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Recensione Battlefleet Gothic: Armada

Dopo uno sviluppo lungo e travagliato, arriva finalmente Battlefleet Gothic: Armada, trasposizione videoludica del gioco da tavolo ambientato nell’universo fantascientifico di Warhammer 40.000.

Versione analizzata: PC
recensione Battlefleet Gothic: Armada
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Carlo Cicalese Carlo Cicalese respira, mangia e sogna mondi videoludici dal 1995, aspira a diventare uno dei migliori comunicatori italiani del settore e migliorare la percezione del medium videoludico nel grande pubblico. É un fanboy di Warhammer 40.000, quindi lanciategli un "For the Emperor!" su Facebook e Twitter per farvelo amico.

Il percorso che ci ha portato alla stesura della seguente recensione è stato irto di insidie e asperità, costellato di successi e fallimenti, nonché di campagne troppo rovinate per essere salvate e, quindi, di ripartenze integrali. Questo dovrebbe già farvi intuire la nostra opinione su Battlefleet Gothic: Armada, trasposizione videoludica del gioco da tavolo ambientato nell'universo fantascientifico di Warhammer 40.000 e pubblicato nel 1999 da Games Workshop, sviluppato dalla neonata Tindalos Interactive con la benedizione della casa di Nottingham. Alternando battaglie fra vascelli spaziali di dimensioni sempre più colossali e fasi gestionali in cui si è costretti a riflettere turno dopo turno, il gioco riesce nell'intento di mantenere viva l'attenzione dell'utente nella campagna per giocatore singolo. Le schermaglie da due a quattro giocatori, invece, disponibili sia online che offline, rappresentano l'anello debole della produzione, ma almeno permettono di giocare nei panni di ammiragli di flotta appartenenti a tutte le razze attualmente disponibili ed a quelle che verranno pubblicate in futuro. Prima di discutere sul valore ludico del titolo, comunque, vi proponiamo un "breve" accenno del contesto in cui nasce questa produzione.

Oh eterno Imperatore Dio... Proteggici dalle insidie del Warp!

Battlefleet Gothic: Armada prende spunto diretto dal gioco da tavolo originario, a sua volta ambientato durante il periodo storico, dell'universo di Warhammer 40.000, denominato Guerra Gotica (per via del Settore Goticoin cui si è svolto il conflitto). Localizzato nel Segmentum Obscurus, regione della galassia in cui si trova il famigerato Occhio del Terrore (frattura nel tessuto spazio-temporale dalla quale suppurano continuamente le malefiche energie del Warp, nonché altri orrori come le navi degli Space Marine traditori, che si schierarono con il Primarca Horus nella sua eresia contro l'Imperatore), il Settore Gotico fu il teatro della dodicesima incursione nello spazio imperiale da parte di Abaddon il Distruttore, Signore della Guerra del Chaos, interessato ad appropriarsi di vari artefatti, tra i quali le misteriose Fortezze Pietranera, strutture costruite in epoche dimenticate dai poteri inizialmente sconosciuti. In questo periodo eccezionalmente pericoloso per l'Imperium, noi giocatori vestiamo i panni del neopromosso Ammiraglio Strife, sopravvissuto all'avanguardia della flotta del Chaos e primo ufficiale ad avvisare i governanti del Settore sul pericolo incombente. Dopo il dovuto "interrogatorio" da parte dell'Inquisitore Horst, personaggio incastonato nel background di Battlefleet Gothic e nostro punto di contatto con il resto dell'Imperium, ci ritroveremo coinvolti in un conflitto che assumerà toni progressivamente più disperati, con cinquanta pianeti da proteggere, ad ogni turno, dagli assalti soverchianti delle armate del Chaos, dei predoni Orki e dei Corsari Eldar.

Guerra di logoramento

Pur somigliando, vagamente, alla mappa di un titolo della serie Total War, la campagna di Battlefleet Gothic: Armada si svolge in modo molto differente rispetto agli strategici di Creative Assembly. Invece di muovere le proprie flotte, rappresentate da segnalini, sulla mappa, il numero di dispiegamenti disponibile a ogni turno è determinato da una serie di fattori esterni, tra i quali il possesso o meno di determinati oggetti da parte di Abaddon, le "condizioni meteo" del Warp (la dimensione alternativa, incidentalmente dimora degli Dei del Chaos, attraverso cui è possibile viaggiare per lunghe distanze) e, soprattutto, il numero di pianeti con la caratteristica "Portale" sotto la nostra giurisdizione. I mondi imperiali, infatti, non esistono unicamente come territori da conquistare o difendere attraverso le missioni, ma hanno anche una loro importanza nell'economia della campagna, in quanto sedi di uno o più importanti "strutture" di potenziamento.

