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PSVR

Batman Arkham VR Recensione

Batman Arkham VR accompagna il lancio del visore Sony: Rocksteady saluta il Cavaliere Oscuro con una nuova avventura in realtà virtuale.

Batman Arkham VR

Videorecensione
Batman Arkham VR
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

L'abbiamo visto chissà quante volte, l'attimo preciso in cui la vita di Bruce Wayne cambia per sempre, il momento di fondazione dell'eroe. Una rapina maldestra, due colpi sparati nella penombra di Crime Alley, le perle di una collana che cadono sull'asfalto sudicio.
Fumetti, film, videogiochi: tutti ci hanno dato la loro interpretazione dell'incidente che ha definito la figura del Cavaliere Oscuro. Eppure, viverlo in prima persona indossando PlayStation VR dà a quel momento un sapore tutto nuovo. Batman Arkham VR comincia così: con la voce rassicurante di Martha Wayne, il suo sorriso, e con Thomas che tenta di mantenere la calma anche di fronte alla violenza di una pistola. E poi un gesto avventato, un lampo, il silenzio, un colpo ancora. E la faccia sozza di Joe Chill che si avvicina alla nostra, guardandoci dall'alto, solo per dirci che c'è tutto da perdere, per chi decide di fare l'eroe.
Nei pochi minuti di questa breve introduzione il titolo ribadisce con decisione quanto possano essere forti le emozioni risvegliate dalle esperienze in Realtà Virtuale, e quanto immersiva sia questa tecnologia. L'uso che ne fa Rocksteady, per altro, è davvero intelligente e opportuno: per quanto possa essere breve e condensata, l'esperienza di Arkham VR è davvero cucita attorno alle caratteristiche del caschetto di Sony. Recuperando le dinamiche alla base delle sezioni investigative della serie principale, ma poi inserendole in un contesto tutto nuovo, il team di sviluppo costruisce un prodotto davvero curioso, con ottime trovate sul fronte narrativo e colpi di scena che si innescano in maniera perfetta.

La lunga notte del Vigilante

Dopo la sequenza introduttiva, Batman Arkham VR ci porta all'interno della villa di Bruce, per farci familiarizzare con il sistema di controllo. Si gioca in piedi, preferibilmente stringendo in mano due Move, indispensabili per interagire con l'ambiente e con gli oggetti. Per indossare la tuta, proprio prima di scendere nella Bat-Caverna, dobbiamo afferrarne i componenti e portarli in direzione del nostro corpo.

La fase preparatoria funziona come un breve tutorial, che ci spiega anche come utilizzare i gadget del Pipistrello: agganciato sulla parte destra della cintura abbiamo il Bat-Artiglio, che possiamo afferrare avvicinando il controller al fianco, e che ci permetterà di spostarci tra le varie aree di gioco o di acchiappare oggetti distanti. Il rilevatore collocato invece sulla sinistra sarà indispensabile per analizzare le scene del crimine. É possibile anche afferrare un Batarang e scagliarlo in una qualsiasi direzione.Sbrigate le formalità di rito ci troveremo proprio nel centro operativo del Cavaliere Oscuro, dove Alfred ci informerà che Nightwing e Robin sono scomparsi dai radar. In quest'area sarà possibile cercare di rintracciarli, ma anche dare un'occhiata ai vicoli di Batman e interagire con le apparecchiature hi-tech del vigilante. Prelevando un campione di sangue e analizzandolo, scopriremo che il nostro eroe è ancora infettato dal sangue di Joker: un dettaglio che mette la breve esperienza VR in connessione con l'ultimo capitolo della trilogia di Arkham, e colloca questa parentesi narrativa nella continuity della saga videoludica.
Fra le varie zone della caverna ci si sposta estraendo l'artiglio e sparandolo in direzione di alcuni appigli. L'interazione con gli oggetti avviene in maniera molto intuitiva, e l'ottimo tracciamento della PlayStation Camera permette di guardarsi attorno e pure spostarsi in avanti per dare un'occhiata alla gola naturale in cui Batman ha costruito il suo covo.
Il nucleo ludico della produzione emergerà però in seguito, quando avvieremo le indagini per scoprire chi è il villain sulle tracce dei nostri alleati. Il gioco ci chiederà ad esempio di analizzare una colluttazione, esaminando una ricostruzione virtuale dell'accaduto. Ruotando il controller di movimento potremo far avanzare la proiezione 3D simulata dal Bat-Computer, alla ricerca degli indizi che ci servono. Si tratta di una bella intuizione, ed il caschetto ci permette di osservare le vicende da varie angolazioni, meravigliati dalla qualità delle animazioni e del colpo d'occhio.

