Recensione Battlefield 4: Final Stand

DICE chiude degnamente la stagione di DLC dedicati al suo sparatutto: dopo tanti contenuti altalenanti, un pacchetto solido e completo.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Battlefield 4: Final Stand
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Ormai più di un anno è passato dall'uscita del quarto capitolo della saga targata Dice. Un anno decisamente travagliato, non solo per i numerosi problemi riscontrati su PC (nostra piattaforma di prova) e console. A questo punto il titolo dovrebbe considerarsi stabile sotto ogni punto di vista, ma gli sviluppatori sono riusciti solo in parte a risolvere i bug che lo affliggono. Di certo non possiamo dire che il team abbia abbandonato il progetto in questi 12 mesi, visto l'impegno nel pubblicare patch mirate per fermare i numerosi crash, ridurre lo stuttering ed ottimizzare il netcode tanto criticato dalla community. Purtroppo non tutti i risultati sono rosei e ormai all'uscita del quarto e ultimo DLC, Final Stand, dobbiamo prenderne atto: anche a fronte del fatto che d'ora in poi la maggior parte delle risorse di Dice saranno veicolate per l'imminente l'uscita di Battlefield: Hardline, previsto per primavera 2015.
Detto questo vogliamo precisare che, come per i DLC precedenti, intendiamo valutare questo pacchetto d'espansione per la qualità dei suoi nuovi contenuti, citando ma non considerando i problemi che affliggono il titolo base, e che tutti ormai conosciamo.

CAPITOLO FINALE

Come da tradizione, Final Stand si presenta con quattro nuove innevate location per la modalità multiplayer di Battlefield 4. Il tema principale, questa volta, è la fine della guerra che vede coinvolti gli americani nell'attacco di strutture di ricerca russe volte alla creazione di armi sperimentali. I rimandi al vecchio Battlefield 2142 sono davvero tantissimi ed il fattore nostalgia è sicuramente pensato per galvanizzare i vecchi fan. Oltre alle mappe, del resto, Final Stand ci dà la possibilità di provare con mano alcuni dei prototipi che guideranno le guerre future, a cominciare dal nuovo hover tank HT-95 Lekov, che si rifà indubbiamente ai carri visti proprio in 2142. Si tratta in tutto e per tutto di un carro armato in grado di fluttuare a mezz'aria, senza bisogno di cingoli o ruote. Grazie a questa caratteristica, il mezzo è grado di affrontare qualsiasi tipo di terreno e può effettuare strafe laterali per aggirare i mezzi nemici e colpirli dal lato più indifeso. Purtroppo il cannone è ancorato allo scafo, rendendo di conseguenza il puntamento e l'alzo sono molto più lenti rispetto ad un carro dotato di torretta. Ma, a compensare questo deficit, troviamo la velocità e l'agilità del veicolo.
Altra piccola novità introdotta da Final Stand sono le motoslitte, che si integrano perfettamente con i nuovi paesaggi innevati. Si tratta di mezzi agili e scattanti, perfetti per gli spostamenti rapidi ed in grado di regalare salti ed evoluzioni a quei temerari che vorranno mettere alla prova le proprie abilità di guida. Oltre ai veicoli, il DLC introduce due nuove armi dall'aspetto decisamente futuristico. Il Rosch Mk1 è un fucile da cecchino potentissimo, già noto a chi ha giocato a Battlefield 2142. Si può equipaggiare solo come "battle pick up" nei campi battaglia. Dotato di un'ottica da 20x, si rivela l'arma perfetta per il "one shot one kill" da grandi distanze, tuttavia è penalizzato dai lunghi tempi di ricarica.

Il Phantom è un arco che ricorda molto da vicino quello usato in Crysis 3: può essere equipaggiato con due tipi di frecce, uno per falciare la fanteria e uno per far fronte ai veicoli leggeri, dotato di testate esplosive. Si tratta di un'arma assolutamente letale e silenziosa, ma attenzione: non sarà facile ottenerla. Tra i requisiti di sblocco c'è anche quello di accedere ad una stanza nascosta nella mappa Hangar 21, disattivare un campo di forza e mettere finalmente le mani sul prototipo.
Oltre alle armi il DLC sblocca due nuovi gadget: il drone da combattimento XD1-Accipiter, sotto forma anch'esso di "battle pickup", e il DS3-Decoy, equipaggiabile a piacimento. L'XD1 è simile ai droni da ricognizione per la classe Recon, con la possibilità però di sparare. Il DS3 invece è un interessante giocattolino che, una volta depositato a terra, genera falsi segnali ostili sulla minimappa del nemico ed emette "finti suoni" di battaglia. Uno strumento versatile e utilissimo per prendere alle spalle l'avversario, se in multigiocatore vi piace adoperare un approccio stealth. Rispetto alle precedenti offerte non è stata introdotta alcuna nuova modalità multiplayer, tutto sommato però la cura nei particolari posta in questo DLC non sfigura rispetto ai precedenti pacchetti dell'offerta Premium.