Il numero di strutture complessivamente possedute dalla nostra fazione influenza in modo progressivamente importante una serie di parametri, come la già citata possibilità di ottenere uno schieramento aggiuntivo, il costo dei potenziamenti per le navi della flotta, il numero di Punti Fama (Renown Points ottenuti a fine missione) e il costo di manutenzione e riparazione per le navi dispiegate. Saper scegliere, da subito, quali pianeti salvare ad ogni turno diventa una necessità evidente con l'avanzare della campagna, quando il numero di mondi "rilevanti" da proteggere supera quello delle battaglie sostenibili: soprattutto considerando che quelli lasciati per troppo tempo in mani nemiche vengono eventualmente condannati all'Exterminatus. Al termine del conto alla rovescia, di solito molto breve, i pianeti sanzionati con l'Exterminatus vengono letteralmente devastati e gli abitanti sterminati da bombardamenti a base di bombe virus e siluri ciclonici, rimuovendoli di fatto dalla campagna insieme ai suoi bonus.

Battaglie navali nello spazio siderale

Oltre alla componente di "Alta Strategia", già di per sé pregevole e godibile grazie agli intermezzi narrativi e ai dialoghi fra le varie figure di alto livello, Battlefleet Gothic: Armada offre anche una solida modalità RTS, attraverso la quale si svolgono le missioni vere e proprie. Divise in cinque categorie (Cruiser Clash, Assassination, Convoy, Planetary Assault e Data Recovery, a loro volta affrontabili come "attaccanti" o "difensori"), le missioni prevedono la partecipazione di un numero di vascelli tale da non superare un dato "punteggio della flotta", un concetto comune alle "liste dell'armata" dei giochi tabletop; più sono grandi le navi e più punti richiedono per essere schierate, ma va da sé che una flotta di 14-15 navi di scorta, le più economiche, non può avere alcuna possibilità di successo contro due Incrociatori da Battaglia.

Previsioni dai Tarocchi dell'Imperatore

Previsioni dai Tarocchi dell'Imperatore. Nel momento in cui scriviamo questa recensione, il publisher Focus Home Interactive e lo sviluppatore Tindalos Interactive hanno già annunciato i contenuti previsti per in futuro per Battlefleet Gothic: Armada, complice il gran successo riscosso. Oltre alla flotta dedicata agli Space Marine, confermata nei mesi scorsi e disponibile prossimamente e in forma gratuita per chi ha prenotato il gioco, gli sviluppatori hanno annunciato lo sviluppo della flotta Tau, che fa capo all'omonima razza, in arrivo dopo l'Estate e sempre gratuitamente per gli "early adopters". Sono previsti inoltre un nuovo sistema di matchmaking, basato sull'algoritmo ELO, partite classificate e una leaderboard mondiale, alle quali si affiancano la possibilità di organizzare partite personalizzate con gli amici e supporto per tornei privati. Ulteriori novità riguardano nuove skill uniche per le singole razze, la possibilità di impostare un set di comandi base per le navi nella schermata di personalizzazione e un sistema di imprese d'elite, con relativa leaderboard, che metterà i giocatori di fronte a battaglie sempre più epiche.

Le astronavi schierabili sono divise in sei categorie, che vanno dalle piccole Navi di Scorta alle possenti Navi da Battaglia, a loro volta suddivise in classi, che identificano le particolari combinazioni di armi e "accessori" che possono essere montate su di esse. Con l'aumentare del livello d'esperienza dei vascelli, a questi equipaggiamenti "standard" (che includono cannoni macro e al plasma, lance laser, lanciamissili, lanciatorpedo e hangar da cui lanciare i caccia di supporto) vengono affiancate Abilità speciali (come la possibilità di effettuare micro-salti nel Warp per svincolarsi da una situazione di accerchiamento, oppure lanciare sonde Auspex, in grado di individuare i nemici lungo il proprio percorso) e Potenziamenti, con cui è possibile aumentare parametri come le resistenze e migliorare le prestazioni delle armi montate a bordo. Le classi sono solo uno dei modi con cui vengono distinte le navi delle varie fazioni, perché ogni razza di Battlefleet Gothic: Armada ha un approccio diverso al combattimento, che va dagli attacchi dalla lunghissima distanza del Chaos allo speronamento selvaggio dei Pirati Orki, passando per le tattiche "mordi e fuggi" dei Corsari Eldar e le formazioni serrate dell'Imperium, in grado di rispondere ai tentativi di fiancheggiamento con devastanti salve di bordata. Questi orientamenti si notano nei "Favori" che si possono affibbiare alle navi: che si tratti della benedizione di uno dei quattro Dei del Chaos, della dottrina di Arcamondi Eldar come Ulthwé e Biel-Tan o dell'appoggio da parte dell'Inquisizione Imperiale, i Favori conferiscono ai vascelli bonus importanti, che ne rendono ancora più importante la presenza e la sopravvivenza sul campo di battaglia, ripagando ampiamente il costo in Renown.

