Recensione Battlefield 4 - China Rising

Il primo DLC di Battlefield 4 ci porta al di là della Grande Muraglia, ma si rivela un add-on abbastanza standard e senza guizzi.

Battlefield 4 - Dragon's Teeth

Videorecensione
Battlefield 4 - Dragon's Teeth
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPad
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Proprio come il suo predecessore, anche Battlefield 4 intende ampliare la propria offerta multiplayer grazie ad una serie di DLC che verranno rilasciati nel corso dell’anno. Torna in auge anche il servizio Battlefield Premium, che garantisce l’accesso a contenuti esclusivi, la possibilità di saltare le code nei server e l’accesso anticipato ai cinque add-on che DICE ha programmato per il suo First Person Shooter.
China Rising è il primo della lista e, proprio come lascia intendere il nome, propone ben quattro nuove mappe multiplayer ambientate nel grande paese asiatico. Disponibile gratuitamente per chi ha preordinato il titolo, l’uscita di questo DLC ha suscitato diverse polemiche. Non tanto per la qualità dei contenuti, piuttosto per la situazione attuale del titolo base che ancora oggi è affetto da bug, qualche sbilanciamento ed una pessima ottimizzazione di molte versioni, specialmente quella PC. Accortasi del malcontento, la casa di sviluppo svedese è subito corsa ai ripari annunciando che il ritardo dei prossimi DLC al fine di concentrare tutti gli sforzi sui problemi che affliggono il titolo. Detto questo, armatevi di bacchette, perchè se amate l'FPS di EA, questo natale lo passerete in Cina!

MADE IN CHINA

Oltre alle quattro nuove location, China Rising (ri)propone anche la modalità Air Superiority, già nota ai giocatori di Battlefield 3 e Battlefield 1943. Si tratta fondamentalmente di una “conquest aerea” dove, a bordo dei nostri jet o elicotteri, dovremo catturare delle bandiere-dirigibili che fluttuano ad alta quota. Inutile dire che questa modalità è pensata per chi ama le dogfight su Battlefield 4, permettendo di dar sfogo una volta per tutte alle proprie abilità con la cloche. Peccato che DICE non abbia colto l’occasione per approfondire ulteriormente questa modalità, che rimane un mero “copia e incolla” dai titoli precedenti. Anzi siamo incappati ancora una volta nello stesso problema riscontrato con Battlefield 3: End Game, ovvero quello di attendere diversi minuti sulla schermata di schieramento affinché si liberasse un velivolo per fare finalmente il respawn.
Proprio come in ogni DLC di Battlefield vengono introdotte anche cinque nuove bocche da fuoco per la fanteria: il fucile britannico L85, la compatta ma letale Heckler & Koch MP7, il mitico bolt-action sniper rifle L96, l’MTAR-21 di fabbricazione israeliana e infine lo “sferragliatore” russo per eccellenza: la mitragliatrice RPK-74. Purtroppo non sappiamo dirvi, in questo periodo di continue patch, se queste armi andranno ad intaccare il bilanciamento di Battlefield 4, magari sfavorendo chi non possiede China Rising. Siamo rimasti però particolarmente contenti di poter imbracciare di nuovo alcuni di questi fucili, assenti dal franchise sin dai tempi del mitico Battlefield 2.
A questi nuovi giocattolini si accompagnano anche ben due nuovi gadget equipaggiabili dalla classe ricognizione e supporto: stiamo parlando dei droni SUAV e UCAV.
Il SUAV si potrebbe paragonare ad una versione con ali del MAV: non è altro che un aeroplano telecomandato dotato di telecamera termica. I vantaggi rispetto al MAV sono quelli di potersi cimentare in inseguimenti aerei per poter mantenere l’aggancio sui veicoli più sfuggenti, e permettere alla propria squadra di abbatterli con tutta calma. Insomma non si tratta di un gadget rivoluzionario, ma va a completare la classe ricognizione per coloro che intendono dare man forte ai genieri del proprio schieramento.
L’UCAV, sebbene sia esteticamente simile al SUAV, ha la funzione di missile teleguidato. Per poterlo utilizzare è necessario posizionarlo sul terreno, proprio come il mortaio, dopodiché basterà lanciarlo e guidarlo verso il bersaglio designato. Se da una parte questo oggetto potrebbe scatenare le più viscerali paure di elicotteristi e carristi, il fatto che debba essere posizionato e controllato direttamente dal giocatore non sembra aver generato particolari sbilanciamenti nei match online.
Fanno la loro comparsa anche due nuovi veicoli che vengono aggiunti al grande parco mezzi di Battlefield 4: ci riferiamo alle moto da cross e al bombardiere. Le prime, a dirla tutta, sono state importate dal dlc per Battlefield 3 End Game, semplicemente col qualche texture più rifinita. Rapida e scattante, la moto è il mezzo di eccellenza per chi ama percorrere lunghe distanze in brevissimo tempo. Purtroppo le due ruote ancora una volta presentano gli stessi problemi di manovrabilità riscontrati in precedenza, specialmente per chi usa mouse e tastiera.
Il bombardiere invece è un pesante e lento aereo che per molti versi ricorda quelli visti in Battlefield 1943. Potremo accedervi attraverso una container dotato di parabola posto al centro della mappa, anche se non sarà possibile prenderne il controllo diretto. Una volta entrati nel container un enorme aereo percorrerà in linea retta la mappa di gioco e grazie ad una visuale posta sull’ala saremo in grado di marcare i bersagli designati per il bombardamento. Non si tratta di un mezzo decisivo per la buona riuscita della partita, ma nelle mani giuste è in grado di infliggere un notevole numero di danni allo schieramento nemico, specialmente nelle situazioni più affollate.