Se c'è una cosa in cui Batman Arkham VR eccelle, del resto, è proprio il comparto tecnico: l'Unreal Engine ci trascina in ambienti dettagliatissimi, splendidi da osservare, e ci mette di fronte ottimi modelli poligonali dei personaggi, "estratti" proprio dall'eccezionale Arkham Knight.
La breve avventura investigativa del pipistrello, in ogni caso, proseguirà fra interrogatori e indagini, portandoci prima al cospetto del Pinguino, e poi in un obitorio, dove dovremo esaminare i corpi di qualche scagnozzo alla ricerca delle schegge di un detonatore. Fra modelli tridimensionali da ricostruire, enigmi e piccoli easter egg pensati per strizzare l'occhio ai fan più attenti, l'avventura saprà dimostrarsi una delle più ispirate produzioni per la Realtà Virtuale. Le modalità di interazione con l'ambiente e con gli oggetti viste anche in altre "tech demo", e al centro di esperienze concettualmente simili come London Heist, vengono qui sfruttate brillantemente, per costruire meccaniche di gioco interessanti. Il titolo richiede di esaminare l'ambiente con attenzione, di osservare i dettagli che possono svelare indizi importanti; ma al contempo stimola una sincera curiosità nei confronti del funzionamento delle varie apparecchiature.

Purtroppo il difetto più grande di Batman Arkham VR è la sua brevità. Dopo un incontro imprevisto con Killer Croc il titolo ci porta nelle stanze del manicomio criminale di Arkham, per lasciarci in balia di un'ultima, allucinata sequenza. Nonostante questa fase, sostanzialmente passiva e spettatoriale, sia costruita in maniera magistrale, è impossibile considerarla un finale forte e soddisfacente. I titoli di coda arrivano troppo presto e lasciano il giocatore davvero interdetto. La speranza è quella che il team di sviluppo voglia continuare a supportare questo progetto, magari aggiungendo nuovi episodi all'avventura virtuale del pipistrello.
C'è da dire in ogni caso che l'esperienza di gioco può facilmente essere prolungata oltre quell'ora necessaria a completarla la prima volta. Dopo aver portato a termine l'indagine, infatti, il gioco ci informerà che l'Enigmista ha disseminato per gli ambienti di gioco trenta indovinelli, superando i quali sarà possibile sbloccare modelli dei personaggi da visualizzare nel Bat-Computer e veicoli con cui riempire il garage (e, fidatevi: dare un'occhiata all'imponente Batwing, ruotandolo per osservarne tutte le sfaccettature, è un'esperienza che i fan di Batman non vorranno lasciarsi sfuggire).
Se la prima partita è dunque molto "istintiva", il secondo giro per le strade e le fogne di Gotham diventa più attento e consapevole. Alla ricerca degli enigmi nascosti si passano volentieri un paio d'ore: giusto il tempo per rendere la longevità della produzione appropriata al costo di lancio.

Batman Arkham VR Venduto ad un prezzo decisamente contenuto (19,90€), Batman Arkham VR è solo il primo esperimento di Rocksteady nel campo della Realtà Virtuale, un riuscito tentativo di avvicinarsi a questa tecnologia ed esplorarne le possibilità ludiche ed espressive. L'esperienza è davvero breve, anche se si considera la possibilità di tornare negli ambienti di gioco per risolvere i puzzle di Nigma. La longevità è tuttavia commisurata al costo, e le qualità della produzione si sprecano. Si parte da un colpo d'occhio che è fra i migliori della line-up di lancio di PlayStation VR, per arrivare agli ottimi spunti di gameplay delle sezioni investigative, passando soprattutto per una narrazione dinamica cucita attorno ai movimenti del giocatore. La direzione è insomma quella giusta, e siamo fermamente convinti che il risultato più grande di Batman Arkham VR sia la sua capacità di proporre un'esperienza che non avrebbe potuto essere vissuta che così: con indosso un headset per la realtà virtuale, immersi in un ambiente avvolgente e immersivo. Adesso vogliamo un'intera avventura che riprenda ed esplori più a fondo questi meccanismi. O per lo meno un nuovo episodio, magari distribuito gratuitamente a chi ha acquistato il prodotto.

8

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