Siluri e dritta, manovre evasive!

Al di là delle abilità attive, dei potenziamenti passivi e dei bonus concessi dai Favori, una volta schierate le navi sulla mappa tocca al giocatore e alla sua abilità di comando trovare il modo di vincere.

A differenza di altri strategici spaziali, in cui le unità sparano in tutte le direzioni, senza distinzione di altezza o profondità del bersaglio, le armi montate sui vascelli di Battlefleet Gothic: Armada hanno un raggio d'azione ben definito, che si estende per 90° sulle batterie di fiancata e fino a 270° per le torrette dorsali per la maggior parte delle flotte. Le navi Eldar, a causa del loro design affusolato e della tattica d'ingaggio basata sulla velocità di manovra, concentrano tutto l'armamentario sulla prua. Va da sé che, per prevalere sull'avversario, bisogna imparare bene a sfruttare i vari comandi presenti nell'interfaccia, che gestiscono aspetti della navigazione come la propulsione e la direzione da cui si preferisce avviare l'attacco. Se questi ultimi comandi vanno modificati regolarmente durante le battaglie, in modo da esporre sempre il lato meno danneggiato al nemico e impostare la distanza giusta da cui fermarsi a sparare durante gli inseguimenti, l'uso delle altre operazioni è più situazionale, legato alla necessità di sfuggire a siluri o bombe nemiche, spostarsi rapidamente da un punto all'altro della mappa, oppure di inseguire il vascello nemico contenente i dati da rubare, prima che quest'ultimo possa saltare nel Warp. In questi casi diventa fondamentale l'uso della pausa tattica, denominata Tactical Cogitator, che rallenta lo scorrere del tempo a una frazione del normale, permettendo di pianificare con calma la strategia e di assegnare i comandi necessari a tutte le navi del proprio contingente.

La carena del vascello

Tecnicamente Battlefleet Gothic: Armada si assesta vicino alla vetta degli strategici in tempo reale. Pur non sapendo nulla dei trascorsi nell'industry degli sviluppatori di Tindalos Interactive, il lavoro svolto con l'Unreal Engine 4 ne evidenzia la competenza. Nonostante la complessità delle ambientazioni sia "minima", consistente, generalmente, in vaste regioni di spazio costellate da occasionali nubi gassose (ideali per nascondersi alla vista del nemico), masse di asteroidi, detriti e relitti, è il dettaglio dei vascelli a stupire l'osservatore. Sia sul campo che, soprattutto, nelle schermate di personalizzazione, ovvero i "porti". In questa sede è possibile apprezzare dettagli come le guglie dorsali e le sinistre polene che adornano le prue delle navi Imperiali, la ruggine e l'usura, segno dei millenni passati in navigazione all'interno dell'Immaterium delle navi del Chaos.

E ancora la composizione confusa e anarchica di postbruciatori e armi sui rottami volanti degli Orki, e le rifrazioni misteriose sulle vele solari dei vascelli Eldar. Anche effetti e animazioni si attestano su ottimi livelli, con sfondi dettagliati e visivamente molto interessanti, soprattutto quando vengono ritratti fenomeni spaziali come stelle collassate e nebulose lontanissime, mentre in primo piano navi pesantissime si speronano in una disperata lotta per la sopravvivenza, in cui chi soccombe esplode in mille pezzi, lanciando detriti in tutte le direzioni e lasciando relitti tristi e anneriti dal fuoco. Unico difetto, riscontrato anche in sede di anteprima e non ancora sistemato, riguarda la sparizione delle scie dei postbruciatori di alcune navi, durante le carrellate iniziali delle missioni: un dettaglio in ogni caso trascurabile.

Battlefleet Gothic: Armada Una delle aspirazioni principali di un giocatore di RTS è quella di poter comandare decine di soldati sul campo di battaglia. In Battlefleet Gothic: Armada si dispone della vita di decine di migliaia di persone alla volta, comodamente rinchiuse in colossali bare volanti, o meglio, navi spaziali impegnate in epici scontri nello spazio siderale. La dimensione relativamente contenuta delle forze in campo potrebbe far sospettare una facilità di risoluzione degli scontri, ma in realtà il micro-management non è meno complesso, considerando il numero di parametri da tenere in considerazione in ogni momento dello scontro (dalla gittata delle armi alla traiettoria dei siluri che sfrecciano da un lato all’altro della mappa, al carburante rimasto per le manovre evasive, al cooldown degli ordini speciali lanciabili dal ponte di comando). In definitiva, il titolo di Tindalos Interactive si propone come un'eccellente trasposizione digitale del boardgame originale, nonché come un’ottima prima prova per il neonato studio di sviluppo. Insomma: un’altra stella è apparsa nel firmamento digitale del franchise Warhammer 40.000, che quest’anno compie 30 anni dalla prima apparizione degli Space Marine.

8.8

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