Recensione Battlefield 3: Aftermath

Il penultimo DLC per lo sparatutto in prima persona targato DICE

Versione analizzata: PC
recensione Battlefield 3: Aftermath
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

A poco più di un anno di distanza dalla pubblicazione di Battlefield 3, DICE si appresta a rilasciare il quarto e penultimo DLC facente parte del ricco pacchetto premium, Aftermath.
Questa volta gli sviluppatori hanno voluto dedicare i loro sforzi su quattro nuove mappe incentrate sul tema del terremoto che ha scosso Tehran durante la campagna single player, portando avanti l'esperienza multiplayer con una sorta di continuity alla campagna di gioco in single player.
Sono quindi riusciti gli sviluppatori a tenere alto il tiro dopo l'eccellente Armored Kill? Ecco le nostre impressioni.

SFOLLATI IN BATTAGLIA

Tra le principali novità di questa espansione, oltre alle nuove mappe, troviamo la nuova modalità Scavenger che ci vedrà intenti ad affrontare battaglie armati solo di pistola. Recuperando le armi che si trovano lungo il percorso Il gioco è molto simile ad un mix tra la modalità gun master e conquest domination già viste nel dlc Close Quarters, quindi ci si trova di fronte a ben poche innovazioni, persino nel mondo guerrafondaio creato da DICE. Come per i precedenti pacchetti, questa modalità sarà disponibile solo nelle mappe di Afermath, mentre gli scontri prenderanno luogo in aree più ristrette rispetto a quelle previste per il conquest mode, ma comunque di ampio respiro se confrontate con quelle claustrofobiche di Close Quarters. Difficilmente i veterani della serie prediligeranno Scavenger rispetto alla bellezza intramontabile della classica conquest, sia per i frenetici respawn casuali che a causa dell'impossibilità di scegliere una classe, dovendo appunto procurarsi l'armamento esclusivamente all'interno delle location.
Dal punto di vista dell'equipaggiamento, Dice introduce una sola nuova bocca da fuoco, la balestra. Si tratta di un'arma estremamente silenziosa e letale a corto e medio raggio, ma fortemente svantaggiata dalla lenta ricarica del dardo. Fondamentalmente si tratta di un mezzo di ripiego o umiliazione (come il Taser in Counter Strike: Global Offensive) dato che difficilmente i giocatori la prediligeranno rispetto ad un fucile equipaggiato di silenziatore per sortite silenziose dietro le linee nemiche. Nonostante tutto rimane un oggetto divertente, che richiede una certa maestria e talento nell'utilizzo: magari col tempo potrà trovare il suo posto nelle tattiche di alcuni giocatori, dato che può essere equipaggiato come arma terziaria.

"Il pezzo forte di questa espansione è ancora una volta costituito dalle nuove mappe di gioco, che vantano un'atmosfera da disastro naturale."

In occasione dell'ambientazione "sismica", DICE ha rivisto le skin dei personaggi sostituendole con soldati dall'aspetto trasandato e "polveroso", per essere perfettamente in linea con il nuovo setting. In ultimo sono stati introdotti tre nuovi veicoli leggeri, costruiti ed equipaggiati con mezzi di fortuna prima dell'imminente battaglia: stiamo parlando dei nuovi Phoenix, Barsuk e Rhino. Il primo è un hummve semidistrutto che vanta ben due torrette (una per la mitragliatrice e una per il lanciagranate) capaci di un'ottima potenza di fuoco; di contro le teste dei cannonieri sono pericolosamente esposte ai colpi nemici. Il Barsuk è la versione russa del Phoenix: un Vodnick modificato e comprendente sempre due torrette con i posti per il granatiere e il mitragliere. "Last but not least", il Rhino, un veicolo civile riciclato per l'occasione, dove l'autista accede contemporaneamente alla telecamera posta sulla mitragliatrice soprastante rendendolo un mezzo temibile per attacchi frontali, ma terribilmente esposto sul retro. A questi tre nuovi mezzi si affiancano i classici carri armati, elicotteri leggeri e quant'altro visti nel pacchetto base. Inutile dire che questi ultimi stonano con il contesto devastato della nuova ambientazione, dato che non hanno subito alcuna variazione estetica. L'efficacia dei nuovi veicoli leggeri è poi limitata dalla forte presenza di genieri nemici sul terreno di scontro (la classe del Geniere è una delle più utilizzate online), in quanto i mezzi si rivelano troppo poco resistenti ai vari esplosivi. L'utilità di Rhino, Phoenix e Barsuk scema dunque di fronte ai "pezzi grossi" dapprima disponibili.
Il pezzo forte di questa espansione è quindi ancora una volta costituito dalle nuove mappe di gioco, che vantano un'atmosfera da disastro naturale. Ancora una volta traspare l'eccellente maestria in termini di level design da parte di DICE; peccato solo che il terremoto abbia fini puramente estetici e non influisca minimamente sul gameplay. Un'occasione sprecata visto che il Frostbite 2.0 è un motore che ha fatto della distruttibilità il suo cavallo di battaglia. Ma parliamo in dettaglio delle mappe.

