Recensione Avatar: Il Videogioco

Arriva Avatar anche su Iphone, con un Action Adventure interessante

Versione analizzata: iPhone
recensione Avatar: Il Videogioco
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • Pc
  • Psp

La trasposizione videoludica di Avatar anticipa l’uscita della controparte di celluloide, sbarcando nell’AppStore con un titolo completamente staccato dalla trama del film, in cui vengono trattati i fatti accaduti vent’anni prima. Gameloft, dopo Terminator Salvation, si imbarca ancora una volta nell’esplorazione dell’infelice mondo dei tie-in, universo generalmente poco attraente per il videogiocatore (con molti titoli non proprio all’altezza dei brand da cui sono tratti). James Cameron’s Avatar stupisce però i possessori di iPhone, grazie ad una tecnica all'avanguardia, e si conferma, con N.o.v.a., uno dei titoli migliori del parco giochi disponibili per il melafonino.

Non è ciò che sembra

La narrazione dei fatti si discosta di vent’anni dal racconto principale del lungometraggio, e mette in evidenza la storia di Neytiri Dis’Kahan A’itey, abitante del popolo del cielo. In particolare svela le vicende del primo Avatar e di come sia entrato in contatto con la popolazione autoctona di Pandora. Dopo un tragico incidente in cui perde moglie e figli, il protagonista riesce a farsi reclutare in un progetto top-secret, Avatar appunto. Lo scopo della missione è esplorare Pandora, una luna molto lontana abitata da Na’vi e Stringbat, due popoli antropomorfi in costante lotta. Ben presto la missione diventa però una sorta di salvataggio dei Na’vi, dato che il soldato a un certo punto della trama decide di schierarsi tra le loro fila e difenderli dall’invasione terrestre. Avatar è il classico titolo in cui il lite motiv si consuma nell’esplorazione dell’ambiente di gioco. Il gameplay ereditato dal prodotto per Iphone è quello di un canonico Action/Adventure: una buona dose d’azione ed una spruzzata di platform. A disposizione dell'utente troviamo, sull'ampio schermo dell'Iphone, un joypad virtuale, con cui muovere Ryan e sfruttare i tasti preposti al salto ed agli attacchi fisici. L’eroe può anche contare su una forza sovrannaturale, denominata Anima di Eywa, attivabile sempre tramite un'icona e potenziabile grazie a degli speciali orb azzurri, in sostanza veri e propri spiriti. La struttura di Avatar vanta di un approccio all’avventura molto dinamico, che cambia tra i vari capitoli, grazie ad una scelta stilistica azzeccata e garante di una discreta varietà di gioco. Inizialmente il racconto di Ryan, spesato nel nuovo mondo, si concretizza in un platform game in cui l'unica preoccupazione dell'utente sarà costituita dagli ostacoli ambientali. Ma quando la trama si infittisce Avatar diventa una sorta di piccolo free-roaming, dove è necessario accettare e portare a termine missioni di salvataggio, alternando il tutto con fasi a cavallo di un grosso animale volante. Per tutta l'avventura resta comunque preponderante la componente esplorativa, mentre l'avanzamento richiede colpo d'occhio e perfetto tempismo. Le piattaforme e gli ambienti presenti su Pandora obbligano l’utente a saltare molto spesso da un bordo all’altro, oppure scivolare su vegetali a mo di toboga; guidare Ryan diventa quindi davvero impegnativo. Se la fase esplorativa è la componente su cui gli sviluppatori hanno incentrato maggiormente la loro attenzione, l’implementazione dei combattimenti non poteva che risentirne, e così  effettivamente è stato: per tutto il corso dell’avventura Ryan può contare su un numero esiguo di armi e un sistema di impatto dei colpi non proprio all’altezza. Fortunatamente, almeno dal punto di vista visivo, Avatar compiace: le mosse di Ryan risultano davvero spettacolari. Si può quindi chiudere un occhio di fronte ad un fighting sistem molto esile, o a qualche imperfezione nel calcolo delle distanze a seguito di un salto.

Parola d'ordine: Perfezione

Avatar mostra le unghie proprio quando si va ad analizzare il suo comparto tecnico. Menzione d'onore, ad esempio, per un motion engine particolarmente ispirato, in grado di ricreare ambienti interni ed esterni davvero convincenti. Il numero dei poligoni utilizzato per la creazione dei personaggi sullo schermo vanta di cifre esorbitanti, in modo da garantire una visione dei dettagli precisa, quasi certosina. Gli stessi giochi di luce hanno un ruolo fondamentale in Avatar, grazie ad uno sfruttamento della Cpu di iPhone davvero massivo. Certo, di fronte a tante meraviglie, era davvero impensabile la totale gestione automatica della telecamera; fortunatamente la regia dinamica è davvero eccellente, e segue in maniera perfetta i movimenti del giocatore. Stesso plauso va alle tracce audio scelte per il contesto e amalgamate perfettamente durante tutta la durata dell’esperienza ludica. Completamente localizzato in italiano a livello testuale, il parlato rimane invece totalmente in inglese, mentre non è possibile disattivare l’audio di gioco in favore della riproduzione musicale tramite iPod interno.

Avatar: Il Videogioco James Cameron’s Avatar per iPhone è indubbiamente un buon titolo, soprattutto grazie alle caratteristiche tecniche che vanta. Tuttavia il notevole impegno tecnico ha fatto in modo che il team dovesse giocoforza tralasciare alcuni aspetti, e questo ha piegato un poco il sistema di combattimento, non sempre interessante e poco vario. Ma al di là di questo l’avventura di Ryan Lorenz risulta piacevole da affrontare e molto convincente anche nel fattore trama, magari non di rara originalità ma senza dubbio intrigante.

8

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