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GamesCom 2015 Dal 05/08/2015 al 09/08/2015

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Recensione Avalon Code

Se il mondo finisce, basta rileggerlo, pagina dopo pagina

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Troppi capolavori su DS? E se ne aggiungessero un altro?

Non è una sorpresa che il DS sia la console delle meraviglie. Pur non amando il gioco portatile, pur avendo qualcosa in contrario con l’odierna filosofia di Nintendo, pur odiando touch-screen e pennini assortiti, è oggettivo che la softeca della piccola console a due schermi sia un vero Valhalla per ogni videogiocatore che si rispetti. Quale che sia il vostro genere preferito, ne troverete sempre un ottimo rappresentate, senza parlare dei must-have, che si sprecano.
La domanda quindi diventa una sola: ha ancora qualcosa da dire e da dare il DS? La risposta, se possibile, è più che scontata: sì. Prendete per esempio l’attenta e lungimirante Rising Star Games e unitela all’esperta Matrix Software, già a lavoro su altri RPG per DS. Ora unite queste due aziende con un’idea geniale e due schermi di cui uno tattile e lasciate cuocere per un paio d’anni, gli stessi che abbiamo dovuto attendere per la pubblicazione del gioco in Europa. Il risultato è Avalon Code, action RPG che creò un modesto hype quando venne annunciato ufficialmente, ma che riuscì a farsi amare da critica e pubblico in pochissimo tempo dalla sua release.

A volte ricominciare da zero è l’unica via

Il prodotto Rising Star comincia subito fortissimo: il mondo è corrotto, troppo per essere salvato o ricondotto sulla giusta via. Meglio distruggerlo, allora, e ricominciare da zero. Su DS si erano lette premesse molto simili già con Sands Of Destruction, discreto RPG prodotto da Sega, ma in questo caso le divinità che governano il corso degli eventi hanno deciso di pensare anche alla conseguente ricostruzione. Il protagonista della vicenda infatti, un ragazzo o una ragazza a seconda dei vostri gusti, in apertura entrerà in possesso del Libro Della Profezia. Tramite questo tomo, con l’aiuto di Rempo, uno spiritello che abita le sue pagine, saremo chiamati a un compito molto semplice: registrare direttamente sul libro qualsiasi elemento degno di essere salvato e poi riprodotto nel nuovo mondo. Ciò si tradurrà in un viaggio per tutto il mondo alla ricerca di persone, fiori, cose e persino mostri da esaminare e imprimere tra le pagine del libro.
La trama insomma ha un sapore indubbiamente particolare, pur cominciando in un modo alienante: di fronte alla notizia che il mondo sta per essere distrutto, il protagonista non batterà ciglio, lasciandosi guidare senza fiatare da Rempo. Glissando su questo episodio tuttavia, la storia così come i dialoghi tra i personaggi, denotano una certa cura e una chiara intenzione a sfuggire almeno parzialmente dai classici stereotipi. Il risultato è insomma piacevole: pur non riuscendo del tutto a creare qualcosa di assolutamente originale, la trama non cade mai eccessivamente nel banale supportata com’è da dialoghi densi ora di pathos ora di un pizzico di ironia.

Ad ognuno il proprio Codice

Dopo il preambolo insomma vi ritroverete a vagare nel mondo fantasy e medievaleggiante di Avalon Code. La prima cosa che noterete sarà la particolarità della resa del menù. Il touch-screen infatti sarà perennemente occupato dalle pagine del Libro Della Profezia. Giocando con l’indice e sfogliandolo potrete aprire la mappa del luogo, salvare la partita, scorrere tra gli oggetti e personaggi che avete esaminato e gestire il vostro equipaggiamento. Il sistema è indubbiamente intrigante e stimolante, ma è anche vero che risulterà qualche volta lento e macchinoso.
Tra un villaggio e un altro, tra PGN con cui scambiare quattro chiacchiere e sub-quest da portare a termine, avrete modo di accorgervi della grande particolarità di questo titolo. Non ci stiamo ovviamente riferendo al combat system in sé. Ogni battaglia infatti avviene completamente in tempo reale con due tasti per attaccare e uno per difendersi. Il tutto è insomma abbastanza classico e riesce sempre a divertire il videogiocatore grazie a un ritmo di gioco sostenuto e a battaglie rapide, dove tuttavia il giusto approccio contro ciascun nemico andrà ben ponderato.
La particolarità, dicevamo, è rappresentata dal Codice. Ogni qual volta che esamineremo e imprimeremo tra le pagine del Libro un personaggio o un oggetto, si creerà una pagina ad esso dedicato. Qui saranno contenute diverse informazioni: punti salute, nome, particolarità e così via. Tra i tanti parametri presenti c’è anche il Codice sopracitato, che altro non è se non una griglia composta da tre righe e tre colonne. Queste possono essere riempite con delle effigi dalla diversa lunghezza e forma. Ognuna di queste è capace di donare un potere o un’abilità particolare all’oggetto o al personaggio che la possiede. Voi, agendo direttamente sul Codice dunque, sarete in grado di aggiungere o togliere queste figure cambiando completamente i suoi connotati. Fare un esempio pratico, in questo caso, renderà più semplici le cose. Il vostro set iniziale di spade potrà acquisire più poteri se inserirete nel loro codice l’effige del fuoco. Un personaggio ammalato potrà guarire se gli toglierete la figura che segna la malattia. Non solo, ma un nemico molto potente potrà essere indebolito con le giuste manipolazioni del suo Codice. Naturalmente in questo caso il contrappasso consisterà in una sensibile diminuzione dei punti esperienza che otterrete al termine della battaglia. Il sistema è estremamente stimolante, per quanto soprattutto all’inizio faticherete e non poco ad entrare nel meccanismo. Non solo, ma certe immagini non riescono a rendere l’idea della caratteristica di cui sono portatori. In alcuni e rari casi insomma dovrete procedere per tentativi, per ottenere gli effetti sperati.

