Recensione Batman Arkham Origins Blackgate

In attesa di Arkham Knight, il cavaliere oscuro torna su Home Console

Batman Arkham Origins Blackgate

Videorecensione
Batman Arkham Origins Blackgate
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • 3DS
  • PSVita
  • Wii U
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La sorte toccata allo spin-off di Batman Arkham Origins, ripubblicato pochi mesi dopo l'uscita nella “Deluxe Edition” che ci apprestiamo a recensire, è più che altro un sintomo di quanto spinoso possa essere il mercato dei portatili. Mentre PlayStation Vita resiste con evidente affanno, il 3DS vende benone e propone una line-up certamente più densa, ma complessivamente il bacino di utenti raggiunto dai due handheld non sembra bastare a tanti publisher. Ecco allora che pure i titoli lanciati come esclusive per le due “consoline”, magari pure realizzati con budget e investimenti creativi molto modesti, non ci mettono molto a fare il grande balzo e riapparire, tirati a lucido e con texture in alta risoluzione, anche sulle console casalinghe. Batman Arkham Origins Blackgate - Deluxe Edition segue quindi le orme di Castlevania Mirror of Fate, ripubblicato su PlayStation 3, Xbox 360 e PC, con l'edizione WiiU che raggiungerà gli scaffali a fine mese.
Il prezzo abbastanza contenuto fa intuire fin da subito che il titolo è in verità un adattamento piuttosto basilare della versione uscita su PsVita, realizzato senza troppo impegno per quel che riguarda migliorie tecniche e rivisitazione del control scheme. Se già al tempo della release originale, insomma, Blackgate ci era sembrato un “Batman in tono minore”, è difficile cambiare idea oggi, di fronte ad un impegno produttivo davvero contenuto.

In galera!

Blackgate è in pratica una riduzione di Origins. Come il fratello maggiore propone un riuscitissimo mix tra esplorazione, puzzle solving e combattimenti, ma rinuncia alla tridimensionalità per proporre un gameplay fondamentalmente legato a due sole dimensioni. Perdendo qualcosa in termini di coinvolgimento e spettacolarità, acquista carattere estremizzando l’anima da action/adventure più classico. Questa virata ha risvolti evidenti anche sul fronte del gameplay: in questo capitolo portatile l'acquisizione dei nuovi gadget gadget sarà legata a doppio filo al backtracking, ed ogni "gingillo" vi permetterà di superare ostacoli prima insormontabili e metterete le mani su gustosi extra nascosti nello scenario.
L’azione prende il via tre mesi dopo gli eventi narrati in Origins. Neanche il tempo di godersi la pace ristabilita, e Batman è costretto nuovamente a fare gli straordinari. Il prologo lo vede gettarsi all’inseguimento di Catwoman, che si allontana di soppiatto da un palazzo a cui ha sottratto del materiale informatico. Il loro primo appuntamento, dopo un rocambolesco inseguimento per i tetti di Gotham, si conclude nel modo più scontato possibile: il nostro ha la meglio e fa rinchiudere l’avvenente ladra mascherata nel famoso carcere di Blackgate.
Passano poche settimane e, neanche a dirlo, il penitenziario viene stravolto da una sommossa dei prigionieri. Il Pinguino, Black Mask e l’onnipresente (pure troppo) Joker si spartiscono le ali della struttura e toccherà ovviamente all’Uomo Pipistrello ristabilire l’ordine e riaccompagnare, con metodi poco gentili, i criminali nelle proprie celle.
Purtroppo il fatto che Batman Arkham Origins Blackgate sia il fratello minore di Origins lo si percepisce chiaramente anche e sopratutto nell’aspetto narrativo. Si perde infatti quella splendida attenzione alla psicologia dei personaggi, e pare che stavolta nessuno abbia l’intenzione di raccontarci nuovi aspetti del passato del Cavaliere Oscuro.

