Recensione Bayonetta

In attesa del secondo capitolo, la prima avventura di Bayonetta torna in grande stile su Wii U

Bayonetta

Videorecensione
Bayonetta
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

La prima sensazione che attraversa la testa nell'avviare nuovamente Bayonetta dopo circa cinque anni è quella di profonda invidia. Solo chi, per un motivo o per l'altro, scopre per la prima volta l'action game di Hideki Kamiya in questa sua nuova edizione per Wii U può infatti rivivere in pieno l'esaltazione che scaturisce già dai suoi titoli di apertura. Quasi un lustro fa, infatti, la strega di Platinum Games arrivava in punta di piedi sulle allora ammiraglie Microsoft e Sony portando con sé un combat system rivoluzionario, non tanto nei suoi elementi di base, quanto nell'esecuzione e nella fluida eleganza che ne caratterizzava ogni azione di gioco, raggiungendo vette qualitative ancora in attesa di essere raggiunte da qualsiasi congenere.
Oggi, lo stesso titolo raggiunge Wii U come parte del 'pacchetto' che Bayonetta 2 si appresta a mettere a disposizione per tutti gli utenti della travagliata console Nintendo, aggiungendo (se ce ne fosse bisogno) ancora più valore all'esclusiva che la casa di Kyoto ha saggiamente deciso di accaparrarsi.

L'ETERNA LOTTA

Le vicende che fanno da contorno a questa nuova versione di Bayonetta rimangono, nel bene e nel male, identiche a quelle vissute durante la sua prima uscita: in sintesi, si tratta dell’ennesimo scontro millenario tra fazioni intente ad ottenere un potere tale da controllare il mondo; le parti in gioco, stavolta, sono le Streghe di Umbra e i Saggi di Lumen, una maniera come un’altra per dire luce contro oscurità.
Sebbene non molto coinvolgente, la trama è sostenuta e resa più vivace e godibile dal carisma di Bayonetta, ultima discendente di Umbra dedita alla confusa ricerca di tracce da un passato perduto.
La bella protagonista, infatti, non è solo in grado di sfruttare il suo fisico mozzafiato -complice un vestito “seconda pelle”- per siparietti al limite della commedia sexy anni ’80, ma è capace anche di sostenere in maniera convincente situazioni comiche tipiche dell’immaginario giapponese.
A fare da spalla ma anche, di tanto in tanto, da “direttore d’orchestra” in queste situazioni troviamo Luka, giornalista dongiovanni costantemente sulle tracce della strega (senza poterla vedere, peraltro), che ritiene responsabile del misterioso assassinio del padre.
I due, in unione ad un altro paio di comparse, riescono quindi a far vivere le vicende a cuor leggero, mettendo sin dall’inizio in secondo piano la natura piuttosto banale dell’incipit.
A livello ludico, questa edizione 'remastered' di Bayonetta non aggiunge nulla di nuovo al pressoché perfetto combat system già conosciuto anni addietro; le dinamiche al suo interno, che ad un primo impatto potrebbe risultare come una semplice evoluzione del button mashing visto in altri titoli, si rivelano infatti portatrici sane di un profondità ancora eccezionale: solo inserendo attentamente una pausa tra le pressioni, combinando in diverse maniere calci, pugni e salti, e addirittura cambiando armi durante l’esecuzione di una combo potremo avere la meglio su tutte le tipologie di avversari.

L'eleganza e la fluidità nella transizione dei movimenti che accompagnano l'esecuzione di colpi speciali e combo non hanno perso un briciolo del loro fascino: grazie a pattern di attacco nemici calibrati in modo egregio e ad un utilizzo della schivata intelligente come in pochi altri casi, l'azione su schermo sembra sempre comporsi di letali coreografie, talmente naturali nella loro realizzazione da sembrare, per certi versi, precalcolate come quelle all'interno delle esplosive scene di intermezzo. All'interno del combat system, ovviamente, fanno il loro ritorno tutti quegli elementi che hanno arricchito e contraddistinto, anche stilisticamente, il titolo originale, come gli ormai iconici Torture Attacks (utilizzabili per infierire sui nemici in modo beffardamente sadico una volta caricato l'apposito indicatore), Wicked Weaves (evocazioni di enormi demoni con i quali chiudere una combo in grande stile) e Witch Time (un temporaneo 'rallenty' del tempo intorno a noi che si innescherà schivando un attacco con il giusto tempismo).
Identico sarà anche il sistema di crescita del personaggio che passerà nuovamente per la raccolta di aureole, rilasciate dai nostri angelici avversari dopo la loro dipartita, spendibili all'interno del 'Gates of Hell': il locale del buon Rodin, infatti, ci permetterà ancora una volta di aggiornare l'armeria e la lista di tecniche a disposizione dell'affascinante strega protagonista del gioco, così come di acquistare tutta una serie di oggetti consumabili curativi e di varia natura.

