Q&A Domande e Risposte Oggi alle ore 16:00

Rispondiamo a tutte le vostre domande e curiosità!

Recensione Babel Rising

Un Castle Defence in cui dovremo impedire la costruzione della torre di Babele

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPhone

Il risvolto deistico si fa rivedere su AppStore: dopo Pocket God, che ci metteva nei panni di un dio volto a rendere la vita impossibile ad una manciata di poveri indigeni, ad abitare le pagine del catalogo Apple oggi troviamo Babel Rising, la creazione di un giovane studio britannico.
Il mito della torre di Babele è noto a tutti: gli uomini di tutto il mondo, che parlavano la stessa lingua, decisero di costruire un imponente edificio che fosse abbastanza alto da raggiungere Dio, che ovviamente, non vedendo di buon occhio la cosa, si oppose in ogni modo a quel presuntuoso progetto confondendo gli idiomi delle varie popolazioni e rendendone impossibile la comunicazione.

Dio, vuoi imparare ad utilizzare i tuoi poteri?

Avviato il gioco, sarà questa la domanda cui saremo messi di fronte, seguita da una breve serie di tutorial atta a farci prendere la mano con i modi d’uso dei nostri poteri da Dio, tramite brevi righe ed immagini didascaliche che ci illustreranno i semplici movimenti da compiere sullo schermo multitouch del piccolo di Apple.
Ma cos’è, insomma, Babel Rising? L’unico scopo del gioco, che è poi il leit motiv su cui s’impernia l’intera meccanica, è quello di impedire agli umani di costruire quella che vuole rappresentare la torre di Babele, usando, com’è lecito attribuire ad un Dio, tutta una serie di poteri che disegneranno vere e proprie catastrofi su schermo, a scapito dei poveri lavoratori che, comunque, non demorderanno. L’uso di queste potenzialità è, com’è facile pensare, totalmente adibito alle dita: cliccando su un operaio, ad esempio, lo schiacceremo col “dito di Dio”; facendo scorrere due dita in orizzontale sullo schermo, invece, provocheremo un’onda che andrà a travolgere tutti gli umani; mentre disegnando una traiettoria dall’alto verso il basso potremo investire i nostri poveri target con un potente fulmine (per sentirci molto Zeus che scaglia saette a destra e a manca).
I poteri, in tutto, sono sei (sette, se ne consideriamo uno speciale), e preferiamo non rivelarne altri per non rovinare l’effetto sorpresa del gioco. Ognuno di questi, comunque, è rappresentato da un’icona a schermo che ci dirà quando è pronto per essere usato: i poteri più deboli, ovviamente, si caricheranno più velocemente e potranno essere usati più di frequente rispetto agli altri, che richiederanno invece una maggiore parsimonia nell’uso, oltre che a molto più tempo per caricare.
Ma, si sa, la vita di un dio non è poi così semplice come vorrebbero farci credere. Nell’angolo in basso a destra dello schermo è presente un contatore che indica gli operai già eliminati, che crescerà vorticosamente con il numero di uomini presenti su schermo e con l’avanzare dei minuti di gioco. Il ritmo, infatti, se durante le prime battute è lento e limitato a qualche lavoratore per volta, superati i 5-6 minuti conoscerà un’instancabile crescita che porterà a decine di figure su schermo da eliminare nel modo più saggio possibile.
Il gioco, anche alla luce di questo, presenta una curva di difficoltà che mal si sposa con la tranquillità di chi vuole passare qualche minuto di divertimento “mordi e fuggi”: lo scorrere dei minuti coinciderà con un progressivo aumento del livello di sfida e, di conseguenza, della frustrazione per chi non è particolarmente avvezzo al genere. Gli sforzi fatti, comunque, saranno ricompensati da vari trofei guadagnabili, ad esempio, eliminando un tot di operai con lo stesso potere, o resistendo per un certo numero di minuti.
E’ però alla voce “modalità di gioco” che Babel Rising presenta le maggiori lacune: non c’è varietà nelle meccaniche del titolo, e l’unico scopo, come accennato in precedenza, è impedire agli umani di costruire la loro torre, senza limiti né obiettivi particolari. La modalità principale (in realtà sono due, ma con differenze minime) è comunque divertente e riesce a tenere impegnato il giocatore per un tempo sufficiente da consigliare l’acquisto (specialmente ad un prezzo che è quasi simbolico), ma crediamo che alla lunga, vista la mancanza di sproni e obiettivi specifici da portare a termine, possa annoiare e lasciare il posto a prodotti più divertenti e sfaccettati.

I colori della divinità

Per quanto riguarda la resa visiva e sonora del prodotto, affermare che Babel Rising usa al massimo le capacità tecniche dell’iPhone sarebbe mentire. Ma gli anni di esperienza e l’industria videoludica ci hanno insegnato che non sempre è a più alte prestazioni tecniche che corrisponde una maggiore piacevolezza visiva: il prodotto britannico, infatti, pur non potendo vantare chissà quale numero di poligoni o effetti speciali mossi su schermo, riesce a distinguersi per design ed eleganza. Lo stile è volutamente essenziale, ma fa della semplicità il suo punto di forza: le figure degli operai si fondono bene col contesto - del tutto desertico - che caratterizza gli sfondi (a cui va una menzione speciale per l’efficacia con cui sono realizzati, nonostante siano statici e non presentino alcuna possibilità interattiva), e lo stesso vale per le animazioni, che anche mostrando una certa ripetitività e meccanica fissa riescono a non stonare con tutto il resto.
Altra nota di merito riguarda la caratterizzazione degli effetti speciali, che soprattutto in abbinamento ai gridolini dei poveri malcapitati, danno l’idea di catastrofi volute da un dio.
Ed a proposito, un giudizio analogo va al lato sonoro del titolo: i ritmi e i temi che accompagnano le piaghe che affliggeremo all’umanità sono gradevoli e mai invasivi, così come gli effetti sonori dei lavoratori e dei poteri.

Babel Rising Babel Rising è uno di quei prodotti con cui passare qualche minuto alla fermata dell’autobus. La formula diverte, sì, ma purtroppo, a causa della ripetitività che presenta, non riesce ad ambire al lungo periodo, e soprattutto per una spiazzante povertà di modalità di gioco, l’esperienza ludica resta confinata a pochi minuti per volta. Consigliamo comunque l’acquisto a chi abbia voglia di un prodotto discretamente riuscito, che riesce a combinare egregiamente riflessi e strategia, ma che trova nella varietà il suo maggiore difetto. Niente a che vedere con le situazioni e la fantasia di Pocket God.

6.8

Che voto dai a: Babel Rising

Media Voto Utenti
Voti totali: 94
6
nd