Pur scandita da schermate in pieno stile comic, la trama non prende mai quota. Ogni dialogo si concentra per lo più sulle contingenze della missione, uccidendo sul nascere qualsiasi tentativo di inspessire il plot, magari puntando su un approfondimento dei rapporti tra Batman e il villain di turno. Quest’atmosfera asfissiante e fin troppo rattrappita non si dissolve neanche sul finale, dove un epilogo per nulla ispirato lascia ulteriormente l’amaro in bocca. A peggiorare la situazione di un aspetto narrativo che scorre senza emozioni, ci pensa il ripetersi di situazioni già viste all’interno della saga: ancora una volta un carcere, ancora una volta una sommossa, ancora una volta una sequela di nemici arcinoti da combattere.
Ciononostante basta qualche apparizione del Joker e un paio di ammiccanti siparietti tra Batman e Catwoman per allietare l’utente quanto basta spingerlo a scoprire cosa realmente si nasconde dietro al tumulto che ha sconvolto Blackgate.

Il porting oscuro

L’aspetto narrativo insomma non convince, mentre il gameplay si difende meglio, anche se manca quella qualità a cui la saga ci ha abituato tra le mura domestiche.
Il modello che ha ispirato Armature, team responsabile del gioco, è quello dei classici adventure game che hanno fatto la storia del gaming negli anni '90. Le prime fasi di esplorazione sono caratterizzate da una rigorosa linearità, e solo raccogliendo nuovo equipaggiamento potrete sbizzarrirvi a cercare strade alternative e aree segrete in cui sono nascosti bonus o altri collezionabili. L’immancabile rampino può sollevare Batman per decine di metri, oppure aiutarlo a scoperchiare della distanza grate e altri ostacoli. Le cariche di dinamite fanno deflagrare i muri più deboli. Il decriptatore avvia un elementare minigioco con cui bypassare i sistemi informatici. Usando questi ed altri gadget potrete quindi addentrarvi progressivamente dentro Blackgate.
Farsi largo tra le celle e i corridoi sarebbe comunque impossibile senza il Detective Mode, presente anche in questo episodio: una visuale speciale con cui analizzare lo scenario e avere informazioni sullo stato nemici e sugli elementi con cui è possibile interagire. Chi vorrà scoprire ogni segreto del gioco, andando dunque al di là della semplice missione principale, dovrà abusare di questa abilità passando al setaccio ogni anfratto: solo così sarà possibile recuperare tutti i pezzi della corazza, vari power-up di attacco e difesa, e le prove con cui risolvere i misteri che fungono da sub-quest.
Le fasi esplorative e quelle di puzzle solving si alimentano dunque a vicenda, in maniera tutto sommato interessante e funzionale. Pur costretti a seguire un unico sentiero, ogni ambientazione, riprodotta in 3D, nasconde quasi sempre un condotto in cui intrufolarsi, un sottopassaggio dove strisciare o una strada alternativa inizialmente nascosta alla vista.

Ben lontano dai livelli di complessità di un Super Metroid o delle ultime incarnazioni bidimensionali di Castlevania, Batman Arkham Origins Blackgate ha dalla sua un level design inaspettatamente articolato. Ci sono alcune fasi di backtracking che risultano molto noiose, ed è vero che basta affidarsi continuamente al Detective Mode per scovare qualsiasi segreto: ma nonostante ciò esplorare Blackgate è un'operazione abbastanza stimolante.
Ciò che non convince del tutto è l’altra anima del gioco: quella legata ai combattimenti.Si deve fare infatti fare i conti con un appiattimento del combat system, dovuto proprio alla bidimensionalità. Gli scontri si fanno quasi tutti uguali e poco interessanti, anche a causa di un set di animazioni tremendo, di un'intelligenza artificiale imbarazzante, e di un'azione meno fluida rispetto a quella dei capitoli principali.
Scialbi anche gli scontri con i boss: chiusi in difesa, dovrete attendere il momento giusto per eseguire una schivata o un contrattacco e poi assestare qualche montante. Anche quando sarete circondati da più nemici, la situazione resta praticamente la stessa: in mancanza di combo specifiche, mosse alternative e della libertà di muoversi a 360° non si può far altro che attaccare a testa bassa, tra un contrattacco e l’altro.
Si evita la noia solo perché i designer hanno centellinato le battaglie, ai minimi storici della saga, lasciando invece che sia la componente stealth a prendere il sopravvento. Sfruttando cunicoli e piattaforme sospese, potrete prendere alla sprovvista gli ignari nemici, attaccandoli alle spalle o piovendogli addosso con un devastante calcio volante. Purtroppo manca la stessa cura nel level design di Asylum e compagnia bella: anche l'impostazione 2D non rende al meglio su questo fronte, smussando di parecchio la libertà interpretativa e facendo sì che anche le fasi da “predatore” risultino lineari e un po' ingessate.. Peccato poi per la telecamera che rende difficile intuire la posizione dei nemici: più di una volta sarete scoperti, nonostante tutte le precauzioni del caso, e condannati a un prematuro game over.