Le Mappe

Anche questa volta Dice riesce a soddisfare le nostre aspettative con quattro nuove location dalla bellezza mozzafiato. La varietà dei panorami è superba: passeremo dalle giungle fluviali alle montagne rocciose, e non mancheranno assolati deserti. Non ci dovremo stupire più di tanto, dato che il level design è sempre stato il fiore all’occhiello della casa di sviluppo svedese, ma è stata davvero dura tenere le nostre mascelle serrate. Peccato solo che non sia stata colta l’occasione per approfondire meglio la levolution, che qui si limita solo all’interazione con alcuni oggetti già visti nel pacchetto base, come i soliti blocchi per il traffico o la chiusura di alcuni cancelli.

ALTAI RANGE

Una delle mappe dalle dimensioni più generose dell’offerta: entrambi gli schieramenti partono ai piedi di un alta montagna che domina incontrastata il paesaggio. Su un lato di questo gigante roccioso troviamo una stazione radio che sarà anche uno dei punti di conquista più contesi dell’intera mappa, per la sua posizione sopraelevata e la possibilità di accedere al bombardiere. E’ una mappa pensata principalmente per la guerra aerea e corazzata, con poche coperture per la fanteria e un’ampia offerta di mezzi meccanizzati.

DRAGON PASS

Un lungo fiume attraversa una vallata attorniata da imponenti formazioni rocciose, che fungono da ottimo riparo per gli elicotteri in fuga dai missili nemici. Anche in questo caso la fanteria può contare solo su una manciata di edifici disposti attorno alle bandiere, mentre i carri sono pericolosamente esposti agli attacchi aerei. La conformazione del territorio favorisce lo spostamento tramite convogli di mezzi ben difesi.

GUILIN PEAK

Una folta giungla bagnata da un fiume e ombreggiata da altissimi picchi rocciosi, la cui base è attraversata da una ragnatela di caverne, perfette per un’imboscata alla vecchia maniera. Si tratta della mappa che più si focalizza sulla fanteria in tutta l’offerta di China Rising e per molti versi ricorda il DLC Vietnam per Bad Company 2. Qui i giocatori saranno tenuti a spostarsi di continuo per evitare di incappare in qualche pattuglia nemica, che si può nascondere tra il fogliame o nella roccia.
E’ anche l’unica mappa in cui la modalità air superiority si gioca a bordo di elicotteri invece che sui jet.

SILK ROAD

La mappa che più abbiamo apprezzato di tutto il pacchetto! Ambientata nell’esotico deserto dei Gobi, Silk Road (“via della seta”) si distingue subito dalle altre mappe per i suoi bellissimi e accesi colori. Diversi avvallamenti e dune offrono un ottimo riparo per genieri e cecchini, mentre strade e saliscendi permettono ai corazzati di spostarsi e contendersi la base militare che si trova al centro della mappa. Nel frattempo elicotteri e jet lottano per la supremazia dei cieli regalando al giocatore momenti davvero mozzafiato.

Battlefield 4 Anche China Rising si conferma un buon DLC, grazie soprattutto alla maestria nel level design di DICE, che riesce a proporre location sempre nuove e stuzzicanti dal punto di vista tattico. Peccato che alcune cose spacciate come “novità” (ci riferiamo in particolare alla modalità air superiority e le motociclette) in realtà non siano altro che mere importazioni da Battlefield 3, difetti inclusi. Ad ogni modo chi ha pre-acquistato il titolo o possiede il premium pass può già gustarsi le quattro mappe che si aggiungono a quelle base. Chi invece è interessato ad acquistare China Rising il nostro consiglio è di farlo in base al proprio stile di gioco. Se siete amanti dei mezzi, in particolare di quelli aerei, sicuramente questo DLC saprà regalarvi grandi soddisfazioni. Ma al contrario, se la fanteria è il vostro unico credo, allora è meglio passare oltre e aspettare le future espansioni.

7.5