Batman The Telltale Series: Guardian of Gotham (Episodio 4) Recensione

Telltale continua la sua serie dedicata a Batman: il quarto episodio ( Guardian of Gotham) è ora disponibile su PC e console.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Batman The Telltale Series: Guardian of Gotham (Episodio 4)
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Non sa proprio che direzione prendere, la serie che Telltale ha dedicato al Cavaliere Oscuro. Dopo un terzo episodio convincente solo a tratti, il quarto capitolo - Guardian of Gotham - ribadisce la grande confusione della sceneggiatura, che continua a buttare nel calderone troppi elementi, reinterpretando in maniera molto discutibile alcuni dei villain più celebri dell'universo DC.
Stavolta tocca addirittura al Joker, dissennato paziente della struttura correttiva di Arkham. Guardian of Gotham comincia proprio dentro al manicomio, in cui Bruce Wayne è stato chiuso per via del suo attacco ai danni di Cobblepot, istigato dalla droga di Lady Arkham.Nella struttura, oltre ad un paio di volti noti del substrato criminale della città, Bruce farà l'incontro di "John Doe", come si fa chiamare in questo caso la nemesi più celebre del Pipistrello. Purtroppo la breve sequenza introduttiva non ci è parsa del tutto efficace, così come non ci sono piaciuti i lineamenti del Joker.

Continuiamo a trovare un po' surreale l'andamento delle vicende, con il sindaco Dent che può permettersi senza difficoltà di ordinare l'internamento di una persona in vista come Mr. Wayne, e l'intervento altrettanto improvviso degli avvocati di famiglia, che lo fanno uscire dal manicomio in tutta fretta. Questa parentesi narrativa ci è sembrata insomma abbastanza gratuita, mettendoci per altro in contatto con un Joker abbastanza insipido: ad essere pallido non è solo il suo colorito, ma anche la sua caratterizzazione. Telltale ci mostra semplicemente un pazzo calcolatore dalla risata facile, che fin da subito si identifica come celato burattinaio che ha indirizzato le macchinazioni di Lady Arkham, ma che non ha un briciolo del carisma di altre versioni (videoludiche e non) del nemico giurato di Batman. Nel tentativo di creare un immaginario diverso rispetto a quello di film e fumetti, reinterpretando avversari e comprimari del Cavaliere Oscuro, Telltale ha finito per presentarci una Gotham popolata da criminali ben meno interessanti di quelli a cui siamo abituati. Proprio Lady Arkham è la figura più interessante del lotto, ma sfortunatamente in questo episodio l'alter ego di Vicky Vale manca del tutto.
Batman ne insegue le tracce, cercando di capire i motivi del sentimento di vendetta che la ispira, finendo per trovarsi ad indagare sulla scena di un crimine efferato e odioso, in quello che è forse il momento più riuscito dell'episodio. Recuperando le meccaniche investigative legate all'analisi della scena del crimine, trovata ben riuscita che amplifica la componente più ludica della produzione, il gioco ci racconta così della follia che ormai anima l'ex-reporter di Gotham, pronta anche a sacrificare i propri affetti familiari in nome della sua rivolta.
La parte finale di quello che è al momento l'episodio più corto del pacchetto vedrà infine il Cavaliere Oscuro costretto a scegliere se confrontarsi con il Pinguino o con Due Facce. Il primo sta infatti cercando di violare la tecnologia della WayneTech e rischia di mettere fuori uso tutti i gadget del Pipistrello, mentre il secondo vuole impossessarsi di Villa Wayne, dopo aver ordinato (in diretta TV) lo sfratto esecutivo del suo proprietario. Comunque vadano le cose, insomma, Batman dovrà sacrificare qualcosa, trovandosi ancora più in difficoltà di fronte alla minaccia che si estende su Gotham.

È forse questa costante sensazione di emergenza, di fatica, di pericolo, a rappresentare l'aspetto più interessante dell'intera serie: Telltale ha voluto raccontare soprattutto una storia di sacrificio, mettendo in crisi un supereroe che in altri contesti sembra poter fare affidamento su risorse illimitate. Qui, invece, Batman ha dovuto lasciare indietro quasi tutto: l'efficacia della propria dotazione, il supporto economico dell'azienda di famiglia, il proprio rifugio. Persino la consapevolezza delle proprie origini e l'amore incondizionato per i suoi genitori. Addirittura il rapporto con i suoi alleati diventa più difficile e tormentato, in quello che è, alla fine di tutto, un processo di "rimozione selettiva" davvero spietato. Forse troppo, per non lasciare spazio al dubbio che possa essere il frutto di qualche strana allucinazione.

Batman: The Telltale Series Guardian of Gotham continua a percorrere la parabola discendente su cui la serie si è avviata a partire dal terzo episodio. La sceneggiatura messa in piedi per Batman - The Telltale Series è a tratti troppo frettolosa, piena di omissioni, di personaggi che vanno e vengono e di linee narrative troncate a metà (come quella legata alla morte dei genitori di Bruce). La storia non si prende i suoi tempi, e continua a presentarci antagonisti davvero poco carismatici. L'ultimo esempio è il Joker, instabile paziente di Arkham che con le sue versioni più tradizionali sembra condividere soltanto l'indole da malefico calcolatore ed una risata smagliante. Sulla soglia dell'ultima puntata, è difficile credere che la situazione possa risollevarsi.

6

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