Artisticamente il gioco eredita le soluzioni visive usate nei capitoli casalinghi, ma ovviamente la componente tecnica paga il peso di uno sviluppo legato all'ambiente mobile. I modelli di Batman e dei vari villain, recuperati dagli episodi principali, denunciano anche in questa riedizione per home console una desolante povertà poligonale, e le texture, nonostante un evidente lavoro di “make-up”, sono in certi casi troppo sgranate. Tremendo il comparto animazioni, che purtroppo non sono per niente fluide: sbavatura che penalizza ulteriormente le azzuffate, in cui l’eleganza del Cavaliere Oscuro è un fattore tutt’altro che secondario per apprezzare il titolo.
Questa riedizione, insomma, spinge solo sul fronte dell'anti-alising, che elimina le fastidiose “scalettature”, e dell'ottimizzazione in generale, riducendo leggermente i tempi di caricamento. Per il resto l'operazione di rilancio di Blackgate è abbastanza pigra: con il minimo sforzo produttivo, Warner spera evidentemente di attirare l'attenzione del più ampio bacino di utenti che giocano in salotto. E' vero che il prezzo di questa edizione resta molto contenuto, ma è altrettanto chiaro che c'è davvero poco di “Deluxe”, nonostante i “proclami” del titolo. Anzi, anche il control scheme sembra adattato in maniera non propriamente attenta: tutte quelle funzionalità che richiedevano l'uso del touch screen si trovano evidentemente un po' fuori posto adesso che nelle mani stringiamo un pad (basti vedere il Detective Mode), mentre l'assurdo sistema di targeting dei nemici o le shortcut per l'uso dei gadget non sono cambiate di una virgola. Complessivamente il sistema di controllo è insomma un po' macchinoso: pensato con in mente i dispositivi handheld, ha dovuto scendere a qualche compromesso, e non è stato ristrutturato come si deve in occasione dei rilancio su PC e Home Console.
Purtroppo anche l’art design delle ambientazioni non brilla più di tanto: costretti quasi sempre all’interno di Blackgate vi muoverete tra celle, corridoi e stanze di contenimento che alla lunga si assomigliano fin troppo. Per fortuna la location occupata dal Joker acquista quel tocco di colore (e follia) in grado di ridestare l’interesse dell’utente.
Buono il sonoro che ricicla qualche theme già noto ai fan e che si sviluppa attraverso (pochi) effetti ben campionati e un buon doppiaggio in inglese.

Batman Arkham Origins Blackgate Batman Arkham Origins Blackgate tenta, con questa Deluxe Edition, una sua strada anche al di fuori dell'ambiente portatile che per primo l'ha ospitato. La riedizione casalinga tiene basso il prezzo, ma a fronte di un'operazione di porting abbastanza superficiale, che revisiona la componente tecnica solo in minima parte e rivede in maniera molto basilare il sistema di controllo. Il titolo resta un action adventure in stile “metroidvania” godibile ma tutt'altro che eccezionale, funestato da un sistema di combattimento piattissimo e da alcuni problemi nelle fasi stealth. Fortunatamente la progressione nell'avventura, il backtracking bilanciato ed una serie di ambientazioni ben ricche di segreti bastano a giustificare l'investimento: ma solo per i fan sfegatati del pipistrello, che sono in crisi d'astinenza e attendono ferventemente Arkham Knight.

6.5

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