Recensione Batman: Arkham Origins

Il Cavaliere Oscuro si mostra su PC in tutta la sua maestosità tecnica.

Batman Arkham Origins: Cold, Cold Heart

Videorecensione
Batman Arkham Origins: Cold, Cold Heart
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPhone
  • iPad
  • Wii U
  • Android Games
  • Pc
Alessandro Sordelli Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Negli ultimi dieci anni il genere supereroistico ha subito una brusca e ripida impennata, con un pubblico sempre più curioso e interessato ai protagonisti che hanno fatto la storia del comic americano. Gran parte del successo lo dobbiamo indubbiamente al cinema, a Marvel Entertainment, DC Comics, nonché a registi come Christopher Nolan, Sam Raimi, Jon Favreau e ancor prima di loro un Tim Burton che ha gettato importanti basi creative e di linguaggio, ridefinendo e influenzando a sua insaputa gli stessi fumetti che aveva preso come ispirazione e chiave di lettura per le sue opere cinematografiche (questo non solo grazie a Batman e Batman Forever, ma anche a gran parte della sua filmografia di regista esordiente). Tra i supereroi degli albi spillati, Batman è senza dubbio alcuno uno dei più amati dal pubblico, forse il più apprezzato in assoluto sin dalla Modern Age - da metà degli anni '80 circa - decennio caratterizzato da produzioni cupe, tenebrose, ricche di sangue e violenza, nelle quali spiccano The Dark Knight Returns di Miller, Swamp Thing di Moore e il fumetto maturo dell'etichetta indipendente Vertigo, nel quale militano svariati autori inglesi destinati a lasciare un grosso segno nel panorama fumettistico mondiale. Oggi crediamo non ci sia mezzo migliore del videogame per raccontare il supereroe più tenebroso che ci sia. Batman: Arkham Origins assurge così a diventare il titolo videoludico emblema del personaggio, il faro che nella notte proietta il simbolo del pipistrello sulle nubi di Gotham City, un action adventure dall'impostazione free roaming ambientato in una violenta e oscura metropoli dove è sempre notte, anche di giorno. Dopo aver irretito i giocatori con ben due capitoli, RockSteady Studios passa il testimone al publisher Warner Bros. Games, che delega lo studio di Montréal allo sviluppo di una terza IP, un prequel per l'esattezza, che racconti le vicende che hanno trasformato Batman da semplice vigilante a eroe e simbolo di Gotham City, nonché di un'intera generazione di nerd e videogiocatori.

IL CAVALIERE OSCURO COLPISCE ANCORA

Lo sviluppo narrativo di Arkham Origins è molto semplice, e al pari dei precedenti episodi, è da considerarsi come un susseguirsi di incontri/scontri, alla stregua di un'annata di albi a fumetti che ci porta a visitare ogni remoto e fumoso angolo di Gotham City, incontrando molti dei più importanti villain affrontati dal cavaliere oscuro. Proprio come nei vecchi capitoli videoludici, i nemici da combattere sono moltissimi, e pur mancando qualche interessante super-cattivo come Two-Face, Scarecrow, Ra's Al Ghul e Mr. Freeze, il team di sviluppo ha pensato bene di inserire alcuni personaggi meno conosciuti dell'universo DC ma altrettanto efficaci, anche per dare un nuovo carattere all'impianto ludico-narrativo. Le vicende di Batman: Arkham Origins hanno luogo in una nevosa vigilia di Natale, la peggiore che si possa immaginare per via della criminalità dilagante, e nella quale la violenza e all'ordine del giorno. Nella prigione di Arkham il killer seriale noto con lo pseudonimo di Calendar Man sta per essere giustiziato. Ma qualcosa va storto e il carcere è preso d'assalto dagli uomini di Maschera Nera, intenti a liberare il loro boss. Ciò che ne segue lo possiamo benissimo immaginare: tutti sistemi di sicurezza del penitenziario vengono compromessi e i più pericolosi criminali di Gotham si riversano in città. Non è una novità, penserete voi, ma purtroppo qualcuno ha pensato bene di mettere una taglia sulla testa di Batman. In questo prequel videoludico, Bruce è ancora giovane ma tutt'altro che inesperto, appena rientrato a Wayne Mannor da un misterioso viaggio che l'ha portato ad apprendere nuove tecniche di combattimento e discipline d'arti marziali.

"Le vicende di Batman: Arkham Origins hanno luogo in una nevosa vigilia di Natale, la peggiore che si possa immaginare per via della criminalità dilagante, e nella quale la violenza e all'ordine del giorno."

