima parte della seconda stagione televisiva. Sebbene il titolo presenti dieci personaggi giocabili, l'utente è chiamato ad affrontare una trentina di missioni di storia vestendo di volta in volta i panni dei soli Eren, Mikasa, Armin e Levi, tenente e miglior soldato di tutta l'Armata Ricognitiva. Grazie al 3D Maneuver Gear, dispositivo tridimensionale alimentato a gas, i soldati possono infatti opporsi alle mostruose creature e sopraffarle: attraverso la pressione dei vari tasti, il dispositivo consente di lanciare due arpioni disposti sui fianchi dei vari personaggi, indispensabili per agganciare qualsiasi oggetto vicino e planare sugli edifici, raggiungere velocemente ogni angolo della mappa di gioco e soprattutto arrivare alle spalle dei Giganti. Non per nulla, il punto debole delle creature è proprio sotto la nuca: un colpo ben assestato permetterà al giocatore di eliminare la maggior parte dei Giganti con una sola, gratificante, spadata. Quella che sulla carta potrebbe sembrare una meccanica banalmente semplice, presenta all'atto pratico una serie di potenziali ostacoli da tener sempre bene a mente: innanzitutto, l'assalto ai danni delle creature dovrà sempre essere supportato da lame ben affilate e soprattutto dalla giusta velocità, incrementabile attraverso la pressione dell'apposito tasto (purché le proprie riserve di gas non siano esaurite), altrimenti il colpo non sortirà alcun effetto ed il personaggio controllato sarà immediatamente respinto.

Anche il fattore tempo, l'ambiente circostante e i nemici nelle vicinanze giocano un ruolo fondamentale nella riuscita dell'assalto: qualora ci si ritrovi ad affrontare un gruppo di Giganti, arpionare la nuca del bersaglio potrebbe risultare particolarmente complicato, poiché non solo occorrerà portarsi alle sue spalle, ma sarà fondamentale evitare i colpi o i morsi aerei di tutti gli altri nemici adiacenti. Non solo, le strutture e soprattutto i Giganti di passaggio potrebbero staccare i nostri preziosi cavi dal bersaglio designato e farci cadere nel vuoto. In alcuni casi, prima di poter arrivare alla nuca del nemico, si renderà necessario amputare quantomeno gli arti superiori, grazie ai quali i Giganti hanno la facoltà di afferrare al volo l'eroe di turno e gli NPC impegnati in missione. Qualora si venga appunto afferrati, la tempestiva e ripetuta pressione di un tasto permetterà di liberarsi, non senza riportare danno; in caso contrario, il personaggio verrà divorato e la missione in corso si chiuderà prematuramente con un fallimento. Per quanto strano, i nostri personaggi non avranno una vera e propria barra della vita, di conseguenza sarà opportuno curarsi con le scorte equipaggiate quasi ad ogni danno subito; in caso contrario, l'eroe controllato risulterà particolarmente lento e in caso di attacco nemico si attiverà il cosiddetto "Focus Time": qualora un Gigante attacchi un personaggio prossimo alla morte, il tempo rallenterà per una manciata di secondi, offrendo al giocatore la possibilità di schivare il colpo.

Per nostra fortuna (o sfortuna, a seconda dei punti di vista), tale modalità potrà essere utilizzata un limitato numero di volte, di conseguenza il tempestivo ripristino dell'energia rimarrà sempre e comunque la miglior soluzione attuabile. Gli unici tre indicatori posti su schermo mostreranno il livello di deterioramento delle lame in uso, la quantità di gas rimasto e la percentuale di caricamento delle abilità speciali (rigorosamente diverse per ciascun personaggio giocabile). Purché si trovi a terra e abbia scorte a sufficienza, il giocatore potrà cambiare le lame in uso e le bombole di gas in qualsiasi momento; in caso contrario, sulla mappa di gioco saranno quasi sempre presenti degli appositi NPC adibiti al rifornimento dell'equipaggiamento. Quest'ultimo, identico per ciascun personaggio, può essere modificato o rinnovato attraverso gli NPC del campo base, consultabili prima di ogni missione; mescolando le materie prime in proprio possesso, il semplice sistema di crafting -ispirato palesemente a Toukiden e al ben più noto Monster Hunter- permette di creare nuove spade, migliorare l'efficacia degli arpioni, la durabilità dei cavi, e così via. La maggior parte dei minerali sono conferiti al giocatore al termine delle varie missioni, ma in alcuni casi si renderà necessario tagliuzzare gli arti dei Giganti: se nella serie TV era assolutamente inutile amputare un braccio o una gamba al nemico, spesso i Giganti di A.O.T. Wings of Freedom celano nei gomiti o nelle ginocchia delle materie prime incredibilmente rare. Un espediente davvero ben riuscito che non solo amplia il gameplay e motiva il giocatore a non uccidere subito il nemico, ma che di fatto premia gli utenti più pazienti e meticolosi. Tra una missione e l'altra, è inoltre possibile acquistare dei cavalli da guerra, indispensabili in quei rari momenti in cui il 3D Maneuver Gear non è purtroppo disponibile. Questi preziosi (e alquanto costosi!) quadrupedi si differenziano gli uni dagli altri per velocità e stamina, infatti ognuno di esseri ha a disposizione una barra di energia che consente di aumentare per brevi lassi di tempo la velocità di andamento. Infine, la seconda modalità offerta dal pacchetto, qui chiamata Expedition Mode, permette di affrontare più di sessanta diverse "Survey Mission", sia in solitaria che online assieme ad altri giocatori.

