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Recensione Battlefield 4

Una grossa delusione per la campagna single player dell'FPS DICE

Battlefield 4 - Dragon's Teeth

Videorecensione
Battlefield 4 - Dragon's Teeth
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPad
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

E' un trend dal quale DICE non vuole discostarsi, dato anche l'ottimo successo del primo Bad Company: un FPS bellico deve avere una campagna singleplayer. E così Battlefield 4, nonostante l'eredità inequivocabilmente online del suo pedigree, giunge con altre 5 ore di fantapolitca in pillole, proponendo una formula più vicina a Bad Company 2 che non al terzo capitolo. Si comincia in una regione del Medio Oriente, dove la compagnia Tombstone dei Marine si trova ingaggiata in un conflitto a fuoco a Baku contro forze ostili russe. Nemmeno a volerlo le cose precipiteranno ancor prima di cominciare.
Abbiamo giocato l'intera campagna su Xbox One e poi rigiocata per qualche ora aggiuntiva su PS4 e PC, e possiamo dare un giudizio complessivo per tutte queste piattaforme.

Sergente, datti una mossa!

La cinematograficità del succedersi repentino degli eventi del single player di Battlefield 4 è supportata come ben sappiamo da un motore grafico di eccellenza, che permette una dinamicità davvero incredibile con passaggi immediati tra cutscene spettacolari, ambienti chiusi e spazi completamente aperti senza alcun loading screen. Il pregio maggiore di questa modalità, che vede il protagonista come il fulcro di un ipotetico (e invero abusato) scontro tra forze occidentali e forze di stampo ex-comunista, sta proprio nel level-design, che passa senza soluzione di continuità da passaggi classici in stile Call of Duty, e dunque più ristretti e guidati, ad altri molto simili a quelli del primo Bad Company, dove saremo noi a decidere come procedere. Intendiamoci, la progressione è strutturata ad arene ampie ma comunque ben delimitate, nonostante il giocatore non si trovi mai davanti a mura o barriere invisibili. Il divertimento è quindi non solo elevato, ma anche di un respiro molto più ampio rispetto alle produzioni direttamente concorrenti, e giocare alla campagna di questo Battlefield 4, sebbene esistano momenti morti legati allo sviluppo della trama, regalerà sicuramente soddisfazioni. Data l'apertura maggiore dei quadri è stato introdotto in dotazione al giocatore un binocolo per individuare i nemici presenti entro un certo raggio. Una volta segnati, li vedremo sulla minimappa posta in basso a sinistra e potremo comandare ai nostri due o più compagni di squadra di attaccare un fronte piuttosto che un altro. L'opzione si rivela utile fin dalla prima missione, in cui un'arena piuttosto vasta di un cantiere petrolifero pullula di accessi per camion di rinforzi nemici, in arrivo da tutte le parti. Ordinando alla propria pattuglia di attaccare un lato ci daremo un momento di respiro per poter eliminare la minaccia su un fronte differente o aggirare gli avversari. Questa nuova introduzione è davvero ben riuscita e si sposa ottimamente con la varietà delle mappe e la loro qualità strutturale, pensata appositamente per la campagna: niente più mappe riciclate come in Battlefield 3 quindi (ad eccezione di un paio). Purtroppo i punti di forza del comparto single player si fermano qui.
Dobbiamo per forza di cose soffermarci sulle due vere piaghe di questa esperienza in singolo. Innanzitutto la trama. Se è vero che in un gioco simile, votato comunque al multiplayer, non bisogna aspettarsi David Lynch alla regia, è anche vero che creato un prodotto volto anche a un pubblico che ama giocare in solitaria, non si può non dar peso anche a questo comparto. E invece dobbiamo aspettarci buchi narrativi, filmati d'intermezzo noiosi, lunghi passaggi in cui, privi del controllo sul personaggio, dovremo assistere a scenette senza un briciolo di drammaticità. Terminate le cinque ore di campagna, insomma, non avremo capito quasi nulla di quanto accaduto, con personaggi presentati a singhiozzo e mal caratterizzati, e qualche colpo di scena totalmente privo di mordente (o di senso): un potpurri narrativo senza capo né coda. Emblematica la scena finale, che lascerà tutti con un pugno di mosche senza tirare le somme di una trama troppo convoluta e vessata da protagonisti e comprimari ben lontani dalle gesta pazze della Bad Company.
Un simile disastro è forse figlio di tempi di produzione non certo lunghi (due anni non sono molti per un simile prodotto), ma non è altresì giustificabile soprattutto alla luce del secondo grande difetto: l'Intelligenza Artificiale non ha fatto alcun passo in avanti. I nemici non hanno più problemi pesanti di pathfinding, ma si incartano ancora fra loro, scambiando posizioni scoperte con coperture e rimanendo fermi sotto il fuoco nemico. Dobbiamo riconoscere però un leggero miglioramento per quanto riguarda l'aggressività: anche a difficoltà media i soldati avversari cercheranno di attaccare da più fronti e non ci sarà concesso fare i bersaglieri all'arrembaggio. Ma non basterà ad impedire ad esempio il verificarsi di situazioni in cui è possibile eliminare anche due o tre nemici in fila sparando nella stessa direzione: un problema evidente soprattutto nelle mappe più strette, ma ancor più triste quando accade in quelle ampie. Come se non bastasse i compagni che possiamo comandare risultano ancora più impacciati e molto spesso ci è capitato di rimanere intrappolati allo scoperto, senza rifugio, per le grossolane defezioni dell'IA alleata.