UN NUOVO GUARDAROBA

Il ritorno in massa di tutti gli elementi già conosciuti nella prima edizione del titolo Platinum Games, comunque, non deve trarre in inganno sull'effettivo inserimento di novità (per quanto puramente coreografiche) all'interno di questa versione Wii U: tra i protagonisti della campagna di marketing che ha accompagnato l'avvicinamento a Bayonetta 2 e, di conseguenza, a questa riedizione del primo capitolo del franchise, troviamo infatti la possibilità di vestire la protagonista del gioco con quattro nuovi costumi a tema Nintendo. Sin dal capitolo introduttivo, prima di ogni livello potremo decidere con quali indumenti affrontare lo stage successivo scegliendo liberamente tra una versione sexy degli abiti della Principessa Peach, una variante ispirata alla Principessa Daisy, un modello su misura dell'armatura di Samus Aran ed un adattamento femminile del classico costume di Link. Ogni costume, oltre che ad un ovvio cambio di design nel modello poligonale di Bayonetta (che si protrarrà anche durante le scene di intermezzo), porterà con se caratteristiche diverse: in abiti da principessa, ad esempio, potremo concludere le nostre combo con Wicked Weaves che chiameranno in causa un gigantesco Bowser, mentre all'interno dell'armatura appartenente alla cacciatrice di taglie più famosa dell'universo potremo sfruttare il celebre Braccio Cannone al posto delle normali pistole e decidere di indossare o meno il suo tradizionale visore. Il costume meno riuscito del pacchetto, a conti fatti, risulta essere quello dell'Eroe della Triforza: se l'aggiunta di Master Sword e Scudo provenienti dalla famosa serie di action-rpg Nintendo poteva infatti tradursi nell'inserimento di uno stile di combattimento leggermente diversificato rispetto ai canoni del titolo Platinum Games, gli sviluppatori hanno preferito relegare l'iconico equipaggiamento di Link ad una parata eseguibile inclinando la levetta analogica sinistra verso il nemico appena prima di ricevere un attacco; questo, in un gameplay dichiaratamente ultra-offensivo dove la parata (già di default) viene sostituita dalla fondamentale schivata o, più avanti nel gioco, dalla trasformazione in stormo di pipistrelli, utile per limitare al minimo i danni di un fendente appena subito.

Qualsiasi sia la scelta del giocatore ad inizio livello, comunque, l'aggiunta di questi nuovi costumi stona leggermente con il design generale dell'opera di Kamiya e offre veramente poco a livello di gameplay, risultando apprezzabile ai fan Nintendo grazie chicche come la trasformazione delle aureole in Rupie o Monete d'oro (effetti sonori compresi) e pochissimo altro.
Un'ulteriore nuovo elemento che, purtroppo, sembra destinato a condividere lo stesso destino nel suo equivalente in Bayonetta 2 è il debutto dei comandi touch tramite GamePad: l'estrema basilarità e semplicità degli imput, infatti, li renderà adatti solamente a chi volesse giocare ad una versione estremamente 'facilitata' del titolo Platinum, data la perdita quasi totale di fascino del combat system quando associato al pennino.
Anche il bilanciamento dei vari livelli di difficoltà non sembra aver subito sostanziali modifiche, presentando un livello di sfida pressoché inesistente nei livelli Novizio e Facile, per poi iniziare a fare sul serio già da Normale (l'ultimo dei livelli di difficoltà inizialmente disponibili) in poi.
Graficamente, il lavoro svolto per questa riedizione da parte del team di sviluppo appare un'evoluzione del già ottimo engine conosciuto su Xbox360, ora arricchito da un framerate portato in modo più stabile a 60 frame per secondo e liberato dal fastidioso tearing che di tanto in tanto ne affliggeva le schermate, con un'ottima resa anche anche in Off-TV Play su GamePad. Sostanzialmente invariata, invece, l'eccellente sezione audio, con un doppiaggio ora disponibile in lingua Giapponese o Inglese (entrambe sottotitolate in italiano).

Bayonetta Sicuramente annoverabile tra gli 'extra' più lussuosi che la Storia videoludica possa ricordare, Bayonetta ritorna su Wii U ancora carico di tutti quegli elementi che gli sono valsi un posto d'onore nell'Olimpo degli stylish/action game moderni. Nella sua edizione 'remastered', il capolavoro Platinum Games si mostra come un'occasione eccezionale per qualunque possessore di Wii U che, portandosi a casa il secondo capitolo delle avventure di Bayonetta, avrà compresa nel prezzo una delle pietre miliari del genere. Certo, chi dovesse aver già completato in lungo e in largo questo primo episodio difficilmente troverà in questa sua nuova edizione novità tali da farlo sobbalzare sulla propria postazione di gioco, ma il collaudato gameplay, unito alle colorite novità in tema Nintendo non potranno che meritarsi un ulteriore playthrough su quella che, a tutti gli effetti, è la nuova 'casa' della strega più sexy di tutti i tempi.

8

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