LE MAPPE

Final Stand chiude il quarto capitolo della saga di Battlefield e lo fa - dal punto di vista dei contenuti- con il botto. Le quattro nuove mappe sono ambientate nella Russia siberiana, con il tema ricorrente della neve che riporta ancora una volta i nostalgici a Battlefield 2142, grazie alla presenza di strutture e oggetti che rievocano il capitolo futuristico targato Dice. Ancora una volta, a stupire, è la maestria nel level design da parte degli sviluppatori, che con cura hanno predisposto caverne, cunicoli e passaggi nascosti al fine da evitare colli di bottiglia negli scontri multiplayer. Peccato solo che il concetto di Levolution non sia andato oltre alla possibilità di azionare qualche interruttore, generando tutt'al più qualche evento scriptato. Col senno di poi, questa feature non ha rivoluzionato il titolo, ma è stata pur sempre una piacevole aggiunta e speriamo che venga ulteriormente sviluppata per futuri capitoli.

Giants of Karelia
Giants of Karelia è l'unica mappa che non si presenta con un paesaggio innevato. Sotto una pioggia mista a neve si estende il paesaggio rurale di un fiume, sul quale si intersecano una strada ed una ferrovia. La location si estende in lunghezza con diversi saliscendi che espongono pericolosamente la fanteria al grande numero di veicoli presenti sulla mappa. Ma la ciliegina sulla torta è costituita da un laboratorio segreto dove vengono assemblati i famigerati prototipi del temutissimo T1- Battlewalkers di Battlefield 2142. Purtroppo non è possibile salirci, tuttavia sfruttando la levolution saremo in grado di far collassare il soffitto della struttura sulla testa degli ignari malcapitati.

Hammerhead
E' la mappa con meno "citazioni" rispetto alle altre presenti nel pacchetto. Ambientata su un lago ghiacciato, questa location non offre molte coperture per la fanteria, eccezion fatta per la base di sottomarini nascosta nella montagna al centro della mappa. Tuttavia anche i veicoli sono particolarmente esposti, specialmente sulla superficie ghiacciata del lago che, sotto gli esplosivi, si può infrangere e farli affondare. Ad un certo punto della partita una tempesta di neve si abbatterà sul terreno di gioco, abbassando notevolmente la visibilità e mettendo in notevole difficoltà i piloti a bordo dei mezzi aerei.

Hangar 21
Hangar 21 è senza ombra di dubbio la mappa che abbiamo apprezzato di più in tutta l'offerta di Final Stand. L'azione vede entrambi gli schieramenti combattersi alle pendici della montagna entro la quale alloggia nientemeno che un prototipo di Titan, la famigerata corazzata aerea di Battlefield 2142. Ma non è finita qui, perché una delle bandiere ospita un prototipo lancia-pod in grado di catapultare i soldati da una parte all'altra della mappa in un batter d'occhio. Questa location alterna egregiamente i combattimenti all'aperto tra veicoli e quelli focalizzati sulla fanteria nei giganteschi interni che ospita. L'uso della levolution permette di eseguire un test sui razzi del Titan, polverizzando qualsiasi avversario si trovi sotto di essi.

Operation Wipeout
Operation Wipeout si presenta con uno scenario inconfondibilmente artico. Da una parte, incastrato tra gli iceberg, si trova un sottomarino dal quale si può controllare un bombardiere identico a quello visto in China Rising. Dall'altra si estendono degli edifici che ricordano molto da vicino i panorami visti in 2142. Oltretutto in questa mappa è disponibile l'hover-tank citato precedentemente, nascosto in una struttura di ricerca sotterranea. Anche questa location fa uso dei grandi spazi, rendendo il supporto aereo a dir poco fondamentale per la fanteria e i veicoli.

Battlefield 4 Final Stand Un tuffo nel passato. Ecco cosa si è rivelato Battlefield 4: Final Stand, risvegliando la morbosa tentazione di reinstallare Battlefield 2142. Probabilmente chi non ha mai conosciuto il vecchio capitolo della saga si perderà tutte le squisite citazioni all'interno di questo DLC, ma i fan di vecchia data ne rimarranno estasiati. Quest'ultimo add on di Battlefield Premium si presenta con poche armi e senza una nuova modalità, ma dal punto di vista qualitativo rimane sui medesimi eccellenti livelli delle espansioni che l'hanno preceduto. E' davvero un peccato che Battlefield 4 risulti affetto ancora oggi da problemi strutturali perché, dal punto di vista dei contenuti, Final Stand non poteva chiudere l'offerta Premium in modo migliore.

8.5

Che voto dai a: Battlefield 4 Final Stand

Media Voto Utenti
Voti totali: 2
9
nd