Nonostante la natura free roaming del titolo, la storyline ad opera di Warner è sostanzialmente lineare, con una trama principale dalla quale si dipanano missioni secondarie e attività facoltative, in maniera non diversa da quanto visto nei precedenti episodi targati Rocksteady. Alla cattura di gran parte dei super-criminali di Gotham City, feccia della fumosa metropoli, si aggiungono i classici "collezionabili" ormai presenza fissa di ogni open world che si rispetti. Una delle novità più divertenti e interessanti sono le Missioni Detective, che ci portano ad investigare sulle scene del crimine di casi irrisolti, con le strumentazioni sofisticate e fantascientifiche che solo un milionario come Bruce Wayne può possedere. Infine non possiamo non menzionare i mini-giochi e le micro attività offrerte da Enigmista, moltissime, variegate e decisamente stimolanti. I personaggi sono, come in passato, eccezionalmente caratterizzati, a partire dal protagonista, fino ai personaggi secondari e ai nemici che dovremo affrontare. La visione videoludica del Batman di Warner (e prima di RockSteady Studios) è quella di un eroe misterioso, schivo, solitario, che preferisce agire di testa propria, spesso contravvenendo le regole e andando contro il sistema per cui combatte. Negli episodi precedenti abbiamo visto il cavaliere oscuro collaborare con il Commissario Gordon, Catwoman, Oracolo e altri personaggi del DC Universe, ma la sua natura di "eroe romantico" (quello tratteggiato da tanti autori negli ultimi decenni) lo vede vagare solitario tra gli altissimi palazzi di Gotham City, privato della consuetudinaria "spalla" conosciuta anche dal pubblico meno esperto con il nome di Robin. Alfred invece assurge classicamente a ruolo di coscienza: un po' come il Grillo Parlante per Pinocchio è la guida spirituale di Bruce Wayne/Batman, l'unica persona che lo conosce veramente e che ne custodisce i più intimi segreti e paure. Nell'universo videoludico realizzato da Warner, Alfred ha un passato nebuloso: prima di arrivare a casa Wayne infatti, pare aver militato tra agenzie governative e corpi speciali delle forze militari.


BOTTE DA ORBI

Salvo qualche miglioramento del timing degli attacchi e un'ottimizzazione del già ben noto armamentario, il battle system di Arkham Origins non è portatore di particolari novità al franchise di Batman. In qualità di action in terza persona, l'uso di un joypad controller è caldamente consigliato. Noi abbiamo giocato con un pad Xbox 360 che, seppur problematico per quanto riguarda la croce direzionale, si è rivelato la scelta migliore per un approccio dinamico e veloce. Il gameplay è stato reso un po' più semplice ed immediato, adatto ora anche agli utenti davvero poco avvezzi al genere: venire colpiti alle spalle dal nemico o cadere a terra privi di senso non è però così difficile, specialmente nelle fasi di gioco avanzate, quando ci scontreremo con varie tipologie di avversari ma soprattutto quando avremo a che fare con nutriti gruppi di scagnozzi. Il sistema di lock automatico del rampino è stato notevolmente migliorato, ed ora è davvero difficile che il cavaliere oscuro si aggrappi laddove non vogliamo. L'esplorazione è semplificata da un sistema quick travel che, al pari di tanti free roaming sulla scena, ci permette spostamenti veloci tramite accesso alla mappa di gioco. Per fare ciò dovremo però prima sbloccare le varie torri radio dislocate sul territorio cittadino, eliminando i nemici presenti in loco e risolvendo prove più o meno complesse dell'Enigmista. Penetrare nei sistemi di sicurezza non è mai stato tanto semplice e divertente, non solo grazie al Sequenziatore Criptografico (già visto nei primi due episodi), ma anche al

"Salvo qualche miglioramento e un'ottimizzazione, il battle system di Arkham Origins non è portatore di particolari novità al franchise di Batman."

Disturbatore, in grado di mettere fuori gioco sistemi elettronici, armi da fuoco comprese. Per quanto riguarda il combattimento, l'aggiunta più interessante sono i guanti elettrici di Electrocutioner, che ci permettono di friggere i nemici con potenti scariche elettriche. Il nuovo strumento offensivo torna particolarmente utile quando siamo letteralmente circondati dai nemici e non riusciamo ad effettuare i numerosi contrattacchi richiesti, ma anche in alcune particolari bossfight. Nonostante i miglioramenti generali di un terzo episodio sostanzialmente ripulito e perfezionato, in Arkham Origins ritroviamo alcuni piccoli difetti già visti nei capitoli Asylum e City. Tra queste è doveroso menzionare l'eccessivo scripting di qualche sequenza di gioco, in particolare nei combattimenti contro i nemici giurati di Batman, alla quale si aggiunge la ripetitività di alcuni playthrough. Le bossfight sono arricchite da spunti interessanti, con variabili spesso inattese e costellate da numerosi quick time event. La longevità si attesta tra le 20 e le 25 ore di gioco, a seconda delle side mission completate, al quale si aggiunge una discreta rigiocabilità: il gioco è infatti affrontabile a diversi livelli di difficoltà e, a gioco completo, potremo affrontare nuovamente l'avventura nella modalità "Plus", con grado di sfida maggiorato e già tutte le abilità precedentemente sbloccate. Ovviamente non si possono dimenticare le modalità online e le varie sfide per il multiplayer, una curiosa e interessante variabile alla quale abbiamo già scritto uno speciale tutto dedicato.