AZADI PALACE

Una mappa cittadina che ricorda molto la classica Strike at Karkand; uno scenario nel quale soldati Usa e Russi si affrontano tra le macerie cittadine fino ad arrivare a ciò che rimane di un imponente palazzo reale, interamente esplorabile. Lo scontro spesso si sposterà all'interno della struttura o alle porte dello stesso, attaccabile dai quattro lati grazie a larghissimi corridoi capaci di ospitare persino un carro armato, anche ai piani superiori! Si tratta di una delle mappe più evocative e divertenti della nuova l'offerta.

EPICENTER

Questa mappa ripropone un'ambientazione urbana che porta gli scontri sulle grandi distanze tipiche di Battlefield 3, su strade che offrono numerosi ripari, ad esempio la possibilità di utilizzare le lunghe spaccature nell'asfalto come trincee. Allo stesso tempo si possono attraversare interi edifici dai corridoi angusti, che favoriscono il combattimento ravvicinato. Epicenter è indubbiamente una mappa che offre una grande varietà, sia dal punto di vista estetico che sotto il profilo tattico.

MARZARK MONOLITH

E' una mappa ambientata in un grande centro urbano dove un enorme grattacielo si erge scheletrico sul resto dei palazzi circostanti; le sue mura crollate e la possibilità di spostarsi tra i piani, portano la battaglia a concentrarsi spesso attorno a questo gigante di cemento armato, facendo di Marzark Monolith una location in grado di estendersi anche in verticale. Complici sicuramente i "Little Bird", che possono sbarcare diverse truppe sui tetti cittadini. Peccato che le strette vie e le curve a gomito la rendano una delle mappe più caotiche di Aftermath.

TALAH MARKET

Una mappa ambientata nella confusione di edifici che solo un mercato arabo sa offrire, dove chi riesce a guadagnarsi una posizione sopraelevata può ergersi sulle grandi piazze che si aprono attorno agli stretti vicoli che le cingono, forzando così i giocatori a percorrerli lentamente, consci del pericolo. Una location che per certi versi ricorda Grand Bazar ma che tuttavia non presenta "punti morti", offrendo molte strade per aggirare l'esercito nemico se ci si trova in stallo.

Battlefield 3 Aftermath è un DLC che si colloca esattamente a metà tra Close Quarters e Armored Kill. Da una parte offre quattro nuove mappe che fanno la felicità di chi ama gli scontri urbani, ravvicinati e a distanza; dall’altra la nuova modalità è sicuramente la meno ispirata tra quelle viste sino ad ora, senza contare che il tanto decantato terremoto è un espediente puramente “estetico” che non influisce minimamente sulla qualità del gameplay. Ci riserviamo di consigliare questo pacchetto solo a quegli utenti che non si accontentano del pacchetto base e che hanno amato in modo particolare le planimetrie e le ambientazioni in stile “Strike at Karkand”. Tutti gli altri potranno tranquillamente farne a meno.

7.5