Oltre al comando dei compagni, l'altra novità introdotta in Battlefield 4 è l'approccio stealth. I nemici hanno solo due gradi allerta, ma avvicinarsi acquattati all'inizio di una missione per eliminare quanti più soldati possibile prima di far scattare inevitabilmente l'allarme offre uno spunto tattico decisamente divertente. Purtroppo i nostri compagni d'arme ci seguiranno senza alcun senso della posizione e mentre noi saremo concentrati per non farci scoprire, loro verranno completamente ignorati dai nemici, creando situazioni ai limiti dell'assurdo in cui li osserveremo sdraiati in mezzo al campo nemico, completamente circondati, ma invisibili perchè il giocatore non è stato ancora scoperto. Dopo vent'anni di FPS questa situazione non è purtroppo accettabile. E dispiace sinceramente constatare una simile debacle alla luce di un map design di prim'ordine, capace di tenere da solo a galla l'intero comparto. A nostro avviso il single player raggiunge la sufficienza solo in virtù di questo fattore e delle situazioni più concitate, che offrono il massimo delle possibilità strategiche.
La distruzione di ogni copertura a schermo corrobora questo aspetto ed è presente sia su console next-gen che su PC in maniera assolutamente esaltante, pur con qualche riserva. La maggior parte di torrette, avamposti e caseggiati vengono giù in tempo reale sotto i colpi dell'artiglieria più pesante; finchè non si giunge all'inverosimile "cassa" o costruzione invulnerabile che, oltre a togliere realismo, fa incastrare il nostro corazzato che avrebbe dovuto sfondarla, oppure ci permette di fare i nostri comodi contro la schiera di cingolati nemici che ci bombarda in campo aperto.L'armamentario a disposizione è esattamente quello (vasto) del multiplayer. La varietà delle bocche da fuoco è ottima ed il feedback ricevuto rende molto bene l'idea di trovarsi sul campo, arma alla mano. Poco prima o durante i sette ampi scenari delle missioni single player, troveremo delle casse fisse dove rifornirci di proiettili e cambiare il loadout al volo. Presenti anche numerosi gadget equipaggiabili alla stessa maniera, come mine anti-tank, anti-uomo, lanciarazzi di varia natura e lanciagranate o armi secondarie. Non potremo utilizzare ovviamente tutto e da subito, ma occorrerà trovare fisicamente le armi sul campo prima che "compaiano" all'interno delle casse di rifornimenti. Una scelta, quella delle casse per la gestione dell'equipaggiamento, poco immersiva forse, ma giustificabile dalle buone possibilità strategiche di quasi ogni mappa. Non abbiamo in tutta onestà sentito l'esigenza di usare troppo questa funzione, se non per cambiare sempre l'arma secondaria con un fucile ed equipaggiare l'avatar con mine o lanciarazzi per distruggere i corazzati.
Forti di questo vasto arsenale dovremo affrontare l'ultimo grave difetto di cui soffre il single player di Battlefield 4. Prima di procedere per la sezione successiva saremo sempre costretti a eliminare ogni singolo nemico sulla mappa: essendo non proprio chiuse, spesso ci è capitato di dover andare alla ricerca dell'ultimo sopravvissuto, magari bloccato per via di qualche bug in un angolino, rallentando il corso della già claudicante progressione. Le tre versioni, in questo senso, non si discostano minimamente e risultano a livello di gameplay esattamente identiche. Per le (grosse) differenze nel comparto tecnico, invece, vi invitiamo a leggere il nostro articolo dedicato.

Recensione in tre parti

Questa recensione è suddivisa in tre parti per analizzare con la maggior attenzione possibile ogni aspetto di Battlefield 4. Specifichiamo che il voto globale si riferisce esclusivamente alle versioni PS4 e PC del titolo, dato che per qualche motivo a noi non noto non ci è stato permesso assegnare al momento una valutazione alla versione Xbox One.
Trovate i link di seguito:

Recensione Multiplayer, versioni PC e PS4 con voto
Comparativa tecnica PC, PS4 e Xbox One

Battlefield 4 Il comparto singleplayer di Battlefield 4 delude le aspettative e si salva solo per una varietà nel map-design davvero eccellente. Proprio la trama, tuttavia, affossa quanto di buono i level designer hanno sfornato per il nuovo titolo DICE, presentandosi come un'accozzaglia di situazioni e personaggi che confonde fino all'assurdo finale. Per fortuna il feedback delle armi e le sessioni shooter nelle ampie mappe prive di caricamenti risultano convincenti, ed è questo l'importante in un FPS. L'Intelligenza Artificiale, però, contribuisce a ridurre ancora il margine di errore per un comparto che purtroppo giudichiamo solo sufficiente. Segnaliamo anche l'assenza di qualsiasi modalità co-op che, in tutta onestà, ci era particolarmente piaciuta in Battlefield 3. I difetti elencati sono presenti su tutte e tre le piattaforme (PC, Xbox One e PS4), e dubitiamo che il lavoro aggiuntivo sulla versione One che ci è stato chiesto di non prendere in esame possa introdurre eccezioni per risollevare la situazione. Per fortuna Battlefield è da sempre un'esperienza multiplayer che vale anche in questo caso da sola il prezzo del biglietto.

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