Problemi di punteggio e piccoli accorgimenti

Giocare con il Codice sarà poi necessario per far crescere il punteggio del Libro Della Profezia. Già perché ogni pagina ne avrà uno e se vorrete completare del tutto Avalon Code, o se volete rendere il Libro Della Profezia più completo e generoso di informazioni, dovrete raggiungere lo score massimo. Per farlo dovrete esaminare ogni oggetto sensibile presente nello scenario e naturalmente potenziare il più possibile il Codice di ogni target impresso.
Il gameplay inoltre si completa con due altre piccole feature marginali, ma comunque interessanti. La prima riguarda la struttura dei dungeon. Questi infatti si compongono di una serie di stanze che per essere superate richiederanno di volta in volta il raggiungimento di un piccolo obiettivo. Per esempio dovrete ripulirne dalla presenza di nemici o attivare un certo numero di interruttori e così via. A seconda poi del tempo impiegato verrete premiati con una medaglia d’oro, d’argento o di bronzo. Questo incedere all’interno dei dungeon è sicuramente particolare rispetto a tanti altri giochi del genere, ma non appesantisce mai il gameplay, che scorre liscio grazie anche alla scelta di utilizzare un combat system interamente in tempo reale, con nemici sempre visibili sul campo di battaglia.
L’altra caratteristica riguarda un attacco speciale del protagonista. Ottenuta una determinata abilità sarete in grado, letteralmente, di lanciare il vostro nemico sempre più in alto fino a fargli raggiungere lo spazio aperto. Il tutto, oltre ad essere molto coreografico, necessita della pressione di un tasto con un ottimo tempismo. Riuscire in quest’impresa non solo vi farà sentire molto potenti e forse pure un po’ cattivi, ma verrete premiati con il riempimento della barra della magia. Ciò in alcuni casi sarà non solo vitale, ma anche strategicamente utile.

Un Codice lungo e ben impacchettato

Il motore grafico di Avalon Code è interamente in 3D. Il risultato merita indubbiamente un applauso, nonostante come di consueto, il DS soffra un po’ di problemi di risoluzione quando durante le zoomate si tende ad entrare nel dettaglio. Nonostante ciò animazioni, modelli poligonali e texture sono di ottima fattura dimostrando anche su questo aspetto una grande cura.
Un discorso simile può essere fatto tranquillamente anche sul sonoro. Le musiche sono tutte ispirate e si adattano sempre alla situazione. Gli effetti sonori sono azzeccati e mai eccessivamente invasivi. Un applauso infine al doppiaggio: pur non essendo moltissimi i dialoghi che godono del parlato questi sono ben recitati.
Infine parlando di longevità, saranno necessarie non meno di 25 ore per completare la trama principale di Avalon Code. A queste poi vanno aggiunte quelle che utilizzerete per completare le sub-quest e, impresa veramente ardua, per raggiungere tutti i punteggi massimi in ogni pagina del Libro Della Profezia.

Avalon Code Il titolo prodotto da Rising Star Games non fa altro che confermare l’ottimo stato di forma e la grande intelligenza di questo publisher. Avalon Code è un ottimo GDR action che intrigherà non solo gli amanti del genere, ma anche tutti coloro alla ricerca di un gioco leggermente diverso dal solito. La trama e la meccanica legata ai Codici sono due elementi azzeccati capaci di motivare continuamente il videogiocatore. A questi vanno poi aggiunti un combat system in tempo reale non troppo profondo, ma funzionale e divertente, una longevità più che buona e un comparto grafico-sonoro di prim’ordine. Se stavate aspettando l’ennesimo must have per DS, l’avete appena trovato. Evitatelo solo se siete allergici al genere, se non potete sopportare l’idea che il mondo, per essere migliore, deve prima essere distrutto o se l’inglese per voi è una lingua sconosciuta. Sfortunatamente infatti, manca la localizzazione nella nostra lingua.

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