UN FARO NELL'OSCURITÀ

Peculiarità e cavallo di battaglia di Batman Arkham Orgins è il comparto tecnico. Il design di ambienti e personaggi si pone tra il realistico e il fumettoso, con uno stile ibrido che ha in larga parte contribuito al successo della serie. Il costume del cavaliere oscuro ne è il chiaro esempio, perfetto nella forma e curatissimo nei dettagli per quello che, non abbiamo paura di dirlo, è uno dei migliori costumi di Batman di sempre, pur guardando a comic, cinema e videogame. I villain non sono da meno, caratterizzati da vestiari e abiti che strizzano l'occhio alla tradizione degli albi cartacei, pur non disdegnando un certo design alternativo: se Joker è infatti vestito del classico abito viola dal taglio elegante con gilet annesso, Anarky osa con un vestiario moderno composto da hoodie e giacca imbottita. Ma la vera protagonista di Arkham Origins è, come per il precedente episodio, la città di Gotham City, metropoli cupa e tenebrosa, più affascinante e ricca che mai anche grazie ad un'ambientazione invernale in grado di valorizzarla enormemente. Gli scenari non sono affatto ripetitivi, modellati con gran talento e supportati da texture dal gran dettaglio. Al campionario grafico si aggiungono numerose nuove animazioni, specialmente per le scene di azione e di combattimento: la qualità è davvero molto elevata, corroborata dal motore fisico PhysX di NVIDIA e da uno dei migliori sistemi di collisioni mai visti fino ad ora. Sono purtroppo presenti alcune animazioni facciali un po' grezze e poco rifinite, ma nulla che possa minare un'esperienza di gioco emozionante e incalzante.

"Il design di ambienti e personaggi si pone tra il realistico e il fumettoso, con uno stile ibrido che ha in larga parte contribuito al successo della serie."

Alle sequenze di lotta interviene un'intelligenza artificiale evoluta e ben implementata: nelle sequenze stealth infatti i nemici si guarderanno attorno cercando di individuarci, agendo in risposta alle nostre azioni e movimenti.
Abbiamo testato il titolo con il PC redazionale - Intel i7 3770K @4GHz, 16GB di RAM DDR3 @1866Mhz - e due diverse schede di fascia alta della famiglia GeForce di NVIDIA, ovvero la GTX 780 Ti, ultima uscita per l'azienda californiana, e la più vecchia GTX 680, in grado comunque di esprimersi al meglio con tutti i più esigenti titoli dell'attuale mercato, Arkham Origins compreso. Le impostazioni di gioco utilizzate prevedono tutti i filtri attivi e massimizzati, con effetti PhysX elevati, antialiasing TXAA GeForce, mentre ambient occlusion, profondità di campo, ombre dinamiche e geometrie sono ottimizzate per girare sotto DirectX 11. I risultati che abbiamo raccolto si rivelano ottimi in entrambi i casi, con un framerate medio di 83.4fps per la 780 Ti e 60.2fps con la sorella minore. Il valore più basso (registrato su diverse sessioni da 10 minuti l'una) è di 44 frame, per un'esperienza comunque fluida e godibile in ogni occasione. Le schede video dell'azienda verde si rivelano quindi il miglior partito per muovere gli ingranaggi dell'Unreal Engine e dei numerosi middleware adottati da Warner, tra cui figurano il già citato PhysX, FaceFX per volti e animazioni facciali e SimplyGon per l'ottimizzazione delle geometrie.
Nonostante un engine ormai ampiamente rodato, il titolo di Warner Bros non risparmia qualche bug sul comparto grafico e sul gamplay, problematiche che hanno spesso fatto sì capolino, senza tuttavia creare grossi problemi per la corsa al completamento della storia principale e delle missioni secondarie. Davvero ottimo il doppiaggio, sia per la versione localizzata in italiano che per quella in lingua inglese, mentre la colonna sonora ad opera di Christopher Drake si conferma, senza riserve, la migliore della trilogia.


Batman Arkham Origins In qualità di prequel, il nuovo prodotto ludico di Warner Bros. si incastra perfettamente all'interno della narrazione avviata quattro anni fa da Rocksteady Studios, chiudendo così alcune delle parentesi aperte nel lontano 2009 con l'avvio del franchise videoludico. Il terzo episodio di Batman getta immediatamente il giocatore nella mischia del combattimento, proprio come il cavaliere oscuro piomba sui nemici dall'alto dei grattacieli di Gotham City. La storyline non è particolarmente intrecciata, ma è certamente meglio raccontata rispetto ai vecchi capitoli, culminando con un finale forse non epico, ma certamente di grande effetto. Il sistema di combattimento e il gameplay sono quelli che ricordiamo, ma con quei piccoli tweaks e aggiornamenti che lo rendono incredibilmente divertente e appagante. Il comparto tecnico è semplicemente meraviglioso sulle configurazioni high-end, ma risulta godibile anche sui terminali più vecchi grazie alla buona scalabilità offerta da Unreal Engine. Se nutrivate dubbi in merito all'ultimo capitolo di Batman, speriamo di essere riusciti a convincervi, perché il titolo di Warner Bros. Games è il miglior prequel che si potesse desiderare e certamente il più bel episodio della serie Batman: Arkham.

8.3

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