Scegliendo una delle suddette missioni speciali, i giocatori avranno la possibilità di perlustrare zone completamente nuove ed aumentare la percentuale di esplorazione di cinque ampie aree di gioco; questo consentirà di ottenere equipaggiamenti speciali, rinvenire nuove materie prime e soprattutto sbloccare le missioni di storia facenti parte del brevissimo post-game. Come menzionato poc'anzi, tale modalità può essere affrontata sia singolarmente che in compagnia; esattamente come accade negli hunting game, gli utenti possono creare proprie stanze e invitare gli amici (per un massimo di quattro giocatori), oppure cercare stanze altrui che presentino il medesimo obiettivo. Dal momento che la valutazione finale di ciascuna missione è influenzata dal numero di uccisioni effettuate, dal tempo impiegato e non per ultima dalla quantità di missioni secondarie completate, ci saremmo aspettati una difficoltà ben più elevata durante le sessioni multiplayer, già semplificate dalla presenza di quattro giocatori in grado di dividersi strategicamente i vari ruoli e coprire in breve tempo ogni angolo della mappa di gioco; purtroppo, invece, la difficoltà complessiva fra online e offline è pressoché invariata, semplificando eccessivamente la riuscita e soprattutto l'ottenimento del grado S nel gioco online. Addirittura, gli utenti sconfitti possono essere rianimati da un compagno entro un lasso di tempo relativamente breve (una meccanica presa pari pari dal meraviglioso Toukiden, hunting game anch'esso sviluppato da Omega Force); qualora invece non si rianimi in tempo il compagno svenuto, la missione fallisce miseramente. Durante la nostra lunga prova, tale situazione non si è verificata nemmeno nelle missioni più complicate, ragion per cui siamo convinti che la modalità online, per quanto possa risultare inaspettatamente divertente, necessiti di un opportuno ribilanciamento generale.

Un'impresa quasi titanica

A dispetto della sua natura cross-gen, il comparto tecnico di A.O.T. Wings of Freedom risulta accattivante anche su PlayStation 4 (la versione analizzata per l'occasione). I numerosi quanto splendidi filmati in CG impreziosiscono la narrazione e riescono persino a far impallidire le già ottime animazioni della serie televisiva, mentre i modelli poligonali sono curatissimi sotto ogni aspetto, in particolare quelli dei personaggi umani sono caratterizzati da una superba ombreggiatura. Se la maggior parte dei titoli Omega Force porta sullo schermo centinaia di nemici tutti uguali, A.O.T. Wings of Freedom vanta la bellezza di oltre 130 Giganti diversi, i quali si differenziano non solo grazie ai tratti del volto, ma anche per altezza, stazza, capigliatura, ecc. Al contrario, texture e sfondi, da sempre punti deboli delle produzioni Omega Force, risultano perlopiù deludenti, salvo rare eccezioni come il discreto campo base all'aperto.

Per quanto riguarda il comporto sonoro, la produzione vanta una colonna sonora abbastanza vasta, in grado di amalgamarsi perfettamente con la narrazione; per la gioia dei fan, l'eccellente doppiaggio originale in lingua giapponese presenta lo stesso cast della serie anime, composto principalmente da alcuni dei più quotati e talentuosi doppiatori dell'industria nipponica (giusto per citarne uno, è impossibile non apprezzare la straordinaria performance che Hiroshi Kamiya, già doppiatore di Trafalgar Law in ONE PIECE, ha realizzato sul personaggio di Levi Ackerman). La traduzione dei testi, ancora una volta solo in lingua inglese, scorre molto bene e non presenta errori degni di nota; qualche frase è stata tradotta troppo alla lettera dal giapponese, risultando magari legnosa, ma per nostra fortuna le battute incriminale sono giusto una manciata.

Attack on Titan: Wings of Freedom Dopo il fiasco clamoroso registrato da Shingeki no Kyojin: Humanity in Chains, titolo disponibile in esclusiva digitale su Nintendo 3DS già dallo scorso anno, non ci aspettavamo una nuova trasposizione videoludica della serie in tempi tanto brevi; per nostra fortuna, i ragazzi di Omega Force hanno confezionato un titolo ben superiore alle aspettative, di certo quello che tutti i fan di Attack on Titan meritavano. Nonostante una mappatura dei comandi un po’ ostica, soprattutto nelle prime ore del gioco, il titolo vanta una gameplay solidissimo e divertente, capace di replicare perfettamente quanto visto nell’opera originale. Pecca del gioco è forse la scarsa longevità della campagna principale, la quale, fatta eccezione per le cinque missioni post-game, può essere completata in meno di dieci ore. Il pacchetto presenta comunque una valida modalità online che di certo terrà incollati per giorni e giorni tutti i numerosi appassionati della serie. Personalmente, mi auguro che questo riuscito esperimento sia solo l’inizio di una fortunata serie e che Omega Force, il prossimo anno, ci delizi con un nuovo episodio ampliato dai contenuti dell’imminente seconda stagione televisiva.

8.4

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